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	<title>ANDU</title>
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	<description>Associazione Nazionale Docenti Universitari</description>
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		<title>Ancora la BUFALA dei &#8220;concorsi locali responsabili&#8221;</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2010/03/09/ancora-la-bufala/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 12:17:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[AGGIORNAMENTO del 10.3.10: il sito “Rinnovare le istituzioni” ha ripreso e commentato questo messaggio.
==================
(SEGNALIAMO le interessanti interviste di Telebue a Denis Brotto e Paola Mura dell&#8217;Università di Padova sul DDL governativo)
          Quando è stata imposta la legge Berlinguer sui concorsi locali le argomentazioni usate sono state sostanzialmente le stesse di quelle che oggi sono usate per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em><span style="color: #ff0000;">AGGIORNAMENTO del 10.3.10</span>: il sito “Rinnovare le istituzioni” ha <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.rinnovareleistituzioni.it/bufal.html">ripreso e commentato</a></span> questo messaggio.</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">==================</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">(SEGNALIAMO le interessanti <span style="color: #ff0000;">interviste</span> di Telebue a <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=6Ue_3TdtZaA">Denis Brotto</a></span> e <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=MVFW-ax9Dls">Paola Mura</a></span> dell&#8217;Università di Padova sul DDL governativo)</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Quando è stata imposta la legge Berlinguer sui concorsi locali le argomentazioni usate sono state sostanzialmente le stesse di quelle che oggi sono usate per propagandare la bontà della “chiamata responsabile degli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">Atenei</a>”.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Di seguito:</p>
<ol style="TEXT-ALIGN: justify">
<li><span style="color: #ff0000;">La SINTESI della propaganda del 1996</span> (<strong>Eco, Panebianco, De Rienzo, Schiavone, Pera</strong>) a favore dei concorsi locali.</li>
<li><span style="color: #ff0000;">Le PREVISIONI di allora dell’ANDU</span> sulle conseguenze di quella legge. Previsioni che rinnoviamo rispetto al ‘nuovo’ meccanismo concorsuale che i DDL governativo e del PD vogliono ora imporre.</li>
<li><span style="color: #ff0000;">L’’AUTODENUNCIA’ nello stesso DDL</span> governativo della ‘qualità’ del concorso locale.</li>
</ol>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;"> 1. SINTESI della propaganda</span> mediatica nel 1996 a favore della Legge Berlinguer che ha introdotto i &#8220;concorsi finti&#8221; a ordinario e ad associato:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">- <strong>Umberto Eco</strong> su Repubblica del 23.7.96 sosteneva che la Legge Berlinguer &#8221;cerca di far funzionare l&#8217;università come i giornali o un&#8217;altra azienda produttiva. <span style="text-decoration: underline;">Gli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">atenei</a> diventano responsabili della scelta del professore di cui hanno bisogno</span>. Ma allora avverrebbe quel che avviene per i giornali: alcuni fanno ottime scelte, vendono bene e sono considerati autorevoli, altri fatti male, e tirano a campare. O chiudono&#8221;. Se non passa senza sostanziali modifiche la legge Berlinguer &#8220;addio Europa&#8221;, concludeva. </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">- <strong>Angelo Panebianco</strong> sul Corriere della Sera del 22.7.96 affermava che solo &#8221;con l&#8217;autonomia e la liberta&#8217; di competizione&#8221; si puo&#8217; contrastare il provincialismo&#8221;.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">- <strong>Giorgio De Rienzo</strong> sul Corriere della Sera del 6.7.96 scriveva che con le nuove norme della legge Berlinguer &#8220;i nuovi concorsi dovrebbero sfuggire alle vecchie logiche mafiose. Infatti sarà più difficile per i membri della commissione stabilire accordi truffaldini, poiché si troveranno a decidere su un solo posto, per un singolo ateneo, e non più posti a livello nazionale.&#8221;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">- <strong>Aldo Schiavone</strong> su Repubblica del 24.7.96 asseriva che è &#8220;importante non perdere tempo in discussioni improduttive impancate solo per vanificare tutto&#8221;. Berlinguer, per &#8220;vincere una partita difficile&#8221;, &#8220;la conduca con freddezza e duttilità &#8211; come sa del resto fare&#8221;. &#8220;Vada per la sua strada, con fermezza e alla luce del sole.&#8221;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">- <strong>Marcello Pera</strong> sul Corriere della Sera del 25.7.96: &#8220;Finalmente abbiamo un bel ministro di destra &#8211; ha esordito il senatore berlusconiano -. Proprio quello che ci voleva! Se ha bisogno di aiuto, eccomi qua&#8221;. &#8220;L&#8217;essenziale e&#8217; resistere alle pressioni del partito trasversale che si oppone al rinnovamento. E&#8217; una lobby potentissima: associati, ricercatori, sindacati dell&#8217;università&#8221; (in realtà, purtroppo, era solo l&#8217;ANDU, <em>ndr</em>) </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Tra coloro che costituivano &#8216;l&#8217;opinione pubblica&#8217; sulle questioni universitarie, solo <strong>Nicola Tranfaglia</strong> riconobbe che &#8220;il decentramento così realizzato rischia di accentuare gli aspetti di clientelismo e di localismo già forti nelle nostre università.&#8221; (da Repubblica del 25.7.96).</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Naturalmente l&#8221;opinione pubblica&#8217; allora vinse &#8211; come sempre - e la Legge Berlinguer fu approvata.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;"> 2. PREVISIONI dell&#8217;ANDU.</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Il 27 giugno 1998, <span style="text-decoration: underline;">prima</span> dell&#8217;approvazione della legge Berlinguer, l&#8217;ANDU aveva scritto:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">       &#8220;Con questa legge i concorsi locali ad ordinario e ad associato risulteranno una <span style="text-decoration: underline;">finzione</span> come da sempre lo sono quelli a ricercatore. Localismo, nepotismo e clientelismo (parole usate oltre dieci anni fa!, <em>ndr</em>), già ampiamente esercitati nei concorsi per l&#8217;ingresso nella docenza, saranno praticati anche nell&#8217;avanzamento nella carriera, in misura di gran lunga superiore a quanto sperimentato con gli attuali meccanismi concorsuali&#8221; (&#8221;Università Democratica&#8221;, n. 162-163, p. 5).</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         E nel dicembre 1998 l&#8217;ANDU ha aggiunto: &#8220;ora anche la carriera deve essere decisa attraverso una cooptazione personale da parte di quelli che una volta si chiamavano baroni ed è ad essi che bisognerà affidarsi, con adeguati comportamenti anche umani, per vincere concorsi che sono considerati, non a torto, una mera perdita di tempo, un fastidioso ritardo all&#8217;attuazione di una scelta già operata.&#8221; (&#8221;Università Democratica&#8221;, n. 168-169, p. 7).</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;"> 3. ‘AUTODENUNCIA’ nel DDL governativo.</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         Che il concorso locale equivalga ad una cooptazione personale lo attesta quanto contenuto nello stesso DDL governativo che al comma 9 dell’art. 12 prevede il “finanziamento di bandi per il reclutamento di ricercatori a tempo determinato da destinare” “<span style="text-decoration: underline;">su base nazionale</span>” “a giovani studiosi di elevate e comprovate capacità” “previa presentazione di specifici programmi di ricerca. La selezione dei vincitori è affidata a una o più commissioni composte da eminenti studiosi, anche stranieri, designati dal Ministro (sic!) su proposta dell’ANVUR”. Insomma per avere un reclutamento qualificato si affida la scelta a commissioni nazionali. In tal modo esisteranno ricercatori a TD scelti a livello nazionale e ricercatori a TD di produzione locale, di capacità meno elevate e meno comprovate, che serviranno a foraggiare il nepotismo accademico.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>A Pisa Assemblea il 26 marzo 2010</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2010/03/09/a-pisa-assemblea-il-26-marzo-2010/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 12:02:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Docenza]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[AGGIORNAMENTO del 10.3.10: Le nuove proposte per il prepensionamento volontario e incentivato dei professori e dei ricercatori saranno discusse nel S.A. del 16.3.10 (v. Tirreno e Nazione).
========
Associazioni Sindacali Universitarie
ADRUP-CNU, ANDU, FLC-CGIL , CISL-Università, UIL-PAUR  AFAM dell’Ateneo Pisano  
Le scriventi Organizzazioni Sindacali e Associazioni della Docenza Universitaria informano che il Senato Accademico del nostro Ateneo sta riconsiderando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em><span style="color: #ff0000;">AGGIORNAMENTO del 10.3.<span style="color: #ff0000;">10</span></span><span style="color: #ff0000;">:</span> Le nuove proposte per il prepensionamento volontario e incentivato dei professori e dei ricercatori saranno discusse nel S.A. del 16.3.10 (v. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2010/03/10SIQ3141.PDF">Tirreno</a></span> e <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2010/03/10SIQ3111.PDF">Nazione</a></span>).</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">========</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Associazioni Sindacali Universitarie</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>ADRUP-CNU, ANDU, FLC-CGIL , CISL-Università, UIL-PAUR  AFAM dell’Ateneo Pisano  </strong></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Le scriventi Organizzazioni Sindacali e Associazioni della Docenza Universitaria informano che il Senato Accademico del nostro Ateneo sta riconsiderando la proposta di prepensionamento volontario, avanzata lo scorso Febbraio, tendente a recuperare i fondi necessari per abbassare le spese fisse per il personale al di sotto del 90% del Fondo di Finanziamento Ordinario. Alcune anticipazioni sui nuovi orientamenti indicano un ripensamento del Senato, che accoglie alcuni suggerimenti emersi nell’<a href="http://www.andu-universita.it/2010/02/05/assemblea-di-pisa/"><span style="text-decoration: underline;">Assemblea dei Docenti del 12 Febbraio</span> </a>u.s. e potrebbe formalizzarli nella sua prossima riunione, posticipata al 16 Marzo p.v..</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Pertanto la <span style="text-decoration: underline;">prossima Assemblea dei Docenti</span>, prevista per il 12 Marzo, sarà rinviata al pomeriggio di <span style="text-decoration: underline;">Venerdì 26 Marzo</span> allo scopo di disporre di informazioni aggiornate sulle nuove valutazioni e proposte operative del Senato Accademico sul prepensionamento. Per tale data sarà anche in fase  più avanzata  la discussione del DDL del Governo sull’Università in seno alla VII Commissione del Senato, in quanto si conosceranno i testi degli emendamenti proposti dai senatori, e quindi gli orientamenti di maggioranza, opposizione e dello stesso governo in merito alla volontà di modificare il testo originale del disegno di legge.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Seguirà formale convocazione dell’Assemblea con ordine del giorno.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Associazioni Sindacali Universitarie</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>ADRUP-CNU, ANDU, FLC-CGIL , CISL-Università, UIL-PAUR  AFAM dell’Ateneo Pisano  </strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>DDL: la protesta dei ricercatori di ruolo e precari</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2010/03/07/ddl-protesta-ricercatori/</link>
		<comments>http://www.andu-universita.it/2010/03/07/ddl-protesta-ricercatori/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 07:42:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[=AGGIONAMENTO dell&#8217;8.3.10: segnaliamo: 1. il documento dei ricercatori della Tuscia (in fondo); 2. che il CorriereUniv.it ha ripreso questo messaggio; 3. un questionario elaborato da un gruppo di ricercatori dell&#8217;Universita’ di Milano per effettuare un sondaggio sul DDL governativo.
