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	<title>ANDU &#187; Reclutamento</title>
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	<description>Associazione Nazionale Docenti Universitari</description>
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		<title>I Rettori contro i ricercatori precari e di ruolo &#8211; Le proposte dell&#8217;ANDU</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2010/03/26/rettori-contro/</link>
		<comments>http://www.andu-universita.it/2010/03/26/rettori-contro/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 11:20:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriera]]></category>
		<category><![CDATA[Docenza]]></category>
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		<description><![CDATA[        La CRUI con la sua &#8220;Mozione approvata all&#8217;unanimità (naturalmente, ndr) di fatto: 1.  ribadisce il suo sostegno al DDL governativo (l’”indispensabile intervento riformatore&#8221;) che, tra l&#8217;altro, assegna poteri &#8216;dittatoriali&#8217; ai Rettori e consente il prolungamento del mandato per molti degli attuali;  2. conferma di volere la messa a esaurimento del ruolo dei ricercatori, senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">        La CRUI con la sua &#8220;</span><a href="http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=1881"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Mozione</span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> approvata all&#8217;unanimità (naturalmente, <em>ndr</em>) di fatto:</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">1.  ribadisce il suo sostegno al DDL governativo (l’”indispensabile intervento riformatore&#8221;) che, tra l&#8217;altro, assegna poteri &#8216;dittatoriali&#8217; ai Rettori e consente il prolungamento del mandato per molti degli attuali;</span></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> <span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">2. conferma di volere la messa a esaurimento del ruolo dei ricercatori, senza alcuna modifica e quindi senza il riconoscimento delle &#8220;funzioni essenziali per la vita universitaria&#8221; da loro svolte (che la stessa CRUI riconosce), funzioni che sono le stesse di quelle svolte dai professori associati e dai professori ordinari;</span></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> <span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">3. richiede &#8220;un idoneo finanziamento MIUR &#8220;per consentire, &#8220;per i primi sei anni&#8221;, &#8220;l’immissione ogni anno&#8221; &#8220;di non meno di 2000 abilitati alla posizione di professore associato&#8221;. Tali posti potranno essere &#8216;occupati&#8217; da chi avrà conseguita l&#8217;abilitazione nazionale che, ovviamente, potrà essere conseguita da qualsiasi cittadino, compresi gli attuali circa 50.000 precari e 25.000 ricercatori di ruolo. Di conseguenza, di fatto, la maggior parte degli attuali precari sarà espulsa dall’Università e per gli altri si prospetta un ulteriore lungo periodo di precariato. Per gli attuali ricercatori di ruolo, gli Atenei decideranno se e quanti di questi posti utilizzare per il loro passaggio ad associato, per “chiamata diretta”. <span style="mso-spacerun: yes"> </span>Le richieste della CRUI sono antitetiche a quelle dell’ANDU che invece chiede il bando, su fondi MIUR, di almeno 20.000 posti di ricercatori di ruolo e l’immissione automatica nella fascia degli associati di quei ricercatori di ruolo che avranno conseguito l’abilitazione nazionale ad associato. Analogamente, deve essere prevista l&#8217;immissione automatica nella fascia degli ordinari degli associati che avranno conseguito l&#8217;abilitazione nazionale a ordinario (v. <span style="color: #ff0000;">proposta in calce</span>); </span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"> <span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">4. si unisce al coro di coloro che spacciano per &#8220;tenure track&#8221; un meccanismo di reclutamento che, come previsto dal DDL governativo, non lo è affatto;</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"> </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">5. richiedendo “di riequilibrare la numerosità delle diverse fasce di docenza&#8221;, vuole la riorganizzazione a piramide della docenza (più associati degli ordinari, con una amplissima ‘base’ di precari), in una logica di accentuazione della differenziazione gerarchica tra le fasce.</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"> </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">========</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"> </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><span style="color: #ff0000;">Proposte dell&#8217;ANDU</span></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"> </p>
<p>                Da anni l’ANDU ha elaborato una proposta per eliminare il precariato e il nepotismo, per riconoscere ai ricercatori il ruolo di professore e per consentire i passaggi di fascia.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">-      <span style="text-decoration: underline;"><strong>Per eliminare il precariato</strong></span> occorre sostituire TUTTE le attuali figure precarie con una SOLA figura pre-ruolo di durata massima di tre anni non rinnovabili, con un numero di posti proporzionato agli sbocchi in ruolo, e contestualmente bandire almeno 20.000 posti nella fascia iniziale della docenza, con uno specifico finanziamento straordinario dello Stato.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">-      <span style="text-decoration: underline;"><strong>Per eliminare il nepotismo</strong></span> occorre prevedere per il reclutamento in ruolo un CONCORSO NAZIONALE (senza chiamata locale) con commissioni interamente sorteggiate.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">-      <span style="text-decoration: underline;"><strong>Per riconoscere pienamente la funzione docente dei ricercatori</strong></span> occorre TRASFORMARE il loro ruolo in terza fascia di professori.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">-      <span style="text-decoration: underline;"><strong>Per consentire il passaggio dei ricercatori e degli associati nella fascia superiore</strong></span> occorre prevedere un valutazione nazionale individuale da parte di una Commissione interamente sorteggiata. Al superamento del giudizio nazionale deve corrispondere l’automatico passaggio nella fascia superiore, prevedendo a carico dello Stato l’incremento economico. La chiamata locale di chi è già in servizio e continuerà comunque a svolgere la stessa attività (didattica e ricerca) è ’solo’ una FOLLIA accademico-giuridica!</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">                  Per i dettagli v. il punto 2. della Proposta dell’ANDU “<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/01/30/per-una-universita/">Per una Università democratica</a></span>“.</p>
<p><span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Georgia','serif'; FONT-SIZE: 9pt; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi; mso-fareast-language: EN-US; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"> </span></p>
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		<title>DDL: Quagliariello (e Tocci), Valditara, PD – Summit europeo – Ricercatori a Torino</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 16:11:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriera]]></category>
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		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi]]></category>
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		<description><![CDATA[AGGIORNAMENTO del 22.3.10: testo degli interventi di Dammacco (CISL), Luciani (SUN), Marcato (USPUR), Merafina (CNRU), Miraglia (ANDU), Quagliariello (PDL) e Sergi (CNU) sul DDL governativo al Convegno &#8220;Universita&#8217; verso la riforma&#8221; del 12 febbraio 2010 a Bologna sono stati pubblicati nel sito del SUN. ================== 1. Intervento del sen. Quagliarello (PDL) al Convegno del 12 febbraio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;">AGGIORNAMENTO del 22.3.10:<span style="color: #000000;"> testo degli </span><span style="color: #000000;">interventi di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.universitas.bo.it/rubrica2008.htm#DAMMACCO">Dammacco</a></span> (CISL), <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.universitas.bo.it/rubrica2008.htm#RUBRICA%20Speciale">Luciani</a></span> (SUN), <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.universitas.bo.it/rubrica2008.htm#MARCATO">Marcato</a></span> (USPUR), <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.universitas.bo.it/rubrica2008.htm#MERAFINA">Merafina</a></span> (CNRU), <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.universitas.bo.it/rubrica2008.htm#MIRAGLIA">Miraglia</a></span> (ANDU), <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.universitas.bo.it/rubrica2008.htm#QUAGLIARIELLO">Quagliariello</a></span> (PDL) e <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.universitas.bo.it/rubrica2008.htm#SERGIO SERGI">Sergi</a></span> (CNU) sul DDL governativo al Convegno &#8220;Universita&#8217; verso la riforma&#8221; del 12 febbraio 2010 a Bologna sono stati pubblicati nel sito del SUN.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;">==================</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">1. Intervento del sen. Quagliarello (PDL) al Convegno del 12 febbraio 2010 a Bologna. </span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;">2. </span><span style="color: #ff0000;">Intervento dell’ANDU al Convegno di Bologna.</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;">3.</span><span style="color: #ff0000;"> Replica del sen. Valditara agli interventi sul DDL governativo in Commissione Istruzione. </span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;">4. L’incredibile ‘opposizione’ del PD al DDL governativo.</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;">5. </span><span style="color: #ff0000;">Summit europeo del 25 marzo 2010 a Bruxelles. </span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;">6. Documento contro il DDL governativo del Consiglio di Facoltà di Scienze dell’Università di Torino.</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> ==========</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;">1. Intervento del sen. Quagliarello (PDL) al Convegno del 12 febbraio 2010 a Bologna. </span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">           Il sen. Gaetano Quagliarello  (PDL), <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.gaetanoquagliariello.it/node/6279">nell’intervento sul DDL governativo</a></span> al Convegno “Università verso la riforma” del 12 febbraio 2010 a Bologna, tra l’altro, scrive: “all’università si chiede di ‘stare sul mercato’”, non bisogna “gravare gli atenei di  regole, vincoli, controlli a monte”, occorre “dare agli atenei la massima libertà possibile, controllando con rigore a valle, ex post, il loro operato”, ”libertà agli atenei di cooptare chi ritengano opportuno sotto la propria responsabilità”, negli atenei corre accentrare “il potere, rendendo più chiara l’attribuzione di responsabilità”, “una volta presa l’idoneità, si vada a chiamata nominativa dal consiglio di dipartimento e basta. Poi verrà il sistema di premi e punizioni ex post.” Concetti simili a quelli ribaditi <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/01/04/tocci-pd/">recentemente</a></span> dall’on. Walter Tocci (PD).</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> ==========</p>
<p><span style="color: #ff0000;">2. </span><span style="color: #ff0000;">Intervento dell’ANDU al Convegno di Bologna.</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          “Il disegno di legge governativo sull’Università è voluto dai forti per i forti, per renderli ancora più forti. Le oligarchie che hanno operato in questi anni negli Atenei e a livello nazionale vogliono ancor più gestire privatisticamente le risorse pubbliche per l’Università. Con il DDL governativo sull’Università si commissioneranno gli Atenei e il Sistema nazionale universitario. Ancora una volta il Parlamento è destinato a ratificare la volontà di un gruppo di potere che ha già imposto la controriforma del CUN, i finti concorsi locali, il “3 + 2”. Già l’attuale Parlamento ha mostrato di non essere in grado di prendere decisioni autonome in occasione della questione della ‘rottamazione dei ricercatori’: ordini del giorno, emendamenti e pronunciamenti quasi unanimi che non sono però riusciti a portare alla decisone di eliminare una norma insensata e ingiusta.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         Il gruppo di potere che ha dominato e domina sull’Università italiana ha già mostrato la sua capacità di operare ‘senza limiti’ quando sono stati ‘inventati’ l’IIT di Genova, il SUM di Firenze e l’IMT di Lucca.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         Quale è il vero obiettivo del DDL governativo?</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         E’ certamente urgente intervenire per rimuovere negli Atenei l’assetto di potere che ha portato al loro dissesto. Un potere basato su un Senato Accademico incapace, per la presenza dei Presidi, di esprimere una gestione nell’interesse generale dell’Ateneo. Senati Accademici deboli che hanno dato spazio alla figura del rettore-padrone, dotato di un potere enorme e i cui risultati disastrosi sono sotto gli occhi di tutti.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Come interviene il DDL per eliminare questo stato di cose?</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Non certo riqualificando e responsabilizzando il Senato Accademico, costituendolo con tutti i componenti direttamente eletti (senza i presidi, quindi) e dotandolo di poteri reali di programmazione e controllo. Al contrario si sceglie di aumentare ulteriormente i poteri del Rettore, che diventa un sovrano assoluto, e assegnando ad esso e al ‘suo’ Consiglio di Amministrazione poteri immensi, tra cui quelli di bandire i concorsi e di decidere sui vincitori. Consigli di Amministrazione obbligatoriamente con membri esterni per riprodurre nelle Università il ‘modello Asl’ o, forse si potrà dire, il ‘modello protezione civile’.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Un&#8217;altra questione su cui è urgente intervenire è quella del nepotismo, dei finti concorsi locali che sono fonte anche di clientelismo. Il DDL, invece di superare il localismo, lo rafforza rendendo ancora più arbitraria la scelta dei vincitori dei concorsi. Da molti anni chiediamo, inascoltati, di ‘allontanare’ il più possibile le scelte concorsuali dai singoli ‘maestri’, con concorsi nazionali con commissioni composte solo per sorteggio, e chiediamo la sostituzione di tutte le attuali figure precarie con una sola figura pre-ruolo della durata massima di tre anni e con piena autonomia scientifica. C’è chi sostiene che la figura del ricercatore a tempo determinato sia la realizzazione di una tenure track rispetto alla fascia dei professori associati. In realtà essa si aggiunge alle attuali figure precarie, aumentando a dismisura il precariato, nella quantità e nella durata. Si fa finta di non accorgersi che la tenure track ad associato esiste già ed è quella dell’associato non confermato (lo stesso vale per il professore di prima fascia non confermato).</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Che l’obiettivo del DDL sia quello di imporre a tutti gli Atenei una gestione ancora più oligarchica di quella attuale lo dimostra il recente Statuto dell’Università di Camerino. In questo Statuto si è già adottato l’impianto gestionale al quale ora il DDL governativo vuole obbligare tutte le Università. Insomma la legge non è necessaria per consentire una scelta, ma per imporla.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          La CRUI ha una responsabilità enorme in tutto questo, avendo scelto di supportare un DDL che demolisce del tutto il Sistema nazionale delle Università. Anzi la CRUI, con il suo documento della primavera scorsa (votato all’unanimità), ha addirittura anticipato i contenuti del DDL governativo. Una CRUI che risulta compatta solo in tali occasioni, e si spezzetta invece in tante parti nelle altre (CRUI del Nord, CRUI del Sud, CRUI degli Istituti a statuto speciale, CRUI delle private).</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Per giustificare i cambiamenti imposti per commissariare di fatto gli Atenei, si sostiene che si tratti di misure necessarie per far fronte alla riduzione dei finanziamenti, come se i tagli all’Università fossero un dato naturale e non un scelta politica per demolirla alla quale è invece necessario opporsi con tutte le forze.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Nunzio Miraglia – coordinatore nazionale dell’ANDU”</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> ==========</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> <span style="color: #ff0000;">3.</span><span style="color: #ff0000;"> Replica del sen Valditara agli interventi sul DDL governativo in Commissione Istruzione. </span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Il sen. Giuseppe Valditara ha dedicato un più ampio spazio all&#8217;intervento del <a href="http://www.andu-universita.it/2010/02/26/tagli-ddl-senato/"><span style="text-decoration: underline;">sen. Giambrone</span> </a>(IDV), l’unico contrario al DDL governativo. Va precisato che l’intervento di Giambrone e’ stato ‘pareggiato’ da quello del sen. Pardi, anche lui dell’IDV, ma non contrario al DDL governativo. Nella sua replica il sen. Valditara “evidenzia l&#8217;ampia coincidenza fra maggioranza ed opposizione nella comune valutazione di molti punti decisivi del disegno di legge governativo; alla luce di questa consonanza, auspica che anche l’attività emendativa trovi forme di intesa trasversali nell’interesse esclusivo dell’università italiana e quindi della Nazione.” (dal <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=16&amp;id=459503">resoconto sommario della seduta del 2 marzo 2010</a></span> della Commissione Istruzione del Senato). </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         Il 3 marzo 2010 è intervenuto in Commissione il Ministro. Il ministro Gelmini ha anche fatto “osservare che il massimo sforzo economico è stato già compiuto con il reperimento dei summenzionati 400 milioni di euro. Pur non escludendo la possibilità di ulteriori incrementi, paventa il rischio che la ricerca di nuove risorse rallenti in realtà il risultato finale. Anche <span style="text-decoration: underline;">la CRUI, sottolinea, è consapevole che nell&#8217;immediato non sono disponibili altri stanziamenti</span>. Auspica quindi che il testo sia approvato dal Senato entro il mese di aprile, onde poterlo varare definitivamente prima dell&#8217;estate.” (dal <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=16&amp;id=459708">resoconto sommario della seduta del 3 marzo 2010</a></span> della Commissione Istruzione del Senato). </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">        Il termine per presentare gli emendamenti in Commissione è stato fissato a giovedì 11 marzo alle ore 18.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">==========</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> <span style="color: #ff0000;">4. L’incredibile ‘opposizione’ del PD al DDL governativo.</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">       La sostanziale convergenza del PDL e del PD sul DDL governativo in Parlamento, sull’<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2010/03/03SIG3154.PDF">Unità del 3 marzo 2010</a></span> diventa invece una comune messa “in radicale discussione (del)l’intero impianto” del DDL governativo. Questo è quanto scrive la senatrice Vittoria Franco (PD). E visto che “il Parlamento sta dimostrando la capacità di affrontare con spirito di condivisa responsabilità la riforma”, Franco chiede addirittura che “la ministra Gelmini ritiri il suo ddl e lasci l’iniziativa al Parlamento.” Insomma la senatrice Franco la vuole mettere in politica (elettorale). Se invece volesse fare politica vera (quella dei contenuti) dovrebbe tenere conto almeno dei seguenti <span style="text-decoration: underline;">fatti</span>:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">1. il DDL governativo non è del ministro Gelmini, ma dei suoi consiglieri e dei loro ‘interlocutori’. Le scelte di questi veri autori del DDL sono ‘conformi’ alle richieste della <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2009/12/01/ddl-occasione-della-confindustria/">Confindustria</a></span> e della <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://firgoa.usc.es/drupal/node/41969">CRUI</a></span>;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">2. il DDL governativo riprende sostanzialmente i contenuti del DDL presentato dal PD mesi prima, ed entrambi, per la <em>governance</em>, riprendono quanto scritto nel 2004 dalla Fondazione-lobby trasversale accademico-confindustriale <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://groups.google.it/group/riformiamo-il-sapere/browse_thread/thread/d210a4c33505f335#">TreeLLLe</a></span>. Quindi, prima di chiedere il ritiro del ‘suo’ DDL all’incolpevole e inesistente Ministro, cominci il PD a ritirare il suo;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">3. le critiche espresse dai Senatori del PDL, del PD e dell’IDV (eccetto il sen. Giambrone) sono volte a peggiorare, se possibile, il DDL governativo, rendendo ancora più ‘puro’ l’impianto aziendalistico-mercantilistico della ‘riforma’ degli Atenei e ancor più forte il controllo centrale, attraverso l’ANVUR, del Sistema nazionale degli Atenei. Tradotto in ‘italiano’, si vuole rendere ancora più forti le oligarchie locali e ancora più potente l’oligarchia nazionale, che ha mostrato in tanti anni di sapere ben operare per la distruzione dell’Università statale</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Se la senatrice Vittoria Franco volesse veramente contrapporsi al DDL governativo (e a quello del PD) basterebbe che presentasse (e realmente sostenesse) pochi emendamenti che prevedessero:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">a)      al posto del commissariamento nazionale degli Atenei attraverso l’ANVUR, la costituzione di un Organo di autogoverno del Sistema nazionale degli Atenei, con rappresentanze di tutte le categorie elette direttamente in maniera non corporativa e frammentata a difesa dell&#8217;autonomia dai poteri forti interni ed esterni all&#8217;accademia;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">b)      al posto della ‘dittatura responsabile’ dei Rettori e dei ‘loro’ Consigli di Amministrazione &#8216;modello Asl&#8217;, l’introduzione per la prima volta negli Atenei della ‘democrazia responsabile’, imperniata in Senati Accademici rappresentativi di tutte le categorie e con componenti tutti direttamente eletti (niente Presidi);</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">c)      al posto di un organo di revisione degli Statuti nominato dagli attuali organi di ateneo, presieduti-controllati dai rettori ed espressione delle oligarchie locali, un organo costituente composto pariteticamente da tutte le categorie, con tutti i rappresentati eletti direttamente;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">d)     al posto della cooptazione personale (la “chiamata diretta responsabile”), la cooptazione nazionale attraverso concorsi nazionali per i reclutamento, con commissioni interamente sorteggiate. Questo modo di reclutare nel livello iniziale della docenza (oggi la fascia dei ricercatori) non è stato mai applicato.;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">e)      invece di aumentare e allungare il precariato sostituendo il ruolo dei ricercatori con un ‘nuova’ figura di ricercatori a termine, sostituire tutte le attuali figure precarie con una sola figura pre-ruolo di durata massima di tre anni (non rinnovabili) e con numeri rapportati agli sbocchi in ruolo.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         Come si vede non ci vuole molto per essere realmente alternativi al DDL governativo: occorrerebbe ‘solo’ smettere finalmente di rappresentare e difendere gli interessi accademico-confindustriali.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>(per maggiori dettagli v. la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/01/30/per-una-universita/">proposta dell&#8217;ANDU</a></span> &#8220;Per una Università democratica&#8221;)</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> ==========</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> <span style="color: #ff0000;">5. </span><span style="color: #ff0000;">Summit europeo del 25 marzo 2010 a Bruxelles. </span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Il Summit europeo (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.sauvonslarecherche.fr/spip.php?article3106"><em>in inglese</em></a></span> e <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.sauvonslarecherche.fr/spip.php?article3102"><em>in francese</em></a></span>) si terrà il 25 marzo 2010 a Bruxelles in alternativa alla Riunione dei Capi di Stato dei Paesi dell’Unione Europea per un bilancio della “Strategia di Lisbona” (v. &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/02/10/appello-europeo/">Appello europeo contro il mercato della conoscenza</a></span>&#8220;). L’ANDU parteciperà al Summit con una sua rappresentanza. E’ possibile partecipare al Summit anche individualmente.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> ==========</p>
<p><span style="color: #ff0000;">6. Documento contro il DDL governativo del Consiglio di Facoltà di Scienze dell’Università di Torino.</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         “Il Consiglio di Facoltà  di Scienze M.F.N. riunito il 23 Febbraio 2010 ribadisce la preoccupazione, già  espressa con la mozione approvata nel CdF del 16 novembre 2009, per le scelte che il Governo intende intraprendere in relazione al Disegno di Legge &#8216;Gelmini&#8217; per l&#8217;Università, presentato dall&#8217;attuale Governo e attualmente in discussione al Senato  della Repubblica.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          In particolare, per quanto riguarda i futuri ricercatori, rileva come l&#8217;introduzione del ricercatore a tempo determinato così come definito nel DdL (ovvero, senza che venga contestualmente messo a bilancio un posto di ruolo, come nella tenure track) allunghi in modo punitivo il precariato e disincentivi fortemente i migliori talenti dall&#8217;intraprendere la carriera universitaria.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         Inoltre, a causa dei tagli ai finanziamenti, del blocco parziale del turnover e della messa ad esaurimento del ruolo di ricercatore, diventa concreto il rischio che i futuri concorsi da associato siano in numero assolutamente insufficiente a garantire al contempo l&#8217;assunzione dei ricercatori a tempo determinato e una congrua possibilità di carriera agli attuali  ricercatori, che da anni svolgono un ruolo insostituibile per mantenere l&#8217;offerta formativa.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Il CdF prende atto che per i suddetti motivi i ricercatori della Facoltà, riunitisi in assemblea il 18 Febbraio, hanno manifestato per protesta l&#8217;intenzione di non partecipare alle commissioni di laurea a partire dalla sessione estiva 2009-2010 e di rinunciare all&#8217;attività didattica (non obbligatoria per legge) a partire dall&#8217;Anno Accademico 2010-2011, e  manifesta loro la propria solidarietà.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         Il Consiglio di Facoltà  chiede quindi al Magnifico Rettore di farsi portavoce del disagio e delle preoccupazioni dei membri del Consiglio presso le sedi opportune (MIUR, CRUI, CUN, etc.) al fine di promuovere radicali modifiche del disegno di legge, tramite le quali vengano previsti per gli Atenei:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">- finanziamenti adeguati al ruolo fondamentale svolto dagli Atenei nel campo della ricerca e dell&#8217;alta formazione;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">- una governance competente e responsabile, rispettosa dell&#8217;autonomia dell&#8217;Ateneo ed espressione pienamente democratica dalle sue varie componenti;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">-  percorsi di reclutamento in grado di motivare gli studiosi più capaci ad intraprendere la carriera universitaria;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">- un&#8217;articolazione della docenza che riconosca agli attuali ricercatori l&#8217;effettiva funzione docente, il diritto a reali opportunità di carriera che tengano in conto anche l&#8217;attività didattica svolta, la partecipazione piena con pari dignità  agli organi di governo dell&#8217;Università.”</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Documento unitario su DDL governativo</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/11/30/documento-unitario/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 16:50:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Docenza]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi]]></category>
