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	<title>ANDU &#187; Studenti</title>
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	<description>Associazione Nazionale Docenti Universitari</description>
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		<title>Documento unitario su DDL governativo</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 16:50:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Docenza]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
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		<description><![CDATA[ADI, ADU, AND, ANDU, APU, CIPUR, CISL-Universita&#8217;, CNRU, CNU, CONFSAL, FLC-CGIL, RDB-CUB, SNALS-Docenti Universita&#8217;, SUN, UDU, UGL-Universita&#8217; e Ricerca, UILPA-UR            Il DDL su &#8220;Norme in materia di organizzazione delle universita&#8217;, &#8230;&#8221; presentato dal Governo al Senato e&#8217; stato elaborato in quasi un anno in sintonia con la CRUI e senza una reale consultazione delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ADI, ADU, AND, ANDU, APU, CIPUR, CISL-Universita&#8217;, CNRU, CNU, CONFSAL, FLC-CGIL, RDB-CUB, SNALS-Docenti Universita&#8217;, SUN, UDU, UGL-Universita&#8217; e Ricerca, UILPA-UR<br />
     </p>
<p>     Il DDL su &#8220;Norme in materia di organizzazione delle universita&#8217;, &#8230;&#8221; presentato dal Governo al Senato e&#8217; stato elaborato in quasi un anno in sintonia con la CRUI e senza una reale consultazione delle Rappresentanze sindacali e delle Organizzazioni universitarie.<br />
      Il DDL pone finalmente per iscritto le intenzioni del governo su quelli che sono ritenuti i nodi centrali della organizzazione e della gestione del Sistema universitario.<br />
      Le soluzioni proposte, a nostro avviso, non consentono il rilancio dell&#8217;Universita&#8217; pubblica come Istituzione strategica per il progresso culturale, sociale ed economico del Paese, anche per la mancanza di<br />
adeguati investimenti.</p>
<p>      Del DDL si evidenziano i seguenti punti sui quali siamo particolarmente critici:</p>
<p>- l&#8217;Universita&#8217; pubblica non viene piu&#8217; indicata come &#8220;sede primaria della ricerca&#8221;;<br />
- l&#8217;autonomia del Sistema universitario viene svuotata sia a livello locale sia a livello centrale, concentrando in poche mani (il Rettore e il Consiglio di Ammnistrazione) il potere di gestione degli Atenei e assoggettando il Ministero competente a quello dell&#8217;Economia;<br />
- i previsti meccanismi concorsuali potrebbero addirittura accentuare il localismo, senza eliminare i casi di nepotismo e senza premiare il merito;<br />
- i problemi del precariato vengono aggravati con l&#8217;aggiunta del ricercatore a tempo determinato alle attuali innumerevoli figure a termine, invece di procedere alla loro totale sostituzione con un&#8217;unica figura pre-ruolo, dotata di autonomia e responsabilita&#8217; diretta di progetti di ricerca;<br />
- assenza di qualsiasi riferimento al destino degli attuali ricercatori di ruolo;<br />
- assenza di qualsiasi riferimento alla rappresentanza e al destino del personale tecnico-amministrativo;<br />
- la nuova figura del &#8220;direttore generale&#8221; rischia di sovrapporsi a quella del rettore;<br />
- le indicazioni sul diritto allo studio risultano generiche.</p>
<p>      Nelle singole sedi saranno indette Assemblee per discutere e approfondire i contenuti del DDL.</p>
<p>      Il 15 gennaio 2010 torneremo a riunirci a Roma per valutare gli sviluppi della situazione, tenendo anche conto dell&#8217;esito della Assemblee di Ateneo. Conseguentemente si decideranno le iniziative piu&#8217; adeguate. Inoltre si programmeranno gli incontri con le Forze politiche e i Gruppi parlamentari.</p>
<p>      Roma, 27 novembre 2009</p>
<p>ADI, ADU, AND, ANDU, APU, CIPUR, CISL-Universita&#8217;, CNRU, CNU, CONFSAL, FLC-CGIL, RDB-CUB, SNALS-Docenti Universita&#8217;, SUN, UDU, UGL-Universita&#8217; e Ricerca, UILPA-UR</p>
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		<title>Protesta contro i tagli. A Palermo cortei e occupazione della mensa universitaria</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 08:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il malessere degli studenti per i tagli all&#8217;istruzione si è manifestato a Palermo con cortei e occupazione della mensa universitaria. Ne da conto un articolo sul Giornale di Sicilia. Lo stesso giorno il ministro Gelmini avrebbe dovuto essere presente ad un convegno presso la sede del Rettorato dell&#8217;Università di Palermo. Altri impegni le hanno impedito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il malessere degli studenti per i tagli all&#8217;istruzione si è manifestato a Palermo con cortei e occupazione della mensa universitaria. Ne da conto un articolo sul Giornale di Sicilia. Lo stesso giorno il ministro Gelmini avrebbe dovuto essere presente ad un convegno presso la sede del Rettorato dell&#8217;Università di Palermo. Altri impegni le hanno impedito di essere presente. Per leggere l&#8217;articolo <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-11/091107/O1GI7.tif">Clicca qui</a>.</p>
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		<title>L&#8217;idiozia dei test d&#8217;ingresso</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 15:40:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studenti]]></category>