=AGGIONAMENTO del 10.3.10: segnaliamo l&#8217;articolo sulla protesta dei ricercatori a Napoli su Repubblica di Napoli del 10.3.10.
==================
              Cresce la protesta dei ricercatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;"><em>=AGGIONAMENTO dell&#8217;8.3.10: </em></span><span style="color: #ff0000;"><em><span style="color: #000000;">segnaliamo: </span></em></span><span style="color: #ff0000;"><em><span style="color: #000000;">1. il documento dei ricercatori della Tuscia (in fondo); </span></em></span><em><span style="color: #000000;">2. che il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.corriereuniv.it/2010/03/ricercatori-contro-il-precariato/">CorriereUniv.it</a></span> ha ripreso questo messaggio; </span></em><em><span style="color: #000000;">3. </span>un <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.gdl.unimi.it/ ">questionario</a></span> elaborato da un gruppo di ricercatori dell&#8217;<a href="http://www.andu-universita.it/tag/universita/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con universita">Universita</a>’ di Milano per effettuare un sondaggio sul DDL governativo.</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em><span style="color: #ff0000;"><em>=AGGIONAMENTO del 10.3.10: <span style="color: #000000;">segnaliamo l&#8217;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-03/100310/QDNBC.tif">articolo </a></span>sulla protesta dei ricercatori a Napoli su Repubblica di Napoli del 10.3.10.</span></em></span></em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>==================</em></p>
<p>              Cresce la protesta dei ricercatori contro il DDL governativo che incrementa il precariato con la figura del ricercatore a termine e con la messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori, invece di prevedere per i precari reali sbocchi in ruolo e per i ricercatori il pieno riconoscimento del loro ruolo docente e reali prospettive di carriera.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Segnaliamo gli articoli del 6 marzo 2010 “<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-03/100306/QAZ0W.tif">Ricercatori in rivolta</a></span>” sulla Stampa e “<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-03/100306/QB27V.tif">L’Universita’ verso il blocco totale</a></span>” su Repubblica di Genova. Riportiamo più sotto i documenti dei ricercatori di <strong>Cagliari</strong>, <strong>Genova</strong> e <strong>Napoli</strong>.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">             Da anni l’ANDU ha elaborato una proposta per eliminare il precariato e il nepotismo, per riconoscere ai ricercatori il ruolo di professore e per consentire i passaggi di fascia.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">-      <span style="text-decoration: underline;"><strong>Per eliminare il precariato</strong></span> occorre sostituire TUTTE le attuali figure precarie con una SOLA figura pre-ruolo di durata massima di tre anni non rinnovabili, con un numero di posti proporzionato agli sbocchi in ruolo, e contestualmente bandire almeno 20.000 posti nella fascia iniziale della docenza, con uno specifico finanziamento straordinario dello Stato.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">-      <span style="text-decoration: underline;"><strong>Per eliminare il nepotismo</strong></span> occorre prevedere per il reclutamento in ruolo un CONCORSO NAZIONALE (senza chiamata locale) con commissioni interamente sorteggiate.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">-      <span style="text-decoration: underline;"><strong>Per riconoscere pienamente la funzione docente dei ricercatori</strong></span> occorre TRASFORMARE il loro ruolo in terza fascia di professori.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">-      <span style="text-decoration: underline;"><strong>Per consentire il passaggio dei ricercatori e degli associati nella fascia superiore</strong></span> occorre prevedere un valutazione nazionale individuale da parte di una Commissione interamente sorteggiata. Al superamento del giudizio nazionale deve corrispondere l’automatico passaggio nella fascia superiore, prevedendo a carico dello Stato l’incremento economico. La chiamata locale di chi è già in servizio e continuerà comunque a svolgere la stessa attività (didattica e ricerca) è &#8217;solo&#8217; una FOLLIA accademico-giuridica!</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">                  Per i dettagli v. il punto 2. della Proposta dell&#8217;ANDU &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/01/30/per-una-universita/">Per una Università democratica</a></span>&#8220;.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">                  Questa soluzione, lo ripetiamo, è l’<span style="text-decoration: underline;">unica possibile</span> per riqualificare l’Università, liberandola finalmente dal nepotismo e dal clientelismo e, soprattutto, dall’intollerabile fenomeno del precariato, le cui condizioni sono state recentemente descritte in un intervento (v. &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/02/28/%e2%80%9cbaroni-e-assistenti%e2%80%9d/">Baroni e assistenti-servi</a></span>&#8220;).  </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">===================</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> DOCUMENTO RICERCATORI DI <strong>CAGLIARI</strong>:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> “Il DdL Gelmini sull’università presenta diversi aspetti penalizzanti e discriminatori neiconfronti dei ricercatori attuali. In particolare, niente vien detto sul loro stato giuridico, invano atteso dal 1980, ma al contrario si sancisce la definitiva messa ad esaurimento della figura del ricercatore a tempo indeterminato, sostituita dal ricercatore a tempo determinato (3+3 anni). Manca qualsiasi riconoscimento dell’attività didattica frontale che gran parte dei ricercatori attuali hanno svolto gratuitamente, soprattutto dall’entrata in vigore della riforma 3+2 dell’ordinamento didattico.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Il ricercatore viene completamente escluso dagli organi di governo degli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">atenei</a>, come pure dalle commissioni di valutazione. Infine, il ricercatore attuale per poter accedere al ruolo di professore associato deve conseguire una abilitazione nazionale e poi vincere un concorso a valutazione comparativa; al contrario, il nuovo ricercatore a tempo determinato, dopo aver conseguito l’abilitazione, potrà essere assunto come professore associato per chiamata diretta dagli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">atenei</a>.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Si tratta di una discriminazione inconcepibile ed offensiva che tende a emarginare il ricercatore attuale, ridicolizzandone le competenze scientifiche e didattiche che, in molti casi, risultano essere ben superiori a quelle richieste per accedere &#8220;ipso facto&#8221; al ruolo di professore associato.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Le nuove regole previste dal disegno di legge inoltre, unite alla drammatica carenza di finanziamenti attualmente insufficienti perfino alla semplice copertura degli stipendi del personale già in ruolo, annullano di fatto qualunque reale prospettiva di carriera per i ricercatori.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Ai destinatari del presente documento i sottoscritti ricercatori dell’Ateneo di Cagliari</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">chiedono</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">di farsi portavoce attivi delle loro istanze nelle sedi opportune (CRUI, CUN, conferenze dei presidi, …) al fine di indurre il Ministro Gelmini a trasformare le norme vessatorie presenti nel DdL in norme che riconoscano e premino il ruolo e l’attività che i ricercatori attuali hanno svolto per l’università italiana ben oltre i propri compiti istituzionali.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Per i motivi sopra esposti i sottoscritti ricercatori dell’Ateneo di Cagliari</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">dichiarano</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">di essere indisponibili per l&#8217;A.A. 2010/11 ad essere garanti necessari per l’attivazione di un corso di laurea). Tale indisponibilità potrà essere riconsiderata solo se verranno apportate sostanziali modifiche al disegno di legge Gelmini che rendano ai ricercatori la loro dignità, il riconoscimento del loro ruolo, la certezza di una prospettiva di carriera per i meritevoli dopo anni di blocco dei concorsi.”</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> ===================</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">DOCUMENTO RICERCATORI DI <strong>GENOVA</strong>:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> “Riuniti in data 2 febbraio 2010 per discutere del loro status giuridico in relazione a quanto per esso previsto dal DdL Gelmini, i ricercatori della Facoltà di Architettura di Genova hanno redatto il presente documento, con il quale</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Ritengono</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">che il testo del DdL sia solo l’ultimo atto di una storia legislativa universitaria sfortunata e vecchia di anni, cui con rara equanimità hanno contribuito provvedimenti di ogni colore politico.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">In particolare, comunque, ritengono che il presente DdL sia in più punti lesivo, discriminatorio e perfino offensivo nei confronti della categoria dei ricercatori universitari:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">- disattendendo ogni aspettativa di chiarificazione del loro status giuridico, invano attesa fin dal 1980;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">- discriminando la loro figura nei confronti dei nuovi ricercatori a tempo determinato, soprattutto in relazione alle diverse modalità concorsuali, e non, previste per l’accesso al ruolo di docente;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">- non prevedendo nessun tipo di riconoscimento per l’attività di didattica frontale che la maggior parte di essi ha da anni svolto a titolo gratuito;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">- vanificando ogni loro realistica aspettativa di progressione di carriera; tanto che, più che di categoria ad esaurimento, quale viene definita dal DdL, sarebbe corretto parlare di categoria “terminale”.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Dichiarano</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">, pertanto, la loro indisponibilità ad assumere incarichi di insegnamento e ad essere garanti per i diversi Corsi di Laurea della Facoltà per l’anno accademico 2010/11.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Ricordano</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">di avere già espresso il loro stato di disagio durante un Consiglio di Facoltà svoltosi lo scorso anno, quando, in attesa di conoscere il nuovo testo di legge, ed in considerazione dei tempi ristretti che separavano dalla necessità di formulare il Manifesto degli Studi per l’anno accademico 2009/10, decisero, soprattutto per un senso di responsabilità dei confronti dell’istituzione universitaria, di presentare, ancora una volta, domanda per gli incarichi di insegnamento.