		<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Studenti]]></category>

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		<description><![CDATA[ADI, ADU, AND, ANDU, APU, CIPUR, CISL-Universita&#8217;, CNRU, CNU, CONFSAL, FLC-CGIL, RDB-CUB, SNALS-Docenti Universita&#8217;, SUN, UDU, UGL-Universita&#8217; e Ricerca, UILPA-UR            Il DDL su &#8220;Norme in materia di organizzazione delle universita&#8217;, &#8230;&#8221; presentato dal Governo al Senato e&#8217; stato elaborato in quasi un anno in sintonia con la CRUI e senza una reale consultazione delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ADI, ADU, AND, ANDU, APU, CIPUR, CISL-Universita&#8217;, CNRU, CNU, CONFSAL, FLC-CGIL, RDB-CUB, SNALS-Docenti Universita&#8217;, SUN, UDU, UGL-Universita&#8217; e Ricerca, UILPA-UR<br />
     </p>
<p>     Il DDL su &#8220;Norme in materia di organizzazione delle universita&#8217;, &#8230;&#8221; presentato dal Governo al Senato e&#8217; stato elaborato in quasi un anno in sintonia con la CRUI e senza una reale consultazione delle Rappresentanze sindacali e delle Organizzazioni universitarie.<br />
      Il DDL pone finalmente per iscritto le intenzioni del governo su quelli che sono ritenuti i nodi centrali della organizzazione e della gestione del Sistema universitario.<br />
      Le soluzioni proposte, a nostro avviso, non consentono il rilancio dell&#8217;Universita&#8217; pubblica come Istituzione strategica per il progresso culturale, sociale ed economico del Paese, anche per la mancanza di<br />
adeguati investimenti.</p>
<p>      Del DDL si evidenziano i seguenti punti sui quali siamo particolarmente critici:</p>
<p>- l&#8217;Universita&#8217; pubblica non viene piu&#8217; indicata come &#8220;sede primaria della ricerca&#8221;;<br />
- l&#8217;autonomia del Sistema universitario viene svuotata sia a livello locale sia a livello centrale, concentrando in poche mani (il Rettore e il Consiglio di Ammnistrazione) il potere di gestione degli Atenei e assoggettando il Ministero competente a quello dell&#8217;Economia;<br />
- i previsti meccanismi concorsuali potrebbero addirittura accentuare il localismo, senza eliminare i casi di nepotismo e senza premiare il merito;<br />
- i problemi del precariato vengono aggravati con l&#8217;aggiunta del ricercatore a tempo determinato alle attuali innumerevoli figure a termine, invece di procedere alla loro totale sostituzione con un&#8217;unica figura pre-ruolo, dotata di autonomia e responsabilita&#8217; diretta di progetti di ricerca;<br />
- assenza di qualsiasi riferimento al destino degli attuali ricercatori di ruolo;<br />
- assenza di qualsiasi riferimento alla rappresentanza e al destino del personale tecnico-amministrativo;<br />
- la nuova figura del &#8220;direttore generale&#8221; rischia di sovrapporsi a quella del rettore;<br />
- le indicazioni sul diritto allo studio risultano generiche.</p>
<p>      Nelle singole sedi saranno indette Assemblee per discutere e approfondire i contenuti del DDL.</p>
<p>      Il 15 gennaio 2010 torneremo a riunirci a Roma per valutare gli sviluppi della situazione, tenendo anche conto dell&#8217;esito della Assemblee di Ateneo. Conseguentemente si decideranno le iniziative piu&#8217; adeguate. Inoltre si programmeranno gli incontri con le Forze politiche e i Gruppi parlamentari.</p>
<p>      Roma, 27 novembre 2009</p>
<p>ADI, ADU, AND, ANDU, APU, CIPUR, CISL-Universita&#8217;, CNRU, CNU, CONFSAL, FLC-CGIL, RDB-CUB, SNALS-Docenti Universita&#8217;, SUN, UDU, UGL-Universita&#8217; e Ricerca, UILPA-UR</p>
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		<title>DDL sull&#8217;Universita&#8217; e precari a non finire</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/11/06/carriera/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 15:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriera]]></category>
		<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[1. DDL: PRECARI A NON FINIRE 2. L&#8217;ALTERNATIVA DELL&#8217;ANDU 1. DDL: PRECARI A NON FINIRE L&#8217;ANDU ha gia&#8217; commentato la parte sulla &#8216;governance&#8217; del DDL governativo sull&#8217;Universita&#8216;. Per quanto riguarda i contenuti relativi al reclutamento si e&#8217; gia&#8217; anticipato che gli elementi centrali sono: blocco dei concorsi con espulsione di gran parte degli attuali precari, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1. DDL: PRECARI A NON FINIRE<br />
2. L&#8217;ALTERNATIVA DELL&#8217;ANDU</p>
<p>1. DDL: PRECARI A NON FINIRE</p>
<p><a href="http://www.andu-universita.it/2009/10/30/ta-commissaria-gli-atenei/ ">L&#8217;ANDU ha gia&#8217; commentato</a> la parte sulla &#8216;governance&#8217; del <a href="http://www.andu-universita.it/2009/10/28/governance-2/ ">DDL governativo sull&#8217;Universita</a>&#8216;. Per quanto riguarda i contenuti relativi al reclutamento si e&#8217; gia&#8217; anticipato che gli elementi centrali sono: blocco dei concorsi con espulsione di gran parte degli attuali precari, riduzione drastica dei docenti di ruolo, anticipazione della messa ad esaurimento dei ricercatori di ruolo &#8216;sostituiti&#8217; da ricercatori precari, allungamento ulteriore del periodo di precariato, istituzione del super-ricercatore ministeriale precario, accentuazione del localismo concorsuale (nepotismo, clientelismo, ecc.) con &#8216;concorsi&#8217; letteralmente &#8216;fatti in casa&#8217;.</p>
<p>Nel presente documento ci si occupera&#8217; dei ricercatori precari che attualmente sono nell&#8217;Universita&#8217; 70-80 mila in svariate figure, con una eta&#8217; media molto alta, con un trattamento economico minimale o nullo, in condizioni di subalternita&#8217; scientifica rispetto ai &#8216;maestri&#8217; che li hanno &#8216;reclutati&#8217;. Questa situazione professionale e umana e&#8217; grave non solo per le condizioni di estrema incertezza in cui vive per tanti anni il ricercatore precario, ma anche per la qualita&#8217; dell&#8217;attivita&#8217; scientifica e didattica che ne deriva e che inevitabilmente ne risente negativamente. Che la stabilita&#8217; sia una condizione necessaria per l&#8217;attivita&#8217; di ricerca lo ha da anni indicato anche la Comunita&#8217; Europea.</p>
<p>Rispetto a questo intollerabile e dannoso fenomeno, il Governo con il suo DDL ha deciso di aumentare ancora di piu&#8217; il periodo di precariato, prevedendo l&#8217;immediata messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori e sostituendolo con la figura del ricercatore a tempo determinato che dura sei anni. Anche in questo caso la &#8216;grande&#8217; stampa e i suoi soliti opinionisti accademici hanno falsificato la realta&#8217; sostenendo che con questa figura si introdurrebbe la &#8220;tenure track&#8221;. Ma la colpa non e&#8217; dei giornalisti o degli opinionisti: essi hanno &#8216;solo&#8217; copiato quanto hanno letto nel comunicato stampa ministeriale che tra i &#8220;punti salienti&#8221; del DDL elenca: &#8220;5. riforma del reclutamento con l&#8217;introduzione di un sistema di TENURE-TRACK: contratti a tempo determinato di 6 anni (3+3). Al termine dei sei anni se il ricercatore sara&#8217; ritenuto valido dall&#8217;ateneo sara&#8217; confermato a tempo indeterminato come associato.&#8221; In caso contrario terminera&#8217; il rapporto con l&#8217;universita&#8217; maturando pero&#8217; dei titoli utili per i concorsi pubblici.&#8221; (dal comunicato stampa ministeriale del 28 novembre 2009) Questo quanto contenuto nel comunicato ministeriale. Nel testo del DDL invece si legge (art. 12, comma 6): &#8220;Le universita&#8217; (…) POSSONO procedere alla chiamata diretta dei destinatari del secondo contratto triennale di cui al comma 4, i quali entro e non oltre la scadenza di tale contratto, conseguono l&#8217;abilitazione alle funzioni di professore associato, di cui all&#8217;articolo 8. I chiamati, alla scadenza del secondo contratto, sono inquadrati nel ruolo dei professori associati.&#8221;. Questa NON E&#8217; una tenure-track: e&#8217; &#8216;semplicemente&#8217; un periodo di precariato di sei anni che si aggiunge ai sei anni di assegno, dopo, normalmente, tre anni di dottorato. Una vera tenure-track avrebbe dovuto prevedere che al momento del bando del posto di ricercatore a TD si impegni (anticipatamente) il budget per un posto di associato, posto che il ricercatore AUTOMATICAMENTE occuperebbe se ritenuto valido, cioe&#8217; se conseguisse l&#8217;abilitazione nazionale (la libera docenza riesumata) ad associato. Peraltro una forma di tenure track e&#8217; gia&#8217; prevista per gli attuali docenti ed e&#8217; la conferma nel ruolo. Anzi, per la verita&#8217;, la &#8216;follia&#8217; baronale ne prevede ben tre di conferme: una per ogni ingresso in ognuna delle tre fasce della docenza. Quindi con il DDL governativo il precariato aumenta notevolmente nella quantita&#8217; e nella durata e si accentua la subalternita&#8217; scientifica e umana al &#8216;maestro&#8217;, dando cosi&#8217; ulteriore linfa a quella cooptazione personale, con gli &#8216;annessi&#8217; fenomeni di localismo, clientelismo, nepotismo e anche peggio, che caratterizza l&#8217;accademia italiana. E che il ricercatore a TD sia una figura subalterna, &#8216;affidata&#8217; al &#8216;maestro&#8217; che l&#8217;ha scelto e &#8216;coltivato&#8217;, lo attesta anche la previsione contenuta nello stesso DDL governativo del super ricercatore a TD ministeriale. Infatti il comma 9 dell&#8217;art. 12 del DDL prevede il &#8220;finanziamento di bandi per il reclutamento di ricercatori a tempo determinato da destinare&#8221; &#8220;su base nazionale&#8221; &#8220;a giovani studiosi di elevate e comprovate capacita&#8217;&#8221; &#8220;previa presentazione di specifici programmi di ricerca. La selezione dei vincitori e&#8217; affidata a una o piu&#8217; commissioni composte da eminenti studiosi, anche stranieri, designati dal Ministro su proposta dell&#8217;ANVUR&#8221;. Insomma esisteranno ricercatori a TD scelti a livello nazionale e ricercatori a TD di produzione locale, di capacita&#8217; meno elevate e meno comprovate, che serviranno a foraggiare il nepotismo accademico. Va evidenziato che in ogni caso passeranno almeno 8-10 anni prima che il primo ricercatore a TD possa diventare associato per chiamata diretta.  Comunque tutti i precari vecchi e nuovi avranno una possibilita&#8217; di sbocco nel ruolo degli associati solo tra molti anni (approvazione del DDL, emanazione dei decreti attuativi e dei regolamenti di ateneo, indizione e svolgimento delle abilitazioni nazionali, bando e svolgimento dei concorsi locali o della chiamata diretta) e dovranno &#8216;competere&#8217; con gli attuali oltre 20.000 ricercatori di ruolo per un numero di posti ad associato estremamente ridotto per il quasi blocco del turn over e per il taglio dei finanziamenti.</p>
<p>Cancellando il ruolo dei ricercatori, oltre a emarginare ulteriormente gli attuali ricercatori che svolgono da anni attivita&#8217; di piena docenza ancora non riconosciuta, si realizzerebbe finalmente un vecchio e trasversale progetto di una docenza in due fasce, con a monte un vasto &#8216;serbatoio&#8217; di precari. Un progetto contro cui e&#8217; stata sempre espressa una forte opposizione, fin dai tempi del &#8220;Decreto Pedini&#8221; che nel 1978 consentiva ai precari di allora uno sbocco nel &#8220;ruolo AD ESAURIMENTO degli aggiunti universitari&#8221; e, piu&#8217; recentemente, contro la Legge Moratti che nel 2005 voleva subito mettere ad esaurimento l&#8217;attuale ruolo dei ricercatori (operazione poi .rinviata al 2013).</p>
<p>2. L&#8217;ALTERNATIVA DELL&#8217;ANDU</p>
<p>- Proposta dell&#8217;ANDU su docenza e concorsi</p>
<p>Premessa.<br />
Solo con la riforma proposta dall&#8217;ANDU (v. piu&#8217; sotto) si puo&#8217; porre veramente e immediatamente fine al precariato e al nepotismo accademico, consentendo finalmente ai docenti di qualsiasi livello di svolgere piu&#8217; liberamente, piu&#8217; proficuamente e piu&#8217; serenamente l&#8217;attivita&#8217; di ricerca e di insegnamento. Si sottolinea inoltre che l&#8217;introduzione dei concorsi nazionali per l&#8217;ingresso nella fascia iniziale della docenza (dal 1980 il ruolo dei ricercatori) rappresenterebbe una novita&#8217; ASSOLUTA per l&#8217;Universita&#8217; italiana: per la prima volta ci sarebbero concorsi veramente nazionali, TOTALMENTE sganciati dal &#8216;maestro&#8217; che ha &#8216;allevato&#8217; il suo allievo e che ritiene di avere il diritto-dovere di farlo entrare in ruolo e di fargli fare carriera.<br />
In questa direzione si potrebbe anche prevedere una graduatoria dei vincitori dei concorsi nazionali per il reclutamento, facendo scegliere ai vincitori stessi, seguendo l&#8217;ordine della graduatoria, la sede tra quelle che hanno bandito o hanno avuto assegnati i posti.</p>
<p>LA PROPOSTA</p>
<p>Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico, articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita&#8217; nazionale individuale (a numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l&#8217;ulteriore chiamata della Facolta&#8217; dove il docente gia&#8217; lavora e continuera&#8217; a lavorare.<br />
Per il passaggio di fascia e&#8217; indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali.<br />
Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere interamente sorteggiate e composte da soli ordinari.<br />
Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un&#8217;unica figura definita da una legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita&#8217;, ferie, contributi pensionistici) e liberta&#8217; di ricerca, con un numero di posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza.<br />
Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell&#8217;attuale giungla di figure precarie.<br />
Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore, prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta&#8217; e l&#8217;accesso ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.<br />
Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per docenti a tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.</p>
<p>Specificazioni sul reclutamento.</p>
<p>I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, &#8216;concentrando&#8217;, con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali.<br />
La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti e prevedendo non piu&#8217; di un componente appartenente a una stessa sede.<br />
Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita&#8217; didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.</p>
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		<title>Sul DDL università, Ignazio Marino invita il PD a non collaboare</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 12:34:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnaliamo l&#8217;intervista a Ignazio Marino &#8220;Il Pd non collabori. E&#8217; una legge dirigista&#8221; sul Manifesto dell&#8217;1 novembre 2009. Per leggere l&#8217;articolo Cliccare qui Ma qui non si tratta del rischio che il PD si metta a &#8220;collaborare&#8221; con la maggioranza per l&#8217;approvazione del DDL governativo su &#8216;governance&#8217; e  reclutamento. Il problema e&#8217; che il PD [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo l&#8217;intervista a Ignazio Marino &#8220;Il Pd non collabori. E&#8217; una legge dirigista&#8221; sul Manifesto dell&#8217;1 novembre 2009.</p>
<p>Per leggere l&#8217;articolo <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-11/091101/NW5D0.tif ">Cliccare qui</a></p>
<p>Ma qui non si tratta del rischio che il PD si metta a &#8220;collaborare&#8221; con la maggioranza per l&#8217;approvazione del DDL governativo su &#8216;governance&#8217; e  reclutamento. Il problema e&#8217; che il PD ha sempre portato avanti &#8216;in proprio&#8217; il progetto di aziendalizzazione delle Universita&#8217;.<br />
E il recente disegno di legge presentato dal PD &#8216;documenta&#8217; la perfetta sintonia tra i DDL del PD e del Governo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>DM concorsi-&#8217;Scandali&#8217;-Francia</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 20:08:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[30 marzo 2009 &#8211; ANDU Decreto Ministeriale sui concorsi &#8220;Scandali concorsuali&#8221; In Francia DECRETO MINISTERIALE SUI CONCORSI Sul sito della FLC-CGIL si puo&#8217; leggere il testo del Decreto Ministeriale sulle modalita&#8217; di &#8216;completamento&#8217; delle commissioni per i concorsi a ricercatore, ad associato e a ordinario, sulla base dell&#8217;art. 1, comma 6 legge 1/2009. Il Decreto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>30 marzo 2009 &#8211; ANDU</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Decreto Ministeriale sui concorsi<br />
&#8220;Scandali concorsuali&#8221;<br />
In Francia</span></p>
<p style="text-align: justify;">DECRETO MINISTERIALE SUI CONCORSI</p>
<p style="text-align: justify;">Sul sito della FLC-CGIL si puo&#8217; leggere il testo del Decreto Ministeriale sulle modalita&#8217; di &#8216;completamento&#8217; delle commissioni per i concorsi a ricercatore, ad associato e a ordinario, sulla base dell&#8217;art. 1, comma 6 legge 1/2009. Il Decreto, gia&#8217; firmato dal Ministro, dopo la registrazione sara&#8217; pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Leggi il testo del <a href="http://www.flcgil.it/content/download/66236/427519/version/1/file/Decreto+Le%20gge+del+27+marzo+2009+-+Concorsi+universitari.pdf%20" target="_blank">Decreto Ministeriale</a></p>
<p style="text-align: justify;">&#8216;SCANDALI&#8217; CONCORSUALI</p>
<p style="text-align: justify;">Segnaliamo:<br />
- l&#8217;intervista a Nicola Gardini &#8220;Dall&#8217;inferno a Oxford. Ecco perche&#8217; sono fuggito dall&#8217;universita&#8217; italiana&#8221;, sull&#8217;Unita&#8217; del 27 marzo 2009. Per leggere l&#8217;intervista cliccare: <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-03/090327/L7GNF.tif" target="_blank">http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-03/090327/L7GNF.tif </a><br />
- l&#8217;intervista a Nicola Gardini &#8220;Ma da voi ci sono soltanto baronati&#8221; sul Giornale del 28 marzo 2009. Per leggere l&#8217;intervista cliccare: <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-03/090328/L7TQP.tif" target="_blank">http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-03/090328/L7TQP.tif </a><br />
- l&#8217;articolo di Gian Antonio Stella &#8220;La Gelmini, il prof Masia e la missione salva-baroni&#8221;, sul Corriere della Sera del 28 marzo 2009. Per leggere l&#8217;articolo cliccare: <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-03/090328/L7TRO.tif" target="_blank">http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-03/090328/L7TRO.tif </a></p>
<p style="text-align: justify;">IN FRANCIA</p>
<p style="text-align: justify;">Sull&#8217;occupazione della Sorbona, &#8216;rigorosamente&#8217; ignorata dalla &#8216;grande&#8217; stampa italiana, invitiamo a leggere l&#8217;articolo (in italiano) su MetropoLiS. Per leggere l&#8217;articolo cliccare: <a href="http://www.lsmetropolis.org/2009/03/cnrs-e-sorbona-occupati/" target="_blank">http://www.lsmetropolis.org/2009/03/cnrs-e-sorbona-occupati/ </a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Governance e concorsi Gelmini &#8211; CRUI &#8211; Ritiro pre-pensionamenti</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/03/26/governance-e-concorsi-gelmini-crui-ritiro-pre-pensionamenti/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 19:23:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[26 marzo 2009 &#8211; ANDU nvitiamo a leggere il comunicato FLC-CGIL &#8220;Al seminario promosso dal Ministro Gelmini su Governance e reclutamento vengono chiamate le istituzioni universitarie e svariate associazioni, ma non le Organizzazioni Sindacali&#8221;. All&#8217;interno del comunicato anche i link per leggere: &#8211; il recente documento ministeriale &#8220;Autonomia e responsabilita&#8217; degli Atenei: Governance, Valutazione, Reclutamento?; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>26 marzo 2009 &#8211; ANDU</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>nvitiamo a leggere il comunicato FLC-CGIL &#8220;Al seminario promosso dal Ministro Gelmini su Governance e reclutamento vengono chiamate le istituzioni universitarie e svariate associazioni, ma non le Organizzazioni Sindacali&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;interno del comunicato anche i link per leggere: &#8211; il recente documento ministeriale &#8220;Autonomia e responsabilita&#8217; degli Atenei: Governance, Valutazione, Reclutamento?; &#8211; la lettera al Ministro con la richiesta di un incontro da parte di ADU, ADI, ANDU, APU, CISAL Universita&#8217;, CISL Universita&#8217;, CNU, CNRU, FLC CGIL, SUN, UIL P.A.-U.R. AFAM, UDU e UGL Universita&#8217; e Ricerca. leggi il <a href="http://www.flcgil.it/notizie/news/2009/marzo/al_seminario_promosso_dal_minis%20tro_gelmini_su_governance_e_reclutamento_vengono_chiamate_le_istituzioni_uni%20versitarie_e_svariate_associazioni_ma_non_le_organizzazioni_sindacali%20" target="_blank">comunicato</a></p>
<p style="text-align: justify;">Sul Seminario al Miur segnaliamo l&#8217;articolo &#8220;Gelmini: &#8216;Riforme incisive non di facciata&#8221; su Lab il socialista del 25 marzo 2009. Il Ministro ha, tra l&#8217;altro, dichiarato: &#8220;In pratica risorse in cambio di riforme&#8221;. Per leggere l&#8217;articolo cliccare: <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-03/090325/L6I0L.tif" target="_blank">http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-03/090325/L6I0L.tif </a></p>
<p style="text-align: justify;">Segnaliamo l&#8217;intervista al Presidente della CRUI &#8220;Decleva: bene, cosi&#8217; si potra&#8217; premiare il merito&#8221;, sul Corriere della Sera del 25 marzo 2005. Alla fine dell&#8217;intervista Enrico Decleva, sul problema dei fondi, dichiara: &#8220;Aspettiamo di vedere cosa succedera&#8217; nei prossimi due mesi&#8221;. Per leggere l&#8217;intervista cliccare: <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-03/090325/L6I8Q.tif" target="_blank">http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-03/090325/L6I8Q.tif</a></p>
<p style="text-align: justify;">Segnaliamo l&#8217;articolo &#8220;Cambia la legge, l&#8217;ateneo (di Trieste, ndr) richiama 10 ricercatori&#8221;, sul Piccolo del 25 marzo 2009. L&#8217;articolo contiene diverse imprecisioni.<br />
Per leggere l&#8217;articolo cliccare: <a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-03/090325/L6MKD.tif" target="_blank">http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-03/090325/L6MKD.tif </a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>&#8220;INEVITABILMENTE IL CANDIDATO LOCALE&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 20:06:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;analisi, anzi la &#8216;fotografia&#8217;, sulla situazione dell&#8217;Universita&#8217; italiana fatta da Massimo Ammaniti su Repubblica di oggi, 17 dicembre 2008, (&#8220;Regole certe per gli atenei&#8221;) e&#8217; in buona parte la stessa che da tanti anni fa l&#8217;ANDU. Per leggere l&#8217;intervento di Ammaniti cliccare: http://www.stampa.cnr.it/ RassegnaStampa/ 08-12/081217/K7RGZ.tif Giustamente Massimo Ammaniti, tra l&#8217;altro, scrive che oggi &#8220;nei concorsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">L&#8217;analisi, anzi la &#8216;fotografia&#8217;, sulla situazione dell&#8217;Universita&#8217; italiana fatta da Massimo Ammaniti su Repubblica di oggi, 17 dicembre 2008, (&#8220;Regole certe per gli atenei&#8221;) e&#8217; in buona parte la stessa che da tanti anni fa l&#8217;ANDU.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">Per leggere l&#8217;intervento di Ammaniti cliccare:<br />
<a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/08-12/081217/K7RGZ.tif">http://www.stampa.cnr.it/ RassegnaStampa/ 08-12/081217/K7RGZ.tif</a></span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">Giustamente Massimo Ammaniti, tra l&#8217;altro, scrive che oggi &#8220;nei concorsi italiani vince inevitabilmente il candidato locale premiando la sua sottomissione e l&#8217;appartenenza e molto meno il merito&#8221;. Per superare cio&#8217; Ammaniti pero&#8217; ritiene che &#8220;occorre ritornare ad una valutazione nazionale dei candidati con una lista di idonei in cui le Universita&#8217; locali possano scegliere il professore da chiamare. E per quanto riguarda la Commissione di Concorso questa dovrebbe essere designata attraverso un sorteggio dei Commissari, eventualmente integrandola con un Professore straniero&#8221;. </span><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">Purtroppo la soluzione che propone Massimo Ammaniti in realta&#8217; non risolverebbe proprio NULLA. Infatti continuare a dare l&#8217;ultima parola alle &#8220;Universita&#8217; locali&#8221; nella scelta del &#8216;vincitore&#8217; di un posto bandito<br />
equivale a continuare a praticare la cooptazione personale, con tutti i &#8216;connessi&#8217; fenomeni di localismo, clientelismo, parentopoli, ecc. Attualmente il &#8216;maestro&#8217; prima &#8216;lavora&#8217; per fare bandire il posto per il suo &#8216;allievo&#8217;, poi &#8216;organizza&#8217; l&#8217;elezione della Commissione &#8216;concorsuale&#8217; che dichiarera&#8217; idoneo il &#8216;prescelto&#8217; e infine la Facolta&#8217; ne ratifichera&#8217; l&#8217;assunzione. Sostanzialmente allo stesso risultato si arriverebbe con il &#8216;nuovo&#8217; meccanismo proposto da Ammaniti. Infatti il &#8216;maestro&#8217; prima &#8216;lavorerebbe&#8217; per fare inserire nella &#8220;lista di idonei&#8221; il suo &#8216;allievo&#8217; e poi<br />