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		<description><![CDATA[I test di accesso si rivelano con sempre maggiore chiarezza uno strumento con il quale gli atenei hanno trovato un modo per spillare altri soldi agli studenti e gruppi, talora spregiudicati, lucrano ottimi affari. Ne scrive Fabio Luppino  in un articolo dal titolo &#8220;Test d&#8217;ingresso via al carosello. Ci guadagnano solo gli atenei&#8221;, pubblicato sull&#8217;Unità del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I test di accesso si rivelano con sempre maggiore chiarezza uno strumento con il quale gli atenei hanno trovato un modo per spillare altri soldi agli studenti e gruppi, talora spregiudicati, lucrano ottimi affari. Ne scrive Fabio Luppino  in un articolo dal titolo &#8220;Test d&#8217;ingresso via al carosello. Ci guadagnano solo gli atenei&#8221;, pubblicato sull&#8217;Unità del 19 ottobre 2009.<br />
Per leggere l&#8217;intervento <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-10/091019/NPUX1.tif">cliccare qui</a>.</p>
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		<title>Lettera al movimento studentesco</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 14:17:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studenti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Lettera aperta al movimento studentesco. Attenti la privatizzazione e&#8217; gia&#8217; iniziata&#8221;.  da Nuova Ferrara dell&#8217;11 novembre 2008: &#8220;Lettera aperta al movimento studentesco.Attenti la privatizzazione e&#8217; gia&#8217; iniziata&#8221; di Alessandro Somma(*) L&#8217;onda della protesta studentesca cresce e sembra dare i suoi primi frutti. Questo almeno indicherebbe la disponibilita&#8217; dell&#8217;esecutivo ad avviare un dialogo sulla riforma dell&#8217;universita&#8217;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">&#8220;Lettera aperta al movimento studentesco. Attenti la privatizzazione e&#8217; gia&#8217; iniziata&#8221;</span><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">. </span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">da Nuova Ferrara dell&#8217;11 novembre 2008:</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">&#8220;Lettera aperta al movimento studentesco.Attenti la privatizzazione e&#8217; gia&#8217; iniziata&#8221;</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">di Alessandro Somma(*)</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">L&#8217;onda della protesta studentesca cresce e sembra dare i suoi primi frutti. Questo almeno indicherebbe la disponibilita&#8217; dell&#8217;esecutivo ad avviare un dialogo sulla riforma dell&#8217;universita&#8217;. Ma siamo sicuri che non sia un trucco, magari per rinviare tutto ai prossimi mesi, quando gli esami e la sospensione dell&#8217;attivita&#8217; didattica terranno gli studenti lontani dagli atenei? Siamo sicuri che non si intenda alimentare un costume politico tanto caro alla destra: definire prima in modo unilaterale le compatibilita&#8217; economiche della riforma, peraltro ampiamente delineate nei provvedimenti contestati dal movimento, e poi catturare consenso attorno ai pochi spazi di manovra lasciati alla politica? Ma soprattutto: siamo sicuri che gli interlocutori dell&#8217;esecutivo siano davvero in dissenso con l&#8217;esecutivo, e che in particolare lo siano l&#8217;opposizione e il mondo universitario? Incominciamo da quest&#8217;ultimo, indebolito da profonde spaccature interne alla Conferenza dei rettori (Crui), che dovrebbe rappresentare il sistema delle universita&#8217; italiane, e che invece e&#8217; sovente la cassa di risonanza di interessi particolari e non condivisi.<br />
C&#8217;e&#8217; infatti una Crui ufficiale, che da tempo assiste inerte alla privatizzazione del sapere, prima invocando un improbabile dialogo con l&#8217;esecutivo, e poi evitando di assumere una posizione nettamente contraria alla trasformazione degli atenei in fondazioni. C&#8217;è poi una seconda Crui dei virtuosi (Acquis), composta dai rettori degli atenei che intendono operare secondo criteri imprenditoriali ed eliminare i<br />
vincoli di legge all&#8217;aumento delle tasse universitarie. Non sono molto diverse le richieste della terza Crui, quella composta dai rettori delle Scuole superiori, come la Scuola normale di Pisa. Sono infine ambigue sul tema della privatizzazione del sapere anche le richieste della quarta Crui, costituita tra i rettori delle universita&#8217; del sud.  Piu&#8217; evidenti sono le contraddizioni del Piddi&#8217;, che al Circo Massimo dice<br />
di condividere le istanze del movimento studentesco, e nelle segrete stanze flirta invece con la Gelmini, in linea del resto con il suo programma elettorale: &#8220;Ciascun ateneo deve essere libero di di darsi il sistema di governo che ritiene piùadeguato, di stabilire le norme per l&#8217;ammissione degli studenti, di fissare liberamente le rette&#8221; (punto 7). Del resto il ministro ombra dell&#8217;universita&#8217; ha affermato che il suo<br />