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Ricordano altresì di aver ricevuto in quell’occasione, da parte dell’intero corpo docente presente, espressioni di gratitudine per la decisione presa e piena solidarietà nei confronti di una sua eventuale riconsiderazione da prendersi per l’anno successivo.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Chiariscono</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">, comunque, che alla luce di quanto previsto dal DdL Gelmini, la loro attuale indisponibilità a ricoprire incarichi di insegnamento e di garanzia non è più nemmeno da considerarsi come una forma di protesta, di rivendicazione o di “sciopero bianco”, ma semplicemente come la presa d’atto del ruolo riservato a chiare lettere dalla futura legge ai ricercatori universitari.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Auspicano</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">che decisioni simili possano essere prese dal maggior numero possibile di ricercatori di tutte le Facoltà dell’Ateneo Genovese, così da formare una massa critica che, unita a simili risoluzioni prese presso altri <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">Atenei</a> italiani, come ad esempio quella dei ricercatori dell’Ateneo di Cagliari, sia in grado di dare visibilità nazionale all’iniziativa. Tutto ciò anche in considerazione del fatto che uno dei principali fattori che hanno portato alla situazione attuale è stato un cronico atteggiamento di passiva accettazione delle varie riforme che si sono succedute, complice anche una situazione oggettivamente ricattatoria nei confronti delle legittime aspettative di carriera, cui il DdL Gelmini, unico “merito” da ascrivere a suo vantaggio, pone esplicitamente la parola fine.”</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">===================</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">DOCUMENTO RICERCATORI DI <strong>NAPOLI</strong>:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">&#8220;ASSEMBLEA RICERCATORI DI FACOLTÀ SCIENZE MFN</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">I sottoscritti ricercatori della Facoltà di Scienze MFN dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, riunitisi in assemblea il giorno 11 dicembre 2009 per discutere del Disegno di Legge contenente Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonchè delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario, presentato al Senato con atto N. 1905, esprimono crescente apprensione e preoccupazione per le scelte che il governo annuncia di voler intraprendere in relazione alla riforma dell&#8217;Università italiana.<br />
I contenuti del DDL, che avranno maggior impatto sui ricercatori, sono:</p>
<ul style="TEXT-ALIGN: justify">
<li>La scomparsa del ruolo ricercatore a tempo indeterminato, sostituito da un contratto di ricercatore a tempo determinato (3+3); le uniche due figure con contratto a tempo indeterminato saranno i professori associati e ordinari.</li>
<li>L’assenza di credibili meccanismi per risolvere il problema del precariato, stante la coesistenza, insieme alla figura del ricercatore a tempo determinato di tutte le altre forme contrattuali pre-ruolo.</li>
<li>Il confinamento per gli attuali 25500 ricercatori in una sorta di limbo da cui sarà molto difficile uscire. Infatti, alle vigenti limitazioni del turn over, si aggiunge la previsione di riservare fino all’80% dei futuri posti di professore associato ai ricercatori a tempo determinato.</li>
<li>La revisione infine del trattamento economico dei professori e ricercatori già in servizio, con la trasformazione degli scatti biennali in triennali e l’eliminazione della ricostruzione di carriera per i docenti assunti ai sensi del DDL.</li>
</ul>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Le norme prefigurano dunque un inevitabile conflitto tra le legittime aspettative di carriera dei ricercatori in ruolo e la necessità di favorire l’ingresso dei giovani ai ruoli accademici.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Le regole e i vincoli posti dal DDL appaiono, oltre che eccessivamente cavillosi, fortemente discriminatori e iniqui nei confronti degli attuali ricercatori che, entrati per concorso in un ruolo interamente dedicato all’attività di ricerca, oggi svolgono, oltre ai compiti di didattica integrativa loro preposti, anche i compiti aggiuntivi che nel corso degli anni si sono resi necessari per sostenere l’offerta didattica delle Facoltà. Tale contributo all’attività di docenza appare d’altra parte istituzionalizzato nelle indicazioni contenute nella circolare ministeriale del 4/09/09, prot. N. 160, circa la ridefinizione dei requisiti minimi dei corsi di laurea, dove è disegnato uno scenario nel quale i ricercatori costituiscono circa il 40% del corpo docente, assumendo i doveri dei professori senza goderne diritti e prerogative. Pur condividendo l’esigenza di una profonda riforma del nostro sistema universitario, crediamo che questa non possa e non debba avvenire a scapito delle giovani generazioni e di noi ricercatori. L’università non si riforma a costo zero, senza cioè un rilancio dei finanziamenti, che sono ancora lontani dai livelli degli altri Paesi OCSE.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>Pertanto i ricercatori presenti decidono di avviare una protesta, alla quale invitano i colleghi tutti ad aderire, che prevede già dal prossimo mese di Gennaio di:</strong></p>
<ul style="TEXT-ALIGN: justify">
<li><strong>non accettare di svolgere gli incarichi didattici diversi da quelli cui sono tenuti per la legge in vigore;</strong></li>
<li><strong>non partecipare alle commissioni di laurea.”</strong></li>
</ul>
<p><strong>===================</strong></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">DOCUMENTO RICERCATORI DELLA<strong> TUSCIA</strong></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">“Mozione sul DDL Gelmini recante “Norme in materia di organizzazione delle Università, di personale accademico e reclutamento, nonché di delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario”</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong> </strong>I Ricercatori dell’Università degli Studi della Tuscia, riuniti in assemblea il 4 febbraio e il 1 marzo</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">2010,</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">- vista la necessità di procedere ad una riforma del sistema universitario attesa da molti anni da coloro che operano in ambito accademico con dedizione, serietà e professionalità;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">- considerato che la discussione in Parlamento del DDL Gelmini può rappresentare una seria opportunità di affrontare e risolvere i problemi che caratterizzano il mondo accademico e, in particolare, le istituzioni universitarie pubbliche;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">- considerato che, nella seduta del 17.02.2010, il Senato Accademico dell’Università degli Studi della Tuscia ha riconosciuto l’indispensabile contributo fornito dai Ricercatori per la copertura dell’Offerta Formativa mediante lo svolgimento di attività didattica non integrativa, come titolari di insegnamenti, su base volontaria ed a titolo prevalentemente gratuito e che, nella stessa seduta, il Senato Accademico ha approvato (o accolto) all’unanimità il documento prodotto dai Ricercatori in data 18 dicembre 2009 e modificato in data 4 febbraio 2010. dando mandato al Rettore, nella sua qualità di Segretario Generale della CRUI, di rappresentare nelle sedi opportune la posizione del Senato Accademico dell’Università della Tuscia nei riguardi delle istanze dei Ricercatori;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">- tenuto conto, altresì, dei documenti prodotti dai Ricercatori di altri <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">Atenei</a>, dalla CRUI e dal CUN</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">in merito al DDL;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">chiedono con fermezza</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">la presentazione di emendamenti al DDL che ne modifichino il contenuto secondo quanto richiesto dalla CRUI, dal CUN e da Senati Accademici, Conferenze dei Presidi,, Consigli di Facoltà, Consigli di Corso di Studio e dalle Organizzazioni della Docenza, nonché dalle assemblee dei Ricercatori.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Tra le numerose, e condivisibili, osservazioni mosse al DDL dagli organi testé citati, i Ricercatori dell’Università degli Studi della Tuscia vogliono soffermarsi, in particolare, sulle richieste che riguardano indispensabili modifiche ad alcuni aspetti del DDL per loro fortemente penalizzanti. In particolare, considerano fondamentale esplicitare che le Università sono sedi primarie di libera elaborazione e trasmissione delle conoscenze. Ritengono irrinunciabile il riconoscimento del ruolo fondamentale svolto dai Ricercatori negli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">Atenei</a>, riconoscimento che non si esaurisca nell’assegnazione di carichi didattici obbligatori e mansioni identiche a quelle dei Professori di prima e seconda fascia, senza una adeguata modifica del loro stato giuridico ed economico. Ritengono inaccettabile, inoltre, fondare l&#8217;attività di ricerca e di didattica del sistema universitario principalmente su figure precarie ed indispensabile programmare un piano di finanziamento straordinario pluriennale di tutto il sistema universitario, per garantire il livello della ricerca e della didattica degli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">Atenei</a>.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">A sostegno di queste richieste, i Ricercatori dell’Università degli Studi della Tuscia ritengono improcrastinabile l’avvio di forme di sensibilizzazione del Parlamento e dell’opinione pubblica, che mettano in luce, a titolo di esempio, il peso del lavoro volontaristico dei Ricercatori. Nonostante questa necessità, i sottoscritti, con profondo senso di responsabilità nei confronti degli studenti, delle loro famiglie e dell’Ateneo, si impegnano a portare regolarmente a termine l’Anno Accademico in corso. Allo stesso tempo, analogamente a quanto dichiarato dai Ricercatori di altri <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">Atenei</a>, si vedono costretti, loro malgrado, a ritirare fin d’ora la disponibilità a ricoprire gli incarichi didattici non obbligatori, non garantendo quindi l’Offerta Formativa per l&#8217;Anno Accademico 2010-2011. Tale decisione verrà rivista solo se verranno apportate modifiche sostanziali agli aspetti del DDL Gelmini penalizzanti per i Ricercatori.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">I Ricercatori invitano tutti i docenti universitari ad aderire alla mobilitazione e tutte le Università a fare presente, nelle sedi opportune, l&#8217;effetto del mancato contributo volontario dei Ricercatori sull&#8217;Offerta Formativa degli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">Atenei</a>.”</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>DDL: Quagliariello (e Tocci), Valditara, PD – Summit europeo – Ricercatori a Torino</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 16:11:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriera]]></category>
		<category><![CDATA[Docenza]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi]]></category>
		<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[1. Intervento del sen. Quagliarello (PDL) al Convegno del 12 febbraio 2010 a Bologna. 