cercherebbe di farlo chiamare dalla sua Universita&#8217;. E fino a quando il suo &#8216;allievo&#8217; non fosse inserito nella lista, il &#8216;maestro&#8217; non farebbe occupare a nessun altro il posto per lui &#8216;ipotizzato&#8217;. </span><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">Lo ripetiamo: l&#8217;unico modo per superare il nepotismo accademico e&#8217; quello di fare DECIDERE da una Commissione nazionale i vincitori dei concorsi banditi dagli Atenei. Per evitare la sopraffazione dei gruppi &#8216;prevalenti&#8217; sul piano nazionale nei vari settori, occorre il sorteggio &#8216;puro&#8217; dei commissari, prevedendo che della commissione non possa fare parte piu&#8217; di un professore della stessa sede ed escludendo quelli appartenenti alle sedi che hanno bandito i posti (v. in calce la proposta &#8216;integrale&#8217;dell&#8217;ANDU per la Riforma della docenza e dei concorsi). </span><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">Un altro grave &#8216;difetto&#8217; della proposta di Massimo Ammaniti sta nella non distinzione tra reclutamento e avanzamento nella carriera. Mentre per il<br />
reclutamento, cioe&#8217; l&#8217;assunzione in ruolo di chi ancora non e&#8217; associato o ricercatore, occorre un CONCORSO, cioe&#8217; una prova comparativa per scegliere il vincitore, per l&#8217;avanzamento nella carriera dovrebbe essere necessario &#8216;soltanto&#8217; accertare, sempre attraverso una Commissione nazionale, che il candidato abbia INDIVIDUALMENTE raggiunto una &#8216;qualita&#8217; della sua attivita scientifica e didattica tale da poterlo promuoverlo IMMEDIATAMENTE nella fascia superiore.</span></p>
<p>LA PROPOSTA DELL&#8217;ANDU DI RIFORMA DOCENZA UNIVERSITARIA E CONCORSI</p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">L&#8217;ANDU da anni propone un modello di organizzazione della docenza e di riforma vera dei concorsi per l&#8217;ingresso in ruolo e delle prove per le promozioni.Una riforma imperniata su commissioni nazionali che DECIDONO i vincitori dei concorsi e le idoneita&#8217; alle fasce superiori, togliendo TOTALMENTE il potere a quella&#8221;autonomia responsabile&#8221; degli Atenei che in Italia, COMUNQUE, ha dato e darebbe il potere assoluto di cooptazione al singolo &#8216;maestro&#8217;, che &#8216;lavora&#8217; per ottenere un concorso per il suo prescelto che ne sara&#8217; il vincitore. Una riforma quella dell&#8217;ANDU che, oltre a fine al nepotismo e a tutti i suoi &#8216;annessi&#8217;, finalmente lascerebbe ai docenti di qualsiasi livello la possibilita&#8217; di svolgere piu&#8217; liberamente, piu&#8217; proficuamente e piu&#8217; serenamente l&#8217;attivita&#8217; di ricerca e di insegnamento. Invitiamo coloro che sono soliti affermare che per i concorsi tutto e&#8217; stato gia&#8217; (inutilmente) provato a riflettere sul fatto che per i concorsi di ingresso nel ruolo della docenza (dal 1980 quello a ricercatore) MAI si sono &#8216;provati&#8217; i concorsi veramente nazionali e totalmente sganciati dal &#8216;maestro&#8217; che ha &#8216;allevato&#8217; il suo allievo e che ritiene di avere il diritto-dovere di farlo entrare in ruolo e poi di fargli fare carriera.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">I CONTENUTI COMPLETI DELLA PROPOSTA DELL&#8217;ANDU</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico, articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita&#8217; nazionale individuale (a numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l&#8217;ulteriore chiamata della Facolta&#8217; dove il docente gia&#8217; lavora e continuera&#8217; a lavorare. Per il passaggio di fascia e&#8217; indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali. Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere interamente sorteggiate e composte da soli ordinari. Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un&#8217;unica figura definita da una legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita&#8217;, ferie, contributi pensionistici) e liberta&#8217; di ricerca, con un numero di posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza. Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di<br />
almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell&#8217;attuale giungla<br />
di figure precarie. Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore, prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta&#8217; e l&#8217;accesso ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati. Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">- Specificazioni sul reclutamento.<br />
I concorsi per il reclutamento (cioe&#8217; per l&#8217;assunzione in ruolo di chi non e&#8217; gia&#8217; ricercatore o associato) nella fascia iniziale della docenza (oggi la fascia dei ricercatori) o direttamente nelle fasce degli associati e degli ordinari devono essere espletati a livello nazionale, &#8216;concentrando&#8217;, con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali e prevedendo per ogni settore scientifico-disciplinare una sola commissione per tutti i posti banditi nello stesso settore. La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti e prevedendo non piu&#8217; di un componente appartenente ad una stessa sede. Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita&#8217; didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.</span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Concorsi e Docenza LA CONTRORIFORMA DEL PD LA PROPOSTA DELL&#8217;ANDU</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2008/11/10/concorsi-e-docenza-la-controriforma-del-pd-la-proposta-dellandu/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 13:43:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriera]]></category>
		<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ANDU ha gia&#8217; cominciato ad analizzare alcune delle &#8220;Dieci proposte&#8221; per &#8220;il futuro dell&#8217;Universita&#8217; italiana&#8221;, recentemente avanzate dal PD. Per leggere le proposte del PD v.nota 1. L&#8217;ANDU in un precedente documento ha affrontato la questione della cosiddetta governance e ha esposto alcune considerazioni sul significato complessivo dell&#8217;iniziativa del PD. Per leggere il precedente documento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">L&#8217;ANDU ha gia&#8217; cominciato ad analizzare alcune delle &#8220;Dieci proposte&#8221; per &#8220;il futuro dell&#8217;Universita&#8217; italiana&#8221;, recentemente avanzate dal PD. Per leggere le proposte del PD v.nota 1. L&#8217;ANDU in un precedente documento ha affrontato la questione della cosiddetta governance e ha esposto alcune considerazioni sul significato complessivo dell&#8217;iniziativa del PD. Per leggere il precedente documento dell&#8217;ANDU v. nota 2. </span><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">Nel presente documento l&#8217;ANDU affronta le questioni dei concorsi e della organizzazione della docenza, rinviando alla prossima &#8216;puntata&#8217; la<br />
importantissima questione del precariato.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">I CONCORSI E LA DOCENZA DEL PD: IL RAFFORZAMENTO DEL POTERE BARONALE</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">Nella proposta n. 1 (&#8220;Concorsi piu&#8217; rapidi, piu&#8217; meritocratici, piu&#8217; internazionali, con meno nepotismi, localismi e lobbismi disciplinari&#8221;), si comincia dicendo che &#8220;occorre innanzitutto distinguere tra concorsi per reclutare e concorsi per promuovere&#8221;. E si comincia proprio male, anzi malissimo!. Certamente e&#8217; logico prevedere concorsi per fare entrare nel ruolo della docenza chi non ne fa ancora parte, ma prevedere &#8220;concorsi per promuovere&#8221;, significa volere mantenere in tre distinti ruoli la docenza, invece che prevedere un ruolo unico in tre fasce, con avanzamento da una fascia all&#8217;altra attraverso un giudizio INDIVIDUALE (quindi non un concorso), superato il quale il docente continua ad occupare il proprio posto con la nuova qualifica. Insomma, il PD e&#8217; contrario al ruolo unico della docenza, chiesto da anni dalle Organizzazioni e dalle Associazioni della docenza.<br />
Le regole per il reclutamento proposte dal PD sembrano &#8216;orecchiare&#8217; in peggio il fallito regolamento sui concorsi a ricercatore voluto dal ministro Mussi e dal suo sottosegretario Modica. Continuare a sostenere, come fa il PD, che &#8220;la scelta e&#8217; fatta da una commissione nominata dagli organi di governo dell&#8217;ateneo&#8221; equivale a volere mantenere quel localismo concorsuale che ha sempre caratterizzato il<br />
concorso di ingresso nella docenza (ruolo dei ricercatori) e, dalla Legge Berlinguer in poi, anche i concorsi ad associato e a ordinario. In sostanza si vuole mantenere lo strumento principe della cooptazione personale (il &#8216;maestro&#8217; sceglie come vincitore il suo allievo), con gli annessi fenomeni di clientelismo e nepotismo. E a poco vale spostare dalle Facolta&#8217; agli &#8220;organi di governo dell&#8217;ateneo&#8221; la nomina della commissione concorsuale, se non a spostare l&#8217;interlocutore del &#8216;maestro&#8217; che cerca un posto per farlo occupare dal suo allievo. Il meccanismo proposto &#8220;per promuovere un docente da una fascia a quella immediatamente successiva&#8221; (in realta&#8217; da un ruolo all&#8217;altro), da un lato ripropone in qualche modo la vecchissima &#8220;libera docenza&#8221; (l&#8217;&#8221;abilitazione alla docenza nella fascia superiore&#8221;), dall&#8217;altro lato, prevedendo che &#8220;la valutazione e&#8217; effettuata dalla università di appartenenza&#8221;, mantiene que carattere localistico che contraddistingue tutti gli attuali concorsi, con i fenomeni negativi gia&#8217; richiamati, compresa la &#8216;sottospecie&#8217; della parentopoli. Il mantenimento dei tre ruoli separati della docenza e&#8217; &#8216;confermato&#8217; da quanto previsto nella proposta n. 6 (&#8220;Valutare periodicamente i risultati del lavoro ed incentivare i migliori.&#8221;), dove si legge:<br />
&#8220;In ciascuna universita&#8217; i professori in servizio in una fascia dovrebbero essere in numero maggiore di quelli in servizio nella fascia immediatamente superiore.&#8221;<br />
Insomma agli attuali tre ruoli distinti si aggiunge l&#8217;obbligo di tre distinti organici!<br />
E per non lasciare alcun dubbio sulla volonta&#8217; di accentuare pesantemente<br />
la gerarchia accademica, con gravi ricadute sulla liberta&#8217; di insegnamento<br />
e di ricerca dei &#8216;subalterni&#8217;, sempre nella proposta n. 6 si legge: &#8220;Il rapporto di lavoro in ciascuna fascia inizierebbe a tempo determinato e sarebbe trasformato a tempo indeterminato solo a seguito di una valutazione della qualita&#8217; e quantita&#8217; del lavoro svolto dall&#8217;interessato.&#8221; Si introdurrebbe cosi&#8217; &#8220;in ciascuna fascia&#8221; (cioe&#8217;in ciascun ruolo) un periodo di pre-ruolo &#8220;a tempo determinato&#8221;, un periodo di &#8216;precariato&#8217; ben diverso dall&#8217;attuale periodo per la conferma in ruolo. All&#8217;interno di questa struttura iper-gerarchizzata della docenza, rischia di essere un&#8217;arma micidiale messa in mano ai &#8216;superiori&#8217; la previsione, sempre nella proposta n. 6, di far dipendere &#8220;gli incrementi stipendiali&#8221; dall&#8217;esito di una valutazione. A tutto questo va aggiunta l&#8217;aberrazione che deriverebbe dal mantenere la docenza in tre ruoli distinti e dall&#8217;introduzione dell&#8217;abilitazione. Infatti con la non previsione di un passaggio da una fascia all&#8217;altra legato esclusivamente ad un giudizio nazionale sull&#8217;attivita&#8217; del singolo docente, si potrebbero avere tanti casi di &#8220;abilitati alla docenza nella fascia superiore&#8221; (per esempio associati abilitati a ordinario) che dopo l&#8217;abilitazione svolgerebbero una attivita&#8217; giudicata &#8216;da ordinario&#8217; senza<br />
averne alcun riconoscimento.E magari l&#8217;ipotetico associato &#8216;riconosciuto&#8217; ordinario, ma rimasto associato si trova nello stessa stanza di un suo (ex) collega, anche lui abilitato a ordinario, ma che ha invece avuto la &#8216;fortuna&#8217; di essere stato effettivamente promosso grazie ad una positiva valutazione locale (ma su che basi?) della &#8220;universita&#8217; di appartenenza&#8221; e grazie anche ad un &#8216;buco&#8217; nell&#8217;organico del ruolo degli ordinari. Pura &#8216;logica&#8217; accademica!</span></p>
<p>LA PROPOSTA DELL&#8217;ANDU</p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">A queste e a similari ipotesi di rafforzamento del potere e dell&#8217;arbitrio baronali, l&#8217;ANDU da anni contrappone un modello di organizzazione della docenza e di riforma vera dei concorsi per l&#8217;ingresso in ruolo e delle prove per le promozioni.<br />
Una riforma imperniata su commissioni nazionali che DECIDONO i vincitori<br />
dei concorsi e le idoneita&#8217; alle fasce superiori, togliendo TOTALMENTE il potere a quella &#8220;autonomia responsabile&#8221; degli Atenei che in Italia, COMUNQUE, ha dato e darebbe il potere assoluto di cooptazione al singolo &#8216;maestro&#8217;, che &#8216;lavora&#8217; per ottenere un concorso per il suo prescelto che ne sara&#8217; il vincitore. Per evitare il prevalere dei gruppi forti nazionali, TUTTI i componenti delle commissioni nazionali devono essere direttamente sorteggiati e, per qualificarne al massimo il giudizio, devono farne parte SOLO ordinari, anche per i concorsi di ingresso dall&#8217;esterno nelle fasce dei ricercatori e degli associati e per le prove di idoneita&#8217; ad associato.<br />
Una riforma quella dell&#8217;ANDU che porrebbe fine al nepotismo e a tutti i suoi &#8216;annessi&#8217; e finalmente lascerebbe ai docenti di qualsiasi livello la possibilita&#8217; di svolgere piu&#8217; liberamente, piu&#8217; proficuamente e piu&#8217; serenamente l&#8217;attivita&#8217; di ricerca e di insegnamento. Invitiamo coloro che sono soliti affermare che per i concorsi tutto e&#8217; stato gia&#8217; (inutilmente) provato a riflettere sul fatto che per i concorsi<br />
di ingresso nel ruolo della docenza (dal 1980 quello a ricercatore) MAI si sono &#8216;provati&#8217; i concorsi veramente nazionali e totalmente sganciati dal &#8216;maestro&#8217; che ha &#8216;allevato&#8217; il suo allievo e che ritiene di avere il diritto-dovere di farlo entrare in ruolo e di fargli fare carriera.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">DOCENZA UNIVERSITARIA E CONCORSI</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico, articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita&#8217; nazionale individuale (a numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l&#8217;ulteriore chiamata della Facolta&#8217; dove il docente gia&#8217; lavora e continuera&#8217; a lavorare. Per il passaggio di fascia e&#8217; indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali. Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere interamente sorteggiate e composte da soli ordinari. Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un&#8217;unica figura definita da una legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita&#8217;, ferie, contributi pensionistici) e liberta&#8217; di ricerca, con un numero di posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza. Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di<br />
almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell&#8217;attuale giungla di figure precarie. Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore,<br />
prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta&#8217; e l&#8217;accesso ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati. Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">- Specificazioni sul reclutamento.<br />
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, &#8216;concentrando&#8217;, con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali. La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a sedi diverse, escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti e prevedendo non piu&#8217; di un componente appartenente ad una stessa sede. Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita&#8217; didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">6 novembre 2008</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">- Nota 1. Per leggere le &#8220;Dieci proposte del governo ombra del Partito Democratico&#8221; cliccare:<br />
<a href="http://download.repubblica.it/pdf/2008/PD-proposte-universita.pdf">http://download.repubblica.it/ pdf/2008/PD-propo ste-universita.pdf</a><br />
-Nota 2. Per leggere il documento dell&#8217;ANDU &#8220;Governance. La controriforma del PD e la proposta dell&#8217;ANDU&#8221;, del 4.11.08, cliccare:<br />
<a href="http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article21114.html">http://www.orizzontescuol a.it/orizzon te/article21114.html</a></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Professori senza cattedra</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2008/09/23/professori-senza-cattedra/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 20:12:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[23 settembre 2008 &#8211; ANDU Si segnalano i seguenti articoli l&#8217;articolo &#8220;Professori senza cattedra&#8221; sul Sole 24-ore del 22 settembre 2008: http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/08-09/080922/JAT6G.tif l&#8217;&#8221;Elenco della normativa recente in vigore&#8221; a cura di Paolo Gianni (Universita&#8217; di Pisa): http://cnu.cineca.it/titoli/elenco_leggi_universita_17-09-08.pdf la &#8220;RACCOLTA DI MOZIONI E DOCUMENTI DI ORGANI DI GOVERNO UNIVERSITARI E DI ALTRI ORGANI ACCADEMICI SUL DECRETO [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>23 settembre 2008 &#8211; ANDU</span></p>
<p><span>Si segnalano i seguenti articoli</span></p>
<p>l&#8217;articolo &#8220;Professori senza cattedra&#8221; sul Sole 24-ore del 22 settembre 2008:<br />
<a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/08-09/080922/JAT6G.tif" target="_blank">http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/08-09/080922/JAT6G.tif </a></p>
<p>l&#8217;&#8221;Elenco della normativa recente in vigore&#8221; a cura di Paolo Gianni (Universita&#8217; di Pisa): <a href="http://cnu.cineca.it/titoli/elenco_leggi_universita_17-09-08.pdf" target="_blank">http://cnu.cineca.it/titoli/elenco_leggi_universita_17-09-08.pdf </a></p>
<p>la &#8220;RACCOLTA DI MOZIONI E DOCUMENTI DI ORGANI DI GOVERNO UNIVERSITARI E DI ALTRI ORGANI ACCADEMICI SUL DECRETO LEGGE N. 112/2008&#8243; a cura della CRUI (aggiornata fino al 29 luglio 2008): <a href="http://www.univ.trieste.it/news/files/tremonti_DossierMozioni_DL112_2008.pdf" target="_blank">http://www.univ.trieste.it/news/files/tremonti_DossierMozioni_DL112_2008.pdf </a>oppure <a href="http://www.iuav.it/Ateneo1/Governo-e-/elezioni-d/Dossier-mo/Dossier-Mozioni-" target="_blank"><br />
http://www.iuav.it/Ateneo1/Governo-e-/elezioni-d/Dossier-mo/Dossier-Mozioni- su-DL112.pdf </a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il problema: regole, reclutamento, precariato</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 19:17:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[04 giugno 2008 &#8211; ANDU I problemi da risolvere per risanare e rilanciare l&#8217;Universita&#8217; sono tanti e tutti urgenti: finanziamento, organizzazione del Sistema nazionale e delle singole Universita&#8217;, didattica, diritto allo studio, dottorato, precariato, reclutamento, carriera e stato giuridico dei docenti. Su tutte queste questioni l&#8217;ANDU da anni propone una soluzione organica che finora i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>04 giugno 2008 &#8211; ANDU</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>I problemi da risolvere per risanare e rilanciare l&#8217;Universita&#8217; sono tanti e tutti urgenti: finanziamento, organizzazione del Sistema nazionale e delle singole Universita&#8217;, didattica, diritto allo studio, dottorato, precariato, reclutamento, carriera e stato giuridico dei docenti.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Su tutte queste questioni l&#8217;ANDU da anni propone una soluzione organica che finora i Governi e i Parlamenti succedutisi non hanno voluto accogliere perche&#8217; &#8216;sensibili&#8217; agli interessi di quei poteri accademico-politici che hanno determinato la gravissima situazione in cui oggi versa l&#8217;Universita&#8217; statale.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ANDU ritiene che, tra i molti problemi da risolvere, quelli da affrontare con particolare urgenza siano il reclutamento straordinario in ruolo con nuove regole e l&#8217;istituzione di una nuova figura per la formazione pre-ruolo che sostituisca TUTTE le attuali figure precarie. Affinche&#8217; tali interventi legislativi risultino efficaci e&#8217; indispensabile che essi siano CONTESTUALI.</p>
<p style="text-align: justify;">NUOVE REGOLE PER IL RECLUTAMENTO<br />
Occorre combattere alla radice il nepotismo e il localismo che connotano la docenza italiana e per questo e&#8217; necessario impedire che il reclutamento in ruolo dei docenti (che oggi avviene quasi totalmente nella fascia dei ricercatori) continui ad essere &#8216;affidato&#8217; ad un singolo &#8216;maestro&#8217;, che ottenuto il bando di un posto, lo assegnera&#8217;, attraverso un finto concorso, all&#8221;allievo&#8217; da lui pre-scelto. Per questo e&#8217; indispensabile che il concorso sia TOTALMENTE sottratto all&#8217;autonomia locale, che e&#8217; in realta&#8217; l&#8217;autonomia di una singola persona (il &#8216;maestro&#8217;) di scegliere il &#8216;vincitore&#8217; del concorso a ricercatore. Occorre pero&#8217; evitare che la scelta dei vincitori passi nelle mani dei gruppi accademici &#8216;prevalenti&#8217; a livello nazionale. Per tutto questo l&#8217;UNICA soluzione possibile, di semplice, immediata e rapida applicazione, e&#8217; quella di costituire, attraverso il &#8216;puro&#8217; sorteggio, commissioni concorsuali nazionali di soli ordinari, tutti appartenenti a sedi diverse ed escludendo i professori appartenenti agli Atenei che hanno chiesto il bando dei concorsi a ricercatore.</p>
<p style="text-align: justify;">RECLUTAMENTO STRAORDINARIO<br />
Per consentire il ringiovanimento dei docenti in ruolo e &#8216;prevenire&#8217; il pensionamento, che nei prossimi anni interessera&#8217; circa la meta&#8217; degli attuali docenti, e&#8217; indispensabile un reclutamento realmente straordinario attraverso il bando, su fondi statali aggiuntivi, di almeno 20.000 concorsi a ricercatore, da svolgere con le nuove regole che vanno applicate da subito anche per i posti banditi su fondi di ateneo.</p>
<p style="text-align: justify;">CANCELLAZIONE DEL PRECARIATO<br />
Per cancellare il precariato bisogna cancellare e vietare per sempre TUTTE le attuali figure (assegni, borse, contratti, ecc.) che hanno portato alla formazione di un vastissimo precariato, inaccettabile per la lunga durata, per le condizioni economiche e giuridiche disumane e per le ricadute negative sulla qualita&#8217; della didattica e della ricerca. Per superare definitivamente tutto questo va prevista UNA SOLA figura pre-ruolo (ricercatore a tempo determinato), con autonomia di ricerca, con adeguata retribuzione e con tutti i diritti lavorativi (pensione, ferie, maternita&#8217;/paternita&#8217;, ecc.). La permanenza in questa figura pre-ruolo non deve superare i tre anni e il numero dei posti deve essere rapportato al numero dei posti di ricercatore a tempo indeterminato preventivamente programmati, con relativa copertura finanziaria..</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>IL PROBLEMA: REGOLE, RECLUTAMENTO, PRECARIATO</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2008/06/04/il-problema-regole-reclutamento-precariato-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 15:20:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[I problemi da risolvere per risanare e rilanciare l&#8217;Universita&#8217; sono tanti e tutti urgenti: finanziamento, organizzazione del Sistema nazionale e delle singole Universita&#8217;, didattica, diritto allo studio, dottorato, precariato, reclutamento, carriera e stato giuridico dei docenti. Su tutte queste questioni l&#8217;ANDU da anni propone una soluzione organica che finora i Governi e i Parlamenti succedutisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">I problemi da risolvere per risanare e rilanciare l&#8217;Universita&#8217; sono tanti e tutti urgenti: finanziamento, organizzazione del Sistema nazionale e delle singole Universita&#8217;, didattica, diritto allo studio, dottorato, precariato, reclutamento, carriera e stato giuridico dei docenti. Su tutte queste questioni l&#8217;ANDU da anni propone una soluzione organica che finora i Governi e i Parlamenti succedutisi non hanno voluto accogliere perche&#8217; &#8216;sensibili&#8217; agli interessi di quei poteri accademico-politici che hanno determinato la gravissima situazione in cui oggi versa l&#8217;Universita&#8217; statale. </span><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">L&#8217;ANDU ritiene che, tra i molti problemi da risolvere, quelli da affrontare con particolare urgenza siano il reclutamento straordinario in<br />
ruolo con nuove regole e l&#8217;istituzione di una nuova figura per la formazione pre-ruolo che sostituisca TUTTE le attuali figure precarie. Affinche&#8217; tali interventi legislativi risultino efficaci e&#8217; indispensabile che essi siano CONTESTUALI.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">NUOVE REGOLE PER IL RECLUTAMENTO<br />
Occorre combattere alla radice il nepotismo e il localismo che connotano la docenza italiana e per questo e&#8217; necessario impedire che il reclutamento in ruolo dei docenti (che oggi avviene quasi totalmente nella fascia dei ricercatori) continui ad essere &#8216;affidato&#8217; ad un singolo &#8216;maestro&#8217;, che ottenuto il bando di un posto, lo assegnera&#8217;, attraverso un finto concorso, all&#8221;allievo&#8217; da lui pre-scelto. Per questo e&#8217; indispensabile che il concorso sia TOTALMENTE sottratto all&#8217;autonomia locale, che e&#8217; in realta&#8217; l&#8217;autonomia di una singola persona (il &#8216;maestro&#8217;) di scegliere il &#8216;vincitore&#8217; del concorso a ricercatore. Occorre pero&#8217; evitare che la scelta dei vincitori passi nelle mani dei gruppi accademici &#8216;prevalenti&#8217; a livello nazionale.<br />
Per tutto questo l&#8217;UNICA soluzione possibile, di semplice, immediata e<br />
rapida applicazione, e&#8217; quella di costituire, attraverso il &#8216;puro&#8217; sorteggio, commissioni concorsuali nazionali di soli ordinari, tutti appartenenti a sedi diverse ed escludendo i professori appartenenti agli Atenei che hanno chiesto il bando dei concorsi a ricercatore.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">RECLUTAMENTO STRAORDINARIO<br />
Per consentire il ringiovanimento dei docenti in ruolo e &#8216;prevenire&#8217;il pensionamento, che nei prossimi anni interessera&#8217; circa la meta&#8217; degli attuali docenti, e&#8217; indispensabile un reclutamento realmente straordinario attraverso il bando, su fondi statali aggiuntivi, di almeno 20.000 concorsi a ricercatore, da svolgere con le nuove regole che vanno applicate da subito anche per i posti banditi su fondi di ateneo.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">CANCELLAZIONE DEL PRECARIATO<br />