partito non e&#8217; contrario alla trasformazione degli atenei in fondazioni. La richiede anzi da tempo, volendola solo affiancare ad una riforma che separi la didattica e la ricerca, affidate ai docenti, dall&#8217;amministrazione finanziaria, affidata ad un consiglio di amministrazione in cui siedono i privati. Il dialogo sulla riforma universitaria non puo&#8217; essere lasciato nelle mani della Crui e del Piddi&#8217;,accomunati solo dall&#8217;essere politicamente delegittimati e culturalmente incapaci di concepire alternative alla privatizzazione del sapere. Se dialogo ci sara&#8217;, dovra&#8217; coinvolgere il<br />
movimento studentesco, che dovra&#8217; tuttavia prepararsi ad un impegno lungo ed intenso. Occorrera&#8217; infatti attrezzarsi a riconoscere le molte facce della privatizzazione dell&#8217;universita&#8217;, ovvero della sottrazione al vaglio democratico (di docenti, personale amministrativo, ricercatori e studenti) delle scelte sulla sua vita interna ed esterna (rapporti con societa&#8217; civile, enti territoriali ed operatori economici). La privatizzazione violenta prima il linguaggio. Trasforma i ricercatori<br />
in capitale umano e i risultati del loro lavoro in prodotti della ricerca, valutati in funzione del loro contributo alla crescita del pil. Gli studenti diventano anonimi consumatori di un servizio calibrato sulle necessita&#8217; del mercato del lavoro. Gli atenei sono tenuti ad essere competitivi e ad affidare le loro scelte a consigli di amministrazione composti da stakeholder. La politica universitaria e&#8217; resa un freddo problema di governance delle performance degli atenei, diretta da patti di<br />
stabilita&#8217; concordati con l&#8217;esecutivo (tutte espressioni ricavate da documenti del Piddi&#8217; e delle varie Crui). Il linguaggio prelude a trasformazioni ben piu&#8217; incisive, le rende neutrali, necessarie, inevitabili. Trasformazioni che si sono in parte realizzate, nel silenzio generalizzato. Da tempo molti atenei si sono dotati di fondazioni universitarie, che se da un lato lasciano intatta l&#8217;universita&#8217; pubblica, dall&#8217;altro rischiano di trasformarla in una bad company, impoverita e spogliata della ricerca e della didattica qualificata (secondo il modello Alitalia). Da tempo si tende a valutare la ricerca secondo criteri che privilegiano il conformismo nelle scienze sociali e l&#8217;immediato ritorno economico nelle cosiddette scienze dure. E da tempo i servizi agli studenti, la garanzia sostanziale del diritto allo studio, sono affidati a privati, spesso e volentieri riconducibili agli estremisti cattolici di Cielle.&#8221;</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">(*) Alessandro Somma e&#8217; professore ordinario di Diritto privato comparato nell&#8217;Universita&#8217; di Ferrara</span></p>
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		<title>1. DL 180 AL SENATO 2. IL MOVIMENTO SU RICERCA, FORMAZIONE E LAVORO 3. Il &#8216;MINISTRO&#8217; GIAVAZZI ORA VUOLE ABOLIRE I CONCORSI.</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2008/11/20/1-dl-180-al-senato-2-il-movimento-su-ricerca-formazione-e-lavoro-3-il-ministro-giavazzi-ora-vuole-abolire-i-concorsi/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 10:47:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Didattica]]></category>
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		<description><![CDATA[1. DL 180 AL SENATO Il 18 novembre 2008 si e&#8217; svolta l&#8217;audizione sul Decreto-Legge 180/2008 presso la Commissione Istruzione del Senato. ADI, ANDU, APU, CISL-Universita&#8217;, FLC-Cgil, CNRU e UILPA-UR si sono presentati insieme all&#8217;audizione (v. nota 1) e hanno consegnato il documento unitario &#8220;Un programma per l&#8217;Universita&#8217;&#8221; (nota 2). E&#8217; stato presentato anche il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1. DL 180 AL SENATO</p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">Il 18 novembre 2008 si e&#8217; svolta l&#8217;audizione sul Decreto-Legge 180/2008 presso la Commissione Istruzione del Senato. ADI, ANDU, APU, CISL-Universita&#8217;, FLC-Cgil, CNRU e UILPA-UR si sono presentati insieme all&#8217;audizione (v. nota 1) e hanno consegnato il documento unitario &#8220;Un programma per l&#8217;Universita&#8217;&#8221; (nota 2). E&#8217; stato presentato anche il documento che segue relativo al DL 180.Alla fine dell&#8217;Audizione da parte dei Componenti della Commissione c&#8217;e' stato un solo intervento, quello della senatrice Mariapia Garavaglia, ministro dell&#8217;Universita&#8217; del governo ombra del PD. L&#8217;UNICA cosa che la Senatrice ha detto, dopo le articolate richieste unitarie riguardanti le sorti dell&#8217;Universita&#8217; e i numerosi interventi succedutisi, e&#8217; stata: &#8220;Come mai nessuno ha posto la questione della doppia idoneita&#8217;?&#8221;. Il Ministro ombra del PD sembra non condividere la richiesta unitaria di NON operare alcun intervento sulle regole dei concorsi gia&#8217; banditi, cambiando opinione rispetto a quanto, assieme a Luciano Modica, responsabile nazionale<br />
Universita&#8217; del PD, aveva scritto al &#8216;ministro&#8217; Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera del 5 novembre 2008: &#8220;modificare frettolosamente i bandi di concorso gia&#8217; emanati dai rettori secondo la legge vigente, e con i termini scaduti, per recepire nuove regole di formazione delle commissioni farebbe correre il rischio di un enorme contenzioso difficile da dirimere&#8221;. Subito dopo l&#8217;audizione, nella Commissione Istruzione e&#8217; iniziata la discussione sul DL 180. Per il resoconto della seduta cliccare: </span><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif"><a href="http://www.senato.it/japp/bgt/">http://www.senato.it/japp/bgt/ showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommC omm&amp;leg=16&amp;id=320281</a></span></p>