2. Intervento dell’ANDU al Convegno di Bologna.
3. Replica del sen. Valditara agli interventi sul DDL governativo in Commissione Istruzione. 
4. L’incredibile ‘opposizione’ del PD al DDL governativo.
5. Summit europeo del 25 marzo 2010 a Bruxelles. 
6. Documento contro il DDL governativo del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;">1. Intervento del sen. Quagliarello (PDL) al Convegno del 12 febbraio 2010 a Bologna. </span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;">2. </span><span style="color: #ff0000;">Intervento dell’ANDU al Convegno di Bologna.</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;">3.</span><span style="color: #ff0000;"> Replica del sen. Valditara agli interventi sul DDL governativo in Commissione Istruzione. </span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;">4. L’incredibile ‘opposizione’ del PD al DDL governativo.</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;">5. </span><span style="color: #ff0000;">Summit europeo del 25 marzo 2010 a Bruxelles. </span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;">6. Documento contro il DDL governativo del Consiglio di Facoltà di Scienze dell’Università di Torino.</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> ==========</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;">1. Intervento del sen. Quagliarello (PDL) al Convegno del 12 febbraio 2010 a Bologna. </span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">           Il sen. Gaetano Quagliarello  (PDL), <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.gaetanoquagliariello.it/node/6279">nell’intervento sul DDL governativo</a></span> al Convegno “Università verso la riforma” del 12 febbraio 2010 a Bologna, tra l’altro, scrive: “all’università si chiede di ‘stare sul mercato’”, non bisogna “gravare gli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">atenei</a> di  regole, vincoli, controlli a monte”, occorre “dare agli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">atenei</a> la massima libertà possibile, controllando con rigore a valle, ex post, il loro operato”, ”libertà agli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">atenei</a> di cooptare chi ritengano opportuno sotto la propria responsabilità”, negli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">atenei</a> corre accentrare “il potere, rendendo più chiara l’attribuzione di responsabilità”, “una volta presa l’idoneità, si vada a chiamata nominativa dal consiglio di dipartimento e basta. Poi verrà il sistema di premi e punizioni ex post.” Concetti simili a quelli ribaditi <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/01/04/tocci-pd/">recentemente</a></span> dall’on. Walter Tocci (PD).</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> ==========</p>
<p><span style="color: #ff0000;">2. </span><span style="color: #ff0000;">Intervento dell’ANDU al Convegno di Bologna.</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          “Il disegno di legge governativo sull’Università è voluto dai forti per i forti, per renderli ancora più forti. Le oligarchie che hanno operato in questi anni negli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">Atenei</a> e a livello nazionale vogliono ancor più gestire privatisticamente le risorse pubbliche per l’Università. Con il DDL governativo sull’Università si commissioneranno gli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">Atenei</a> e il Sistema nazionale universitario. Ancora una volta il Parlamento è destinato a ratificare la volontà di un gruppo di potere che ha già imposto la controriforma del CUN, i finti concorsi locali, il “3 + 2”. Già l’attuale Parlamento ha mostrato di non essere in grado di prendere decisioni autonome in occasione della questione della ‘rottamazione dei ricercatori’: ordini del giorno, emendamenti e pronunciamenti quasi unanimi che non sono però riusciti a portare alla decisone di eliminare una norma insensata e ingiusta.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         Il gruppo di potere che ha dominato e domina sull’Università italiana ha già mostrato la sua capacità di operare ‘senza limiti’ quando sono stati ‘inventati’ l’IIT di Genova, il SUM di Firenze e l’IMT di Lucca.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         Quale è il vero obiettivo del DDL governativo?</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         E’ certamente urgente intervenire per rimuovere negli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">Atenei</a> l’assetto di potere che ha portato al loro dissesto. Un potere basato su un Senato Accademico incapace, per la presenza dei Presidi, di esprimere una gestione nell’interesse generale dell’Ateneo. Senati Accademici deboli che hanno dato spazio alla figura del rettore-padrone, dotato di un potere enorme e i cui risultati disastrosi sono sotto gli occhi di tutti.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Come interviene il DDL per eliminare questo stato di cose?</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Non certo riqualificando e responsabilizzando il Senato Accademico, costituendolo con tutti i componenti direttamente eletti (senza i presidi, quindi) e dotandolo di poteri reali di programmazione e controllo. Al contrario si sceglie di aumentare ulteriormente i poteri del Rettore, che diventa un sovrano assoluto, e assegnando ad esso e al ‘suo’ Consiglio di Amministrazione poteri immensi, tra cui quelli di bandire i concorsi e di decidere sui vincitori. Consigli di Amministrazione obbligatoriamente con membri esterni per riprodurre nelle Università il ‘modello Asl’ o, forse si potrà dire, il ‘modello protezione civile’.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Un&#8217;altra questione su cui è urgente intervenire è quella del nepotismo, dei finti concorsi locali che sono fonte anche di clientelismo. Il DDL, invece di superare il localismo, lo rafforza rendendo ancora più arbitraria la scelta dei vincitori dei concorsi. Da molti anni chiediamo, inascoltati, di ‘allontanare’ il più possibile le scelte concorsuali dai singoli ‘maestri’, con concorsi nazionali con commissioni composte solo per sorteggio, e chiediamo la sostituzione di tutte le attuali figure precarie con una sola figura pre-ruolo della durata massima di tre anni e con piena autonomia scientifica. C’è chi sostiene che la figura del ricercatore a tempo determinato sia la realizzazione di una tenure track rispetto alla fascia dei professori associati. In realtà essa si aggiunge alle attuali figure precarie, aumentando a dismisura il precariato, nella quantità e nella durata. Si fa finta di non accorgersi che la tenure track ad associato esiste già ed è quella dell’associato non confermato (lo stesso vale per il professore di prima fascia non confermato).</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Che l’obiettivo del DDL sia quello di imporre a tutti gli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">Atenei</a> una gestione ancora più oligarchica di quella attuale lo dimostra il recente Statuto dell’Università di Camerino. In questo Statuto si è già adottato l’impianto gestionale al quale ora il DDL governativo vuole obbligare tutte le Università. Insomma la legge non è necessaria per consentire una scelta, ma per imporla.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          La CRUI ha una responsabilità enorme in tutto questo, avendo scelto di supportare un DDL che demolisce del tutto il Sistema nazionale delle Università. Anzi la CRUI, con il suo documento della primavera scorsa (votato all’unanimità), ha addirittura anticipato i contenuti del DDL governativo. Una CRUI che risulta compatta solo in tali occasioni, e si spezzetta invece in tante parti nelle altre (CRUI del Nord, CRUI del Sud, CRUI degli Istituti a statuto speciale, CRUI delle private).</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Per giustificare i cambiamenti imposti per commissariare di fatto gli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">Atenei</a>, si sostiene che si tratti di misure necessarie per far fronte alla riduzione dei finanziamenti, come se i tagli all’Università fossero un dato naturale e non un scelta politica per demolirla alla quale è invece necessario opporsi con tutte le forze.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Nunzio Miraglia – coordinatore nazionale dell’ANDU”</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> ==========</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> <span style="color: #ff0000;">3.</span><span style="color: #ff0000;"> Replica del sen Valditara agli interventi sul DDL governativo in Commissione Istruzione. </span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Il sen. Giuseppe Valditara ha dedicato un più ampio spazio all&#8217;intervento del <a href="http://www.andu-universita.it/2010/02/26/tagli-ddl-senato/"><span style="text-decoration: underline;">sen. Giambrone</span> </a>(IDV), l’unico contrario al DDL governativo. Va precisato che l’intervento di Giambrone e’ stato ‘pareggiato’ da quello del sen. Pardi, anche lui dell’IDV, ma non contrario al DDL governativo. Nella sua replica il sen. Valditara “evidenzia l&#8217;ampia coincidenza fra maggioranza ed opposizione nella comune valutazione di molti punti decisivi del disegno di legge governativo; alla luce di questa consonanza, auspica che anche l’attività emendativa trovi forme di intesa trasversali nell’interesse esclusivo dell’università italiana e quindi della Nazione.” (dal <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=16&amp;id=459503">resoconto sommario della seduta del 2 marzo 2010</a></span> della Commissione Istruzione del Senato). </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         Il 3 marzo 2010 è intervenuto in Commissione il Ministro. Il ministro Gelmini ha anche fatto “osservare che il massimo sforzo economico è stato già compiuto con il reperimento dei summenzionati 400 milioni di euro. Pur non escludendo la possibilità di ulteriori incrementi, paventa il rischio che la ricerca di nuove risorse rallenti in realtà il risultato finale. Anche <span style="text-decoration: underline;">la CRUI, sottolinea, è consapevole che nell&#8217;immediato non sono disponibili altri stanziamenti</span>. Auspica quindi che il testo sia approvato dal Senato entro il mese di aprile, onde poterlo varare definitivamente prima dell&#8217;estate.” (dal <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=16&amp;id=459708">resoconto sommario della seduta del 3 marzo 2010</a></span> della Commissione Istruzione del Senato). </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">        Il termine per presentare gli emendamenti in Commissione è stato fissato a giovedì 11 marzo alle ore 18.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">==========</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> <span style="color: #ff0000;">4. L’incredibile ‘opposizione’ del PD al DDL governativo.