Salvare l’Università – ANVUR – IIT

= 25 luglio 2012

1. SALVARE L’UNIVERSITA’: APPELLO UNITARIO – INIZIATIVA NAZIONALE

2. L’ANVUR DELL’APOCALISSE: CORREGGERLA, SOSTITUIRLA O ABOLIRLA?

    Confindustria (nel 2006) e ANDU contro l’Agenzia di Valutazione

3. IIT: A CHI TANTO E A CHI NIENTE

1. SALVARE L’UNIVERSITà: APPELLO UNITARIO – INIZIATIVA NAZIONALE

       ADI, ANDU, CISL-Università, CONFSAL-SNALS-CISAPUNI, CoNPAss, FLC-CGIL, LINK, RETE29Aprile, SUN, UDU, UGL-INTESA-FP, UIL RUA e USB-Pubblico impiego hanno lanciato un APPELLO per salvare e rilanciare l’Università.

       Nell’APPELLO “le Organizzazioni e le Associazioni universitarie denunciano ancora una volta lo stato di estrema criticità in cui versa l’Università italiana, aggravata dal recente Decreto Legge sulla spending review.”

       Si criticano, in particolare, gli “interventi ministeriali” e gli “immensi poteri dell’ANVUR” e si denunzia un ”attacco al valore legale dei titoli di studio”, la ”ulteriore riduzione del diritto allo studio” e “il mantenimento del blocco delle assunzioni in ruolo e delle carriere”.

      Si sviluppa una puntuale analisi e si avanzano precise proposte per “rapidamente modificare le norme sull’Università nella direzione opposta a quella finora seguita”.

      Infine le Organizzazioni e le Associazioni universitarie chiedono “a tutte le forze politiche e alla società civile un confronto sulle questioni” “poste anche in vista della prossima scadenza elettorale che si augura possa portare alla costituzione di un Parlamento e di un Governo che non ascoltino soltanto coloro che hanno interesse allo smantellamento dell’Università statale.”

     Le Organizzazioni e le Associazioni universitarie torneranno a riunirsi ai primi di settembre anche per promuovere “una iniziativa nazionale entro la fine di settembre”

2. L’ANVUR DELL’APOCALISSE: CORREGGERLA, SOSTITUIRLA O ABOLIRLA?

Confindustria (nel 2006) e ANDU contro l’Agenzia di Valutazione

      Da mesi si discute intensamente su mediane, qualità delle riviste, bibliometria, indicatori, criteri, età accademica, ecc. ecc Da mesi è duramente criticato il lavoro ‘preparatorio’ alle abilitazioni nazionali svolto dall’ANVUR, le cui scelte sono state anche giudicate improvvisate e arbitrarie.

     Va comunque ribadito che le abilitazioni sono ‘solo’ la “foglia di fico” per salvaguardare la cooptazione personale (v. il punto 2. di “Abilitazioni e/o concorsi?”) e che la loro inutilità è anche accresciuta dal “blocco delle assunzioni in ruolo e delle carriere, blocco aggravato dal DL e che sarà ulteriormente prolungato dalla crescente carenza di finanziamenti e da procedure arbitrarie, illogiche e farraginose che saranno bloccate da probabili ricorsi”, come denunciato nell’Appello unitario. Per una proposta alternativa alle attuali abilitazioni e agli attuali concorsi vedi la Proposta organica dell’ANDU.

      Molte sono state le proposte per ‘correggere’ le scelte dell’ANVUR, e in qualche caso si è arrivati a chiedere la sostituzione dei componenti del direttivo dell’ANVUR stessa.

      Non altrettante attenzione e passione sono state invece rivolte alla comprensione del ruolo politico-accademico che l’ANVUR deve svolgere, ruolo dal quale direttamente discendono composizione e scelte.

Nella convinzione che l’interesse per l’ANVUR non sia esclusivamente motivato da legittimi interessi di settore e/o di gruppo e/o individuali, si ripropongono le tappe e le motivazioni che hanno portato alla sua costituzione. L’ANVUR è “il tassello mancante dell’intero processo” con il quale “si aprirà una nuova stagione dell’università italiana”, come ha sostenuto già nel gennaio 2011 l’allorarettore e ora ministro Francesco Profumo, ricordando che “finalmente nel 2008, su proposta del ministro Mussi, fu istituita la nuova Agenzia di valutazione.” (Stampa del 5.1.11).

Dal 2006

      All’inizio del 2006, a Camere sciolte e con campagna elettorale in corso, è stata ‘fondata’ l’Agenzia di valutazione. Mentre l’Ulivo elaborava un vasto (oltre 200 pagine) programma con un vago capitolo sull’Università, Luciano Modica e Walter Tocci, con tempistica e metodi inusitati, hanno condotto la loro ‘campagna parallela’ presentando un disegno di legge per la costituzione di una Agenzia di valutazione, discutendolo anche in iniziative pubbliche. Gli unici a denunciare il significato e la pericolosità dell’Agenzia sono stati, allora, la Confindustria e l’ANDU.

La Confindutria (nel 2006): no all’Agenzia dell’Apocalisse, anzi no a un podestà

     Nel febbraio 2006, a Milano nel “Forum Ricerca e Università” promosso dai DS, Gianfelice Rocca, vice-presidente di Confindustria, riferendosi al Direttivo dell’Agenzia proposta da Luciano Modica e Walter Tocci, ha parlato di “cavalieri dell’Apocalisse che si trovano (si sarebbero trovati, ndr) a maneggiare uno spazio GIGANTESCO dell’economia e della conoscenza” e di non opportunità di “inventare qualcosa di nuovo”, di “chiamare il podestà” (v. video dell’intervento di Rocca, da min 78:57).