<p>Documento unitario letto e consegnato alla Commissione Istruzione del<br />
Senato:<br />
&#8220;Osservazioni sul decreto 180<br />
Non difendiamo lo status quo.<br />
Difendiamo il ruolo dell&#8217;Universita&#8217;, ruolo di promozione sociale della cultura e dell&#8217;innovazione e ci basiamo su tre valori fondanti:<br />
. la natura pubblica del sistema universitario e, quindi, riteniamo inaccettabile la trasformazione di queste in fondazioni di diritto privato;<br />
. il ruolo sociale del sistema universitario;<br />
. la natura cooperativa e partecipata del sistema universitario. Chiediamo che vengano eliminati i tagli ai finanziamenti previsti dalla 133. Il testo del nuovo decreto, cosi&#8217; come e&#8217; scritto, rischia addirittura di aumentare tali tagli perche&#8217; non ci sono i tempi per potere distribuire il 7% legato alla valutazione. Ma cio&#8217; che e&#8217; fondamentale e&#8217; aumentare i finanziamenti di quanto e&#8217; necessario per il funzionamento basale dei singoli atenei. Gli sprechi vanno ridotti, ma non uccidendo le universita&#8217; e chi ci lavora e ci<br />
studia. A tale finanziamento si deve aggiungere quello dipendente dalla<br />
valutazione. Chiediamo l&#8217;eliminazione del blocco del turnover per tutte le universita&#8217; e per tutto il personale, compreso quello tecnico e amministrativo. Con i tagli previsti dalla 133 moltissime universita&#8217; andranno ben presto oltre il 90% col rischio di non potere svolgere neppure i concorsi per ricercatori previsti dal reclutamento straordinario e per il quale i fondi sono gia&#8217; stanziati. Chiediamo che le risorse derivanti dallo sblocco del turnover siano utilizzate solo per personale di ruolo. Chiediamo che non si intervenga sui concorsi gia&#8217; banditi e non si impedisca il loro svolgimento. Chiediamo che siano banditi in tempi rapidi concorsi per ricercatori di ruolo, sia quelli previsti dal reclutamento straordinario, sia un numero ulteriore consistente per far funzionare la didattica e la ricerca degli<br />
atenei, tenendo conto dell&#8217;altissimo numero di personale precario gia&#8217;<br />
formato che opera nelle universita&#8217;. Prendiamo atto dell&#8217;aumento dei fondi per gli studenti, ma tale aumento non e&#8217; assolutamente sufficiente sia perche&#8217; non tiene conto dei tagli operati ai fondi delle regioni, sia perche&#8217; sicuramente per la parte di alloggi e residenze la somma destinata e&#8217; troppo esigua, sia perche&#8217; si tratta di un intervento solo per il 2009.&#8221;</p>
<p>2. IL MOVIMENTO SU RICERCA, FORMAZIONE E LAVORO</p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">Invitiamo tutti a leggere attentamente le interessanti posizioni e richieste del movimento universitario, elaborate e approvate nell&#8217;Assemblea nazionale del 15-16 novembre 2008, per quanto riguarda ricerca, valutazione, precariato, dottorato, reclutamento e docenza. Per leggere il documento &#8220;Ricerca, Formazione e Lavoro&#8221; cliccare:<br />
<a href="http://ateneinrivolta.org/files/DOCUMENTO_WS_RICERCA.pdf">http://ateneinrivolta.org/files/DOCUMENTO_WS_RICERCA.pdf</a></span></p>
<p>3. Il &#8216;MINISTRO&#8217; GIAVAZZI ORA VUOLE ABOLIRE I CONCORSI</p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">Francesco Giavazzi, professore di economia alla Bocconi con diritto di &#8216;accesso&#8217; alla prima pagina del Corriere della Sera, come tutti sanno, ha &#8216;preteso&#8217; e ottenuto il Decreto-Legge 180 che modifica le regole dei concorsi gia&#8217; banditi. Ieri Francesco Giavazzi e&#8217; ritornato sull&#8217;argomento nel sito www.lavoce.info (nota 3). Nel suo nuovo intervento Giavazzi, tra l&#8217;altro, scrive:<br />
&#8220;Le modifiche introdotte dal Dl 180 vanno prese per quello che sono: un tentativo, strettamente una tantum, di sparigliare giochi gia&#8217; fatti prima ancora che i posti venissero deliberati dalle facolta&#8217; e i candidati facessero domanda. Certo, sarebbe stato meglio, e anche piu&#8217; equo, riaprire i bandi, permettere ad altri candidati di partecipare, eliminare l&#8217;ignominia delle doppie idoneita&#8217; (v. l&#8217;intervento della senatrice Garavaglia su riportato, ndr). In un paese in cui l&#8217;ultima parola l&#8217;hanno i<br />
Tar e&#8217; molto probabile che si sarebbe creato un contenzioso infinito.&#8221; E conclude: &#8220;Bene: io penso che con questo Dl abbiamo fatto passi da gigante verso la FINE DEI CONCORSI (la sottolineatura e&#8217; nel testo, ndr), anche grazie alla pioggia di critiche che lo ha accompagnato.&#8221; </span><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">Siamo ancora in attesa di sapere da Giavazzi perche&#8217; SOLO ORA, dopo trent&#8217;anni di concorsi a ricercatore e dopo dieci anni di concorsi a ordinario e ad associato, vuole ad ogni costo &#8220;sparigliare giochi gia&#8217;<br />