</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">       La sostanziale convergenza del PDL e del PD sul DDL governativo in Parlamento, sull’<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2010/03/03SIG3154.PDF">Unità del 3 marzo 2010</a></span> diventa invece una comune messa “in radicale discussione (del)l’intero impianto” del DDL governativo. Questo è quanto scrive la senatrice Vittoria Franco (PD). E visto che “il Parlamento sta dimostrando la capacità di affrontare con spirito di condivisa responsabilità la riforma”, Franco chiede addirittura che “la ministra Gelmini ritiri il suo ddl e lasci l’iniziativa al Parlamento.” Insomma la senatrice Franco la vuole mettere in politica (elettorale). Se invece volesse fare politica vera (quella dei contenuti) dovrebbe tenere conto almeno dei seguenti <span style="text-decoration: underline;">fatti</span>:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">1. il DDL governativo non è del ministro Gelmini, ma dei suoi consiglieri e dei loro ‘interlocutori’. Le scelte di questi veri autori del DDL sono ‘conformi’ alle richieste della <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2009/12/01/ddl-occasione-della-confindustria/">Confindustria</a></span> e della <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://firgoa.usc.es/drupal/node/41969">CRUI</a></span>;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">2. il DDL governativo riprende sostanzialmente i contenuti del DDL presentato dal PD mesi prima, ed entrambi, per la <em>governance</em>, riprendono quanto scritto nel 2004 dalla Fondazione-lobby trasversale accademico-confindustriale <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://groups.google.it/group/riformiamo-il-sapere/browse_thread/thread/d210a4c33505f335#">TreeLLLe</a></span>. Quindi, prima di chiedere il ritiro del ‘suo’ DDL all’incolpevole e inesistente Ministro, cominci il PD a ritirare il suo;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">3. le critiche espresse dai Senatori del PDL, del PD e dell’IDV (eccetto il sen. Giambrone) sono volte a peggiorare, se possibile, il DDL governativo, rendendo ancora più ‘puro’ l’impianto aziendalistico-mercantilistico della ‘riforma’ degli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">Atenei</a> e ancor più forte il controllo centrale, attraverso l’ANVUR, del Sistema nazionale degli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">Atenei</a>. Tradotto in ‘italiano’, si vuole rendere ancora più forti le oligarchie locali e ancora più potente l’oligarchia nazionale, che ha mostrato in tanti anni di sapere ben operare per la distruzione dell’Università statale</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Se la senatrice Vittoria Franco volesse veramente contrapporsi al DDL governativo (e a quello del PD) basterebbe che presentasse (e realmente sostenesse) pochi emendamenti che prevedessero:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">a)      al posto del commissariamento nazionale degli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">Atenei</a> attraverso l’ANVUR, la costituzione di un Organo di autogoverno del Sistema nazionale degli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">Atenei</a>, con rappresentanze di tutte le categorie elette direttamente in maniera non corporativa e frammentata a difesa dell&#8217;autonomia dai poteri forti interni ed esterni all&#8217;accademia;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">b)      al posto della ‘dittatura responsabile’ dei Rettori e dei ‘loro’ Consigli di Amministrazione &#8216;modello Asl&#8217;, l’introduzione per la prima volta negli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">Atenei</a> della ‘democrazia responsabile’, imperniata in Senati Accademici rappresentativi di tutte le categorie e con componenti tutti direttamente eletti (niente Presidi);</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">c)      al posto di un organo di revisione degli Statuti nominato dagli attuali organi di ateneo, presieduti-controllati dai rettori ed espressione delle oligarchie locali, un organo costituente composto pariteticamente da tutte le categorie, con tutti i rappresentati eletti direttamente;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">d)     al posto della cooptazione personale (la “chiamata diretta responsabile”), la cooptazione nazionale attraverso concorsi nazionali per i reclutamento, con commissioni interamente sorteggiate. Questo modo di reclutare nel livello iniziale della docenza (oggi la fascia dei ricercatori) non è stato mai applicato.;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">e)      invece di aumentare e allungare il precariato sostituendo il ruolo dei ricercatori con un ‘nuova’ figura di ricercatori a termine, sostituire tutte le attuali figure precarie con una sola figura pre-ruolo di durata massima di tre anni (non rinnovabili) e con numeri rapportati agli sbocchi in ruolo.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         Come si vede non ci vuole molto per essere realmente alternativi al DDL governativo: occorrerebbe ‘solo’ smettere finalmente di rappresentare e difendere gli interessi accademico-confindustriali.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>(per maggiori dettagli v. la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/01/30/per-una-universita/">proposta dell&#8217;ANDU</a></span> &#8220;Per una Università democratica&#8221;)</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> ==========</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> <span style="color: #ff0000;">5. </span><span style="color: #ff0000;">Summit europeo del 25 marzo 2010 a Bruxelles. </span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Il Summit europeo (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.sauvonslarecherche.fr/spip.php?article3106"><em>in inglese</em></a></span> e <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.sauvonslarecherche.fr/spip.php?article3102"><em>in francese</em></a></span>) si terrà il 25 marzo 2010 a Bruxelles in alternativa alla Riunione dei Capi di Stato dei Paesi dell’Unione Europea per un bilancio della “Strategia di Lisbona” (v. &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/02/10/appello-europeo/">Appello europeo contro il mercato della conoscenza</a></span>&#8220;). L’ANDU parteciperà al Summit con una sua rappresentanza. E’ possibile partecipare al Summit anche individualmente.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> ==========</p>
<p><span style="color: #ff0000;">6. Documento contro il DDL governativo del Consiglio di Facoltà di Scienze dell’Università di Torino.</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         “Il Consiglio di Facoltà  di Scienze M.F.N. riunito il 23 Febbraio 2010 ribadisce la preoccupazione, già  espressa con la mozione approvata nel CdF del 16 novembre 2009, per le scelte che il Governo intende intraprendere in relazione al Disegno di Legge &#8216;Gelmini&#8217; per l&#8217;Università, presentato dall&#8217;attuale Governo e attualmente in discussione al Senato  della Repubblica.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          In particolare, per quanto riguarda i futuri ricercatori, rileva come l&#8217;introduzione del ricercatore a tempo determinato così come definito nel DdL (ovvero, senza che venga contestualmente messo a bilancio un posto di ruolo, come nella tenure track) allunghi in modo punitivo il precariato e disincentivi fortemente i migliori talenti dall&#8217;intraprendere la carriera universitaria.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         Inoltre, a causa dei tagli ai finanziamenti, del blocco parziale del turnover e della messa ad esaurimento del ruolo di ricercatore, diventa concreto il rischio che i futuri concorsi da associato siano in numero assolutamente insufficiente a garantire al contempo l&#8217;assunzione dei ricercatori a tempo determinato e una congrua possibilità di carriera agli attuali  ricercatori, che da anni svolgono un ruolo insostituibile per mantenere l&#8217;offerta formativa.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Il CdF prende atto che per i suddetti motivi i ricercatori della Facoltà, riunitisi in assemblea il 18 Febbraio, hanno manifestato per protesta l&#8217;intenzione di non partecipare alle commissioni di laurea a partire dalla sessione estiva 2009-2010 e di rinunciare all&#8217;attività didattica (non obbligatoria per legge) a partire dall&#8217;Anno Accademico 2010-2011, e  manifesta loro la propria solidarietà.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         Il Consiglio di Facoltà  chiede quindi al Magnifico Rettore di farsi portavoce del disagio e delle preoccupazioni dei membri del Consiglio presso le sedi opportune (MIUR, CRUI, CUN, etc.) al fine di promuovere radicali modifiche del disegno di legge, tramite le quali vengano previsti per gli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">Atenei</a>:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">- finanziamenti adeguati al ruolo fondamentale svolto dagli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">Atenei</a> nel campo della ricerca e dell&#8217;alta formazione;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">- una governance competente e responsabile, rispettosa dell&#8217;autonomia dell&#8217;Ateneo ed espressione pienamente democratica dalle sue varie componenti;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">-  percorsi di reclutamento in grado di motivare gli studiosi più capaci ad intraprendere la carriera universitaria;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">- un&#8217;articolazione della docenza che riconosca agli attuali ricercatori l&#8217;effettiva funzione docente, il diritto a reali opportunità di carriera che tengano in conto anche l&#8217;attività didattica svolta, la partecipazione piena con pari dignità  agli organi di governo dell&#8217;Università.”</p>
]]></content:encoded>
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		<title>“Baroni e assistenti-servi”</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 12:23:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[            Invitiamo a leggere l’interessante intervento di Tonino Bucci (Liberazione del 26 febbraio 2010), una denuncia delle intollerabili condizioni dei precari e del nepotismo nelle Università italiane. Tonino Bucci, tra l’altro, scrive che i tagli (“roba da far chiudere gli atenei”) sono “solo una parte del problema”. Ci sono anche “i baroni che fanno il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify">            Invitiamo a leggere <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2010/02/26SII5142.PDF">l’interessante intervento</a></span> di Tonino Bucci (Liberazione del 26 febbraio 2010), una denuncia delle intollerabili condizioni dei precari e del nepotismo nelle Università italiane. Tonino Bucci, tra l’altro, scrive che i tagli (“roba da far chiudere gli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">atenei</a>”) sono “solo una parte del problema”. Ci sono anche “i baroni che fanno il bello e cattivo tempo, il meccanismo di selezione che non funziona più, i concorsi pubblici che fanno acqua da tutte le parti, la manipolazione delle regole e <em>last but not least</em> ricercatori costretti a lavorare da precari fin quasi l’età pensionabile.” “Una pentola in ebollizione sul punto di esplodere.” Precisato che “non sarà certo il taglio dei fondi a portare nuove assunzioni”, Bucci aggiunge che “da non sottovalutare sono gli scandali dei concorsi pubblici, le logiche parentali o clientelari con i quali i baroni scelgono il corpo docente. Precariato e strapotere accademico sono due facce della stessa medaglia.” E ancora afferma che il barone è “un personaggio che dedica la maggior parte del proprio tempo ad architettare metodi sempre più sofisticati per controllare le assunzioni e le promozioni dei propri collaboratori.” Un sistema di “reclutamento di ‘assistenti-schiavi’.”</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         Come abbiamo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/02/22/chiamata-diretta/">già sostenuto</a></span> in occasione di un altro intervento sul drammatico fenomeno del precariato e sugli attuali finti concorsi nell’Università, ripetiamo che l’unico modo, <span style="text-decoration: underline;">in Italia</span>, per debellare le piaghe del precariato e del nepotismo è quello prospettato dall’ANDU (v. punto 2 della <span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/01/30/per-una-universita/">PROPOSTA</a></span></span> su docenza e concorsi universitari).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tagli – DDL: Senato e CRUI – Prepensionamenti – Istituti ‘più speciali’</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 09:02:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[
TAGLI
DDL: SENATO E CRUI
PREPENSIONAMENTI E PENSIONAMENTI
GLI ISTITUTI ‘PIU’ SPECIALI’

1. TAGLI