Per cancellare il precariato bisogna cancellare e vietare per sempre TUTTE le attuali figure (assegni, borse, contratti, ecc.) che hanno portato alla formazione di un vastissimo precariato, inaccettabile per la lunga durata, per le condizioni economiche e giuridiche disumane e per le ricadute negative sulla qualita&#8217; della didattica e della ricerca. Per superare definitivamente tutto questo va prevista UNA SOLA figura pre-ruolo (ricercatore a tempo determinato), con autonomia di ricerca, con adeguata retribuzione e con tutti i diritti lavorativi (pensione, ferie, maternita&#8217;/paternita&#8217;, ecc.). La permanenza in questa figura pre-ruolo non deve superare i tre anni e il numero dei posti deve essere rapportato al numero dei posti di ricercatore a tempo indeterminato preventivamente programmati, con relativa copertura finanziaria..</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">30 maggio 2008</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">PROPOSTE DELL&#8217;ANDU SU DOCENZA UNIVERSITARIA E CONCORSI<br />
E SU GOVERNO DEL SISTEMA NAZIONALE E ORGANIZZAZIONE DEGLI ATENEI</span></p>
<p>DOCENZA UNIVERSITARIA E CONCORSI</p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico, articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita&#8217; nazionale individuale (a numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l&#8217;ulteriore chiamata della Facolta&#8217; dove il docente gia&#8217; lavora e continuera&#8217; a lavorare. Per il passaggio di fascia e&#8217; indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali. Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere interamente sorteggiate e composte di soli ordinari. Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un&#8217;unica figura definita da una legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita&#8217;, ferie, contributi pensionistici) e liberta&#8217; di ricerca, con un numero di posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza. Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di<br />
almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell&#8217;attuale giungla<br />
di figure precarie. Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore, prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta&#8217; e l&#8217;accesso<br />
ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati. Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali. </span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">- Specificazioni sul reclutamento.<br />
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, &#8216;concentrando&#8217;, con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali. La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a sedi diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti. Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita&#8217; didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.</span></p>
<p>GOVERNO DEL SISTEMA NAZIONALE E ORGANIZZAZIONE DEGLI ATENEI</p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">- Sistema nazionale<br />
Occorre prevedere un unico Organo di autogoverno del Sistema nazionale delle Universita&#8217; direttamente eletto da tutte le componenti (docenti, tecnico-amministrativi, studenti) del mondo universitario, con una rappresentanza non frammentata (5 o 6 aree equivalenti) e non corporativa (elettorato attivo e passivo comuni) delle tre fasce della docenza. Alle Conferenze nazionali dei Rettori, dei Presidi e dei Direttori di Dipartimento dovrebbero essere riconosciuti specifici ruoli.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">- Organizzazione degli Atenei<br />
Il Rettore deve essere eletto da tutti i docenti (professori e ricercatori), con una consistente partecipazione dei tecnico-amministrativi e degli studenti. Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione dovrebbero essere sostituiti da un &#8220;Consiglio di Ateneo&#8221; i cui componenti dovrebbero essere tutti direttamente eletti e, anche in questo caso, con una rappresentanza dei docenti non frammentata e non corporativa. Il Consiglio di Ateneo dovrebbe eleggere al suo interno un Presidente. Negli Atenei dovrebbero essere previsti specifici ruoli per i Collegi dei<br />
Presidi, dei Direttori di Dipartimento e dei Presidenti dei Consigli di Corso di Studio. Potrebbe essere previsto un Organo di gestione (un&#8221;Esecutivo di Ateneo&#8221;), eletto dal Consiglio di Ateneo, da affiancare al Rettore. Il Rettore e tutti i componenti del Consiglio di Ateneo devono essere interni all&#8217;Ateneo stesso. Le strutture portanti dell&#8217;Ateneo devono diventare i Consigli di Corso di Studi per la didattica e i Dipartimenti per la ricerca. Nei Dipartimenti, rivedendone i criteri di formazione e le dimensioni, si dovrebbero &#8216;incardinare&#8217; i docenti, togliendo ai Consigli di Facolta&#8217; la &#8216;gestione&#8217; dei posti e assegnando loro compiti di coordinamento dei Corsi di Studio. La composizione e i compiti delle strutture degli Atenei devono essere normati dalla legge.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Appello all&#8217;Università</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2008/04/08/appello-alluniversita-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 15:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche in questa campagna elettorale sono stati rivolti ai Responsabili dei Partiti vari &#8220;Appelli&#8221; per l&#8217;Universita&#8217;. L&#8217;ANDU, invece, non rivolge alcun &#8220;Appello&#8221; ai Responsabili dei Partiti perche&#8217; nei Partiti i Responsabili politici non hanno mai avuto voce in capitolo sulle questioni universitarie, che nel Governo e nel Parlamento sono sempre state di &#8216;competenza&#8217; della lobby [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: x-small; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Anche in questa campagna elettorale sono stati rivolti ai Responsabili dei Partiti vari &#8220;Appelli&#8221; per l&#8217;Universita&#8217;. </span><span style="font-size: x-small; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">L&#8217;ANDU, invece, non rivolge alcun &#8220;Appello&#8221; ai Responsabili dei Partiti perche&#8217; nei Partiti i Responsabili politici non hanno mai avuto voce in capitolo sulle questioni universitarie, che nel Governo e nel Parlamento sono sempre state di &#8216;competenza&#8217; della lobby accademico-politica trasversale. </span><span style="font-size: x-small; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Da anni l&#8217;ANDU denuncia e documenta l&#8217;azione di questa lobby che opera &#8216;sotto&#8217; ogni Governo per controllare sempre piu&#8217; le risorse pubbliche per l&#8217;Universita&#8217;, dirottandole verso i &#8216;propri&#8217; centri di auto-proclamata eccellenza, come ha gia&#8217; fatto con l&#8217;IIT di Genova, il SUM di Firenze e l&#8217;IMT di Lucca, e come ancora piu&#8217; vuole fare attraverso l&#8217;ANVUR, una Agenzia ministeriale spacciata per &#8220;terza&#8221;. </span><span style="font-size: x-small; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">L&#8217;esperienza dei due ultimi Governi mostra ulteriormente come a decidere sull&#8217;Universita&#8217; sono piu&#8217; il Ministero dell&#8217;Economia, il Consiglio di Stato e la Corte dei Conti, che i &#8216;competenti&#8217; Ministri, Sottosegretari e Consiglieri. Quest&#8217;ultimi comunque si sono dati da fare per &#8216;pasticciare&#8217; norme e provvedimenti che hanno ancor piu&#8217; danneggiato l&#8217;Universita&#8217;: Legge Moratti, Regolamento sui concorsi a ricercatore, ANVUR, reclutamento &#8216;straordinario&#8217;, &#8220;3 + 2&#8243;, concorsi a professore, stato giuridico, dottorato di ricerca, ecc. </span><span style="font-size: x-small; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">L&#8217;attuale Ministro ha pero&#8217; &#8216;superato&#8217; tutti i suoi predecessori nei comportamenti non democratici, rifiutandosi di incontrare e di confrontarsi con le Organizzazioni della Docenza. Un Ministro che appena pochi giorni dopo il suo insediamento si era gia&#8217; fatto &#8220;&#8216;influenzare&#8217; da quei poteri forti accademici che hanno deciso di finire in questa legislatura il lavoro di demolizione dell&#8217;Universita&#8217; statale, di massa e di qualita&#8217;, iniziato da oltre un decennio&#8221;, come l&#8217;ANDU ha &#8216;tempestivamente&#8217; scritto in un suo documento del 20 luglio 2006 dal titolo &#8220;Dalla padella a Mussi?&#8221; (v. nota). </span><span style="font-size: x-small; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Sempre in quel documento del 20 luglio 2006 l&#8217;ANDU aveva scritto: </span><span style="font-size: x-small; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">&#8220;Contro questo progetto occorre far ripartire al piu&#8217; presto il movimento unitario di protesta che si e&#8217; espresso contro il DDL Moratti e a favore di un&#8217;Universita&#8217; al servizio degli studenti e del Paese e non degli interessi &#8216;privatistici&#8217; di una ristretta oligarchia accademica trasversale.&#8221; </span><span style="font-size: x-small; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Ed e&#8217; questo l&#8217;APPELLO che rivolgiamo anche ora a tutto il mondo universitario, perche&#8217; solo con un forte e unitario movimento inter-categoriale, organizzato e autonomo da tutti i Partiti e dall&#8217;oligarchia accademica, sara&#8217; possibile difendere e rilanciare l&#8217;Universita&#8217; statale. Un movimento che deve definire un suo progetto, coerente e completo, di riforma democratica dell&#8217;Universita&#8217;. In questa direzione riproponiamo il nostro progetto di riforma (qui sotto riportato), alternativo agli obiettivi della lobby accademico-politica trasversale.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">7 aprile 2008</span></p>
<p><span style="font-size: x-small; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">- Nota. Per leggere il documento dell&#8217;ANDU &#8220;Dalla padella a Mussi?&#8221; del 20.7.06:<br />
<a href="http://www.bur.it/sezioni/andu_archivio_2006.php%2028%20luglio2006">http://www.bur.it/sezioni/andu_archivio_2006.php 28 luglio2006</a></span></p>
<p><span style="font-size: x-small; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">PROPOSTE DELL&#8217;ANDU SU DOCENZA UNIVERSITARIA E CONCORSI<br />
E SU GOVERNO DEL SISTEMA NAZIONALE E ORGANIZZAZIONE DEGLI ATENEI</span></p>
<p>DOCENZA UNIVERSITARIA E CONCORSI</p>
<p><span style="font-size: x-small; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico, articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita&#8217; nazionale individuale (a numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l&#8217;ulteriore chiamata della Facolta&#8217; dove il docente gia&#8217; lavora e continuera&#8217; a lavorare. Per il passaggio di fascia e&#8217; indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali. Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere interamente sorteggiate e composte di soli ordinari. Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un&#8217;unica figura definita da una legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita&#8217;, ferie, contributi pensionistici) e liberta&#8217; di ricerca, con un numero di posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza. Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di<br />
almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell&#8217;attuale giungla di figure precarie. Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore,<br />
prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta&#8217; e l&#8217;accesso ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati. Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">- Specificazioni sul reclutamento.<br />
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, &#8216;concentrando&#8217;, con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali. La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a sedi diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti. Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita&#8217; didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.</span></p>
<p>GOVERNO DEL SISTEMA NAZIONALE E ORGANIZZAZIONE DEGLI ATENEI</p>
<p><span style="font-size: x-small; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">- Sistema nazionale<br />
Occorre prevedere un unico Organo di autogoverno del Sistema nazionale delle Universita&#8217; direttamente eletto da tutte le componenti (docenti, tecnico-amministrativi, studenti) del mondo universitario, con una rappresentanza non frammentata (5 o 6 aree equivalenti) e non corporativa (elettorato attivo e passivo comuni) delle tre fasce della docenza. Alle Conferenze nazionali dei Rettori, dei Presidi e dei Direttori di Dipartimento dovrebbero essere riconosciuti specifici ruoli.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">- Organizzazione degli Atenei<br />
Il Rettore deve essere eletto da tutti i docenti (professori e ricercatori), con una consistente partecipazione dei tecnico-amministrativi e degli studenti. Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione dovrebbero essere sostituiti da un &#8220;Consiglio di Ateneo&#8221; i cui componenti dovrebbero essere tutti direttamente eletti e, anche in questo caso, con una rappresentanza dei docenti non frammentata e non corporativa. Il Consiglio di Ateneo dovrebbe eleggere al suo interno un Presidente. Negli Atenei dovrebbero essere previsti specifici ruoli per i Collegi dei<br />
Presidi, dei Direttori di Dipartimento e dei Presidenti dei Consigli di Corso di Studio.Potrebbe essere previsto un Organo di gestione (un &#8220;Esecutivo di Ateneo&#8221;),<br />
eletto dal Consiglio di Ateneo, da affiancare al Rettore. Il Rettore e tutti i componenti del Consiglio di Ateneo devono essere interni all&#8217;Ateneo stesso. Le strutture portanti dell&#8217;Ateneo devono diventare i Consigli di Corso di Studi per la didattica e i Dipartimenti per la ricerca. Nei Dipartimenti, rivedendone i criteri di formazione e le dimensioni, si dovrebbero &#8216;incardinare&#8217; i docenti, togliendo ai Consigli di Facolta&#8217; la &#8216;gestione&#8217; dei posti e assegnando loro compiti di coordinamento dei Corsi di Studio. La composizione e i compiti delle strutture degli Atenei devono essere normati dalla legge.</span></p>
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		<title>Concorsi universitari all&#8217;italiana</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 19:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[27 marzo 2008 &#8211; ANDU Segnaliamo l&#8217;intervento di Paolo Bertinetti (preside di Lingue dell&#8217;Universita&#8217; di Torino) &#8220;Concorsi universitari all&#8217;italiana&#8221;, apparso sull&#8217;edizione di Torino della Stampa del 26 marzo 2008. Per leggere l&#8217;articolo: www.crui.it poi, sulla destra, in &#8220;Rassegna Stampa&#8221; clicarre &#8220;Consulta la rassegna stampa della CRUI&#8221;, quindi &#8220;Rassegna del&#8221; 26 marzo 2008 Riportiamo qui la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>27 marzo 2008 &#8211; ANDU</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Segnaliamo l&#8217;intervento di Paolo Bertinetti (preside di Lingue dell&#8217;Universita&#8217; di Torino) &#8220;Concorsi universitari all&#8217;italiana&#8221;, apparso sull&#8217;edizione di Torino della Stampa del 26 marzo 2008.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Per leggere l&#8217;articolo:<br />
<a href="http://www.andu-universita.it/wp-admin/www.crui.it" target="_blank">www.crui.it</a> poi, sulla destra, in &#8220;Rassegna Stampa&#8221; clicarre &#8220;Consulta la rassegna stampa della CRUI&#8221;, quindi &#8220;Rassegna del&#8221; 26 marzo 2008</p>
<p style="text-align: justify;">Riportiamo qui la proposta dell&#8217;ANDU su docenza universitaria e concorsi:</p>
<p style="text-align: justify;">PROPOSTA DELL&#8217;ANDU PER LA RIFORMA DELLA DOCENZA UNIVERSITARIA</p>
<p style="text-align: justify;">Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico, articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita&#8217; nazionale individuale (a numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l&#8217;ulteriore chiamata della Facolta&#8217; dove il docente gia&#8217; lavora e continuera&#8217; a lavorare.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il passaggio di fascia e&#8217; indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali.</p>
<p style="text-align: justify;">Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere interamente sorteggiate e composte di soli ordinari.</p>
<p style="text-align: justify;">Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un&#8217;unica figura definita da una legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita&#8217;, ferie, contributi pensionistici) e liberta&#8217; di ricerca, con un numero di posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell&#8217;attuale giungla di figure precarie.</p>
<p style="text-align: justify;">Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore, prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta&#8217; e l&#8217;accesso ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.</p>
<p style="text-align: justify;">Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Specificazioni sul reclutamento.<br />
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, concentrando&#8217;, con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali.<br />
La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a sedi diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti.<br />
Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita&#8217; didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Bloccati tutti i concorsi a ricercatore</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2008/03/07/bloccati-tutti-i-concorsi-a-ricercatore/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 10:38:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[07 marzo 2008 &#8211; ANDU Il 13 febbraio 2008 l&#8217;ANDU, a proposito delle due &#8216;opposte&#8217; note ministeriali con le quali si bloccavano a &#8216;partire&#8217; dal 7 dicembre 2007 i concorsi a ricercatore banditi su fondi interamente di ateneo, aveva scritto: &#8220;Siamo di fronte all&#8217;ennesimo pasticcio sulla pelle dei diretti interessati e degli Atenei prodotto da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>07 marzo 2008 &#8211; ANDU</span></p>
<p><span>Il 13 febbraio 2008 l&#8217;ANDU, a proposito delle due &#8216;opposte&#8217; note ministeriali con le quali si bloccavano a &#8216;partire&#8217; dal 7 dicembre 2007 i concorsi a ricercatore banditi su fondi interamente di ateneo, aveva scritto: &#8220;Siamo di fronte all&#8217;ennesimo pasticcio sulla pelle dei diretti interessati e degli Atenei prodotto da quegli &#8216;apprendisti stregoni&#8217; che da decenni sono impegnati a massacrare l&#8217;Universita&#8217; statale.</span></p>
<p>Un gruppo accademico-politico che da mesi sta &#8216;impazzando&#8217; sotto la &#8216;copertura&#8217; di un Ministro parolaio. Un Ministro che da mesi rifiuta di confrontarsi con le Organizzazioni rappresentative della docenza, confronto che avrebbe forse potuto risparmiare all&#8217;Universita&#8217; almeno una parte dei tanti danni che le sono stati arrecati. E c&#8217;e&#8217; da temere per quello che di ancor peggio potranno fare al Ministero e in Parlamento (in sede di conversione del decreto-legge &#8220;milleproroghe&#8221;) in un periodo che, come quello attuale, e&#8217; &#8216;esposto&#8217; alle decisioni dell&#8217;ultima ora.&#8221; (dal documento dell&#8217;ANDU &#8220;Concorsi a ricercatore: &#8220;mero errore materiale&#8221;", nota 1).</p>
<p>Il 20 febbraio 2008 la Camera, in sede di conversione del decreto-legge &#8220;milleproroghe&#8221;, ha &#8216;puntualmente&#8217; fatto l&#8217;&#8221;ancor peggio&#8221;, approvando un emendamento (presentato dai deputati del PD Ghizzoni, Rusconi, Benzoni, Froner, Colasio, De Biasi, Volpini, Tocci, Tessitore, Giulietti e Villari) con il quale sono stati bloccati TUTTI i concorsi a ricercatore a partire dall&#8217;1 marzo 2008 (v. il documento dell&#8217;ANDU &#8220;Bloccati i concorsi a ricercatore&#8221;, nota 2).</p>
<p>Il 4 marzo 2008 il Ministero ha &#8216;confermato&#8217; questo blocco (per il testo del documento ministeriale v. nota 3).</p>
<p>&#8216;Parallelamente&#8217;, il 13 febbraio 2008 Luciano Modica, sottosegretario con delega all&#8217;Universita&#8217;, a proposito delle due &#8216;opposte&#8217; note ministeriali di febbraio, aveva diffuso un suo comunicato stampa rispetto al quale l&#8217;ANDU ha, tra l&#8217;altro, scritto che &#8220;non si puo&#8217; non rimanere allibiti di fronte alla dichiarazione di estraneita&#8217; e di impotenza dello stesso Modica, massimo Responsabile politico sulle questioni universitarie, nei confronti di un argomento di natura e di portata altamente politica come quello del blocco dei concorsi a ricercatore, deciso dal Ministero e non previsto da alcuna legge. Su questo aspetto e&#8217; estremamente necessaria e urgente una spiegazione politico-giuridica da parte del sottosegretario Luciano Modica affinche&#8217; il suo comunicato non possa essere letto come un &#8216;chiamarsi fuori&#8217; da una responsabilita&#8217; dalla quale appare non possa essere escluso. Una spiegazione indispensabile per non aumentare sconforto, confusione e discredito nel Sistema universitario.&#8221; (dal documento dell&#8217;ANDU &#8220;Concorsi a ricercatore. Modica contro Modica?&#8221;, nota 4). Fino ad oggi il sottosegratario Modica non ha ritenuto di dover dare la spiegazione sollecitatagli dall&#8217;ANDU.</p>
<p>Il 27 febbraio 2008 lo stesso sottosegretario Luciano Modica, DOPO il blocco di TUTTI i concorsi deciso dal Parlamento e PRIMA della nota ministeriale di &#8216;conferma&#8217; di tale blocco, ha, tra l&#8217;altro, scritto: &#8220;Dopo questa data (quella dell&#8217;1 marzo 2008, ndr) i concorsi a ricercatore potranno essere banditi solo con le nuove regole (quelle del Regolamento sui concorsi a ricercatore ancora non pubblicato nella GU e quindi non ancora entrato in vigore, ndr), salvo quelli del contingente straordinario (cioe&#8217; quelli cofinanziati con i fondi previsti per il 2007, ndr)&#8221; (dalla lettera del sottosegretario Luciano Modica a Flc-Cgil, Cisl-Universita&#8217;, Uilpa-Ur, nota 5). In altri termini, sembra che il Sottosegretario con delega all&#8217;Universita&#8217; ritenga che il blocco dei concorsi a ricercatore deciso dal Parlamento riguardi solo quelli banditi su fondi interamente di ateneo, contrariamente a quanto successivamente, il 4 marzo, ha &#8216;deciso&#8217; il suo Ministero, che invece ha ritenuto che il Parlamento abbia bloccato TUTTI i concorsi a ricercatore.</p>
<p>Come e&#8217; noto, l&#8217;ANDU ha tentato invano di convincere i Deputati a consentire il bando di TUTTI i concorsi a ricercatore fino alla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Regolamento sui concorsi a ricercatore (nota 2). Peraltro va rimarcato che, prima della decisione del Parlamento, in NESSUNA sede era stata mai avanzata la richiesta del blocco dei concorsi a ricercatore banditi su fondi interamente di ateneo. L&#8217;unica spiegazione &#8216;politica&#8217; che e&#8217; stata poi fornita sull&#8217;improvvisa decisione del Parlamento di approvare la proposta di blocco di tutti i concorsi a ricercatore avanzata da alcuni Deputati del PD e di non accogliere la proposta alternativa dell&#8217;ANDU e&#8217; stata quella secondo la quale con l&#8217;emendamento approvato si sarebbe riusciti a mantenere aperta la strada al regolamento, anzi lo si sarebbe sollecitato implicitamente, mentre la proposta dell&#8217;ANDU avrebbe avuto l&#8217;indesiderato effetto di cassarlo definitivamente. In altri termini, si sostiene che il blocco dei concorsi a ricercatore sarebbe un mezzo per &#8216;costringere&#8217; la Corte dei Conti a dare il via libera alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e, quindi, all&#8217;entrata in vigore del nuovo Regolamento sui concorsi a ricercatore. No comment.</p>
<p>Sull&#8217;approvazione dell&#8217;emendamento che ha bloccato tutti i concorsi a ricercatore sarebbe opportuno, anzi doveroso, che venisse reso ufficialmente noto all&#8217;opinione pubblica e al mondo universitario il ruolo che il Governo, i Responsabili politici del Ministero e i vari Partiti hanno avuto. Senza questa chiarificazione qualsiasi programma elettorale sull&#8217;Universita&#8217; sarebbe, gia&#8217; solo per questo, inattendibile.</p>
<p>- Nota 1. Per leggere il documento dell&#8217;ANDU &#8220;Concorsi a ricercatore: &#8220;mero errore materiale&#8221;" del 13.2.08: <a href="http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php" target="_blank">http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php </a>15 febbraio 2008 oppure <a href="http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article18145.html" target="_blank">http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article18145.html </a>-</p>
<p>Nota 2. Per leggere il documento dell&#8217;ANDU &#8220;Bloccati i concorsi a ricercatore&#8221; del 21.2.08: <a href="http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article18247.html" target="_blank">http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article18247.html </a>oppure <a href="http://unimoreinform.blogspot.com/2008/02/andu-bloccati-i-concorsi-ricercato" target="_blank">http://unimoreinform.blogspot.com/2008/02/andu-bloccati-i-concorsi-ricercato re.html </a></p>
<p>- Nota 3. Per leggere la nota ministeriale del 4 marzo 2008 sui concorsi a ricercatore: <a href="http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/6924Elezio_cf2.htm" target="_blank">http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/6924Elezio_cf2.htm </a></p>
<p>- Nota 4. Per leggere il documento dell&#8217;ANDU &#8220;Concorsi a ricercatore. Modica contro Modica?&#8221; del 18.2.08: <a href="http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php" target="_blank">http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php </a>20 febbraio 2008 <a href="http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article18198.html" target="_blank">http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article18198.html </a>oppure <a href="http://unimoreinform.blogspot.com/2008/02/andu-concorsi-modica-contro-modica" target="_blank">http://unimoreinform.blogspot.com/2008/02/andu-concorsi-modica-contro-modica .html </a></p>
<p>- Nota 5. Per leggere la lettera del sottosegretario Luciano Modica a Flc-Cgil, Cisl-Universita&#8217;, Uilpa-ur, del 27.2.08: <a href="http://www.flcgil.it/notizie/news/2008/marzo/il_sottosegretario_all_universi" target="_blank">http://www.flcgil.it/notizie/news/2008/marzo/il_sottosegretario_all_universita_risponde_sul_reclutamento_dei_ricercatori_universitari </a></p>
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		<title>Bloccati i concorsi a ricercatore</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Feb 2008 18:31:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[22 febbraio 2008 &#8211; ANDU Il 20 febbraio 2008 la Camera ha convertito in legge, con modifiche, il decreto-legge &#8220;milleproroghe&#8221; (Decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, &#8220;Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria&#8221;, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2007). La legge di conversione approvata dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>22 febbraio 2008 &#8211; ANDU</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Il 20 febbraio 2008 la Camera ha convertito in legge, con modifiche, il decreto-legge &#8220;milleproroghe&#8221; (Decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, &#8220;Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria&#8221;, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2007). La legge di conversione approvata dalla Camera sara&#8217; ratificata, cioe&#8217; approvata definitivamente senza modifiche, entro questo mese dal Senato.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Riportiamo in calce il testo, da noi &#8216;ricostruito&#8217; dopo le modifiche approvate, degli articoli 12 e 13 riguardanti l&#8217;Universita&#8217;. Riportiamo poi il testo &#8216;originale&#8217; di questi articoli e il testo delle modifiche approvate. La &#8216;ricostruzione&#8217; del testo potrebbe contenere imprecisioni di cui ci scusiamo anticipatamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Le novita&#8217; piu&#8217; rilevanti sono:</p>