fatti&#8221;. Ritorniamo a chiedergli: cosa e&#8217; (o gli e&#8217;) successo ora di nuovo? Naturalmente ognuno e&#8217; libero di esprimersi, anche &#8216;a ruota libera&#8217;, su tutto, compresi i concorsi universitari. Quello che non e&#8217; accettabile e&#8217; che le opinioni &#8216;bizzarre&#8217; di una sola persona, anche se insegna economia alla Bocconi e puo&#8217; &#8216;accedere&#8217; alla prima pagina del Corriere, siano tradotte in Legge, anzi in Decreto-Legge, e probabilmente anche in modifiche del provvedimento. E tutto questo mentre Governi e Parlamenti non hanno mai preso in alcuna considerazione le richieste, sensate e utili all&#8217;interesse generale dell&#8217;Universita&#8217; e del Paese, avanzate dalle rappresentanze di tutte le componenti (docenti, precari, tecno-amministrativi, studenti) e dai movimenti universitari.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">19 novembre 2008</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">- Nota 1. &#8220;Al Presidente della Commissione Istruzione del Senato e, p.c., agli altri Componenti della Commissione </span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">Egregio Presidente,<br />
premesso che apprezziamo molto la sensibilita&#8217; da Lei mostrata nel prevedere &#8216;in tempo reale&#8217; un&#8217;audizione presso la Sua Commissione sui contenuti dell&#8217;importante Decreto-Legge n. 180, Le chiediamo che le sottoscritte Organizzazioni e Associazioni universitarie, convocate per domani, siano ascoltate insieme, tenendo anche conto che insieme hanno recentemente elaborato &#8220;Un programma per l&#8217;Universita&#8217;&#8221;, che qui sotto alleghiamo. Facciamo anche presente che ADI, ADU e APU, che hanno sottoscritto lo stesso &#8220;Programma&#8221;, vorrebbero essere ascoltati insieme a noi. Sicuri della Sua disponibilita&#8217;, Le inviamo i piu&#8217; distinti saluti. ANDU, CISL-Universita&#8217;, FLC-Cgil, CNRU, UILPA-UR&#8221;</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">- Nota. 2. Per leggere il &#8220;Programma per l&#8217;Universita&#8217;&#8221; cliccare:<br />
<a href="http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article20914.html">http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article20914.html</a></span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">- Nota 3. Per leggere l&#8217;intervento di Francesco Giavazzi &#8220;L&#8217;inizio della fine dei concorsi&#8221; su Lavoce.info, cliccare:<br />
<a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000758.html">http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000758.html</a></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mozioni di assemblea UNIPA e Senato Accademico UNIBA contro DL 112</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 15:28:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Docenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Studenti]]></category>

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		<description><![CDATA[18 luglio 2008 &#8211; ANDU i ricorda che ADI, ANDU, APU, CISAL-UNIVERSITA&#8217;, CNRU, FEDERAZIONE CISL-UNIVERSITA&#8217;, FLC-CGIL, RNRP, SUN, UDU, UILPA-URAFAM hanno indetto per Martedì 22 luglio 2008 alle ore 10.30 nell&#8217;Aula Magna della Sapienza di Roma un&#8217;ASSEMBLEA NAZIONALE aperta a tutte le componenti e a tutte le rappresentanze universitarie. Si riportano i testi dei seguenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>18 luglio 2008 &#8211; ANDU</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>i ricorda che ADI, ANDU, APU, CISAL-UNIVERSITA&#8217;, CNRU, FEDERAZIONE CISL-UNIVERSITA&#8217;, FLC-CGIL, RNRP, SUN, UDU, UILPA-URAFAM hanno indetto per Martedì 22 luglio 2008 alle ore 10.30 nell&#8217;Aula Magna della Sapienza di Roma un&#8217;ASSEMBLEA NAZIONALE aperta a tutte le componenti e a tutte le rappresentanze universitarie.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Si riportano i testi dei seguenti documenti:<br />
1. Mozione dell&#8217;Assemblea di Ateneo di Palermo del 16/07/2008<br />
2. Documento del Senato Accademico sul Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008</p>
<p style="text-align: justify;">1. Mozione dell&#8217;Assemblea di Ateneo di Palermo del 16/07/2008</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;Assemblea dell&#8217;Ateneo di Palermo, indetta dal Rettore e dal Senato Accademico e riunitasi presso la Facolta&#8217; di Ingegneria per discutere i contenuti del DL n. 112, esprime unanime e forte preoccupazione per le gravissime conseguenze, immediate e future, che il provvedimento comporta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il taglio del FFO, che prevede nei prossimi cinque anni decurtazioni da 63,5 milioni nel 2009 fino ai 455 milioni nel 2013, insieme alla limitazione del turnover al 20% (art. 66) dei pensionamenti, dopo due anni di blocco dei concorsi, impediscono il rinnovamento del corpo docente in corrispondenza dell&#8217;imminente, ­ peraltro gia&#8217; ampiamente previsto, ampio pensionamento del personale docente di ruolo ed azzerano le legittime aspettative di carriera dei giovani docenti e le speranze di un&#8217;intera generazione di precari.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, il passaggio degli scatti stipendiali di anzianita&#8217; del personale docente da biennali a triennali (art. 69), penalizza retribuzioni gia&#8217; ampiamente al di sotto della media europea.</p>