           Nel “decreto mille proroghe” (definitivamente approvato al Senato il 25 febbraio 2009) alla Camera il 23 febbraio è stato approvato, da maggioranza e minoranza, il seguente emendamento presentato dal PD:
“Dopo il comma 5-quater, aggiungere il seguente:
5-quinquies. All’articolo 1, comma 1-bis, del decreto-legge 10 novembre 2008, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ol>
<li><span style="color: #ff0000;">TAGLI</span></li>
<li><span style="color: #ff0000;">DDL: SENATO E CRUI</span></li>
<li><span style="color: #ff0000;">PREPENSIONAMENTI E PENSIONAMENTI</span></li>
<li><span style="color: #ff0000;">GLI ISTITUTI ‘PIU’ SPECIALI’</span></li>
</ol>
<p><span style="color: #ff0000;">1. TAGLI</span></p>
<p>           Nel “decreto mille proroghe” (definitivamente approvato al Senato il 25 febbraio 2009) alla Camera il 23 febbraio è stato approvato, da maggioranza e minoranza, il seguente emendamento presentato dal PD:</p>
<p><em>“Dopo il comma 5-</em>quater<em>, aggiungere il seguente:</em></p>
<p>5-<em>quinquies</em>. All’articolo 1, comma 1-<em>bis</em>, del decreto-legge 10 novembre 2008, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1, le parole: « 31 dicembre 2009 » sono sostituite dalle seguenti: « 31 dicembre 2010 ».</p>
<p><strong>* 7. 73. </strong>Ghizzoni, Aprea, Mazzarella, Nicolais, Margiotta, De Pasquale.”</p>
<p>          In questo modo si proroga al 31 dicembre 2010 quanto previsto dal comma 2 dell’art. 5 del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97: “Per l&#8217;anno 2004 le spese per il personale universitario, docente e non docente che presta  attività  in regime convenzionale con il Servizio sanitario nazionale sono ricomprese per <span style="text-decoration: underline;">due terzi</span> tra le spese fisse obbligatorie previste dall&#8217;articolo 51, comma 4, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.”</p>
<p>          Rimangono tutti i tagli previsti per il 2011 che porteranno alla chiusura di molti <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">Atenei</a>.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"> 2. DDL: SENATO E CRUI</span></p>
<p><strong>Senato</strong></p>
<p>         E&#8217; proseguita in Commissione Istruzione del Senato la discussione sul DDL governativo sull’Università.</p>
<p>          Nella <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=16&amp;id=458972"><span style="text-decoration: underline;">seduta del 23 febbraio 2010</span> </a>sono intervenuti i senatori Livi Bacci (PD), Vetrella (PDL), Giambrone (IDV), Vittoria Franco (PD), Firrarello (PDL).</p>
<p>          Nella <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=16&amp;id=459227">seduta del 24 febbraio 2010</a></span>  sono intervenuti i senatori Procacci (PD), Anna Maria Serafini, (PD), Pittoni (LNP), Rusconi (PD), Asciutti (PDL).</p>
<p>         Nella <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=16&amp;id=459299">seduta del 25 febbraio 2010</a></span>  è intervenuto il senatore Pardi (IDV). Con questo intervento si è “conclusa la fase procedurale” e seguiranno “le repliche del relatore e del Governo alla settimana prossima.”</p>
<p>          Ad esprimere un significativo dissenso nei confronti del DDL è stato il sen. Giambrone che, tra l’altro, ha detto:</p>
<p>“Sotto il profilo della <em>governance</em>, giudica inaccettabile il ridimensionamento degli organi collegiali elettivi, <em>in primis</em> il senato accademico, a cui a suo avviso fa da contr&#8217;altare un eccessivo rafforzamento dei poteri sia del rettore che del consiglio di amministrazione. Lamenta poi la svolta autocratica nella futura gestione degli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">atenei</a>  e menziona in proposito anzitutto l&#8217;attribuzione di ampi poteri al rettore, il cui metodo di elezione finirà per accentuare l&#8217;influenza dei professori ordinari, ridimensionando di fatto la posizione degli altri operatori del settore. Critica altresì la marginalizzazione del senato accademico, unico organo collegiale elettivo di ateneo, il quale avrà compiti residuali in materia di didattica e ricerca, comunque subordinati al parere favorevole del consiglio di amministrazione. Né si prevede una partecipazione in tale organo dei ricercatori e del personale tecnico-amministrativo. Disapprova peraltro la preponderanza del consiglio di amministrazione, che diviene titolare delle funzioni tanto di indirizzo, di gestione e di governo, quanto di controllo della medesima azione di governo, come dimostrano la possibilità di approvare la programmazione finanziaria d’ateneo e la vigilanza &#8220;sulla sostenibilità finanziaria delle attività&#8221;. Al riguardo stigmatizza il conflitto di interessi risultante dalle predette disposizioni, che rappresenta del resto il paradigma ideologico ed operativo dell’Esecutivo. Reputa inoltre preoccupante che i componenti del consiglio di amministrazione, ad eccezione di una rappresentanza elettiva degli studenti, siano designati o scelti in misura &#8220;di almeno il quaranta per cento&#8221; tra &#8220;personalità italiane o straniere&#8221; esterne all’università. In tal modo, prosegue, si consegna ai privati esterni all’università il vero ed effettivo controllo della politica e della gestione degli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">atenei</a>. Registra dunque criticamente l&#8217;esclusione da questo impianto dell’unico organo collegiale elettivo, il senato accademico, che dovrebbe essere portavoce degli interessi del corpo docente.”</p>
<p>“Quanto al reclutamento del personale accademico, sostiene che l’introduzione dell’abilitazione nazionale per le funzioni di professore di I e II fascia, lungi dal garantire il superamento delle distorsioni causate negli ultimi anni dai concorsi su base locale, rischi innanzitutto di causare un blocco del reclutamento, già protrattosi sin dal 2007 a causa dei tagli e della sospensione del <em>turn over</em>. Rileva comunque che il reclutamento resta pur sempre nel controllo delle università, che bandiscono la copertura dei posti vacanti, e dei dipartimenti, che formulano la proposta di chiamata dei docenti, determinando paradossalmente il rischio di una accentuazione del localismo e del nepotismo ai danni del merito.”</p>
<p><strong> CRUI</strong></p>
<p>          La CRUI il 25 febbraio 2010 ha approvato (NON all’unanimità, questa è la notizia!) un articolato <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=1868">documento</a></span> con il quale chiede alcuni aggiustamenti al ‘suo’ DDL governativo sull’Università.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"> 3. PREPENSIONAMENTI E PENSIONAMENTI</span></p>
<p> <strong>Prepensionamenti</strong></p>
<p> -          Pisa: gli <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2010/02/25SIQ4189.PDF">incentivi</a></span>, <a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2010/02/25SIQ4187.PDF">i <span style="text-decoration: underline;">precari</span></a>, l&#8217;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2010/02/26SIP5440.PDF">intervista</a></span>. &#8220;<a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2010/02/26SIP5417.PDF">Il rettore ignora i sindacati dei docenti</a>&#8221;</p>
<p> -          Messina: <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.normanno.com/articolo.php?id=AS2010-02-24-4812">nuovo documento</a></span>, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.tempostretto.it/8/index.php?location=articolo&amp;id_articolo=25148">notizia</a></span>, <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-02/100225/Q4X1V.tif">giornale</a></span></p>
<p> <strong>Pensionamenti</strong></p>
<p>          <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/02/21/decleva-valditara/#comments">Confronto</a></span> sull’età di pensionamento tra Miriam Del Salto, Alessandra Negri, Ugo Picillo e Gianrocco Tucci .</p>
<p><span style="color: #ff0000;"> 4. GLI ISTITUTI ‘PIU’ SPECIALI’</span></p>
<p>           Come già denunciato, nel decreto mille proroghe è stato previsto che gli Istituti ad ordinamento speciale (Università per stranieri di Perugia, Scuola Normale Superiore di Pisa, Scuola Superiore S. Anna di Pisa, Università per stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria, Università per stranieri di Siena, SISSA di Trieste, SUM – Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze, Scuola IMT di Lucca, I.U.S.S. di Pavia) non avranno più l’obbligo di destinare i fondi ‘liberatesi’ per i pensionamenti al bando di nuovi posti di ricercatore (almeno il 60%).</p>
<p>          Nello stesso decreto è anche previsto che per  l’Istituto di studi superiori di Pavia, il SUM di Firenze e l’IMT di Lucca non si applica il taglio del 50% ai fondi ‘liberatisi’ dai pensionamenti.</p>
<p>          Alla <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stenografici/sed288/SINTERO.pdf">Camera</a></span> l’on. Eugenio Manzella (PD) ha presentato un emendamento per togliere questo ‘privilegio’. L’emendamento è stato bocciato. Riportiamo l’invento di Manzella:</p>
<p>“EUGENIO MAZZARELLA. Signor Presidente, con questo emendamento chiediamo la soppressione di un comma che prevede che ad alcuni istituti universitari ad ordinamento speciale, ossia all’istituto universitario di studi superiori di Pavia, all’istituto italiano di scienze umane di Firenze e alla scuola IMT alti studi di Lucca, al fine di completare l’istituzione della relativa attività, non si applicano, fino al 31 dicembre 2011, le disposizioni che limitano il <em>turn-over </em>nelle università. Si tratta, a tutta evidenza, di una previsione di favore per questi istituti oggettivamente in contrasto con il rigore finanziario che la normativa vigente mette in capo in termini persino iugulatori ad altri istituti universitari e alle università statali.</p>
<p>È una difformità di trattamento non consona ad una giusta equiparazione di tutti gli istituti universitari e fa il paio con il tentativo, di recente andato a vuoto grazie alla sensibilità dell’Assemblea in un precedente provvedimento, di consentire l’aumento dell’età pensionabile al settantacinquesimo anno per i professori ordinari delle università private.</p>
<p>È ora di finirla con deroghe al rigore imposte a tutto, selettive di questi o quegli istituti universitari che immotivatamente alla fine emergono come più uguali degli altri.”</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tagli: dimissioni dei Presidi?</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2010/02/23/dimissioni-dei-presidi/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 15:20:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[atenei]]></category>
		<category><![CDATA[universita]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnaliamo le dichiarazioni del Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell&#8217;Università di Pisa in seguito agli ulteriori recenti tagli agli Atenei con Facoltà di Medicina che, tra l&#8217;altro, provocheranno il blocco delle assunzioni. A Pisa era &#8220;partita la proposta di inventivare il prepensionamento&#8221;.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Segnaliamo le <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-02/100223/Q32BF.tif">dichiarazioni del Preside</a></span> della Facoltà di Giurisprudenza dell&#8217;Università di Pisa in seguito agli ulteriori recenti tagli agli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">Atenei</a> con Facoltà di Medicina che, tra l&#8217;altro, provocheranno il blocco delle assunzioni. A Pisa era &#8220;partita la proposta di inventivare il prepensionamento&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Chiamata diretta e nepotismo dilagante</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2010/02/22/chiamata-diretta/</link>
		<comments>http://www.andu-universita.it/2010/02/22/chiamata-diretta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 15:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.andu-universita.it/?p=1105</guid>
		<description><![CDATA[ 1. Chiamata diretta e nepotismo dilagante
2. Attacco al Sapere
=====================
