INCONTRO ANDU CON M5S SULLA ‘RIFORMA’ DEL CUN AL SENATO

1. Un nuovo Organismo nazionale con nuovi poteri e nuova composizione

2. Smantellare la perversa ‘giustizia ordinaria’

3. Approvato in via definitiva il DDL 2753 sui concorsi universitari

Il 30 giugno 2026 una delegazione dell’ANDU (Nunzio Miraglia e Lucinia Speciale) ha avuto un incontro con il M5S rappresentato dalla senatrice Maria Domenica Castellone. All’incontro non hanno potuto partecipare, per impegni sopraggiunti, il sen. Luca Pirodini e l’on. Antonio Caso.

Nell’incontro è stata esposta la valutazione negativa dell’ANDU sul DDL 1890 riguardante la ‘riforma’ del CUN il cui esame è iniziato l’8 luglio 2026 nella della Commissione Cultura del Senato.

Nello stesso incontro l’ANDU ha illustrato in maniera puntuale la richiesta di un Organismo nazionale di autogoverno del Sistema universitario alternativo al CUN. (v. documento Al Senato ancora il CUN delle corporazioni accademiche).

Nell’incontro l’ANDU ha sostenuto che occorre abolire il CUN, quello attuale e quello che si prospetta, perché è «la rappresentazione delle aggregazioni disciplinari e delle corporazioni e sottocorporazioni accademiche»;un Organismoche dà un potere immenso a chi si ritrova di fatto a ‘gestire’– separatamente – i propri Settori disciplinari. Un potere che peraltro fondato su una scarsa partecipazione alle elezioni, con quasi sempre candidati unici, frutto di preaccordi.

In alternativa a questo assetto di potere meramente accademico, è indispensabile e urgente la costituzione di un nuovo Organismo di autogoverno del Sistema nazionale che, per compiti e composizione, rappresenti e difenda l’autonomia universitaria dai poteri forti interni ed esterni, contrastando il ruolo improprio e dannoso esercitato dalla CRUI.

– Nuovi poteri

Il nuovo Organismo di autogoverno del Sistema nazionale universitario deve svolgere il compito di coordinamento degli Atenei e deve avere ampi poteri di iniziativa, di proposta e di consultazione della comunità universitaria. Inoltre i pareri di questo Organismo devono essere vincolanti per qualsiasi questione riguardante la didattica, la ricerca e lo stato giuridico del personale.

 – Nuova composizione

Per costituire un nuovo Organismo che rappresenti democraticamente ed efficacemente l’intero Sistema nazionale universitario, occorre prevedere 5 aree (non più le attuali 14 aree accademiche. – v. nota), con 5 rappresentanti per area e con elettorato attivo e passivo unico per ordinari, associati e ricercatori a tempo indeterminato e a tempo determinato, con il limite di non più di due rappresentanti per fascia. Le aree devono avere una consistenza numerica ‘equivalente’.

Va inoltre prevista la presenza di 5 studenti, 1 precario, 1 dottorando, 1 specializzando e 3 tecnico-amministrativi

Si potrebbe anche prevedere che l’Organismo nazionale si possa avvalere di Comitati dei gruppi disciplinari, con funzioni consultive e con parere vincolante su materie a loro assegnate.

Nota. In tanti Statuti, per l’elezione del Senato Accademico, sono previste 3-4-5-6 aree.

Oltre che sul ruolo e la composizione di un nuovo Organismo nazionale, nell’incontro con Maria Domenica Castellone, l’ANDU ha insistito sulla necessità e urgenza di smantellare l’attuale assetto dell’amministrazione della ‘giustizia’ nell’Università.

Non è più tollerabile che l’iniziativa disciplinare sia in mano ai soli rettori, che peraltro sono gli unici a non potere esser sottoposti a un procedimento disciplinare. Il procedimento disciplinare deve poter essere attivato da un apposito Organismo, che possa anche ‘occuparsi’ del rettore.

Fondamentale è che a esprimersi sulle richieste di ‘punizione’ debba essere un unico Collegio disciplinare nazionale, che agisca sempre con la stessa composizione, senza distinguere gli interessati a un procedimento sulla base della fascia di appartenenza.

Il Collegio di disciplina nazionale deve essere composto in maniera paritetica, cioè in maniera totalmente diversa da quanto previsto dalla Legge 18 (prima di quella cosiddetta Gelmini): 5 componenti, con 3 ordinari, 1 associato e 1 ricercatore; di fatto un ‘tribunale degli ordinari’.

Bisogna finirla, a tutti i livelli, con il potere assoluto degli ordinari, che limita la libertà di ricerca e di insegnamento degli altri docenti-ricercatori.

=== Le stesse richieste sono state avanzate a Marco Mancini, Segretario Generale del MUR, che l’ANDU ha incontrato il primo luglio 2026 al Ministero.

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La senatrice Maria Domenica Castellone ha mostrato un serio interesse per le proposte e per le argomentazioni dell’ANDU, dichiarando che le avrebbe tenuto in conto nella definizione degli emendamenti al DDL 1890 da presentare entro il 2 luglio.

Maria Domenica Castellone accolto la richiesta di continuare il confronto tra ANDU e M5S anche sulle altre importanti questioni universitarie.

Il 7 luglio 2026 l’Aula della Camera ha approvato in via definitiva il DDL 2735 sui concorsi (v. il resoconto stenografico).

L’ANDU ha più volte criticato i contenuti del DDL che mantiene la cooptazione personale attraverso finti concorsi locali, proponendo in alternativa concorsi interamente nazionali (v., p.s., il documento Università. Alla Camera DDL sui finti concorsi).

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