      Ora che l’Agenzia è stata costituita, Gianfelice Rocca è diventato presidente del Comitato consultivo dell’ANVUR. Il Comitato consultivo ha il compito di dare pareri e formulare proposte al Consiglio direttivo, in particolare sui programmi di attività e sulla scelta dei criteri e dei metodi di valutazione.

L’ANDU (nel e dal 2006): con l’Agenzia si commissaria l’Università

     Già all’inizio del 2006 l’ANDU, nel confronto diretto con Modica e Tocci (‘profetico’ l’intervento dell’ANDU al Forum di Milano, v. video, da min 148:33) e nei documenti di allora, sostenne che con l’istituzione dell’Agenzia “si realizzerebbe di fatto il commissariamento dell’Università per mezzo di una Autorità che difficilmente potrebbe rimanere impermeabile ai poteri forti accademico-politici, i quali hanno ampiamente e continuamente condizionato pesantemente le scelte ministeriali e parlamentari e controllato la stampa.” E ancora: “Con questa sorta di esternalizzazione dell’autonomia dell’Università, si concentrerebbe in poche mani l’immenso potere di gestione della politica e delle risorse nazionali per le Università.” “Si tratta dunque di un progetto che porterebbe all’asservimento dell’Università ai poteri forti dell’accademia. Questo progetto è contrario al dettato costituzionale che garantisce l’autonomia dell’Università” (dal documento dell’ANDU del 2 febbraio 2006).

      E come si legge nell’APPELLO unitario di qualche giorno fa, l’ANVUR “ormai dispone della vita e della morte delle strutture universitarie e di fatto determina i contenuti stessi della ricerca”.

     Nel febbraio scorso Alberto Baccini, riferendosi all’ANVUR, si chiedeva se “non sarebbe il caso che l’attuale ministro (Profumo), prima che la macchina finisca nel burrone, la fermi per un po’?” (Lettera su Repubblica dell’11.2.12).

     Ma non basta chiedere di “fermare” l’ANVUR. Il problema non sta nell’attuale direttivo e nelle scelte che esso compie. Il problema è l’ANVUR stessa e si risolve solo ABOLENDOLA: va eliminato quello che è un micidiale strumento progettato e realizzato per cancellare ogni residuo di libertà nell’Università italiana.

= A chi volesse APPROFONDIRE la ‘storia’ dell’ANVUR si suggerisce di leggere anche l’ampia documentazione che è contenuta in questo sito e in particolare quanto riportato in un documento del febbraio scorso.

= A chi volesse APPROFONDIRE il quadro politico-normativo che ha portato all’attuale situazione dell’Università si suggerisce di leggere anche “L’azienda-università di Confindustria. Vent’anni di riforme bipartisan” di Giovanna Baer (Paginauno n. 21, febbraio – marzo 2011).

3. IIT: A CHI TANTO E A CHI NIENTE

     L’IIT ha una “disponibilità’ liquida” di “442 milioni di euro”. “Nella stagione della spending review è un mistero che cosa ci facciano tanti soldi fermi. Forse una risposta potrà darla Vittorio Grilli, viceministro (ora ministro, ndr) dell’Economia, fino a novembre capo della fondazione Iit.” “L’opposizione iniziale dell’accademia bollata di inefficienza, è durata poco. Forse perché Iit riconosce contributi alla formazione per vari milioni e finanzia progetti in una decina di sedi universitarie, i cosiddetti Centri della rete.” (dall’articolo “A Genova l’Iit si tiene liquido” sul Mondo datato 20.7.12). 

     “Secondo Profumo, l’Iit «è un buon esempio di un modello chiuso che si è aperto e che oggi ha una interazione vera con dieci poli di ricerca nelle università’ italiane. Questo è l’elemento di maggiore interesse dell’istituto genovese».” (dal Sole 24-ore del 24.4.12).

      “La crisi non toccherà i fondi che a pochi anni dalla fondazione hanno contribuito a fare grande, nel mondo, l’Istituto italiano di tecnologia. La rassicurazione sul fatto che i soldi del grande cervello di Morego non siano per niente a rischio è arrivata ieri dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, e dal numero due del ministero dell’Economia – nonché ex presidente dello stesso Iit – Vittorio Grilli (oggi ministro dell’Economia, ndr). «Per avere vera crescita servono innovazione e ricerca – ha detto il ministro Passera – qui a Genova l’Iit è un buon esempio di come si possa fare bene una cosa partendo da asset valorizzabili.” (dal Secolo XIX del 24.4.12). 

     Sull’IIT di Genova nel giugno 2008 l’ANDU aveva scritto: “Le Università, specie quelle statali, – si sa – sprecano le risorse pubbliche e per questo è bene tagliare loro i finanziamenti e puntare su centri di eccellenza da inventare e da finanziare abbondantemente a parte (IIT di Genova, SUM di Firenze, IMT di Lucca). E all’IIT, centro che per eccellenza è il più eccellente, presieduto dal Direttore Generale del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si destinano ulteriori Fondi, devolvendogli “le dotazioni patrimoniali” della Fondazione IRI, con l’articolo 17 del DL (Legge 113/08) il cui titolo non lascia alcun dubbio sul fatto che l’IIT sia ‘depositario’ esclusivo dei “progetti di ricerca di eccellenza” (titolo dell’articolo). Il Ministero dell’Economia continua a strangolare finanziariamente l’Università statale e lo stesso Ministero continua a iperfinanziare una struttura presieduta dal suo Direttore generale (oggi ministro di quel Ministero, ndr)”.

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