<p style="text-align: justify;">La possibilita&#8217; che gli atenei si trasformino in fondazioni (art. 16) con il conseguente trasferimento del patrimonio degli atenei pubblici in mani private, insieme al trasferimento di fondi e all&#8217;attribuzione di progetti di ricerca d&#8217;eccellenza all&#8217;IIT (art. 17), introducono per decreto la privatizzazione dell&#8217;Universita&#8217; e mettono il sistema universitario, ad oggi incontestabilmente primo protagonista della ricerca di qualità del Paese, atenei in posizione secondaria per quanto riguarda gli investimenti per la ricerca.</p>
<p style="text-align: justify;">I rischi sono molti ed evidenti:<br />
- la portata delle misure finanziarie contenute nel DL 112 avrà effetti dirompenti ed irreversibili sui bilanci delle Universita&#8217; gia&#8217; strutturalmente sotto finanziate;<br />
- le Universita&#8217; statali non avranno la possibilita&#8217; di sviluppare una programmazione adeguata ne&#8217; di garantire servizi didattici adeguati alle aspettative degli studenti e delle loro famiglie, e, in assenza dell&#8217;indispensabile ricambio generazionale, non potranno realizzare l&#8217;atteso incremento di produttivita&#8217; ed una reale valorizzazione delle qualita&#8217; e del merito;<br />
- verra&#8217; compromessa l&#8217;attuazione della recente riforma della didattica voluta col DM 270/04 dal Ministero dell&#8217;Universita&#8217;;<br />
- per evitare lo scadimento dell&#8217;offerta formativa sara&#8217; necessario procedere ad ulteriori e progressivi aumenti della contribuzione studentesca.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto, l&#8217;Assemblea dell&#8217;Ateneo di Palermo:<br />
- indice lo stato di agitazione del personale docente e tecnico amministrativo e si unisce al dissenso che in questi giorni in tanti altri atenei viene portato avanti, con l&#8217;auspicio che il mondo universitario sia unito e compatto nel manifestare una profonda indignazione nei confronti di questo attacco al ruolo dell&#8217;Universita&#8217; quale promotrice dello sviluppo culturale ed economico del Paese;<br />
- intende contrastare in tutte le sedi, anche giudiziarie, la conversione in legge del DL 112 e chiede che vengano da esso stralciati le parti relative all&#8217;Universita&#8217;;<br />
- propone di coinvolgere organi di stampa e cittadini per far comprendere lo stato di disagio di tutti gli universitari, personale docente e tecnico amministrativo, studentesse e studenti, che constatano la impossibilita&#8217; di continuare a far fronte alle esigenze dell&#8217;Ateneo nelle condizioni prefigurate dal decreto 112;<br />
- invita il Rettore a rappresentare ad ogni livello, politico ed istituzionale, nazionale e locale, i motivi della protesta;<br />
- ritiene urgente portare all&#8217;attenzione degli organi collegiali dell&#8217;Universita&#8217; l&#8217;intera materia, per valutare le forme di protesta piu&#8217; opportune da mettere in atto immediatamente; &#8211; identifica come possibili forme di protesta l&#8217;autosospensione degli organi collegiali, il rifiuto a svolgere supplenze e ogni altro carico didattico superiore alle richieste giuridiche, la sospensione coordinata dalle cariche istituzionali dell&#8217;Ateneo, dai Direttori di Dipartimento ai Presidenti dei Corsi di Laurea, possibilmente in coordinamento con gli altri Atenei italiani;<br />
- invita il SA e il CdA a prendere come base di discussione questa mozione e ad elaborare un documento definitivo da diffondere in tutte le sedi universitarie e di cui dare lettura in apertura delle sedute di tutti gli organi collegiali e delle sessioni di laurea.</p>
<p style="text-align: justify;">Palermo, 16 luglio 2008&#8243;</p>
<p style="text-align: justify;">2. Documento del Senato Accademico sul Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008 da <a href="http://www.uniba.it/ateneo/doc-s.a.-d.l.-112-25-6.08/" target="_blank">http://www.uniba.it/ateneo/doc-s.a.-d.l.-112-25-6.08/ </a></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;Universita&#8217; di Bari, a&#8217; di contribuire alla revisione dell&#8217;organizzazione di questa realta&#8217; in una prospettiva di valorizzazione dell&#8217;efficienza e del merito attraverso forme condivise di valutazione respingendo ogni pratica auto-referenziale. Nello stesso tempo rileva con estrema preoccupazione che tali misure, se fossero applicate senza opportuni profondi correttivi, avrebbero gravissime ripercussioni sulle analizzate le misure di contenimento della spesa pubblica previste nel D.L. 112 e le implicazioni per il sistema universitario nazionale, conferma la propria volontattivita&#8217; di didattica, ricerca e di gestione di un Ateneo, come il nostro, che opera in un contesto territoriale vasto e con notevoli esigenze di sviluppo e formazione difficilmente contraibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Punto principale della manovra di contenimento e&#8217; la riduzione significativa del FFO che si sviluppa per i prossimi cinque anni e la possibilita&#8217; di assunzione di personale solo pari al 20% di quello che cesserebbe dal servizio sino al 2012. Questo si configurerebbe in pratica come un vero e proprio blocco del turn over, che non terrebbe in considerazione le realta&#8217; variegate dell&#8217;organico dei diversi atenei, le esigenze di mantenere il livello di docenza adeguato alla nuova offerta formativa varata da qualche settimana, i costi delle valutazioni comparative gia&#8217; avviate.