<p style="text-align: justify;">1. il blocco dei concorsi a ricercatore banditi su fondi interamente di ateno, a partire dalla fine di questo mese e fino a quando entrera&#8217; in vigore il nuovo regolamento dei concorsi a ricercatore (nuovo comma 3 dell&#8217;art. 12); 2. si &#8216;ripristinano&#8217; due idonei, anziche&#8217; uno, nei concorsi a ordinario e ad associato (comma 2 dell&#8217;art. 12).</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ANDU ha cercato (v. nota), invano, di convincere i Deputati a non bloccare i concorsi a ricercatore. E&#8217; invece stato approvato un emendamento proposto dai deputati del PD Ghizzoni, Rusconi, Benzoni, Froner, Colasio, De Biasi, Volpini, Tocci, Tessitore, Giulietti, Villari (nuovo comma 3 dell&#8217;art. 12).</p>
<p style="text-align: justify;">La chiara volonta&#8217; di bloccare i concorsi e&#8217; stata esplicitata dall&#8217;on. Ghizzoni:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Una buona notizia.&#8221; &#8211; dichiara Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd-Ulivo in commissione Cultura alla Camera. &#8220;L&#8217;emendamento &#8211; spiega &#8211; rende validi tutti i bandi di concorso che saranno emanati entro la data di entrata in vigore della legge di conversione di tale decreto (alla fine di questo mese, ndr). I concorsi banditi entro questa data saranno svolti con le vecchie regole mentre quelli banditi successivamente si svolgeranno secondo le procedure del nuovo regolamento, di cui dovrebbe essere imminente la registrazione da parte della Corte dei Conti, che vincolera&#8217; gli oltre 3000 nuovi posti cofinanziati dal Ministero e previsti dalla Finanziaria 2007.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Nota. V. i documenti dell&#8217;ANDU &#8211; del 19.2.08 &#8220;Ai Deputati: salvate i concorsi a ricercatore&#8221;: <a href="http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article18214.html" target="_blank">http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article18214.html </a>- del 20.2.08 &#8220;La Camera sta bloccando i concorsi a ricercatore&#8221; <a href="http://unimoreinform.blogspot.com/2008/02/andu-la-camera-sta-bloccando-i-con" target="_blank">http://unimoreinform.blogspot.com/2008/02/andu-la-camera-sta-bloccando-i-con corsi.html </a></p>
<p style="text-align: justify;">NUOVO TESTO DEGLI ARTT. 12 e 13 DEL DECRETO-LEGGE DOPO LE MODICHE APPORTATE DALLA CAMERA IL 20 FEBBRAIO 2008</p>
<p style="text-align: justify;">Sezione V<br />
Universita&#8217;</p>
<p style="text-align: justify;">Articolo 12. (Disposizioni in materia di universita&#8217; ed enti di ricerca).</p>
<p style="text-align: justify;">1. Gli effetti dell&#8217;articolo 5 del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, gia&#8217; prorogati al 31 dicembre 2007 dall&#8217;articolo 1 del decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17, sono ulteriormente differiti al 31 dicembre 2008.<br />
2. In attesa della definizione ed attuazione della disciplina delle procedure di reclutamento dei professori universitari di prima e seconda fascia, fino al 31 dicembre 2008 continuano ad applicarsi, relativamente a tale reclutamento, le disposizioni della legge 3 luglio 1998, n. 210, e del decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 2000, n. 117; gli organi accademici delle universita&#8217;, nell&#8217;ambito delle rispettive competenze, possono indire, entro il 30 giugno 2008, le relative procedure di valutazione comparativa.<br />
3. Nelle more dell&#8217;attuazione del regolamento dei concorsi per ricercatore di cui all&#8217;articolo 1, comma 647, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono validi i bandi di concorso a posti di ricercatore universitario ai sensi della legge 3 luglio 1998, n. 210, emanati dalle universita&#8217; entro la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.<br />
4. Per l&#8217;anno 2008, continua ad applicarsi l&#8217;articolo 2, terzo comma, della legge 27 febbraio 1980, n. 38. A decorrere dallo stesso anno, le disposizioni di cui all&#8217;articolo 1, comma 536, primo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, si applicano anche alle amministrazioni di cui all&#8217;articolo 1, comma 643, della medesima legge n. 296 del 2006&#8243;;<br />
5. All&#8217;articolo 2, comma 429, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dopo la lettera c) e&#8217; aggiunta la seguente: &#8220;c-bis) definire, previa intesa tra la regione Basilicata e l&#8217;Universita&#8217; della Basilicata le modalita&#8217; di utilizzo da parte dell&#8217;universita&#8217; medesima di eventuali trasferimenti regionali, fermo restando il calcolo del limite del 90 per cento di cui alla lettera c), al netto dei predetti trasferimenti, ed assicurando l&#8217;assenza di effetti negativi sui saldi di finanza pubblica&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Articolo 13. (Termini per la conferma di ricercatori).</p>
<p style="text-align: justify;">1. Il termine di cui all&#8217;articolo 31, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, si applica anche ai ricercatori di cui all&#8217;articolo 19, comma 15, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, in servizio dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ferma restando la facolta&#8217; degli stessi di partecipare alle procedure di trasferimento ordinarie bandite dalle universita&#8217; per la relativa qualifica, ovvero, entro il medesimo termine, presso le amministrazioni di inquadramento, ovvero le agenzie di cui all&#8217;articolo 10 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300.</p>
<p style="text-align: justify;">Art. 13-bis. (Dotazione del fondo ordinario delle universita&#8217;).</p>
<p style="text-align: justify;">1. La dotazione finanziaria del fondo per il finanziamento ordinario delle universita&#8217; di cui all&#8217;articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, come determinata dalla tabella C allegata alla legge 24 dicembre 2007, n. 244, e&#8217; incrementata di una somma pari a 16 milioni di euro a decorrere dall&#8217;anno 2008&#8243;.</p>
<p style="text-align: justify;">_____</p>
<p style="text-align: justify;">TESTO &#8216;ORGINALE&#8217; DEGLI ARTT. 12 e 13 DEL DECRETO-LEGGE</p>
<p style="text-align: justify;">Sezione V Universita&#8217;</p>
<p style="text-align: justify;">Articolo 12. (Disposizioni in materia di universita&#8217;).</p>
<p style="text-align: justify;">1. Gli effetti dell&#8217;articolo 5 del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, gia&#8217; prorogati al 31 dicembre 2007 dall&#8217;articolo 1 del decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17, sono ulteriormente prorogati fino all&#8217;adozione del piano programmatico previsto dalla legge 24 dicembre 2007, n. 244.<br />
2. In attesa della definizione ed attuazione della disciplina delle procedure di reclutamento dei professori universitari di prima e seconda fascia, fino al 31 dicembre 2008 continuano ad applicarsi, relativamente a tale reclutamento, le disposizioni della legge 3 luglio 1998, n. 210, e del decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 2000, n. 117, fermo restando quanto previsto dall&#8217;articolo 1, comma 2-bis, del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito dalla legge 31 marzo 2005, n. 43; gli organi accademici delle universita&#8217;, nell&#8217;ambito delle rispettive competenze, possono indire, entro il 30 giugno 2008, le relative procedure di valutazione comparativa.<br />
3. Per l&#8217;anno 2008, continua ad applicarsi l&#8217;articolo 2, terzo comma, della legge 27 febbraio 1980, n. 38.</p>
<p style="text-align: justify;">Articolo 13. (Termini per la conferma di ricercatori).</p>
<p style="text-align: justify;">1. Il termine di cui all&#8217;articolo 31, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, si applica anche ai ricercatori di cui all&#8217;articolo 19, comma 15, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, in servizio dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ferma restando la facolta&#8217; degli stessi di partecipare alle procedure di trasferimento ordinarie bandite dalle universita&#8217; per la relativa qualifica.</p>
<p style="text-align: justify;">________</p>
<p style="text-align: justify;">MODIFICHE AGLI ARTT. 12 e 13 APPORTATE DALLA CAMERA IL 20 FEBBRAIO 2008</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;articolo 12:<br />
- al comma 1, le parole: &#8220;sono ulteriormente prorogati fino all&#8217;adozione del piano programmatico previsto dalla legge 24 dicembre 2007, n. 244&#8243; sono sostituite dalle seguenti: &#8220;sono ulteriormente differiti al 31 dicembre 2008&#8243;;<br />
- al comma 2, le parole: &#8220;fermo restando quanto previsto dall&#8217;articolo 1, comma 2-bis, del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito dalla legge 31 marzo 2005, n. 43&#8243; sono soppresse;<br />
- dopo il comma 2 e&#8217; aggiunto il seguente: &#8220;2-bis. Nelle more dell&#8217;attuazione del regolamento dei concorsi per ricercatore di cui all&#8217;articolo 1, comma 647, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono validi i bandi di concorso a posti di ricercatore universitario ai sensi della legge 3 luglio 1998, n. 210, emanati dalle universita&#8217; entro la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto&#8221;.<br />
- al comma 3, e&#8217; aggiunto in fine il seguente periodo: &#8220;A decorrere dallo stesso anno, le disposizioni di cui all&#8217;articolo 1, comma 536, primo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, si applicano anche alle amministrazioni di cui all&#8217;articolo 1, comma 643, della medesima legge n. 296 del 2006&#8243;;<br />
- dopo il comma 3 aggiungere il seguente: 3-bis. All&#8217;articolo 2, comma 429, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dopo la lettera c) e&#8217; aggiunta la seguente: &#8220;c-bis) definire, previa intesa tra la regione Basilicata e l&#8217;Universita&#8217; della Basilicata le modalita&#8217; di utilizzo da parte dell&#8217;universita&#8217; medesima di eventuali trasferimenti regionali, fermo restando il calcolo del limite del 90 per cento di cui alla lettera c), al netto dei predetti trasferimenti, ed assicurando l&#8217;assenza di effetti negativi sui saldi di finanza pubblica&#8221;.<br />
- alla rubrica sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: &#8220;ed enti di ricerca&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;articolo 13:<br />
- al comma 1, sono aggiunte, in fine, le parole: &#8220;ovvero, entro il medesimo termine, presso le amministrazioni di inquadramento, ovvero le agenzie di cui all&#8217;articolo 10 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300&#8243;.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo l&#8217;articolo 13 e&#8217; inserito il seguente:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Art. 13-bis. &#8211; (Dotazione del fondo ordinario delle universita&#8217;)<br />
. &#8211; 1. La dotazione finanziaria del fondo per il finanziamento ordinario delle universita&#8217; di cui all&#8217;articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, come determinata dalla tabella C allegata alla legge 24 dicembre 2007, n. 244, e&#8217; incrementata di una somma pari a 16 milioni di euro a decorrere dall&#8217;anno 2008&#8243;.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Martinotti: no ai concorsi nazionali</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2008/01/14/martinotti-no-ai-concorsi-nazionali/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Jan 2008 10:35:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[14 gennaio 2008 &#8211; ANDU Diffondiamo un messaggio inviatoci da Guido Martinotti che fa riferimento al documento dell&#8217;ANDU &#8220;Settis: &#8216;riesumati gli squalificati concorsi&#8217;&#8221; (nota 1). Il documento dell&#8217;ANDU riportava, accompagnato da un commento, l&#8217;intervento di Salvatore Settis &#8220;La fuga dei cervelli e un governo impotente&#8221; apparso su Repubblica. Al messaggio di Martinotti segue un commento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>14 gennaio 2008 &#8211; ANDU</span></p>
<p><span>Diffondiamo un messaggio inviatoci da Guido Martinotti che fa riferimento al documento dell&#8217;ANDU &#8220;Settis: &#8216;riesumati gli squalificati concorsi&#8217;&#8221; (nota 1). Il documento dell&#8217;ANDU riportava, accompagnato da un commento, l&#8217;intervento di Salvatore Settis &#8220;La fuga dei cervelli e un governo impotente&#8221; apparso su Repubblica. Al messaggio di Martinotti segue un commento dell&#8217;ANDU.</span></p>
<p><strong>Da Guido Martinotti all&#8217;ANDU</strong>:</p>
<p>&#8220;Sono perfettamente (e da sempre) d&#8217;accordo con voi: la &#8220;terza fascia&#8221; c&#8217;e&#8217; gia&#8217; e senza di essa l&#8217;Universita&#8217; italiana avrebbe cessato di funzionare da anni. Per di piu&#8217; la terza fascia e&#8217; perlopiu&#8217; composta da persone piu&#8217; competenti di associati ed ex associati (ora ordinari) che a quei posti sono arrivati per sommazione di opelegis varie. La terza fascia e&#8217; in genere formata da persone reclutate in loco con un minimo di controllo esterno: che dovrebbe essere il modello da adottare per tutti i concorsi. Ma su questo ANDU e Settis e molti altri si ostinano a sognare che il concorso cosiddetto nazionale sia la garanzia della purezza, invece che la fonte di gran parte dei mali di un sistema &#8220;rigido e corrotto&#8221; (Economist) proprio (e non malgrado) perche&#8217; incentrato su un sistema di concorsi centrali interamente controllato da lobbies. Sono cose che sono sotto gli occhi di tutti e che vado dicendo da molti anni e non mi stanco, anche se comincio a essere scoraggiato dal constatare che si continua a credere che aggiungendo circolare a codicillo, come nell&#8217;ultimo decreto sui ricercatori, si possano cambiare pratiche professionali invalse da quasi un secolo, cui tutti aderiscono. Bisogna cambiare e restituire integrita&#8217;, non formalita&#8217; al sistema. Bisogna credere in uomini e donne e smetterla di riporre le nostre speranze di riscatto nel &#8220;mentecatto burocrata&#8221; (De Finetti, 1962). GM&#8221;</p>
<p><strong>Commento dell&#8217;ANDU</strong>:</p>
<p>Guido Martinotti ci ricorda di essere da sempre d&#8217;accordo con l&#8217;ANDU sulla &#8220;terza fascia&#8221;, ma conferma di dissentire da coloro che, come l&#8217;ANDU, &#8220;si ostinano a sognare che il concorso cosiddetto nazionale sia la garanzia della purezza&#8221;. Martinotti considera invece valido l&#8217;attuale meccanismo dei concorsi a ricercatore che prevede il reclutamento &#8220;in loco con un minimo di controllo esterno: che dovrebbe essere il modello da adottare per tutti i concorsi.&#8221;</p>
<p>Il fatto e&#8217; che il &#8220;modello&#8221; che Guido Martinotti preferisce e&#8217; stato (ed e&#8217; ancora) adottato e applicato da anni &#8220;per tutti i concorsi&#8221;, anche per quelli a ordinario e ad associato. E il meccanismo della scelta finale &#8220;in loco&#8221; &#8211; sempre esistito per i concorsi a ricercatore e introdotto dalla Legge Berlinguer anche per i concorsi a ordinario e ad associato &#8211; e&#8217; stato voluto, sostenuto e difeso proprio da coloro che ritengono che solo &#8220;l&#8217;autonomia responsabile&#8221; degli Atenei possa assicurare una scelta nell&#8217;interesse generale dell&#8217;Ateneo, e non di quello dei gruppi accademici nazionali dominanti (le &#8220;lobbies&#8221;).</p>
<p>Il risultato concreto derivante dall&#8217;applicazione delle &#8216;norme locali&#8217; e&#8217; sotto gli occhi di tutti e tutti (quasi), compresi gli stessi &#8216;responsabili&#8217; di quelle norme, denunciano ora i fenomeni di nepotismo, clientelismo e localismo che si registrano sempre piu&#8217; nelle Universita&#8217; italiane. E nonostante l&#8217;acclarato e indiscusso fallimento della Legge Berlinguer (che riguardava sia i concorsi a professore, che quelli a ricercatore), incredibilmente si continua a insistere nel volere mantenere le scelte finali a livello locale.</p>
<p>Questo prevedono, infatti, la Legge Moratti, la proposta di legge Volpini e, sostanzialmente, il nuovo Regolamento dei concorsi a ricercatore. Per i concorsi a ricercatore si e&#8217; riusciti a &#8216;ritardare&#8217; il nuovo Regolamento (non entrato ancora in vigore) proprio perche&#8217; costituisce un pur timido tentativo di attenuare la cooptazione personale. Anzi in questo caso si e&#8217; riusciti a fare applicare le vecchie norme berlingueriane anche a quei concorsi per i quali per legge si sarebbero dovute applicare le nuove regole. Per i concorsi a professore si e&#8217; perfino riusciti a tornare alla pessima Legge Berlinguer, &#8216;accantonando&#8217; la Legge Moratti, evidentemente ritenuta un po&#8217; meno &#8216;sicura&#8217; per la cooptazione personale. Cosi&#8217;, in questo periodo, per tutti i concorsi si puo&#8217; esercitare la &#8216;purissima&#8217; cooptazione personale, a parole da tutti criticata.</p>
<p>Siamo sempre piu&#8217; convinti che la proposta dell&#8217;ANDU di riforma delle modalita&#8217; di formazione, reclutamento e avanzamento dei docenti universitari (qui in calce riportata), sia la piu&#8217; idonea a debellare l&#8217;uso privatistico delle risorse pubbliche che connota l&#8217;accademia italiana. In particolare, la proposta dell&#8217;ANDU prevede, per il reclutamento (concorsi) e per l&#8217;avanzamento di carriera (giudizi), la costituzione di commissioni nazionali che &#8220;devono essere interamente e &#8216;direttamente&#8217; SORTEGGIATE e composte di soli ordinari.&#8221; E questo proprio per impedire un &#8220;sistema di concorsi centrali interamente controllato da lobbies&#8221;.</p>
<p>La proposta dell&#8217;ANDU e&#8217; sostanzialmente quella avanzata nel 1998, in alternativa alla Legge Berlinguer. E&#8217; utile ricordare che il 27 giugno 1998, PRIMA dell&#8217;approvazione della Legge Berlinguer, avevamo scritto: &#8220;Con questa legge i concorsi locali ad ordinario e ad associato risulteranno una finzione come da sempre lo sono quelli a ricercatore. Localismo, nepotismo e clientelismo, gia&#8217; ampiamente esercitati nei concorsi per l&#8217;ingresso nella docenza, saranno praticati anche nell&#8217;avanzamento nella carriera, in misura di gran lunga superiore a quanto sperimentato con gli attuali meccanismi concorsuali&#8221; (&#8220;Universita&#8217; Democratica&#8221;, n. 162-163, p. 5).</p>
<p>E nel dicembre 1998, poco dopo l&#8217;approvazione della Legge Berlinguer, avevamo aggiunto: &#8220;ora anche la carriera deve essere decisa attraverso una cooptazione personale da parte di quelli che una volta si chiamavano baroni ed e&#8217; ad essi che bisognera&#8217; affidarsi, con adeguati comportamenti anche umani, per vincere concorsi che sono considerati, non a torto, una mera perdita di tempo, un fastidioso ritardo all&#8217;attuazione di una scelta gia&#8217; operata&#8221; (&#8220;Universita&#8217; Democratica&#8221;, n. 168-169, p. 7).</p>
<p>Ma allora, come al solito, vinse l&#8221;opinione pubblica&#8217;, cioe&#8217; coloro (De Rienzo, Panebianco, Eco, Schiavone, Pera), che hanno potuto accedere alla &#8216;grande&#8217; stampa e che, con la sola eccezione di Tranfaglia, hanno &#8216;supportato&#8217; l&#8217;approvazione della Legge Berlinguer. Marcello Pera in quella occasione ci ha pure &#8216;scherzato&#8217; sopra, dichiarando entusiasta: &#8220;Finalmente abbiamo un bel ministro di destra. Proprio quello che ci voleva!&#8221; Consigliamo a tutti la (ri)lettura delle posizioni espresse dall&#8221;opinione pubblica&#8217; di allora (v. nel documento dell&#8217;ANDU &#8220;Le &#8216;novita&#8221; di Mussi. La solita &#8216;storia&#8217; dell&#8217;autonomia&#8221;, nota 2).</p>
<p>- Nota 1. Per leggere il documento dell&#8217;ANDU &#8220;Settis: &#8216;riesumati gli squalificati concorsi&#8217;&#8221;: <a href="http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article17739.html" target="_blank">http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article17739.html </a><br />
- Nota 2. Per leggere il documento dell&#8217;ANDU &#8220;Le &#8216;novita&#8221; di Mussi. La solita &#8216;storia&#8217; dell&#8217;autonomia&#8221;: <a href="http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php" target="_blank">http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php </a>29 gennaio 2007 oppure <a href="http://unimoreinform.blogspot.com/2007/01/le-novitadi-mussi.html" target="_blank">http://unimoreinform.blogspot.com/2007/01/le-novitadi-mussi.html </a></p>
<p>PROPOSTA DELL&#8217;ANDU PER LA RIFORMA DELLA DOCENZA UNIVERSITARIA</p>
<p>Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico, articolato in tre fasce con uguali mansioni.<br />
Ingresso (v. specificazioni sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita&#8217; nazionale individuale (a numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l&#8217;ulteriore chiamata della Facolta&#8217; dove il docente gia&#8217; lavora e continuera&#8217; a lavorare.<br />
Per il passaggio di fascia e&#8217; indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali.<br />
Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere interamente e &#8216;direttamente&#8217; sorteggiate e composte di soli ordinari.<br />
Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un&#8217;unica figura definita da una legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita&#8217;, ferie, contributi pensionistici) e liberta&#8217; di ricerca, con un numero di posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza.<br />
Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell&#8217;attuale giungla di figure precarie. Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore, prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta&#8217; e l&#8217;accesso ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.<br />
Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali. Specificazioni sul reclutamento.<br />
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, &#8216;concentrando&#8217;, con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali.<br />
La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a sedi diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti.<br />
Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita&#8217; didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.</p>
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		<title>Settis: &#8220;riesumati gli squalificati concorsi&#8221;</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2008/01/10/settis-riesumati-gli-squalificati-concorsi/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 11:59:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[10 gennaio 2008 &#8211; Andu Riportiamo l&#8217;interessante intervento di Salvatore Settis &#8220;La fuga dei cervelli e un governo impotente&#8221;, pubblicato su Repubblica del 9 gennaio 2008. Condividiamo la dura critica di Settis alla scelta del Governo di &#8220;riesumare gli squalificati concorsi secondo la legge Berlinguer del 1998, pilotati in sede locale onde garantire (nel 90% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>10 gennaio 2008 &#8211; Andu</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Riportiamo l&#8217;interessante intervento di Salvatore Settis &#8220;La fuga dei cervelli e un governo impotente&#8221;, pubblicato su Repubblica del 9 gennaio 2008.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Condividiamo la dura critica di Settis alla scelta del Governo di &#8220;riesumare gli squalificati concorsi secondo la legge Berlinguer del 1998, pilotati in sede locale onde garantire (nel 90% dei casi) la vittoria del candidato locale&#8221;. Su questa questione l&#8217;ANDU ha gia&#8217; diffuso un suo documento (v. &#8220;Concorsi. Il disastro di Mussi&#8221;, nota).</p>
<p style="text-align: justify;">Non condividiamo invece l&#8217;invito di Salvatore Settis al Ministro ad &#8220;agire sulla legge Moratti (che quanto meno de-localizza i concorsi) a livello regolamentare, correggendone le storture mediante un prima applicazione sperimentale che, tenendo conto delle esperienze europee, includa commissari anche non italiani&#8221;. Non si puo&#8217; chiedere al Ministro di continuare a operare con &#8216;regolamenti-legge&#8217; che, come nel caso del Regolamento dei concorsi a ricercatore e di quello dell&#8217;ANVUR, consentono importanti modifiche normative che dovrebbero essere di competenza parlamentare. Peraltro tali strumenti, come nel caso dei Regolamenti citati, non ne assicurano nemmeno una tempestiva entrata in vigore. Nel merito, la legge Moratti, che continua a non distinguere tra reclutamento e avanzamento nella carriera dei docenti universitari, non de-localizza affatto i concorsi, il cui esito finale rimane nelle mani dell&#8221;autonomia locale&#8217;, cioe&#8217; del &#8216;maestro&#8217; che sostanzialmente continuera&#8217; ad assicurarsi &#8220;la vittoria del (&#8216;suo&#8217;) candidato locale&#8221;. Quello che invece occorre, nell&#8217;ambito di &#8220;un incisivo progetto culturale e politico&#8221;, e&#8217; farla veramente finita con la cooptazione personale e, per questo, riteniamo sempre piu&#8217; valida la proposta di riforma della docenza avanzata da tempo dall&#8217;ANDU, riportata in calce.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche in questo suo intervento, Salvatore Settis non manca di rivolgere la sua critica alla introduzione della &#8220;terza fascia&#8221;. Il fatto e&#8217; che Settis si ostina a non volere prendere atto che la &#8220;terza fascia&#8221; non puo&#8217; essere introdotta perche&#8217; essa c&#8217;e&#8217; gia&#8217; da anni. Da anni, infatti, i ricercatori universitari svolgono attivita&#8217; didattica e di ricerca come gli altri professori. Si tratta di riconoscere finalmente questa realta&#8217;, trasformando l&#8217;attuale ruolo dei ricercatori nella terza fascia di professore.</p>
<p style="text-align: justify;">Nota. Per leggere il documento dell&#8217;ANDU &#8220;Concorsi. Il disastro di Mussi&#8221; del 3.1.08: <a href="http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php" target="_blank">http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php </a>07 gennaio 2008 oppure <a href="http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article17683.html" target="_blank">http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article17683.html </a></p>