1. Chiamata diretta e nepotismo dilagante
          Consigliamo la lettura dell’intervento di Lorenzo Fioramonti sul Manifesto del 21 febbraio 2010 soprattutto a quanti si ostinano a credere che si superi l’attuale nepotismo rendendo più lunga la condizione di precarietà prima dell’entrata in ruolo (dottorato, assegni, borse, contratti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong><strong><span style="color: #ff0000;"> </span><strong><span style="color: #ff0000;">1.</span> Chiamata diretta e nepotismo dilagante</strong></strong></strong></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong><strong><span style="color: #ff0000;">2.</span> Attacco al Sapere</strong></strong></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>=====================</strong></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong><span style="color: #ff0000;">1.</span> Chiamata diretta e nepotismo dilagante</strong></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>          Consigliamo la lettura dell’<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-02/100221/Q1U5X.tif">intervento di Lorenzo Fioramonti</a></span> sul Manifesto del 21 febbraio 2010 soprattutto a quanti si ostinano a credere che si superi l’attuale nepotismo rendendo più lunga la condizione di precarietà prima dell’entrata in ruolo (dottorato, assegni, borse, contratti e ora anche ricercatore a tempo determinato) e rendendo ancora più locali (chiamata diretta, cioè in Italia cooptazione ancor più personale) gli attuali finti concorsi. </em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Lorenzo Fioramonti descrive l’umiliante percorso accademico e umano di chi decide in Italia di tentare la carriera universitaria. Per vincere un concorso &#8211; che “in Italia vengono preconfezionati con un ‘nome e cognome’” &#8211; “devi essere sostenuto da qualcuno che conta. Un professore ordinario, meglio se uno di quelli potenti.” Vinto il finto concorso comincia “un graduale processo di asservimento nei confronti della gerarchia che ti ha ‘spinto’.” Con il DDL govervativo, con “meno soldi e chiamata diretta”, si avrà “una nuova fase di nepotismo dilagante.”</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">            Lo ripetiamo ancora: l’unico modo, <span style="text-decoration: underline;">in Italia</span>, per debellare le piaghe del precariato e del nepotismo è quello prospettato dall’ANDU (v. punto 2 della <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/01/30/per-una-universita/">PROPOSTA</a></span> su docenza e concorsi universitari).</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong>=====================</strong></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><strong> <span style="color: #ff0000;">2. </span>Attacco al Sapere</strong></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Si segnala l’<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://digilander.libero.it/andreamartocchia/PolcaroMartocchia_Ernesto1-2010.pdf">articolo di Vito Francesco Polcaro e Andrea Martocchia</a></span> “Attacco al sapere. Dal neoliberismo degli anni 70 alla catastrofe Gelmini, i nodi sociali dietro l&#8217;attacco sferrato contro la cultura e contro la scienza”.<em> </em>L’articolo apparirà su L&#8217;Ernesto (<span style="text-decoration: underline;">www.lernesto.it</span>) n.1 (gennaio-febbraio) 2010.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Nell’articolo, a pag. 8, si evidenzia la “sostanziale convergenza ‘bipartisan’ e di Confindustria sulle linee-guida della ristrutturazione del settore. Il sistema “mercantile” dei “crediti formativi” è stato introdotto con la Legge Berlinguer del 1999; oggi lo stesso Berlinguer usa toni compiaciuti verso la Gelmini<em>.</em>Secondo il vicepresidente di Confindustria per l’Education (sic), Gianfelice Rocca, il decreto Gelmini è “un’occasione storica per i nostri <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">atenei</a>”. Le politiche dei governi in questo settore sono state di fatto dettate dai ministri dell’Economia &#8211; Tremonti e Padoa-Schioppa – ispirati al medesimo liberismo fatto di tagli nei servizi, compresa l’istruzione e la ricerca. Padoa Schioppa umiliò i pur timidi tentativi di ripresa che aveva promosso il ministro Mussi nell’era Prodi. Tanto per rimanere in area PD, più recentemente, il già senatore per il PDS-DS Franco De Benedetti &#8211; fratello del più noto Carlo &#8211; ad una conferenza pubblica ha chiesto esplicitamente la privatizzazione generalizzata delle università<em>.”</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>         E&#8217; però giusto ricordare che ‘l’esperimento Mussi’ ha dimostrato come la logica neoliberista-aziendalista dimori anche nella sinistra cosiddetta radicale. L’ANDU ha documentato le ‘esternazioni’ e le scelte del ministro Mussi, tutt’altro che alternative a quelle dei precedenti Governi. L’ha fatto subito (v. il documento del luglio 2006 “<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/docUfficioStampa/cnrWeb/2006/Ago/01_ago_06_03.mht">Dalla padella a Mussi?</a></span>”) e man mano (v., per esempio, il documento del dicembre 2007 “<a href="http://corunimore.blogspot.com/2007/12/andu-il-non-ministro-mussi.html"><span style="text-decoration: underline;">Il ‘non ministro’ Mussi</span> </a>&#8220;). </em></p>
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		<title>Decleva &#8211; Valditara &#8211; Rottamazione</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 16:35:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[1. Intervista al Presidente della CRUI del 21 febbraio 2010.
2. Lettera del sen. Giuseppe Valditara del 21 febbraio 2010.
3. Documento dell&#8217;Assemblea dei Ricercatori dell&#8217;Universita&#8217; di Siena del 19 febbraio 2010 (con aggiornamento).
=================
1. Intervista al Presidente della CRUI del 21 febbraio 2010.
         Nell&#8217;intervista ad Enrico Decleva, presidente della CRUI, &#8220;La mia universita&#8217;? Questa sinistra l&#8217;ha abbandonata&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;">1.</span> Intervista al Presidente della CRUI del 21 febbraio 2010.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;">2.</span> Lettera del sen. Giuseppe Valditara del 21 febbraio 2010.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;">3.</span> Documento dell&#8217;Assemblea dei Ricercatori dell&#8217;<a href="http://www.andu-universita.it/tag/universita/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con universita">Universita</a>&#8217; di Siena del 19 febbraio 2010 (con <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-02/100223/Q399A.tif">aggiornamento</a></span>).</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">=================</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;">1.</span> Intervista al Presidente della CRUI del 21 febbraio 2010.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         Nell&#8217;intervista ad Enrico Decleva, presidente della CRUI, &#8220;La mia <a href="http://www.andu-universita.it/tag/universita/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con universita">universita</a>&#8217;? Questa sinistra l&#8217;ha abbandonata&#8221;, sul Giornale del 21 febbraio 2010, tra l&#8217;altro si legge che egli esprime sul DDL governativo un giudizio nel complesso positivo e chiede al ministro Gelmini di &#8220;fare in modo di portarsi a casa il disegno di legge con una serie di modifiche che non lo stravolgano&#8221;. In particolare, Decleva sostiene che nel DDL governativo &#8221;un punto molto positivo, se si riesce a portarlo fino in fondo, è l&#8217;abolizione della figura del ricercatore a tempo indeterminato per uno a tempo determinato. Il quale, se è bravo, diventerebbe professore associato. Ciò significherebbe finalmente un vero ringiovanimento dell&#8217;Università.&#8221; &#8220;Molto positivo&#8221; per il Presidente della CRUI è quindi l&#8217;aumento ulteriore, nel numero e nel tempo, del già intollerabile &#8211; per gli interessati e per l&#8217;Università &#8211; del precariato. E &#8220;molto positivo&#8221; è per lui anche l&#8217;emarginazione degli oltre 20.000 attuali ricercatori, messi ad esurimento (v. <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2009/11/06/carriera/">l&#8217;analisi dell&#8217;ANDU</a></span>). D&#8217;altronde le posizioni del Presidente della CRUI sono perfettamente in linea con il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://firgoa.usc.es/drupal/node/41969">documento della CRUI</a></span> stessa che nel febbraio 2009 ha &#8216;anticipato&#8217; il DDL governativo. Una CRUI che si è attribuito (e svolge) il compito di &#8220;garantire la tenuta politica&#8221; del sistema universitario, come si legge alla fine della &#8216;ragionieristica&#8217; <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=1820">Mozione</a></span> approvata, all&#8217;unanimità, dalla stessa CRUI il 17 dicembre 2009. I Rettori, che &#8211; almeno finora &#8211; sono stati eletti dai docenti e dalle altre componenti, sulla base di quale mandato hanno deciso di sostenere il progetto di demolizione finale del sistema degli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">Atenei</a> statali? Un progetto che, tra l&#8217;altro, attribuisce proprio alla figura del Rettore poteri immensi (rettore-sovrano assoluto).</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> =================</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;">2.</span> Lettera del sen. Giuseppe Valditara del 21 febbraio 2010.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          La lettera del sen. Giuseppe Valditara, relatore del DDL governativo sull&#8217;<a href="http://www.andu-universita.it/tag/universita/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con universita">Universita</a>&#8217;, &#8220;Non cambio idea sul DDL Gelmini&#8221;, sul Riformista del 21 febbraio 2010, è in risposta ad un <span style="color: #888888;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-02/100220/Q178G.tif">precedente intervento</a></span> del sen. Mauro Ceruti del PD. Valditara, in particolare, scrive che &#8220;l&#8217;impianto di fondo del testo governativo (&#8230;) è stato peraltro giudicato positivamente da quasi tutta l&#8217;opposizione&#8221; e esprime la preoccupazione che si possa &#8220;allontanare quella convergenza che sin  qui deliniata in commissione e nel più generale dibattito politico.&#8221; Il sen. Valditara ha ragione: basta leggere gli <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-02/100220/Q178G.tif">interventi in Commissione</a></span> (v. al punto 7) per constatare la convergenza tra il PDL e il PD. Peraltro gli interventi degli esponenti del PD (compreso quello del sen. Ceruti) sono perfettamente in linea con il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://groups.google.it/group/riformiamo-il-sapere/browse_thread/thread/d210a4c33505f335#">DDL presentato dal PD</a></span> stesso prima di quello del Governo e i cui contenuti fondamentali anticipano quelli del DDL governativo, ed entrambi i DDL &#8216;corrispondono&#8217; alle richieste della <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2009/12/01/ddl-occasione-della-confindustria/">Confindustria</a></span>.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #000000;">=================</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;">3.</span> Documento dell&#8217;Assemblea dei Ricercatori dell&#8217;<a href="http://www.andu-universita.it/tag/universita/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con universita">Universita</a>&#8217; di Siena del 19 febbraio 2010.