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel nostro ateneo, in cui e&#8217; previsto in questo intervallo di tempo un picco di cessazioni dal servizio (tutta la generazione di docenti nati nell&#8217;intorno del 1940 che diede l&#8217;unico vero impulso di crescita alla nostra sede essendo stata reclutata nell&#8217;epoca dei “provvedimenti urgenti”), questo blocco implicherebbe un vero e proprio tracollo di organico, difficilmente rimediabile, tenendo anche conto dei tempi necessari per l&#8217;espletamento delle procedure concorsuali. Non ci spaventano le percentuali: gia&#8217; dal 2007 abbiamo avviato una politica di contenimento della spesa e di risanamento limitando l&#8217;utilizzo delle risorse liberatesi con il turn over al 20 %. Ma la differenza, cioè ben l&#8217;80%, resta a disposizione dell&#8217;Ateneo per politiche di ripianamento, riequilibrio, adeguata programmazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora invece, in barba alla pur conclamata autonomia (in virtu&#8217; della quale ci viene chiesto di “arrangiarci” nel reperimento di risorse) tali cospicue somme ci vengono forzatamente sottratte. Malgrado la nostra politica di reclutamento (davvero virtuosa) incentrata sull&#8217; incremento dei ricercatori e sull&#8217;investimento per la creazione di opportunita&#8217; per i cosiddetti ricercatori in formazione, prevediamo che l&#8217;improvvisa mancanza di docenza di maturita&#8217; didattica e scientifica consolidata, difficilmente sostituibile, rechera&#8217; un nocumento difficilmente arginabile alla qualita&#8217; della nostra offerta formativa e alla capacita&#8217; di esprimere ricerca di punta. Tutto cio&#8217; in un contesto territoriale regionale in cui il nostro ateneo e&#8217; praticamente l&#8217;unico a erogare formazione su un numero elevato di discipline di alto valore professionale (medicina, economia, chimica,…), sulle quali le competenze dei nostri docenti hanno raggiunto punte di eccellenza oggettivamente riconosciute e che ora sono irrimediabilmente condannate a scomparire.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuna politica di riequilibrio d&#8217;ateneo potra&#8217; mai sostituire in tempo utile competenze specifiche consolidate attraverso decenni di impegno di ricerca in Italia e all&#8217;estero. La dilatazione poi della durata degli scatti stipendiali, e&#8217; ancora un altro elemento sciagurato di discriminazione tra i docenti: i piu&#8217; giovani hanno di fatto una riduzione di stipendio proporzionalmente maggiore rispetto a quella dei colleghi piu&#8217; anziani il cui scatto e&#8217; più esiguo.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre al divario di trattamento comunque si profila specialmente per i ricercatori (l&#8217;anello più debole della catena) un impoverimento oggettivo del trattamento economico che e&#8217; gia&#8217; tra i piu&#8217; bassi d&#8217;Europa, e quindi una mortificazione insostenibile data l&#8217;attuale congiuntura economica di una classe di giovani che ha scelto consapevolmente e generosamente di rimanere e di non fuggire all&#8217;estero. In molti settori, se non in tutti, essi sostengono una frazione cospicua della nostra offerta formativa attraverso affidamenti di insegnamenti gratuiti, oltre a svolgere l&#8217;attivita&#8217; di ricerca che per loro deve essere prioritaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa pesante manovra rende di fatto il FFO un parametro inutilizzabile per il calcolo della percentuale massima del contributo degli studenti alle entrate dell&#8217;ateneo: in questo caso dovrebbe essere utilizzato solo il complesso delle entrate finanziarie. Un&#8217;impostazione che poi vuole incoraggiare l&#8217;acquisizione di fondi propri rende poi di fatto poco credibile l&#8217;impiego del FFO come parametro di riferimento per la spesa del personale a tempo indeterminato. A tutto questo scenario fortemente critico per la sopravvivenza del sistema universitario, si aggiunge l&#8217;ipotesi di trasformazione delle universita&#8217; in fondazioni, che si innesterebbe su una situazione di grande incertezza finanziaria del nostro ateneo indotta dal problema grave dell&#8217;organico e dalle difficoltà ormai storiche in termini economici ed infra-strutturali del nostro territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il disimpegno dello Stato verso il sostegno finanziario dell&#8217;istruzione e della promozione della ricerca e sviluppo in realta&#8217; come la nostra dove il territorio ha cominciato a guardare all&#8217;universita&#8217; come il motore dell&#8217;innovazione e del trasferimento tecnologico, non puo&#8217; che accentuare la difficolta&#8217; di un sistema debole e vacillante, in cui gli attori hanno da poco intrapreso il difficile cammino dell&#8217;integrazione degli sforzi per puntare ad una crescita mai favorita sinora, data la costante esiguita&#8217; dei finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le conseguenze di una così drastica obbligata riduzione delle attivita&#8217; di ricerca e formazione saranno catastrofiche: per i giovani ricercatori, per gli studenti e le loro famiglie, per il personale, per il mondo produttivo, per gli Enti locali.