<p style="text-align: justify;">Da Repubblica del 9 gennaio 2008: &#8220;La fuga dei cervelli e un governo impotente&#8221; di Salvatore Settis</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;assegnazione appena annunciata dei primi fondi di ricerca del Consiglio Europeo delle Ricerche (ERC) merita una seria riflessione. Quello di ERC e&#8217; il piu&#8217; innovativo meccanismo per la ricerca in Europa, basato esclusivamente sul merito e garantito da una rigorosa peer review; e se quest&#8217;anno il bando (riservato ai giovani, entro nove anni dal dottorato) era di 300 milioni di euro, i bandi successivi cresceranno di anno in anno fino a coprire la cifra complessiva di sette miliardi e mezzo di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;analisi dei risultati dei concorrenti italiani e&#8217; la miglior cartina di tornasole per giudicare lo stato della ricerca e dell&#8217;universita&#8217; in Italia, la cui crisi (irreversibile?) e&#8217; sotto gli occhi di tutti. Il confronto con l&#8217;Europa e&#8217; vitale per capire di che morte sta morendo la nostra universita&#8217;. Per questo primo bando ERC si e&#8217; avuto un numero altissimo di domande, oltre 9000, distribuite fra i vari Paesi in modo ineguale. Solo 300 i vincitori, appena uno su trenta (non si tratta di borse di studio, ma di fondi di ricerca che possono raggiungere i 2 milioni a testa). Nella lista dei concorrenti, l&#8217;Italia figurava al primo posto (1600 domande contro le 1000 della Germania, le 800 della Gran Bretagna, le 600 della Francia).</p>
<p style="text-align: justify;">Buon segno? No. Se tanti ricercatori italiani si sono rivolti all&#8217;Europa, e&#8217; perche&#8217; possono contare in Italia su risorse misere, a confronto di quelle dei loro colleghi tedeschi, olandesi, francesi. Ma alla prova dei fatti quale e&#8217; la percentuale di successo degli italiani? Su 300 vincitori, gli italiani sono 35, contro 40 tedeschi, 32 francesi, 30 inglesi. Risultato comunque notevole: l&#8217;Italia, prima per numero di domande, e&#8217; seconda in Europa per numero di vincitori. Anzi, se si guarda alla &#8220;pattuglia di testa&#8221; (i 53 ricercatori che hanno avuto il punteggio massimo, 10 su 10), l&#8217;Italia e&#8217; prima con 9 vincitori contro i 7 di Regno Unito e Germania, i 6 di Francia e Spagna Dunque: l&#8217;Italia ha offerto a questi studiosi (eta&#8217; media: 35 anni) un adeguato ambiente di ricerca.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questa immagine positiva si capovolge se si guarda al futuro. Proprio perche&#8217; cosi&#8217; altamente selezionati, le scelte che i vincitori stanno facendo sono molto significative. La piu&#8217; importante di queste scelte e&#8217; dove essi intendono svolgere la propria ricerca, portandosi dietro in &#8220;dote&#8221; i fondi ERC (mediamente, un milione di euro a testa). Ed e&#8217; qui che l&#8217;Italia subisce una pesante sconfitta. Dei 35 vincitori italiani, solo 22 resteranno in Italia, gli altri 13 se ne vanno in Paesi con migliori strutture di ricerca, e dall&#8217;estero ne arrivano solo 3 (due polacchi e un norvegese). Il confronto con la Gran Bretagna e&#8217; devastante: dei 30 vincitori inglesi, 24 restano nel Regno Unito; ma ad essi si aggiungono ben 34 ricercatori di altri Paesi (tra cui 6 italiani) che hanno scelto di trasferirsi in Gran Bretagna. Per citare solo un altro caso, in Francia restano 27 vincitori francesi su 32, ma ne arrivano altri 12 da altri Paesi (tra cui 2 italiani). Insomma l&#8217;Italia, prima per numero di domande e seconda per numero di vincitori, precipita al settimo posto fra i Paesi che ospiteranno queste ricerche, sorpassata non solo da Gran Bretagna, Francia e Germania, ma anche dall&#8217;Olanda, ed eguagliata da Spagna e Israele (Paese associato all&#8217;Unione Europea per la ricerca). Peggio ancora se guardiamo alla &#8220;pattuglia di testa&#8221; dei vincitori col massimo punteggio: dei 9 italiani, ben 4 lasciano l&#8217;Italia per Inghilterra, Francia e Olanda.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi numeri sono eloquenti. Per una volta, data la severa selezione che ha portato da 9167 domande a 300 vincitori, i numeri parlano in termini di qualita&#8217;, non solo di quantita&#8217;. Ci dicono un&#8217;amara verita&#8217;: l&#8217;Italia non attrae come ambiente di ricerca, i nostri giovani migliori non hanno fiducia nel proprio Paese, gli stranieri non considerano l&#8217;Italia fra le proprie opzioni. Abbiamo formato ottimi studiosi, ma li spingiamo ad andarsene. In questo saldo negativo, non e&#8217; solo l&#8217;immagine del Paese che si annebbia, ma e&#8217; il suo futuro, l&#8217;indirizzo delle sue politiche, dei suoi investimenti, dello sviluppo (o mancanza di sviluppo) che ci attende. Di una situazione tanto drammatica, il Governo non si mostra consapevole.</p>
<p style="text-align: justify;">La Finanziaria 2008 comporta un ulteriore calo dello stanziamento per le universita&#8217;, che si estende anche al 2009 e al 2010: una de&#8217;bacle che ci lascia drammaticamente lontani dall&#8217;Europa, salvando a stento la spesa corrente e marginalizzando la ricerca. Ecco perche&#8217;, dei 35 progetti vincitori italiani, ben 30 vengono da centri di ricerca o da Atenei particolari (Normale, Bocconi), solo 5 da dipartimenti universitari (Padova, Parma, Roma 1, Firenze, Napoli 1).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma c´e&#8217; di peggio: dopo due anni di incomprensibile blocco dei concorsi per professore universitario, tutto quello che il Consiglio dei Ministri ha saputo fare (il 28 dicembre) e&#8217; riesumare gli squalificati concorsi secondo la legge Berlinguer del 1998, pilotati in sede locale onde garantire (nel 90% dei casi) la vittoria del candidato locale, senza alcun rispetto per il merito.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il decreto &#8220;milleproroghe&#8221;, la mesta riesumazione di questa legge-cadavere varrebbe per un solo anno, ma e&#8217; difficile crederlo. Se ci son voluti venti mesi di governo Prodi per rispolverare una normativa pessima senza cambiarne una virgola, quanti anni ci vorranno per inventarne una nuova? Intanto si aggirano fra Camera e Senato alcuni disegni di legge che gareggiano fra loro negli sciatti garantismi della promozione sul campo, dell&#8217;ope legis, delle terze e quarte fasce, del trionfo dell&#8217;anzianita&#8217; sul merito (ne ho scritto in questo giornale il 5 settembre e il 30 ottobre).</p>
<p style="text-align: justify;">In queste condizioni, l&#8217;emorragia dei migliori non solo continuera&#8217;, ma e&#8217; destinata ad accentuarsi. Intanto da oltre un anno, nonostante le assicurazioni in contrario, non si e&#8217; riaperto il bando per il &#8220;rientro dei cervelli&#8221;, che richiede qualche aggiustamento ma e&#8217; indispensabile per correggere, sia pure marginalmente, il saldo negativo, la fuga dei cervelli dall&#8217;Italia. E´ indicativo che in risposta al bando ERC tornino in Europa dall&#8217;America vincitori tedeschi, inglesi, francesi, spagnoli, finlandesi, svedesi, ma nemmeno un italiano: tanta e&#8217; la perdita di credibilita&#8217; del Paese sul fronte del &#8220;rientro dei cervelli&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ministro Mussi e&#8217; capace di grande lungimiranza, come ha mostrato con la nomina di Luciano Maiani a presidente del CNR dopo una preselezione secondo i migliori standard internazionali. Si stenta a credere che egli possa accontentarsi, dopo due anni di paralisi dei concorsi, della miserevole soluzione che il Governo (stremato, si puo&#8217; supporre, dalla maratona della Finanziaria) ha varato fra Natale e Capodanno.</p>
<p style="text-align: justify;">E´ di moda accusare gli accademici di autoreferenzialita&#8217;: ma non c´e&#8217; nulla di piu&#8217; auto-referenziale di questo ritorno al passato, quasi che esistano al mondo due soli modelli di universita&#8217;, targati rispettivamente Berlinguer e Moratti. Viceversa, era ed e&#8217; ancora possibile agire sulla legge Moratti (che quanto meno de-localizza i concorsi) a livello regolamentare, correggendone le storture mediante una prima applicazione sperimentale che, tenendo conto delle esperienze europee, includa commissari anche non italiani (secondo le intenzioni dichiarate dallo stesso Mussi). Se cosi&#8217; non sara&#8217;, i concorsi localistici che mortificano il merito scacceranno dall&#8217;Italia i giovani migliori, saranno una barriera impenetrabile per gli studiosi stranieri, renderanno irreversibile il processo di marginalizzazione e provincializzazione della nostra universita&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;">La politica dello struzzo a cui assistiamo con sgomento puo&#8217; solo condurre la ricerca e l&#8217;universita&#8217; italiana alla rovina. E´ troppo sperare che il Governo risponda a questo drammatico problema non con ulteriori placebo, ma con un incisivo progetto culturale e politico?&#8221;</p>
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		<title>Ministero: confronto a numero chiuso</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2007/12/13/ministero-confronto-a-numero-chiuso/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 11:42:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[13 dicembre 2007 &#8211; ANDU Riportiamo in calce il comunicato di FLC-Cgil, CISL-Universita&#8217; e UIL-PAUR di denuncia del grave comportamento tenuto dal Ministero che ha imposto &#8211; per la prima volta da decenni &#8211; la contingentazione del numero dei rappresentanti con cui avere un confronto. L&#8217;ANDU ha piu&#8217; volte denunciato il fatto che il ministro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>13 dicembre 2007 &#8211; ANDU</span></p>
<p><span>Riportiamo in calce il comunicato di FLC-Cgil, CISL-Universita&#8217; e UIL-PAUR di denuncia del grave comportamento tenuto dal Ministero che ha imposto &#8211; per la prima volta da decenni &#8211; la contingentazione del numero dei rappresentanti con cui avere un confronto.</span></p>
<p>L&#8217;ANDU ha piu&#8217; volte denunciato il fatto che il ministro Fabio Mussi ha &#8216;superato&#8217; tutti i suoi predecessori in materia di relazioni sindacali. Egli infatti, all&#8217;inizio del suo mandato, ha impiegato ben quattro mesi per accogliere la richiesta di incontro avanzata dalle Organizzazioni della docenza e successivamente, nonostante si fosse impegnato a un confronto serrato su tutte le questioni universitarie, ha smesso da mesi di incontrarre le stesse Organizzazioni.</p>
<p>L&#8217;ANDU ha anche recentemente ricordato l&#8217;invito rivolto al Ministro, da parte di ADU, ANDU, APU, AURI, CISAL-Universita&#8217;, CISL-Universita&#8217;, CNRU, CNU, FIRU, FLC-CGIL, SNALS-Universita&#8217;, SUN e UILPA-UR, &#8220;a ripristinare con urgenza il corretto e utile metodo di confronto con le Organizzazioni Sindacali e le Associazioni della docenza gia&#8217; adottato in precedenti occasioni.&#8221;</p>
<p>A questo proposito, l&#8217;ANDU ha anche segnalato che la CISL-Universita&#8217; ha recentemente criticato il Ministro scrivendo: &#8220;Aveva promesso confronti continui e tavoli tecnici con le OO.SS. per attivare una concertazione propositiva e utile per il miglioramento del sistema universitario. Ma di tutto questo niente e, in piu&#8217;, risulta perfino difficile avere un incontro degno di questo nome.&#8221;</p>
<p>Sulla questione del precariato universitario, l&#8217;ANDU ha gia&#8217; espresso anche in occasione della Finanziaria 2008 la sua proposta, che qui si riporta:</p>
<p>&#8220;Rimarchiamo come ancora una volta venga completamente disattesa la questione urgente e intollerabile del precariato nell&#8217;Universita&#8217;. Ormai da anni chiediamo &#8211; inascoltati &#8211; il bando, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di almeno 20.000 posti di terza fascia, con la cancellazione dell&#8217;attuale giungla di figure precarie, prevedendo un periodo pre-ruolo MASSIMO (senza alcuna possibilita&#8217; di rinnovo!) di 3 anni in un&#8217;unica figura definita da una legge che stabilisca adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita&#8217;, ferie, contributi pensionistici) e liberta&#8217; di ricerca, con un numero di posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza. Le commissioni per accedere in questa figura devono essere nazionali e composte di soli ordinari tutti sorteggiati, escludendo gli appartenenti all&#8217;Ateneo che ha bandito i posti.&#8221;</p>
<p>==========</p>
<p>&#8220;FLC Cgil &#8211; CISL Universita&#8217; &#8211; UIL PA UR Segreterie Generali</p>
<p>Comunicato</p>
<p>Le Segreterie nazionali di FLC Cgil, CISL Universita&#8217;, UIL PA UR denunciano il pesante comportamento del Ministro dell&#8217;Universita&#8217; e della Ricerca.</p>
<p>Il sit in indetto dalle Organizzazioni sindacali per protestare contro l&#8217;esclusione dell&#8217;universita&#8217; dal processo di stabilizzazione ha visto la partecipazione di lavoratori precari provenienti da diverse sedi universitarie.</p>
<p>Alla richiesta delle Organizzazioni sindacali di essere ricevute con una delegazione minimamente rappresentativa delle lavoratrici e dei lavoratori precari, il ministero ha risposto con un atteggiamento di chiusura, stabilendo che solo 5 persone incontrassero il capo di gabinetto.</p>
<p>Le Segreterie nazionali denunciano tale comportamento, gravemente lesivo della correttezza nelle relazioni con il sindacato e i lavoratori, rilevando come per la prima volta viene imposto un numero cosi&#8217; esiguo alla delegazione di parte sindacale.</p>
<p>Un comportamento quello del ministero assolutamente ingiustificato e inaccettabile soprattutto da parte di chi dichiara di fare del confronto la strada maestra della propria azione politica.</p>
<p>A fronte di questa ingiustificata chiusura, unitariamente e&#8217; stato deciso che fossero isoli lavoratori precari ad incontrare i rappresentanti del ministro.</p>
<p>A fine incontro i lavoratori precari hanno riferito della chiara e determinata volontà politica del ministero di escludere dalle stabilizzazioni previste dal disegno di legge finanziaria il personale docente e ricercatore dell&#8217;universita&#8217;, in tal modo negando qualunque valore a precedenti forme di valutazione comparativa di natura selettiva.</p>
<p>Il ministero con questa posizione, oltre a riecheggiare quella espressa dalla CRUI, smentisce se stesso rispetto agli impegni assunti nei confronti delle organizzazioni sindacali nei mesi scorsi, a fronte della proposta di convertire in contratti a termine le attuali forme di lavoro precarie e, successivamente ad una valutazione, in contratti a tempo indeterminato.</p>
<p>I docenti e ricercatori precari saranno così l&#8217;unica categoria di lavoratori della pubblica amministrazione esclusa delle stabilizzazioni a fronte di un reclutamento straordinario, tanto sbandierato dal ministero quanto assolutamente inconsistente nei numeri.</p>
<p>Le Organizzazioni sindacali chiedono che il ministro receda da tale decisione e si impegni a porre fine a questa inaccettabile e ingiustificabile discriminazione.</p>
<p>Roma, 11 dicembre 2007&#8243;</p>
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		<item>
		<title>Dottorato. Vera riforma?</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 19:26:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[11 dicembre 2007 &#8211; ANDU La riforma del dottorato di ricerca e&#8217; attesa da molti anni. In Italia il dottorato e&#8217; stato di tutto. Soprattutto e&#8217; stato il primo gradino del reclutamento alla docenza, ovvero il primo tratto di un lungo periodo di precariato, ovvero il primo passo compiuto dal &#8216;maestro&#8217; per avviare la cooptazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>11 dicembre 2007 &#8211; ANDU</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>La riforma del dottorato di ricerca e&#8217; attesa da molti anni. In Italia il dottorato e&#8217; stato di tutto. Soprattutto e&#8217; stato il primo gradino del reclutamento alla docenza, ovvero il primo tratto di un lungo periodo di precariato, ovvero il primo passo compiuto dal &#8216;maestro&#8217; per avviare la cooptazione personale del &#8216;suo&#8217; allievo. &#8216;Coerentemente&#8217; i meccanismi di accesso al dottorato sono stati finora lasciati alla totale autonomia degli Atenei, cioe&#8217; del singolo &#8216;maestro&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;importanza della materia e la sua stessa &#8216;natura&#8217; richiederebbero che la riforma del dottorato avvenisse con una specifica legge e non con un &#8216;semplice&#8217; Regolamento ministeriale (nota 1) che, come nel caso delle nuove modalita&#8217; concorsuali dei ricercatori e come nel caso dell&#8217;ANVUR, diventa strumento per &#8216;veicolare&#8217; contenuti elaborati da una ristretta e potente &#8216;cerchia&#8217; di professori e comporta tempi di emanazione indefiniti, con &#8216;forzature&#8217; anche di tipo giuridico.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualsiasi riforma del dottorato italiano deve porsi prioritariamente l&#8217;obiettivo di non consentire piu&#8217; una selezione imperniata sulla spartizione dei posti tra i &#8216;maestri&#8217;. Per questo e&#8217; necessario decidere a livello nazionale modalita&#8217; di accesso al dottorato che impediscano la cooptazione personale. Inoltre per le verifiche finali vanno previste commissioni interamente nazionali, che dovrebbero essere costituite solo da ordinari estratti a sorte, escludendo gli appartenenti all&#8217;Ateneo.</p>
<p style="text-align: justify;">E sempre a livello nazionale, anche per &#8216;sostanziare&#8217; il valore legale del titolo di dottore di ricerca, dovrebbero essere definiti tutti quegli aspetti che invece lo Schema ministeriale del Regolamento lascia nelle mani (la famigerata &#8220;autonomia responsabile&#8221;!) dei singoli Atenei (art. 5 dello Schema di Regolamento).</p>
<p style="text-align: justify;">Va invece salvaguardata, anzi finalmente seriamente realizzata, quell&#8217;autonomia del Sistema nazionale delle Universita&#8217; che assicuri, all&#8217;inizio e in seguito, la qualita&#8217; dei dottorati. Invece nello Schema ministeriale di Regolamento si espropria l&#8217;Universita&#8217; italiana della sua autonomia attribuendo all&#8217;ANVUR l&#8217;immenso e improprio potere di deliberare &#8220;in merito all&#8217;accreditamento&#8221; e all&#8217;&#8221;eventuale ritiro dell&#8217;accreditamento medesimo&#8221; delle Scuole di dottorato (comma 2 dell&#8217;art. 4 dello Schema di Regolamento).</p>
<p style="text-align: justify;">Tali compiti devono essere affidati al CUN (al quale gia&#8217; compete l&#8217;esame dei corsi relativi ai primi due livelli della formazione universitaria), anche per il fatto che &#8220;il corso di dottorato di ricerca costituisce il terzo livello della formazione universitaria&#8221; (comma 2 dell&#8217;art. 1 dello Schema di regolamento), Solo a queste condizioni possono risultare realmente positive le innovazioni previste dallo Schema ministeriale. Ci riferiamo soprattutto alla definizione del dottorato come &#8220;terzo livello della formazione universitaria&#8221;, alla istituzione delle &#8220;Scuole di dottorato&#8221; e alla eliminazione della figura del dottorando senza borsa.</p>
<p style="text-align: justify;">In seguito formuleremo piu&#8217; dettagliate osservazioni e proposte sulla Riforma del dottorato, che presenteremo e illustreremo anche al ministro Fabio Mussi, qualora decidesse di accettare l&#8217;invito di ADU, ANDU, APU, AURI, CISAL-Universita&#8217;, CISL-Universita&#8217;, CNRU, CNU, FIRU, FLC-CGIL, SNALS-Universita&#8217;, SUN e UILPA-UR &#8220;a ripristinare con urgenza il corretto e utile metodo di confronto con le Organizzazioni Sindacali e le Associazioni della docenza gia&#8217; adottato in precedenti occasioni.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">A questo proposito la CISL-Universita&#8217; ha recentemente criticato il Ministro scrivendo: &#8220;Aveva promesso confronti continui e tavoli tecnici con le OO.SS. per attivare una concertazione propositiva e utile per il miglioramento del sistema universitario. Ma di tutto questo niente e, in piu&#8217;, risulta perfino difficile avere un incontro degno di questo nome.&#8221; (dalla &#8220;Lettera aperta: la CISL Universita&#8217; si congratula con il ministro Mussi&#8221;, v. nota 2).</p>
<p style="text-align: justify;">Per chiudere un&#8217;osservazione &#8216;a margine&#8217;. Al comma 3 dell&#8217;art. 5 dello Schema ministeriale di Regolamento si legge: &#8220;L&#8217;attivita&#8217; didattica svolta dai professori e ricercatori universitari nell&#8217;ambito dei corsi di dottorato concorre all&#8217;adempimento degli obblighi di cui all&#8217;articolo 1, comma 16, della legge 4 novembre 2005, n. 230.&#8221; E&#8217; certamente giusto considerare l&#8217;attivita&#8217; svolta dai docenti nei dottorati alla stregua di quella svolta negli altri due livelli della formazione universitaria. Questo pero&#8217; non autorizza a forzare o a &#8216;inventare&#8217; le norme di legge. Infatti, il comma 16 dell&#8217;art. 1 della Legge 230/05 non riguarda affatto i ricercatori e si</p>
<p style="text-align: justify;">Nota 1. Per il testo dello &#8220;Schema di regolamento recante &#8216;criteri generali per disciplina del dottorato di ricerca&#8217;&#8221; <a href="http://www.miur.it/Miur/UserFiles/Notizie/2007/Schema_decreto_dottorato.pdf" target="_blank">http://www.miur.it/Miur/UserFiles/Notizie/2007/Schema_decreto_dottorato.pdf </a></p>
<p style="text-align: justify;">Nota 2. Per leggere la &#8220;Lettera aperta: la CISL Universita&#8217; si congratula con il ministro Mussi&#8221;: <a href="http://www.universita.cisl.it/faprogetti/news2.asp?nyhetsID=686" target="_blank">http://www.universita.cisl.it/faprogetti/news2.asp?nyhetsID=686 </a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>DDL terza fascia?</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Oct 2007 11:51:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[29 ottobre 2007 &#8211; ANDU All&#8217;on. Fabio Mussi, ministro dell&#8217;UR OGGETTO: Richiesta chiarimento su DDL terza fascia Abbiamo letto nell&#8217;articolo &#8220;Mussi: i professori in pensione a 70 anni&#8221;, apparso a pag. 36 del Sole 24-ore di oggi, che &#8220;entro la fine di ottobre, Mussi presentera&#8217; in Consiglio dei ministri un disegno di legge che riguardera&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>29 ottobre 2007 &#8211; ANDU</span></p>
<p><span>All&#8217;on. Fabio Mussi, ministro dell&#8217;UR</span></p>
<p><span>OGGETTO: Richiesta chiarimento su DDL terza fascia</span></p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo letto nell&#8217;articolo &#8220;Mussi: i professori in pensione a 70 anni&#8221;, apparso a pag. 36 del Sole 24-ore di oggi, che &#8220;entro la fine di ottobre, Mussi presentera&#8217; in Consiglio dei ministri un disegno di legge che riguardera&#8217; i professori inseriti nella cosiddetta terza fascia (si tratta dei ricercatori universitari di ruolo) e i fuori ruolo (vale a dire i docenti di eta&#8217; compresa fra i 72 e 75 anni).&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Certamente quanto sopra riportato non puo&#8217; significare che Lei presentera&#8217; &#8220;entro la fine di ottobre&#8221; un disegno di legge per l&#8217;istituzione della terza fascia dei professori, dato che Lei ha piu&#8217; volte assunto l&#8217;impegno di ascoltare l&#8217;ANDU e le altre Organizzazioni della docenza PRIMA di farlo. Una consultazione per la quale non abbiamo ancora ricevuto alcuna convocazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Le ricordiamo che l&#8217;ANDU da anni chiede un intervento legislativo per la trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia dei professori e che su questa questione abbiamo elaborato una nostra precisa proposta, che finora non ci e&#8217; stato possibile illustrarle direttamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo convinti che solo confrontandosi tempestivamente con le rappresentanze universitarie e solo informando e coinvolgendo il mondo universitario e&#8217; possibile arrivare a un provvedimento condiviso e utile all&#8217;Universita&#8217; statale. Certi della sua disponibilita&#8217;, attendiamo un suo chiarimento in merito. Con i piu&#8217; distinti saluti. 26 ottobre 2007</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Esecutivo nazionale dell&#8217;ANDU</p>
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		<title>Universita&#8217; all&#8217;osso</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Sep 2007 19:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[11 settembre 2007 &#8211; ANDU Riportiamo l&#8217;intervento di Luca Tomassini &#8220;L&#8217;universita&#8217; ridotta all&#8217;osso&#8221;, comparso sul Manifesto del 9 settembre 2007, che analizza lo stato dell&#8217;Universita&#8217; italiana. L&#8217;Universita&#8217; si trova impantanata anche a causa della &#8216;politica dell&#8217;apparire&#8217; del ministro Mussi che non ha voluto confrontarsi seriamente con le proposte avanzate da anni dalle Organizzazioni della docenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>11 settembre 2007 &#8211; ANDU</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Riportiamo l&#8217;intervento di Luca Tomassini &#8220;L&#8217;universita&#8217; ridotta all&#8217;osso&#8221;, comparso sul Manifesto del 9 settembre 2007, che analizza lo stato dell&#8217;Universita&#8217; italiana.</span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Universita&#8217; si trova impantanata anche a causa della &#8216;politica dell&#8217;apparire&#8217; del ministro Mussi che non ha voluto confrontarsi seriamente con le proposte avanzate da anni dalle Organizzazioni della docenza e, in particolare, con quelle dell&#8217;ANDU riguardanti la docenza e l&#8217;organizzazione dell&#8217;Universita&#8217; (v. in calce). La &#8216;crisi&#8217; della politica universitaria di Mussi e&#8217; stata recentemente &#8216;ratificata&#8217; dal decreto-legge (v. nota) che &#8216;dirotta&#8217; sull&#8217;Ffo i fondi destinati dalla Finanzia 2007 per il bando, entro quest&#8217;anno, di 2000 posti aggiuntivi di ricercatore, con concorsi da espletare impiegando nuove regole. Una scelta questa legata al fatto che non e&#8217; stato ancora emanato il decreto ministeriale di riforma dei meccanismi concorsuali che per mesi il Ministro, in Tv e sui giornali, ha piu&#8217; volte annunciato come imminente.</p>
<p style="text-align: justify;">- Nota. Per leggere l&#8217;art. 3 (&#8220;Disposizioni urgenti per l&#8217;assunzione di ricercatori&#8221;) del decreto-legge contenente &#8220;Disposizioni urgenti per assicurare l&#8217;ordinato avvio dell&#8217;anno scolastico 2007-2008&#8243;, varato il 5 settembre 2007 dal Consiglio dei ministri:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://unimoreinform.blogspot.com/2007/09/andu-ddl-ricercatori-rc-su-docenza" target="_blank">http://unimoreinform.blogspot.com/2007/09/andu-ddl-ricercatori-rc-su-docenza .html </a></p>
<p style="text-align: justify;">Dal Manifesto del 9 Settembre 2007: &#8220;L&#8217;universita&#8217; ridotta all&#8217;osso LUCA TOMASSINI</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Quello che e&#8217; certo e&#8217; che non abbiamo tempo&#8221;. Cosi&#8217; arringava, ancora fresco di nomina, alla Commissione Cultura della Camera il ministro dell&#8217;universita&#8217; Fabio Mussi. Quasi due anni sono passati e quasi nulla e&#8217; stato fatto, con l&#8217;eccezione di alcuni interventi per correggere le piu&#8217; vistose storture provocate dalla riforma di Luigi Berlinguer.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima dell&#8217;estate Mussi ha annunciato un accordo con il ministro Padoa-Schioppa, teorico massimo dell&#8217;induzione di &#8220;comportamenti virtuosi&#8221; tramite strangolamento monetario. Si chiama &#8220;Patto tra governo e universita&#8217;&#8221; &#8211; ma forse sarebbe il caso di chiamarlo &#8220;Accordo tra governo e rettori&#8221; &#8211; ed e&#8217; stato proprio in questi giorni ripreso nelle sei striminzite paginette che il &#8220;Libro verde sulla spesa pubblica&#8221; (www.mef.gov.it) dedica all&#8217;argomento.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti i mali indicati dagli austeri &#8220;esperti&#8221; del dicastero di Via XX settembre, con l&#8217;eccezione del dilagante precariato. Sono menzionati proliferazione dei corsi di laurea, moltiplicazione delle sedi universitarie, rapporto studenti/docenti del tutto inadeguato, piramide rovesciata nella composizione del corpo docente, meccanismi concorsuali inefficienti e cosi&#8217; (giustamente) lamentando.</p>
