I contenuti dell’incontro dell’ANDU con il Segretario generale del MUR
(numero chiuso a Medicina, precariato, concorsi e ruolo unico,
governance locale, governance nazionale)
Il 18 dicembre 2025 una delegazione dell’ANDU, composta da Andrea Capotorti, Mauro Federico e Nunzio Miraglia, ha incontrato il Segretario Generale del MUR, prof. Marco Mancini, e la Direttrice Generale per le istituzioni della formazione superiore, dott.ssa Marcella Gargano.
L’ANDU ha esposto in maniera dettagliata le proprie posizioni e le proprie proposte sui principali temi riguardanti l’università (nota 1).
In particolare, relativamente a:
- Numero chiuso a Medicina: è stato rimarcato come si sia avverata la facile profezia del fallimento del cosiddetto “semestre filtro”, dei conseguenti danni subiti dagli studenti e dalle loro famiglie e della conseguente valanga di ricorsi che ne seguiranno. Il Segretario ha chiesto conferma della proposta ANDU relativamente al sorteggio. È stato specificato che l’ANDU chiede da anni un superamento graduale del numero chiuso, adeguando nel tempo strutture e organici, e nel frattempo adottare un sorteggio puro per la selezione, molto più pratico, economico e scevro da ricorsi di qualsiasi natura, rispetto all’attuale (e passata) lotteria dei test che si sono rivelati una “carneficina umana” e non hanno affatto risolto, anzi lo hanno esacerbato, il fenomeno della proliferazione di corsi di formazione privati. Il Segretario ha confermato che gli studenti hanno effettivamente lamentato l’aumento costi per la formazione privata, rivelando che sia lui che il Ministro non se lo aspettavano. (Nota 2).
- Precariato: l’ANDU ha sottolineato l’esigenza di ridurre le figure pre-ruolo ad una unica, di durata triennale e con numerosità commisurate alle effettive possibilità di chiamate in ruolo. Una figura che abbia mansioni, retribuzione e modalità di accesso definite per legge. L’ANDU ha poi ribadito l’esigenza di “azzerare” l’attuale precariato con un piano straordinario di almeno 45.000 posti di ruolo (RTT). Su questo il Segretario si è limitato a dire che la “bolla” degli RTDa su fondi PNRR è stata “inevitabile”, vista l’entità del finanziamento e del numero di soggetti coinvolti. Mancini ha chiesto di riconoscere quantomeno l’interessamento del Ministero a cercare di porvi rimedio, visto lo stanziamento straordinario, riconosciuto “insufficiente”, ma comunque “significativo”, da poco inserito in finanziaria sufficiente per poco più di un migliaio di posizioni RTT.
- Concorsi e ruolo unico: l’ANDU ha ribadito la considerazione che l’unica strada di superamento della cooptazione e dipendenza personale è l’istituzione di concorsi nazionali, con commissari tutti sorteggiati, appartenenti ad atenei diversi da quello direttamente interessato, a partire da tutti i livelli, compresi i dottorati. L’ANDU ha poi ribadito con forza la necessità di arrivare ad un ruolo unico della docenza in tre livelli retributivi, con passaggio di livello a domanda e su valutazione nazionale anch’essa. Su questo non ci sono state particolari riflessioni da parte del Segretario e della Direttrice.
- Governance locale: il Segretario e la Direttrice hanno voluto subito ribadire (come già fatto pochi giorni prima, n.d.r.) che il documento cosiddetto “Galli della Loggia”, pur essendo “autentico”, non è all’attenzione del Ministro e che quella Commissione ha esaurito il suo compito istruttorio. Invece la Commissione di lavoro costituita per ‘riformare’ la Legge 240/10, coordinata dallo stesso Mancini e dal Prof. Zauli, non ha ancora elaborata una sua completa proposta che sarà comunque “meditata, coerente e di ampio spettro”. In ogni caso tale proposta affronterà vari passaggi: attività istruttoria del Gabinetto, Ufficio legislativo, Ministro. Da parte sua Mancini ha affermato di essere contrario a un mandato del rettore di 8 anni (4+4).