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Riportiamo il documento dell&#8217;Assemblea dei Ricercatori dell&#8217;<a href="http://www.andu-universita.it/tag/universita/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con universita">Universita</a>&#8217; di Siena del 19 febbraio 2010 contro la rottamazione dei ricercatori:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">&#8220;DOCUMENTO APPROVATO IL 19 FEBBRAIO 2010 DALL’ASSEMBLEA DEI RICERCATRI DELL’<a href="http://www.andu-universita.it/tag/universita/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con universita">UNIVERSITA</a>’ DI SIENA convocata dal COORDINAMENTO DEI RICERCATORI SENESI</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> Le seguenti sigle sindacali appoggiano il documento dell’Assemblea dei Ricercatori dell’Università degli Studi di Siena: ANDU, CIPUR,  CISL Università, FLC-CGIL, SNALS  Università</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          L’assemblea dei Ricercatori dell’Università degli Studi di Siena esprime il suo totale dissenso sul pensionamento anticipato  dei ricercatori Universitari disposto dall’Ateneo Senese, che giudicano un attacco alla dignità di coloro che hanno svolto fino ad oggi funzioni di didattica, ricerca ed assistenza  al pari dei colleghi professori Ordinari ed Associati.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         L’assemblea denuncia con forza il mancato rispetto delle relazioni sindacali che prevedono tra l’altro la preventiva consultazione delle OO.SS. per i problemi e le decisioni inerenti il personale e i conseguenti effetti sulle attività garantite.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         Seppur pienamente coscienti dell’attuale difficile situazione in cui versa l’Ateneo, si è d’accordo con le organizzazioni sindacali che hanno già manifestato, sia a livello nazionale che locale, contrarietà all’applicazione delle nuove norme in materia (decreto Brunetta) che fanno due pesi e due misure tra il personale docente, stabilendo età di pensionamento diverse in base allo status giuridico di appartenenza, che giudichiamo ipocrite, ingiuste e anticostituzionali. L’assemblea unanime chiede agli Organi di Ateneo di sospendere qualsiasi forma di pensionamento “coatto”, se non su base volontaria, come accade per il resto della Docenza (prof. Ordinari e Associati) e si riserva, qualora tale richiesta non fosse accolta, di attuare tutte le forme di lotta a salvaguardia della propria dignità professionale, riservandosi anche di esperire le vie legali per tutelare i diritti costituzionali.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Evidenziamo come i Ricercatori per l’attività didattica contribuiscano al possesso dei requisiti minimi dell’offerta formativa dell’Ateneo, utili alla validità dei titoli di studio rilasciati. Come è possibile accettare che i Ricercatori, da organismi ministeriali come il CINECA, vengano considerati a tutti gli effetti come Professori mentre per l’applicazione in sede locale del “famigerato”  decreto Brunetta  vengano considerati al pari del Personale Contrattualizzato?</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Facciamo presente le contraddizioni contenute nel pensionamento “forzoso” messo in atto a Siena, come non dia certezza all’Amministrazione di un effettivo risparmio. Le nostre attività di ricerca e didattica si fondono in alcuni casi anche con quelle dell’assistenza sanitaria. La perdita di personale, non essendo possibile un nuovo reclutamento in questo anno e nei prossimi, causerebbe seri problemi all’offerta formativa, alla ricerca e ai servizi assistenziali, con evidente calo dell’offerta dei servizi e della qualità che oggi anche noi contribuiamo a garantire.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         Non crediamo nella cosiddetta “rottamazione” coatta dei Ricercatori, che riteniamo deleteria per l’Ateneo e le sue missioni: didattica, ricerca e assistenza.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          In altre sedi universitarie sono state trovate e attuate soluzioni diverse non lesive dei diritti acquisiti dei lavoratori.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Qualora l’amministrazione rifiuti di riconoscere l’equiparazione alla funzione di professore dei Ricercatori Universitari saremmo costretti a chiedere l’annullamento per illegittimità di tutti gli atti formali relativi alla didattica che si basano sul conteggio delle unità di personale ricercatore, un atto molto più che simbolico, per dimostrare il possesso dei requisiti minimi dei Corsi di Laurea previsti dalla normativa.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         I Ricercatori denunciano altresì che a fronte di un inquadramento giuridico a carattere nazionale, si sta a creando una situazione di disparità che penalizza i Ricercatori senesi rispetto agli altri colleghi.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          L’assemblea all’unanimità chiede con forza all’Amministrazione di rivedere la Sua posizione che giudichiamo impropria e dà mandato ai propri rappresentanti di contattare le forze politiche e sociali della città, per trovare ogni soluzione capace di tutelare l’affermazione dei nostri diritti e il riconoscimento del contributo dato alla didattica, alla ricerca e all’assistenza, riconosciuto dalle misurazioni e certificazioni di qualità anche da parte degli studenti e dalle valutazioni ministeriali con  le conseguenti attribuzioni di fondi per la produzione di brevetti e di lavori scientifici ad alto impatto internazionale.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">           l&#8217;Assemblea dei Ricercatori Senesi&#8221;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #000000;">=================</span></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>Università: 10 notizie</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 20:50:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[1. il 18 febbraio 2010 si è tenuto a Roma l’incontro tra PD (Marco Meloni, della Segreteria nazionale, e Maria Chiara Carrozza, presidente del Forum nazionale sull’Università) e ANDU (Nunzio Miraglia e Paola Mura dell’Esecutivo nazionale). L’incontro ha consentito all’ANDU di approfondire le proprie proposte sull’Università e il proprio giudizio sui DDL del Governo (documento 1 e documento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">1.</span> il 18 febbraio 2010 si è tenuto a Roma l’incontro tra PD (Marco Meloni, della Segreteria nazionale, e Maria Chiara Carrozza, presidente del Forum nazionale sull’Università) e ANDU (Nunzio Miraglia e Paola Mura dell’Esecutivo nazionale). L’incontro ha consentito all’ANDU di approfondire le proprie <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/01/30/per-una-universita/">proposte sull’Università</a></span> e il proprio giudizio sui DDL del Governo (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2009/10/30/ta-commissaria-gli-atenei/">documento 1</a></span> e <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2009/11/06/carriera/">documento 2</a></span>) e del <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://groups.google.it/group/riformiamo-il-sapere/browse_thread/thread/d210a4c33505f335#">PD</a></span>;   </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">2.</span> il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.magna-carta.it/content/universit%C3%A0-verso-riforma">convegno</a></span> “<a href="http://www.andu-universita.it/tag/universita/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con universita">Universita</a>’ verso la riforma” che si e’ svolto il 12 febbraio 2010 a Bologna, organizzato dalla Fondazione Magna Carta. Al convegno ha partecipato anche l’ANDU;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">3.</span> gli <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-02/100217/PZ1IF.tif">ulteriori tagli</a></span> agli <a href="http://www.andu-universita.it/tag/atenei/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con atenei">Atenei</a> con Facolta’ di Medicina;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">4.</span> nel decreto mille proroghe è stato previsto che gli <span style="text-decoration: underline;">Istituti ad ordinamento speciale</span> (Università per stranieri di Perugia, Scuola Normale Superiore di Pisa, Scuola Superiore S. Anna di Pisa, Università per stranieri &#8220;Dante Alighieri&#8221; di Reggio Calabria, Università per stranieri di Siena, SISSA di Trieste, SUM &#8211; Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze, Scuola IMT di Lucca, I.U.S.S. di Pavia) non avranno più l’obbligo di destinare i fondi ‘liberatesi’ per i pensionamenti al bando di nuovi posti di ricercatore (almeno il 60%). Insomma, in attesa della “riforma epocale” (la controriforma accademico-confindustriale), si praticano, da parte di chi può, ‘aggiustamenti speciali’;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">5.</span> il ‘<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-02/100204/PQ38U.tif">passaggio</a></span>’ dell’<a href="http://www.andu-universita.it/tag/universita/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con universita">Universita</a>’ di Trento dallo Stato alla Provincia;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">6.</span> la nascita della ‘<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://web.uniroma2.it/modules.php?name=RassegnaStampa&amp;op=visArt&amp;id=12925">CRUI del Sud’</a></span>: “Rete delle Università Meridionali”;  </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">7.</span> gli interventi in Commissione Istruzione del Senato del <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=16&amp;id=454349">4 febbraio</a></span> (Mariapia <strong>G</strong>aravaglia e Vita del PD), <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=16&amp;id=457532">10 febbraio</a></span> (Possa e Calabrò del PDL), <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=16&amp;id=458135">16 febbraio</a></span> (Compagna del PDL e Ceruti del PD) e <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=16&amp;id=458360">18 febbraio</a></span> (Treu del PD) febbraio 2010 sul DDL governativo e <span style="text-decoration: underline;">l’<a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-02/100218/PZR9L.tif">intervista</a></span> del 18 febbraio 2010 al sen. Giuseppe Valditara, relatore del DDL governativo. Alla fine dell’intervista il sen. Valditara dichiara: “Il ddl presentato dall’opposizione a giugno ha molti punti in comune con quello presentato dalla maggioranza a febbraio e ora con quello governativo. Gli interventi degli esponenti dell’opposizione esprimono proposte di miglioramento del ddl del Governo per alcuni aspetti simili a quelle che ho avanzato nella mia relazione.”;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">8.</span> la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.giurdanella.it/8592">sentenza</a></span> del Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) sui medici universitari. I medici universitari di Catania hanno ottenuto dal CGA di Palermo (l&#8217;equivalente per la Sicilia del Consiglio di Stato &#8216;valido&#8217; per tutte le altre Regioni), una sentenza sulla equiparazione al personale medico di pari funzioni, mansioni e anzianità;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">9.</span> l’Assemblea dell’11 febbraio 2010 dei Docenti dell’Università di Pisa sul DDL governativo e i prepensionamenti. Sull&#8217;Assemblea  hanno scritto  la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2010/02/12SIP5428.PDF">Nazione</a></span> e il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2010/02/13SIP6311.PDF">Tirreno</a></span>.  Sulla questione del prepensionamento segnaliamo l’<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2010/02/15SIQ1262.PDF">intervento</a></span> di Paolo Gianni;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">10.</span> i tagli alle <a href="http://www.andu-universita.it/tag/universita/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con universita">Universita</a>’ inglesi sui quali ha scritto il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-02/100213/PWKI9.tif">Manifesto</a></span>  e il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2010/02/09MI42052.PDF">Guardian</a></span>.</p>
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