<p style="text-align: justify;">Risulta pero&#8217; difficile sottrarsi all&#8217;impressione che i punti davvero al centro dell&#8217;attenzione siano ben altri: composizione &#8220;autoreferenziale&#8221; di Senati accademici e Consigli d&#8217;amministrazione, ovvero assenza nel loro seno dei privati, e &#8220;remunerazione rigida&#8221; dei docenti. Problemi enormi, che si propone di affrontare riattivando antiche norme che alle universita&#8217; con problemi di bilancio imporrebbero drastiche riduzioni del reclutamento (sic!) e la possibilita&#8217; di aumentare ulteriormente le tasse studentesche.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul fronte sensibile dei finanziamenti, poi, Padoa-Schioppa si limita a garantire la certezza di un aumento del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo, la principale forma di finanziamento delle universita&#8217;) almeno in linea con l&#8217;inflazione. Ovvero niente. Non che dall&#8217;universita&#8217; siano venute negli ultimi anni significative indicazioni di possibili vie d&#8217;uscita, ulteriore conferma che il degrado delle elite italiane non e&#8217; certo circoscritto alla tanto vituperata classe politica (o casta che dir si voglia).</p>
<p style="text-align: justify;">Accade pero&#8217; che qualcuno, ben consapevole di questi limiti, abbia tentato di segnalare alcune ragionevoli misure. Il riferimento e&#8217; al &#8220;Gruppo 2003&#8243;, un insieme di personalita&#8217; (tutti scienziati, nessun &#8220;umanista&#8221;, tutti tra i piu&#8217; citati nelle riviste internazionali) che tre anni or sono redasse un &#8220;Manifesto&#8221; con una serie di suggerimenti per rilanciare la ricerca scientifica italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Inascoltati dall&#8217;allora ministro Moratti, ci hanno riprovato con un interessante volume dal significativo titolo &#8216;La ricerca tradita&#8217; (Garzanti, pp. 250, euro 16,50) a cura del direttore dell&#8217;Osservatorio astronomico di Brera Tommaso Maccacaro. L&#8217;analisi della tragica situazione in cui versano universita&#8217; e enti di ricerca e&#8217; condotta con dovizia di dati nel saggio di Giuliano Buzzetti e Isabella Maria Gioa sui &#8220;Numeri della ricerca scientifica in Italia&#8221;, mentre interessanti osservazioni sulla &#8220;Mancata internazionalizzazione&#8221; e le sue conseguenze sono svolte dallo stesso Maccacaro e dal docente di patologia generale Alberto Mantovani.</p>
<p style="text-align: justify;">Con conclusioni ormai largamente note al pubblico e infatti convergenti con quelle del &#8220;Libro verde&#8221;, ma che hanno il merito di smentire qualche dannoso luogo comune sulle salvifiche virtu&#8217; del mercato. Al centro della loro attenzione, forse perche&#8217; immediatamente legato al tema del &#8220;declino&#8221;, e&#8217; il prevalere nel tessuto produttivo italiano di piccole e medie imprese sprovviste dei mezzi necessari. Sarebbe stato forse piu&#8217; utile ricordare, come nel caso di un recente intervento su &#8220;lavoce.info&#8221;, che persino negli Usa circa il 95% del finanziamento alla ricerca e&#8217; pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Tocca al fisico Giorgio Parisi e al direttore dell&#8217;Istituto Mario Negri Silvio Garattini l&#8217;onere della proposta. Il primo presenta con lucida pacatezza le richieste del Gruppo 2003: concorsi trasparenti e dunque nazionali, rapida istituzione di un&#8217;Agenzia per la valutazione del sistema universitario che possa orientare il flusso di risorse verso l&#8217;universita&#8217;, reclutamento straordinario ma senza ope legis. L&#8217;inerzia, denuncia Parisi, significa accettare di fatto l&#8217;esistenza di atenei di serie A e di serie B e conduce inevitabilmente alla fine del valore legale del titolo di studio. Ultimo ostacolo, questo, al dilagare della &#8220;formazione&#8221; privata. Garattini delinea invece i contorni dell&#8217;Airs (Agenzia italiana per la ricerca scientifica), nei suoi auspici organismo nel quale dovrebbero essere coordinati e unificati i troppi enti esistenti. Interventi sui quali Mussi ha piu&#8217; volte confermato il suo accordo. Eppure la sua proposta sui concorsi conferma lo strapotere delle commissioni locali e dunque delle peggiori consorterie, il decreto che avrebbe dovuto istituire l&#8217;Anvur (l&#8217;agenzia per la valutazione) e&#8217; stato bocciato dal Consiglio di stato, sull&#8217;Airs siamo ancora alle dichiarazioni di intenti. E ci sono addirittura 300 milioni di euro (fondi First 2007) non assegnati, mentre 20 milioni per il reclutamento di ricercatori saranno aggiunti al Ffo 2008 per via di un ritardo nella pubblicazione dei bandi.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, non riesce a spendere neanche i soldi che ci sono. Sarebbe infine ingeneroso non menzionare il contributo al volume di Luigi Nicolais. Quando lo ha scritto era &#8220;solo&#8221; un docente di Tecnologia dei polimeri a Napoli, oggi e&#8217; ministro per le Riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione. Chi volesse saperne di piu&#8217; di &#8220;Ricerca, innovazione e reti di competenze&#8221; non deve perdersi questa piccola perla, fatta di &#8220;stakeholders&#8221;, &#8220;shareholders&#8221;, &#8220;fenomenologia dell&#8217;innovazione&#8221; e &#8220;governance complessa&#8221;. Un vero e proprio viaggio nella &#8220;filiera della conoscenza&#8221; (sara&#8217; come quella del pomodoro?), naturalmente &#8220;curiosity driven&#8221;.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">PROPOSTE DELL&#8217;ANDU SU ORGANIZZAZIONE E DOCENZA</p>
<p style="text-align: justify;">GOVERNO DEL SISTEMA NAZIONALE E ORGANIZZAZIONE DEGLI ATENEI Occorre prevedere un unico Organo di autogoverno del Sistema nazionale delle Universita&#8217; direttamente eletto da tutte le componenti (docenti, tecnico-amministrativi, studenti) del mondo universitario, con una rappresentanza non frammentata (5 o 6 aree equivalenti) e non corporativa (elettorato attivo e passivo comuni) delle tre fasce della docenza. Alle Conferenze nazionali dei Rettori, dei Presidi e dei Direttori di Dipartimento dovrebbero essere riconosciuti specifici ruoli. Il Rettore deve essere eletto da tutti i docenti (professori e ricercatori), con una consistente partecipazione dei tecnico-amministrativi e degli studenti. Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione dovrebbero essere sostituiti da un &#8220;Consiglio di Ateneo&#8221; i cui componenti dovrebbero essere tutti direttamente eletti e, anche in questo caso, con una rappresentanza dei docenti non frammentata e non corporativa. Il Consiglio di Ateneo dovrebbe eleggere al suo interno un Presidente. Negli Atenei dovrebbero essere previsti specifici ruoli per i Collegi dei Presidi, dei Direttori di Dipartimento e dei Presidenti dei Consigli di Corso di Studio. Potrebbe essere previsto un Organo di gestione (un &#8220;Esecutivo di Ateneo&#8221;), eletto dal Consiglio di Ateneo, da affiancare al Rettore. Il Rettore e tutti i componenti del Consiglio di Ateneo devono essere interni all&#8217;Ateneo stesso. Le strutture portanti dell&#8217;Ateneo devono diventare i Consigli di Corso di Studi per la didattica e i Dipartimenti per la ricerca. Nei Dipartimenti, rivedendone i criteri di formazione e le dimensioni, si dovrebbero &#8216;incardinare&#8217; i docenti, togliendo ai Consigli di Facolta&#8217; la &#8216;gestione&#8217; dei posti e assegnando loro compiti di coordinamento dei Corsi di Studio. La composizione e i compiti delle strutture degli Atenei devono essere normati dalla legge.</p>
<p style="text-align: justify;">- DOCENZA Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico, articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita&#8217; nazionale individuale (a numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l&#8217;ulteriore chiamata della Facolta&#8217; dove il docente gia&#8217; lavora e continuera&#8217; a lavorare. Per il passaggio di fascia e&#8217; indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali. Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere interamente sorteggiate e composte di soli ordinari. Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un&#8217;unica figura definita da una legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita&#8217;, ferie, contributi pensionistici) e liberta&#8217; di ricerca, con un numero di posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza. Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell&#8217;attuale giungla di figure precarie. Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore, prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta&#8217; e l&#8217;accesso ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati. Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Specificazioni sul reclutamento.</p>
<p style="text-align: justify;">I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, &#8216;concentrando&#8217;, con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali. La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a sedi diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti. Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita&#8217; didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Universita&#8217; all&#8217;osso</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Sep 2007 11:55:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[11 settembre 2007 &#8211; ANDU Riportiamo l&#8217;intervento di Luca Tomassini &#8220;L&#8217;universita&#8217; ridotta all&#8217;osso&#8221;, comparso sul Manifesto del 9 settembre 2007, che analizza lo stato dell&#8217;Universita&#8217; italiana. L&#8217;Universita&#8217; si trova impantanata anche a causa della &#8216;politica dell&#8217;apparire&#8217; del ministro Mussi che non ha voluto confrontarsi seriamente con le proposte avanzate da anni dalle Organizzazioni della docenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>11 settembre 2007 &#8211; ANDU</span></p>
<p><span>Riportiamo l&#8217;intervento di Luca Tomassini &#8220;L&#8217;universita&#8217; ridotta all&#8217;osso&#8221;, comparso sul Manifesto del 9 settembre 2007, che analizza lo stato dell&#8217;Universita&#8217; italiana.</span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Universita&#8217; si trova impantanata anche a causa della &#8216;politica dell&#8217;apparire&#8217; del ministro Mussi che non ha voluto confrontarsi seriamente con le proposte avanzate da anni dalle Organizzazioni della docenza e, in particolare, con quelle dell&#8217;ANDU riguardanti la docenza e l&#8217;organizzazione dell&#8217;Universita&#8217; (v. in calce). La &#8216;crisi&#8217; della politica universitaria di Mussi e&#8217; stata recentemente &#8216;ratificata&#8217; dal decreto-legge (v. nota) che &#8216;dirotta&#8217; sull&#8217;Ffo i fondi destinati dalla Finanzia 2007 per il bando, entro quest&#8217;anno, di 2000 posti aggiuntivi di ricercatore, con concorsi da espletare impiegando nuove regole. Una scelta questa legata al fatto che non e&#8217; stato ancora emanato il decreto ministeriale di riforma dei meccanismi concorsuali che per mesi il Ministro, in Tv e sui giornali, ha piu&#8217; volte annunciato come imminente.</p>
<p style="text-align: justify;">- Nota. Per leggere l&#8217;art. 3 (&#8220;Disposizioni urgenti per l&#8217;assunzione di ricercatori&#8221;) del decreto-legge contenente &#8220;Disposizioni urgenti per assicurare l&#8217;ordinato avvio dell&#8217;anno scolastico 2007-2008&#8243;, varato il 5 settembre 2007 dal Consiglio dei ministri:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://unimoreinform.blogspot.com/2007/09/andu-ddl-ricercatori-rc-su-docenza" target="_blank">http://unimoreinform.blogspot.com/2007/09/andu-ddl-ricercatori-rc-su-docenza .html </a></p>
<p style="text-align: justify;">Dal Manifesto del 9 Settembre 2007: &#8220;L&#8217;universita&#8217; ridotta all&#8217;osso LUCA TOMASSINI</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Quello che e&#8217; certo e&#8217; che non abbiamo tempo&#8221;. Cosi&#8217; arringava, ancora fresco di nomina, alla Commissione Cultura della Camera il ministro dell&#8217;universita&#8217; Fabio Mussi. Quasi due anni sono passati e quasi nulla e&#8217; stato fatto, con l&#8217;eccezione di alcuni interventi per correggere le piu&#8217; vistose storture provocate dalla riforma di Luigi Berlinguer.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima dell&#8217;estate Mussi ha annunciato un accordo con il ministro Padoa-Schioppa, teorico massimo dell&#8217;induzione di &#8220;comportamenti virtuosi&#8221; tramite strangolamento monetario. Si chiama &#8220;Patto tra governo e universita&#8217;&#8221; &#8211; ma forse sarebbe il caso di chiamarlo &#8220;Accordo tra governo e rettori&#8221; &#8211; ed e&#8217; stato proprio in questi giorni ripreso nelle sei striminzite paginette che il &#8220;Libro verde sulla spesa pubblica&#8221; (www.mef.gov.it) dedica all&#8217;argomento.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti i mali indicati dagli austeri &#8220;esperti&#8221; del dicastero di Via XX settembre, con l&#8217;eccezione del dilagante precariato. Sono menzionati proliferazione dei corsi di laurea, moltiplicazione delle sedi universitarie, rapporto studenti/docenti del tutto inadeguato, piramide rovesciata nella composizione del corpo docente, meccanismi concorsuali inefficienti e cosi&#8217; (giustamente) lamentando.</p>
<p style="text-align: justify;">Risulta pero&#8217; difficile sottrarsi all&#8217;impressione che i punti davvero al centro dell&#8217;attenzione siano ben altri: composizione &#8220;autoreferenziale&#8221; di Senati accademici e Consigli d&#8217;amministrazione, ovvero assenza nel loro seno dei privati, e &#8220;remunerazione rigida&#8221; dei docenti. Problemi enormi, che si propone di affrontare riattivando antiche norme che alle universita&#8217; con problemi di bilancio imporrebbero drastiche riduzioni del reclutamento (sic!) e la possibilita&#8217; di aumentare ulteriormente le tasse studentesche.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul fronte sensibile dei finanziamenti, poi, Padoa-Schioppa si limita a garantire la certezza di un aumento del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo, la principale forma di finanziamento delle universita&#8217;) almeno in linea con l&#8217;inflazione. Ovvero niente. Non che dall&#8217;universita&#8217; siano venute negli ultimi anni significative indicazioni di possibili vie d&#8217;uscita, ulteriore conferma che il degrado delle elite italiane non e&#8217; certo circoscritto alla tanto vituperata classe politica (o casta che dir si voglia).</p>
<p style="text-align: justify;">Accade pero&#8217; che qualcuno, ben consapevole di questi limiti, abbia tentato di segnalare alcune ragionevoli misure. Il riferimento e&#8217; al &#8220;Gruppo 2003&#8243;, un insieme di personalita&#8217; (tutti scienziati, nessun &#8220;umanista&#8221;, tutti tra i piu&#8217; citati nelle riviste internazionali) che tre anni or sono redasse un &#8220;Manifesto&#8221; con una serie di suggerimenti per rilanciare la ricerca scientifica italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Inascoltati dall&#8217;allora ministro Moratti, ci hanno riprovato con un interessante volume dal significativo titolo &#8216;La ricerca tradita&#8217; (Garzanti, pp. 250, euro 16,50) a cura del direttore dell&#8217;Osservatorio astronomico di Brera Tommaso Maccacaro. L&#8217;analisi della tragica situazione in cui versano universita&#8217; e enti di ricerca e&#8217; condotta con dovizia di dati nel saggio di Giuliano Buzzetti e Isabella Maria Gioa sui &#8220;Numeri della ricerca scientifica in Italia&#8221;, mentre interessanti osservazioni sulla &#8220;Mancata internazionalizzazione&#8221; e le sue conseguenze sono svolte dallo stesso Maccacaro e dal docente di patologia generale Alberto Mantovani.</p>
<p style="text-align: justify;">Con conclusioni ormai largamente note al pubblico e infatti convergenti con quelle del &#8220;Libro verde&#8221;, ma che hanno il merito di smentire qualche dannoso luogo comune sulle salvifiche virtu&#8217; del mercato. Al centro della loro attenzione, forse perche&#8217; immediatamente legato al tema del &#8220;declino&#8221;, e&#8217; il prevalere nel tessuto produttivo italiano di piccole e medie imprese sprovviste dei mezzi necessari. Sarebbe stato forse piu&#8217; utile ricordare, come nel caso di un recente intervento su &#8220;lavoce.info&#8221;, che persino negli Usa circa il 95% del finanziamento alla ricerca e&#8217; pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Tocca al fisico Giorgio Parisi e al direttore dell&#8217;Istituto Mario Negri Silvio Garattini l&#8217;onere della proposta. Il primo presenta con lucida pacatezza le richieste del Gruppo 2003: concorsi trasparenti e dunque nazionali, rapida istituzione di un&#8217;Agenzia per la valutazione del sistema universitario che possa orientare il flusso di risorse verso l&#8217;universita&#8217;, reclutamento straordinario ma senza ope legis. L&#8217;inerzia, denuncia Parisi, significa accettare di fatto l&#8217;esistenza di atenei di serie A e di serie B e conduce inevitabilmente alla fine del valore legale del titolo di studio. Ultimo ostacolo, questo, al dilagare della &#8220;formazione&#8221; privata. Garattini delinea invece i contorni dell&#8217;Airs (Agenzia italiana per la ricerca scientifica), nei suoi auspici organismo nel quale dovrebbero essere coordinati e unificati i troppi enti esistenti. Interventi sui quali Mussi ha piu&#8217; volte confermato il suo accordo. Eppure la sua proposta sui concorsi conferma lo strapotere delle commissioni locali e dunque delle peggiori consorterie, il decreto che avrebbe dovuto istituire l&#8217;Anvur (l&#8217;agenzia per la valutazione) e&#8217; stato bocciato dal Consiglio di stato, sull&#8217;Airs siamo ancora alle dichiarazioni di intenti. E ci sono addirittura 300 milioni di euro (fondi First 2007) non assegnati, mentre 20 milioni per il reclutamento di ricercatori saranno aggiunti al Ffo 2008 per via di un ritardo nella pubblicazione dei bandi.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, non riesce a spendere neanche i soldi che ci sono. Sarebbe infine ingeneroso non menzionare il contributo al volume di Luigi Nicolais. Quando lo ha scritto era &#8220;solo&#8221; un docente di Tecnologia dei polimeri a Napoli, oggi e&#8217; ministro per le Riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione. Chi volesse saperne di piu&#8217; di &#8220;Ricerca, innovazione e reti di competenze&#8221; non deve perdersi questa piccola perla, fatta di &#8220;stakeholders&#8221;, &#8220;shareholders&#8221;, &#8220;fenomenologia dell&#8217;innovazione&#8221; e &#8220;governance complessa&#8221;. Un vero e proprio viaggio nella &#8220;filiera della conoscenza&#8221; (sara&#8217; come quella del pomodoro?), naturalmente &#8220;curiosity driven&#8221;.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">PROPOSTE DELL&#8217;ANDU SU ORGANIZZAZIONE E DOCENZA</p>
<p style="text-align: justify;">GOVERNO DEL SISTEMA NAZIONALE E ORGANIZZAZIONE DEGLI ATENEI Occorre prevedere un unico Organo di autogoverno del Sistema nazionale delle Universita&#8217; direttamente eletto da tutte le componenti (docenti, tecnico-amministrativi, studenti) del mondo universitario, con una rappresentanza non frammentata (5 o 6 aree equivalenti) e non corporativa (elettorato attivo e passivo comuni) delle tre fasce della docenza. Alle Conferenze nazionali dei Rettori, dei Presidi e dei Direttori di Dipartimento dovrebbero essere riconosciuti specifici ruoli. Il Rettore deve essere eletto da tutti i docenti (professori e ricercatori), con una consistente partecipazione dei tecnico-amministrativi e degli studenti. Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione dovrebbero essere sostituiti da un &#8220;Consiglio di Ateneo&#8221; i cui componenti dovrebbero essere tutti direttamente eletti e, anche in questo caso, con una rappresentanza dei docenti non frammentata e non corporativa. Il Consiglio di Ateneo dovrebbe eleggere al suo interno un Presidente. Negli Atenei dovrebbero essere previsti specifici ruoli per i Collegi dei Presidi, dei Direttori di Dipartimento e dei Presidenti dei Consigli di Corso di Studio. Potrebbe essere previsto un Organo di gestione (un &#8220;Esecutivo di Ateneo&#8221;), eletto dal Consiglio di Ateneo, da affiancare al Rettore. Il Rettore e tutti i componenti del Consiglio di Ateneo devono essere interni all&#8217;Ateneo stesso. Le strutture portanti dell&#8217;Ateneo devono diventare i Consigli di Corso di Studi per la didattica e i Dipartimenti per la ricerca. Nei Dipartimenti, rivedendone i criteri di formazione e le dimensioni, si dovrebbero &#8216;incardinare&#8217; i docenti, togliendo ai Consigli di Facolta&#8217; la &#8216;gestione&#8217; dei posti e assegnando loro compiti di coordinamento dei Corsi di Studio. La composizione e i compiti delle strutture degli Atenei devono essere normati dalla legge.</p>
<p style="text-align: justify;">- DOCENZA Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico, articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita&#8217; nazionale individuale (a numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l&#8217;ulteriore chiamata della Facolta&#8217; dove il docente gia&#8217; lavora e continuera&#8217; a lavorare. Per il passaggio di fascia e&#8217; indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali. Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere interamente sorteggiate e composte di soli ordinari. Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un&#8217;unica figura definita da una legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita&#8217;, ferie, contributi pensionistici) e liberta&#8217; di ricerca, con un numero di posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza. Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell&#8217;attuale giungla di figure precarie. Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore, prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta&#8217; e l&#8217;accesso ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati. Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Specificazioni sul reclutamento.</p>
<p style="text-align: justify;">I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, &#8216;concentrando&#8217;, con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali. La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a sedi diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti. Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita&#8217; didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.</p>
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		<title>da Sandrini su &#8220;3+2&#8243; e concorsi</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2007/07/17/da-sandrini-su-32-e-concorsi/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Jul 2007 19:37:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[17 luglio 2007 &#8211; ANDU Diffondiamo una lettera sul &#8220;3 + 2&#8243; e sui concorsi inviataci da Maria Grazia Sandrini dell&#8217;Universita&#8217; di Firenze. Sandrini fa anche riferimento ad un precedente intervento di Antonio Padoa Schioppa diffuso dall&#8217;ANDU. Da Maria Grazia Sandrini su &#8220;3 + 2&#8243; e concorsi: &#8220;Lettera aperta sull&#8217;Universita&#8217; L&#8217;intervento di Antonio Padoa Schioppa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>17 luglio 2007 &#8211; ANDU</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Diffondiamo una lettera sul &#8220;3 + 2&#8243; e sui concorsi inviataci da Maria Grazia Sandrini dell&#8217;Universita&#8217; di Firenze. Sandrini fa anche riferimento ad un precedente intervento di Antonio Padoa Schioppa diffuso dall&#8217;ANDU.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Da Maria Grazia Sandrini su &#8220;3 + 2&#8243; e concorsi:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Lettera aperta sull&#8217;Universita&#8217;</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intervento di Antonio Padoa Schioppa sull&#8217;Universita&#8217; mi spinge ad intervenire sul tema, poiche&#8217; mi appare chiaro che la realta&#8217; universitaria non e&#8217; compresa da chi vive al di fuori dell&#8217;Universita&#8217; e da chi non vede o non vuol vedere altro che le statistiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Puo&#8217; darsi, naturalmente, che non tutte le Facolta&#8217; universitarie italiane presentino gli stessi problemi; puo&#8217; darsi che vi siano corsi di laurea dove sia stato possibile organizzare un percorso di studio mirato e adeguato alle diverse esigenze culturali e professionali del settore. Non intendo pertanto generalizzare; tuttavia ho alle spalle piu&#8217; di 40 anni di attivita&#8217; di docente nell&#8217;Universita&#8217; di Firenze, facolta&#8217; umanistica, e quanto diro&#8217; nasce da questa lunga esperienza e dalla sofferenza di vedere gli studi universitari del mio settore degradarsi ed impoverirsi sempre di piu&#8217;. Ovviamente tale sofferenza e&#8217; piu&#8217; forte per chi, come me, ha conosciuto un&#8217; Universita&#8217; davvero formativa, dove gli studi erano seri ed impegnativi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda gli studi umanistici, ed in particolare il corso di laurea in filosofia, di cui fo parte, la riforma si e&#8217; rivelata e si va rivelando sempre piu&#8217; un fallimento. Intendiamoci, il problema non sta, secondo me, tanto nella formula 3+2, quanto nelle sue applicazioni e nelle tabelle (i famosi allegati) per classi di laurea che i curricula sono stati obbligati a rispettare. Queste tabelle hanno portato, nelle facolta&#8217; umanistiche, ad una polverizzazione dei corsi e ad una moltiplicazione dei moduli, quindi ad un aumento del numero degli esami, ma hanno tolto la possibilita&#8217; di elaborare i contenuti, cosa indispensabile negli studi filosofici dove non si tratta di acquisire informazioni, ma un metodo, una capacita&#8217; di analisi e di ragionamento critico. Vi sono corsi di laurea, e quello di filosofia e&#8217; una di quelli, in cui, come osserva la collega Pugliatti, non e&#8217; possibile distinguere tra &#8220;conoscenze di base&#8221; e &#8220;conoscenze avanzate&#8221; e nei quali e&#8217; a maggior ragione impossibile computare l&#8217;impegno necessario in ore di studio!</p>