Mancini ha inoltre affermato che il MUR non è interessato all’introduzione di un suo rappresentante nei CdA degli atenei, in quanto il Ministero è più preoccupato della tenuta finanziaria degli atenei e per questo ritiene più che sufficiente la presenza, già prevista, di un rappresentante ministeriale nei collegi dei revisori, che, tra l’altro, può dare l’allerta al Ministero in caso di disavanzi. Il Segretario ha infine anticipato che tra le proposte della Commissione c’è un rafforzamento del ruolo dei Senati Accademici. L’ANDU ha sottolineato come nell’attuale sistema di governance degli atenei il problema principale sia il potere illimitato e senza bilanciamenti dei Rettori, che presiedono sia i Senati Accademici che i CdA. Occorrerebbe invece prevedere un SA, di cui non faccia parte il Rettore, che sia dotato di ampi poteri decisionali e che sia rappresentativo di tutte le componenti. Su questa questione il Segretario ha mostrato interesse e ha dichiarato che ne farà un suo punto di riflessione.
- Governance nazionale: l’ANDU ha ribadito la necessità di sostituire l’attuale CUN con un organismo veramente rappresentativo di tutte le componenti (senza suddivisione in fasce per la parte docente), con elezioni contemporanee (e non sfasate come ora) e con una rappresentanza studentesca eletta direttamente da tutti gli studenti. Questo nuovo organismo dovrebbe coordinare le attività dei vari atenei, depotenziando il ruolo della CRUI, garantendo una piena e sana autonomia del sistema universitario dalla politica e soprattutto dai “poteri forti trasversali” che da decenni ne stanno condizionando il disfacimento. Il Segretario ha anticipato l’orientamento di togliere la rappresentanza CRUI nel CUN.
Marco Mancini ha considerato l’incontro con l’ANDU come “l’inizio di una dialettica” e ha preso l’impegno di continuare il confronto, approfondendo le varie question.
Nota 1. Per un quadro più dettagliato si può far riferimento al documento Per una riforma complessiva dell’Università.
Va purtroppo segnalato che nell’informativa del ministro Bernini sul numero chiuso a Medicina svoltasi 18 dicembre 2025 alla Camera nessun Gruppo di maggioranza e di opposizione ha chiesto di abbandonare per il prossimo anno qualsiasi filtro alla francese (v. il resoconto stenografico da pag. 52 a pag.70)..
Nota 2. Sulla questione del numero chiuso l’ANDU aveva diffuso in mattina il documento Medicina. Cancellare qualsiasi filtro e qualsiasi test. Studenti come cavie, che Marco Mancini aveva ricevuto e letto.

[…] un aggiornamento sugli orientamenti ministeriali si veda però quanto riferito dall’ANDU qui. […]
Ovviamente non posso entrare nel merito di ogni cosa.
Segnalo solo l’osservazione vje6nessun gruppo ha chiesto l’abolizione del filtro alla francese. Ovvio, perché avrebbe dovuto avanzare proposte alternative che non ha.
Voi avete il sorteggio, ma a parte l’impopolarità, pare oggettivamente fondata l’obiezione che fra i sorteggiati risultino numerosi i soggetti meno determinati degli esclusi. E resta sempre un buco colossale.
Concordo ampiamente con queste posizioni di ANDU, ma faccio notare che 45.000 nuove posizioni RTT su bandi locali coinvolgerebbero 135.000 commissari. Quindi perché siano reali, è indispensabile il concorso nazionale.
Su Medicina non credo sia possibile e neppure utile il sorteggio, in quanto suscettibile di aumentare gli abbandoni al primo anno (come fanno pensare i punteggi di questa tornata) a discapito di studenti magari con deficit di preparazione, ma più determinati a diventare medico. E’ chiaro che la resistenza degli atenei ha imposto una preparazione piena di tre esami molto ostici compressi in un tempo ristretto, con alto numero di lezioni al giorno e test da esperire in tempi da quiz televisivo. Mentre è evidente che andrebbe riformulato il manifesto degli studi del primo semestre con la scomposizione di un modulo da sottoporre al test, ma il cui voto avrebbe valore parziale rispetto al voto complessivo una volta completato l’esame sull’intero programma nel corso del primo anno. Si potrebbe anche prevedere che ci si possa iscrivere al secondo semestre, con debito degli esami del primo (quello del test),
Cambiare il mandato dei rettori, significa prorogare gli attuali che non hanno un’altra posizione in vista. Si può individuare un vantaggio nel ringiovanimento obbligatorio da 6 a 8 anni prima del termine di servizio di 70 anni.
Invece non mi sembra utile esiliare il Rettore dal Senato accademico, perché comunque resta la pressione sulla maggior parte dei componenti.