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto l&#8217;Universita&#8217; di Bari richiede una sostanziale revisione dei contenuti di questa manovra, ribadisce la sua disponibilita&#8217; al confronto con gli organi parlamentari di concerto con la CRUI e il CUN, e si riserva ogni decisione per iniziative intese a richiamare l&#8217;attenzione del Paese su questa situazione che si profila devastante per il sistema universitario. Su questi temi impegna il CURC a pronunciarsi nella riunione del 21 p.v. anche assumendo iniziative volte a favorire un confronto con tutti i parlamentari pugliesi.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Da Martinotti su dottorato &#8211; Secondo intervento</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Aug 2007 17:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studenti]]></category>
		<category><![CDATA[martinotti]]></category>

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		<description><![CDATA[10 agosto 2007 &#8211; ANDU Riportiamo il secondo intervento di Guido Martinotti sul dottorato. (Martinotti si riferisce ad un precedente intervento di Franco Di Quarto che si riporta in calce) &#8220;Non vorrei entrare nel dettaglio del mio disaccordo, ma indicare tre punti fattuali piu&#8217; una constatazione finale: A) Che il dottorato sia il terzo livello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>10 agosto 2007 &#8211; ANDU</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Riportiamo il secondo intervento di Guido Martinotti sul dottorato. (Martinotti si riferisce ad un precedente intervento di Franco Di Quarto che si riporta in calce)</span></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Non vorrei entrare nel dettaglio del mio disaccordo, ma indicare tre punti fattuali piu&#8217; una constatazione finale:</p>
<p style="text-align: justify;">A) Che il dottorato sia il terzo livello dell&#8217;istruzione superiore non lo dico io, ma lo dice un accordo internazionale, come ci ricorda Luciano Guerzoni: &#8220;Preciso soltanto che alla previsione del dottorato come terzo livello della formazione universitaria l&#8217;Italia e&#8217; gia&#8217; impegnata, al pari degli altri 44 paesi europei del &#8220;Bologna Processus&#8221;, dal comunicato congiunto del vertice di Berlino (2003).&#8221;. Non voglio entrare nella discussione se a me piaccia o no, perche&#8217; non si puo&#8217; sempre ripartire da zero in tutto. E&#8217; la scelta del dottorato europeo, noi come paese abbiamo aderito e io come cittadino do per acquisito questo tratto.</p>
<p style="text-align: justify;">B) Il dottorato americano e&#8217; altra cosa e sostanzialmente, nella pratica, l&#8217;apprendistato per la carriera universitaria, anche se poi in base alle discipline (in sociologia per esempio circa l&#8217;80% prosegue in universita&#8217;, ma in altre materie vanno in parte all&#8217;industria, che pero&#8217; fa ricerca)i PhDs hanno destini i piu&#8217; vari. Compreso quello, come PhD candidates di nutrire l&#8217;amplissimo precariato in espansione degli adjuncts. Vedi lo sciopero a NYU del 2005.</p>
<p style="text-align: justify;">C) Non ho mai detto da nessuna parte che il dottorato non deve essere attivita&#8217; di ricerca. In quello che coordino personalmente il Dottorato Interdisciplinare sulla Societa&#8217; dell&#8217;informazione (DISI) &#8211; che comprende oltre ai sociologi e pedagogisti &#8220;umanisti&#8221;, psicologi &#8220;sperimentali&#8221;, docenti di scienze ambientali e Informatica &#8211; i borsisti sono fortemente incoraggiati a entrare nei diversi programmi di ricerca del Programma QUA_SI, da cui dipende il dottorato. Semmai il dottorato attuale viene in genere accusato di non fornire abbastanza didattica formale.</p>
<p style="text-align: justify;">D) Nella proposta di nuovo dottorato elaborata dal Ministero il legame tra ricerca e didattica e&#8217; ritenuto condizione essenziale per l&#8217;attivazione di un dottorato. Concordo al 100%e non ho mai pensato diversamente. Poi ognuno ha le opinioni che ha. La mia e&#8217; che gli studenti universitari, a tutti i livelli debbano contribuire sostanziosamente agli studi che daranno loro una posizione favorita nelle societa&#8217;. E che la collettivita&#8217; debba contribuire alle spese di coloro che sono bisognosi, come impone la Costituzione italiana, con meccanismi di attribuzione che siano il piu&#8217; possibile lontani e indipendenti ( starei per dire schermati) dagli accertamenti di merito che non ne devono venire influenzati ne&#8217; in un senso ne&#8217; nell&#8217;altro. Che poi se i figli di papa&#8217; vogliono pagarsi una gita nel dottorato, non me ne potrebbe interessare piu&#8217; che di una bottiglia vuota, come dice Porthos. Se son bravi che paghino full fare. Se son cretini non verranno ammessi. GM&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">======</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<a href="http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=16005&amp;mode=&amp;order=0&amp;thold=0" target="_blank">intervento</a> di Di Quarto</p>
<p style="text-align: justify;">
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