<p style="text-align: justify;">Le suddette tabelle, inoltre, hanno anche individuato un gruppo di discipline, tratte da differenti settori disciplinari non filosofici, obbligatorio nel triennio, riproponendo cosi&#8217; una concezione della filosofia ormai superata. Tale gruppo di discipline non serve a nulla, se non ad evidenziare il grado di licealizzazione degli studi. Con cio&#8217;, non intendo negare che la filosofia abbia e debba avere punti di intersezione con discipline non filosofiche; anzi, la filosofia ha punti di intersezione con tutti gli aspetti dell&#8217;umano sapere e delle umane attivita&#8217;; ma tali punti di intersezione non possono essere individuati a priori e resi vincolanti per legge: essi nascono dal percorso individuale di ogni studente, dal tipo di orientamento che ciascuno vorra&#8217; dare ai propri studi: cosi&#8217; occorrera&#8217; tornare, e non in modo superficiale, al greco ed alla cultura greca per chi vorra&#8217; dedicarsi allo studio di Platone o di Aristotele, mentre sara&#8217; indispensabile munirsi di conoscenze un po&#8217;piu&#8217; che elementari matematiche o scientifiche a chi vorra&#8217; approfondire la logica o gli studi epistemologici.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto potrei aggiungere, ma forse non e&#8217; questa la sede ne&#8217; l&#8217;occasione. Resta comunque il fatto che nel triennio non e&#8217; possibile fornire agli studenti nessuna base veramente seria, ne&#8217; informativa ne&#8217; formativa, su cui poter eventualmente costruire il biennio specialistico e, poiche&#8217; sul nulla non si costruisce nulla, la laurea specialistica conseguita dopo cinque anni non e&#8217; neppure lontanamente confrontabile con la laurea che prima si conseguiva dopo soli quattro anni di studi.</p>
<p style="text-align: justify;">Se il tasso dei laureati e&#8217; aumentato, dopo la &#8220;riforma&#8221;, cio&#8217; e&#8217; in gran parte dovuto, credo (ma mi riferisco sempre al mio settore disciplinare), non ad una diversa scansione dell&#8217;anno accademico, ma proprio al fatto che conseguire la laurea triennale e&#8217; diventato facilissimo e di poco impegno, non costituendo piu&#8217; neppure il lavoro di tesi un importante momento di maturazione e di acquisizione di un metodo di ricerca e di studio personale. Non guardiamo alle statistiche, quindi, per favore, ma alla qualita&#8217; degli studi, alle competenze acquisite, che sono diventate, ahime&#8217;, terribilmente scadenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sembra tuttavia doveroso sottolineare che allo scadimento generale dell&#8217;Universita&#8217; contribuisce, e non di poco, lo scadimento della scuola elementare, media e superiore: gli studenti, nella stragrande maggioranza, arrivano all&#8217;universita&#8217; senza aver imparato a studiare, senza essere in grado di esporre in modo chiaro e sintetico una tesi sostenuta in un breve articolo; non sanno scrivere correttamente e non sanno ragionare con rigore logico. Non sanno autovalutarsi perche&#8217; sono abituati ad avere ottimi voti senza fatica. C&#8217;e&#8217; una gravissima responsabilita&#8217; della scuola dell&#8217;obbligo e di quella superiore nel generale abbassamento culturale della societa&#8217; italiana; alla quale va aggiunta la responsabilita&#8217; dei genitori troppo spesso piu&#8217; interessati alla promozione e alla votazione conseguita che alla qualita&#8217; dell&#8217;insegnamento impartito; c&#8217;e&#8217; infine la responsabilita&#8217; dei media che gridano allo scandalo per qualche sporadica bocciatura agli esami di maturita&#8217;, mentre invece dovrebbe scandalizzarsi per il tasso troppo alto dei promossi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa e&#8217; una realta&#8217; generalizzata con cui ogni Facolta&#8217;, ogni docente universitario deve purtroppo fare i conti. E&#8217; questa anche la realta&#8217; che aveva ben presente Berlinguer e alla quale egli intendeva rimediare, anziche&#8217; intervenendo sulla scuola dell&#8217;obbligo e superiore al fine di renderla piu&#8217; seria e formativa, come sarebbe stato opportuno, introducendo una serie di esami &#8220;di cultura generale&#8221; in tutti i corsi di laurea (una specie di regno intermedio tra gli studi della scuola superiore e quelli propriamente universitari), idea della quale e&#8217; rimasta piu&#8217; di una traccia almeno nei curricula del corso di laurea di mia competenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sembra inutile sottolineare quanto questo decadimento culturale sia preoccupante per le sorti della societa&#8217; italiana: da dove dovranno uscire le future classi dirigenti, se l&#8217;Universita&#8217; non e&#8217; in grado di fornire una adeguata formazione? Se, anzi, contribuisce, regalando lauree immeritate, a diffondere un clima morale di approssimazione, di disimpegno, di arrivismo? Non e&#8217; questa la strada che porta o verso l&#8217;imbarbarimento sociale oppure verso la proliferazione di Universita&#8217; private?</p>
<p style="text-align: justify;">Per concludere, aggiungo due parole sul tema scottante dei concorsi alla docenza. In un certo senso mi viene da ridere (o da piangere, non so) quando sento di docenti indagati per concorsi irregolari. Ma non sappiamo tutti molto bene (chi di noi non ha fatto parte di qualche commissione concorsuale?) che tutti i concorsi, e sottolineo tutti, da quando vige l&#8217;attuale sistema &#8220;locale&#8221;, sono stati e sono pilotati? Non sappiamo tutti che le commissioni sono elette in base ai voti sollecitati dagli stessi docenti che hanno qualcuno da sostenere, e che bastano 6-7 voti (talvolta anche meno) per risultare eletti? Chi di noi non ha sei o sette amici nel proprio settore disciplinare, o comunque colleghi in debito di un favore, ai quali chiedere il voto?</p>
<p style="text-align: justify;">No, i concorsi non premiano i migliori, ma soltanto chi ha un protettore! Oggi, come e forse ancor piu&#8217; di prima! Se un docente e&#8217; onesto, puo&#8217; ritenersi fortunato se gli capita di essere eletto a far parte della commissione di un concorso in cui i &#8220;designati&#8221; (il vincitore piu&#8217; i due idonei) sono anche veramente validi e meritevoli; ma il fatto che si diano di questi casi non rende meno grave la logica perversa del meccanismo concorsuale! Dal punto di vista puramente formale e giuridico, TUTTI i concorsi svolti in questo ultimo lungo periodo di tempo sarebbero da annullare perche&#8217; il vincitore e&#8217; sempre stato noto anticipatamente a chiunque desiderasse conoscerlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Prof. Maria Grazia Sandrini, docente di Filosofia teoretica presso l&#8217;Universita&#8217; di Firenze&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Per leggere l&#8217;intervento di Antonio Padoa Schioppa: <a href="http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=15617" target="_blank">http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=15617</a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Reclutamento. Da Martinotti all&#8217;ANDU</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2007/06/19/reclutamento-da-martinotti-allandu/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jun 2007 16:45:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[19 giugno 2007 &#8211; ANDU Diffondiamo un messaggio inviatoci da Guido Martinotti in merito al nostro documento &#8220;Ministero, precariato e ANVUR&#8221; (nota). Vogliamo solo precisare che anche l&#8217;ANDU, come Martinotti, chiede di &#8220;riconoscere il servizio ai dottorandi, che lo abbiano effettivamente svolto&#8221;. Infatti nella nostra proposta sul reclutamento, riportata in tanti documenti, si puo&#8217; leggere: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>19 giugno 2007 &#8211; ANDU<br />
Diffondiamo un messaggio inviatoci da Guido Martinotti in merito al nostro documento &#8220;Ministero, precariato e ANVUR&#8221; (nota).</span></p>
<p>Vogliamo solo precisare che anche l&#8217;ANDU, come Martinotti, chiede di &#8220;riconoscere il servizio ai dottorandi, che lo abbiano effettivamente svolto&#8221;. Infatti nella nostra proposta sul reclutamento, riportata in tanti documenti, si puo&#8217; leggere: &#8220;Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita&#8217; didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.&#8221; Questo vale per i concorsi a ricercatore, ma e&#8217; per noi ovvio che anche per l&#8217;accesso agli assegni di ricerca vadano adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita&#8217; didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, borse, incarichi, ecc. = Nota. Per leggere il documento dell&#8217;ANDU &#8220;Ministero, precariato e ANVUR&#8221; del 17 giugno 2007: <a href="http://www.orizzontescuola.it/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=15508" target="_blank">http://www.orizzontescuola.it/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=15508 </a></p>
<p><span> Da Guido Martinotti all&#8217;ANDU: </span></p>
<p><span> &#8220;Sono d&#8217;accordo sulla assurdita&#8217; della valutazione da parte dell&#8217;Anvur. Avremmo una promozione ministeriale. Sono anche d&#8217;accordo sulla necessita&#8217; di non escludere una generazione dall&#8217;accesso alla carriera. Non sono interamente d&#8217;accordo su quanto segue: &#8220;La previsione del titolo di dottore di ricerca quale prerequisito per ottenere l&#8217;assegno di ricerca costituirebbe una gravissima discriminazione nei confronti di quei precari che non hanno avuto l&#8221;opportunita&#8221; di accedere al dottorato. Questa scelta potrebbe essere presa in considerazione solo DOPO la cancellazione del precariato e solo DOPO la riforma del dottorato che dovrebbe diventare il terzo (e ultimo) livello della formazione universitaria. Un obiettivo quest&#8217;ultimo condiviso dal sottosegretario Luciano Modica il quale ha anche scritto che va &#8220;definitivamente chiarito che il dottorato fa parte della formazione universitaria e non e&#8217; il primo gradino della carriera di docente universitario.&#8221; </span></p>
<p><span> Il dottorato e&#8217; di fatto entrambe le cose, perche&#8217; i dottorandi, o almeno molti di loro, fanno anche attivita&#8217; di precariato (adjuncts, TA, RA eccetera). E se e&#8217; ingiusto escludere i precari &#8220;che non hanno avuto l&#8221;oppotunita&#8217;&#8221; di fare il dottorato e&#8217; anche ingiusto non riconoscere il servizio ai dottorandi, che lo abbiano effettivamente svolto GM&#8221;</span></p>
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		<title>Ricercatori. Evitare l&#8217;ennesimo pasticcio</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jun 2007 10:33:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[11 giugno 2007 &#8211; ANDU L&#8217;ANDU ha avanzato da tempo una proposta (v. in calce) per riformare i concorsi a ricercatore. Le modalita&#8217; proposte dall&#8217;ANDU, a differenza di quelle contenute nello Schema di Regolamento ministeriale del 3/5/2007, sono semplici, rapide, equilibrate, coerenti, legittime, non corporative, non discriminatrici, non accentratrici ed evitano la cooptazione personale. L&#8217;ANDU [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>11 giugno 2007 &#8211; ANDU</span></p>
<p><span>L&#8217;ANDU ha avanzato da tempo una proposta (v. in calce) per riformare i concorsi a ricercatore. Le modalita&#8217; proposte dall&#8217;ANDU, a differenza di quelle contenute nello Schema di Regolamento ministeriale del 3/5/2007, sono semplici, rapide, equilibrate, coerenti, legittime, non corporative, non discriminatrici, non accentratrici ed evitano la cooptazione personale.</span></p>
<p>L&#8217;ANDU ha avanzato critiche puntuali allo Schema ministeriale, critiche e richieste che qui si riportano e che sono state illustrate al Ministro nell&#8217;incontro del 5 giugno 2007.</p>
<p>LE CRITICHE PUNTUALI DELL&#8217;ANDU ALLO SCHEMA DI REGOLAMENTO MINISTERIALE</p>
<p>- L&#8217;ANDU e&#8217; contraria alla previsione di esperti stranieri senza nemmeno il vincolo della reciprocita&#8217;. Una presenza che comunque dovrebbe essere legata alle specificita&#8217; delle aree disciplinari e non essere obbligatoria per tutte le aree disciplinari.</p>
<p>- L&#8217;ANDU chiede che sia impedito che tra gli esperti revisori nazionali vi sia piu&#8217; di un componente di uno stesso Ateneo. Questo con l&#8217;obiettivo di evitare che le sedi con piu&#8217; ordinari possano avere un peso eccessivo.</p>
<p>- L&#8217;ANDU ritiene discriminatoria nei confronti di molti attuali precari l&#8217;introduzione di prerequisiti (in questa fase comunque arbitrari) e la previsione di lettere di presentazione-raccomandazione. E&#8217; noto che in molti casi il lungo percorso precario e&#8217; anche fatto di attivita&#8217; non ufficiali in attesa di una ulteriore &#8216;sistemazione&#8217; precaria. Il buon senso dovrebbe indurre a &#8216;sospendere&#8217; la previsione di &#8220;requisiti di ammissione&#8221;, almeno fino a quando non sara&#8217; definitivamente superata l&#8217;attuale giungla di precariato e fino a quando non sara&#8217; riformato il dottorato di ricerca. Naturalmente, come da tempo proponiamo, ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita&#8217; didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.</p>
<p>- L&#8217;ANDU ritiene illegittima la partecipazione di commissari &#8216;non esperti&#8217; alle prove locali. L&#8217;illegittimita&#8217; non sta nella presenza di commissari &#8216;non esperti&#8217; nella &#8220;Commissione giudicatrice&#8221; (presenza che sarebbe opportuno in ogni caso non prevedere), ma nella loro partecipazione alla valutazione del &#8220;seminario pubblico&#8221; dei candidati. Valutazione che richiede una competenza specifica che i &#8216;non esperti&#8217; non hanno.</p>
<p>- L&#8217;ANDU giudica contraddittoria la previsione del sorteggio dei &#8216;commissari&#8217; solo per la fase nazionale. Il sorteggio anche dei componenti della &#8220;commissione giudicatrice&#8221; servirebbe a rendere meno &#8216;automatico&#8217; il risultato nel caso in cui l&#8217;allievo del maestro risultasse inserito tra gli &#8216;idonei&#8217; della lista ristretta.</p>
<p>- L&#8217;ANDU ritiene che vi sia un disegno &#8216;accentratore&#8217; nella previsione di concentrare in poche mani (la &#8220;parte istituzionale&#8221; della commissione locale) il potere di &#8216;sovraintendere&#8217; al reclutamento nell&#8217;Ateneo. Questa scelta va nella direzione di una gestione complessiva dell&#8217;Ateneo concentrata nelle mani di poche persone, emarginando la stragrande maggioranza della comunita&#8217; universitaria (docenti, tecnico-amministrativi, studenti).</p>
<p>- L&#8217;ANDU ritiene che vi sia una logica baronale nell&#8217;esclusione degli associati e dei ricercatori dalla &#8220;parte istituzionale&#8221; della &#8220;Commissione giudicatrice&#8221; locale, per la quale non e&#8217; richiesta alcuna competenza scientifica specifica. Da anni si chiede che le commissioni concorsuali siano formate solo da ordinari. E questo continuiamo a chiedere per quanto riguarda i &#8220;componenti esperti&#8221;, cioe&#8217;, nel caso dell&#8217;attuale Schema di Regolamento ministeriale, gli &#8220;esperti revisori&#8221; e la &#8220;parte disciplinare&#8221; della &#8220;commissione giudicatrice&#8221; di Ateneo. Tutt&#8217;altra cosa e&#8217; invece la &#8220;parte istituzionale&#8221; della &#8220;commissione giudicatrice&#8221; alla quale e&#8217; assegnato un compito &#8216;politico&#8217;: quello di &#8216;difendere&#8217; gli interessi generali dell&#8217;Ateneo. Perche&#8217; non dovrebbe potere svolgere un tale compito un associato o un ricercatore? Chi nega questa possibilita&#8217; dovrebbe per coerenza chiedere che a fare parte degli organi accademici (Senato Accademico, Consigli di Amministrazione, di Facolta&#8217;, di Corso di Studio e di Dipartimento, CUN) debbano essere solo i professori ordinari.</p>
<p>============ LA PROPOSTA DELL&#8217;ANDU SUL RECLUTAMENTO</p>
<p>I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, &#8216;concentrando&#8217;, con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali.</p>
<p>La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a sedi diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti.</p>
<p>Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita&#8217; didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.</p>
<p>La differenza di fondo tra la proposta dell&#8217;ANDU e il progetto ministeriale del 3/5/2007 sta nel fatto che l&#8217;ANDU ritiene INDISPENSABILE che la scelta del vincitore venga sottratta TOTALMENTE alla volonta&#8217; del maestro che e&#8217; riuscito a farsi bandire il posto da destinare al proprio allievo, mentre il Ministero vuole rendere possibile, ma non escludere, che il maestro possa non scegliere il suo allievo. Infatti, quando l&#8217;allievo del maestro dovesse risultare inserito tra gli &#8216;idonei&#8217; della &#8220;lista ristretta&#8221; (che non a caso c&#8217;e&#8217; chi vuole allargare significativamente), sara&#8217; &#8216;inevitabile&#8217; che ad essere scelto dall&#8217;Ateneo (cioe&#8217; dal suo maestro) sara&#8217; proprio lui.</p>
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		<title>Un &#8216;buono-posto&#8217; invece del &#8216;concorso&#8217;</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2007/05/29/un-buono-posto-invece-del-concorso-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 May 2007 19:14:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[29 maggio 2007 &#8211; ANDU Tutti coloro che operano nell&#8217;Universita&#8217; italiana sanno benissimo che la cooptazione personale rappresenta il pilastro del controllo scientifico e umano del &#8216;maestro&#8217; sul proprio &#8216;allievo&#8217;, controllo che comincia dalla laurea, continua nel lungo periodo di precariato e prosegue, dopo il concorso a ricercatore, nel corso della carriera. Finora le modalita&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>29 maggio 2007 &#8211; ANDU</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Tutti coloro che operano nell&#8217;Universita&#8217; italiana sanno benissimo che la cooptazione personale rappresenta il pilastro del controllo scientifico e umano del &#8216;maestro&#8217; sul proprio &#8216;allievo&#8217;, controllo che comincia dalla laurea, continua nel lungo periodo di precariato e prosegue, dopo il concorso a ricercatore, nel corso della carriera.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Finora le modalita&#8217; dei finti concorsi a ricercatore sono state concepite &#8211; e sono servite &#8211; per ratificare la &#8216;prescelta&#8217; del vincitore, che e&#8217; sempre stato l&#8217;allievo &#8216;coltivato&#8217; dal maestro, il quale e&#8217; riuscito a farsi bandire il posto dalla propria Facolta&#8217;. E cio&#8217; nonostante le commissioni per i concorsi a ricercatore, formalmente composte con una maggioranza di membri espressi dalla comunita&#8217; nazionale, avrebbero potuto scegliere-imporre un vincitore diverso dall&#8217;allievo del maestro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il meccanismo previsto dal Ministero nello Schema di Regolamento per lo svolgimento dei concorsi a ricercatore, per la prima volta, consentirebbe formalmente agli Atenei di scegliere il vincitore del concorso a ricercatore. Eppure c&#8217;e&#8217; chi rimprovera al Ministro di volere comprimere l&#8217;autonomia degli Atenei. La verita&#8217; e&#8217; che costoro non accettano che, secondo quanto previsto dall&#8217;attuale testo del Regolamento ministeriale, per la prima volta si metta in discussione, sia pure molto parzialmente, il diritto del maestro di fare diventare ricercatore di ruolo il proprio allievo. Infatti l&#8217;allievo per il quale il maestro sia riuscito a farsi bandire un posto di ricercatore potrebbe essere &#8216;scartato&#8217; dalla &#8216;commissione&#8217; nazionale-internazionale di &#8220;esperti revisori&#8221; sorteggiati, una commissione quindi non &#8216;preconfezionata&#8217; come quelle che hanno operato finora. Ma e&#8217; ancora peggio per chi vuole conservare l&#8217;attuale &#8216;ordine costituito&#8217;, che l&#8217;Ateneo abbia l&#8217;obbligato di nominare comunque un vincitore tra i candidati compresi nella lista nazionale di &#8216;idonei&#8217;, anche quando in questa lista non dovesse essere stato inserito l&#8217;allievo del maestro.</p>
<p style="text-align: justify;">Conseguentemente il primo obiettivo di chi vuole mantenere la sostanza dell&#8217;attuale meccanismo concorsuale e&#8217; quello di far diventare non obbligatoria la nomina di un vincitore, potendo cosi&#8217; azzerare l&#8217;attivita&#8217; di quella &#8216;commissione&#8217; nazionale-internazionale che non avesse inserito nella lista degli &#8216;idonei&#8217; l&#8217;allievo del maestro. Nella stessa direzione va la richiesta di ampliare significativamente la lista dei candidati &#8216;idonei&#8217;. Insomma per costoro va assolutamente impedito che il posto (e il relativo budget) di ricercatore bandito per l&#8217;allievo predestinato possa essere &#8216;sprecato&#8217; finendo per essere occupato dal candidato non previsto.</p>
<p style="text-align: justify;">Con queste &#8216;correzioni&#8217; al progetto ministeriale si metterebbe in piedi un meccanismo piu&#8217; farraginoso, piu&#8217; lento e piu&#8217; costoso di quello attuale per mantenere alla fine intatto il diritto del maestro di reclutare in ruolo il proprio allievo. Se il Ministro dovesse pensare di accogliere queste &#8216;correzioni&#8217;, gli proponiamo, &#8216;in alternativa&#8217;, di semplificare sul serio le procedure di reclutamento dei ricercatori prevedendo l&#8217;assegnazione al maestro di un &#8216;buono&#8217; che gli dia il diritto di nominare &#8216;vincitore&#8217; direttamente e liberamente, senza alcuna finzione concorsuale, il proprio allievo, facendogli cosi&#8217; occupare il posto di ricercatore universitario per il quale e&#8217; riuscito a &#8216;conquistare&#8217; il relativo budget.</p>
<p style="text-align: justify;">Se invece il Ministro dovesse sul serio ritenere non piu&#8217; accettabile un meccanismo di reclutamento basato sulla cooptazione personale e sugli &#8216;annessi&#8217; fenomeni di localismo, nepotismo, clientelismo e corruzione, lo invitiamo a fare interamente sua la proposta dell&#8217;ANDU che in calce riproponiamo. Una proposta che non ha i gravi difetti dell&#8217;attuale versione del Regolamento ministeriale. Infatti il meccanismo concorsuale elaborato dal Ministero, oltre a essere farraginoso e lungo, e&#8217; anche:<br />
- provinciale per la previsione di esperti stranieri senza nemmeno il vincolo della reciprocita&#8217;. Una presenza che dovrebbe comunque essere legata alle specificita&#8217; delle aree disciplinari;<br />
- rispettoso degli &#8216;equilibri&#8217; accademici nazionali per il fatto di non prevedere l&#8217;appartenenza ad Atenei diversi di tutti gli &#8220;esperti revisori&#8221; nazionali;<br />
- discriminatorio nei confronti di molti attuali precari per l&#8217;introduzione di prerequisiti (in questa fase comunque arbitrari) e per la previsione di lettere di presentazione-raccomandazione;<br />
- illegittimo per la partecipazione di commissari &#8216;non esperti&#8217; alle prove locali.<br />
Una previsione questa giuridicamente tanto assurda da far pensare ad una scelta da &#8216;sentenza suicida&#8217;, per ottenerne poi l&#8217;annullamento; &#8211; contraddittorio per la previsione del sorteggio dei &#8216;commissari&#8217; solo per la fase nazionale; &#8211; accentratore per la previsione di concentrare in poche mani (la &#8220;parte istituzionale&#8221; della commissione locale) il potere di &#8216;sovraintendere&#8217; al reclutamento nell&#8217;Ateneo; &#8211; baronale per l&#8217;esclusione degli associati e dei ricercatori dalla &#8220;parte istituzionale&#8221; della commissione locale, per la quale non e&#8217; richiesta alcuna competenza scientifica specifica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Proposta dell&#8217;ANDU sul reclutamento.</strong><br />
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, &#8216;concentrando&#8217;, con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali.<br />
La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a sedi diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti.<br />
Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita&#8217; didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Un &#8216;buono-posto&#8217; invece del &#8216;concorso&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 29 May 2007 12:02:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[29 maggio 2007 &#8211; ANDU Tutti coloro che operano nell&#8217;Universita&#8217; italiana sanno benissimo che la cooptazione personale rappresenta il pilastro del controllo scientifico e umano del &#8216;maestro&#8217; sul proprio &#8216;allievo&#8217;, controllo che comincia dalla laurea, continua nel lungo periodo di precariato e prosegue, dopo il concorso a ricercatore, nel corso della carriera. Finora le modalita&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>29 maggio 2007 &#8211; ANDU</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Tutti coloro che operano nell&#8217;Universita&#8217; italiana sanno benissimo che la cooptazione personale rappresenta il pilastro del controllo scientifico e umano del &#8216;maestro&#8217; sul proprio &#8216;allievo&#8217;, controllo che comincia dalla laurea, continua nel lungo periodo di precariato e prosegue, dopo il concorso a ricercatore, nel corso della carriera.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Finora le modalita&#8217; dei finti concorsi a ricercatore sono state concepite &#8211; e sono servite &#8211; per ratificare la &#8216;prescelta&#8217; del vincitore, che e&#8217; sempre stato l&#8217;allievo &#8216;coltivato&#8217; dal maestro, il quale e&#8217; riuscito a farsi bandire il posto dalla propria Facolta&#8217;. E cio&#8217; nonostante le commissioni per i concorsi a ricercatore, formalmente composte con una maggioranza di membri espressi dalla comunita&#8217; nazionale, avrebbero potuto scegliere-imporre un vincitore diverso dall&#8217;allievo del maestro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il meccanismo previsto dal Ministero nello Schema di Regolamento per lo svolgimento dei concorsi a ricercatore, per la prima volta, consentirebbe formalmente agli Atenei di scegliere il vincitore del concorso a ricercatore. Eppure c&#8217;e&#8217; chi rimprovera al Ministro di volere comprimere l&#8217;autonomia degli Atenei. La verita&#8217; e&#8217; che costoro non accettano che, secondo quanto previsto dall&#8217;attuale testo del Regolamento ministeriale, per la prima volta si metta in discussione, sia pure molto parzialmente, il diritto del maestro di fare diventare ricercatore di ruolo il proprio allievo. Infatti l&#8217;allievo per il quale il maestro sia riuscito a farsi bandire un posto di ricercatore potrebbe essere &#8216;scartato&#8217; dalla &#8216;commissione&#8217; nazionale-internazionale di &#8220;esperti revisori&#8221; sorteggiati, una commissione quindi non &#8216;preconfezionata&#8217; come quelle che hanno operato finora. Ma e&#8217; ancora peggio per chi vuole conservare l&#8217;attuale &#8216;ordine costituito&#8217;, che l&#8217;Ateneo abbia l&#8217;obbligato di nominare comunque un vincitore tra i candidati compresi nella lista nazionale di &#8216;idonei&#8217;, anche quando in questa lista non dovesse essere stato inserito l&#8217;allievo del maestro.</p>
<p style="text-align: justify;">Conseguentemente il primo obiettivo di chi vuole mantenere la sostanza dell&#8217;attuale meccanismo concorsuale e&#8217; quello di far diventare non obbligatoria la nomina di un vincitore, potendo cosi&#8217; azzerare l&#8217;attivita&#8217; di quella &#8216;commissione&#8217; nazionale-internazionale che non avesse inserito nella lista degli &#8216;idonei&#8217; l&#8217;allievo del maestro. Nella stessa direzione va la richiesta di ampliare significativamente la lista dei candidati &#8216;idonei&#8217;. Insomma per costoro va assolutamente impedito che il posto (e il relativo budget) di ricercatore bandito per l&#8217;allievo predestinato possa essere &#8216;sprecato&#8217; finendo per essere occupato dal candidato non previsto.</p>
<p style="text-align: justify;">Con queste &#8216;correzioni&#8217; al progetto ministeriale si metterebbe in piedi un meccanismo piu&#8217; farraginoso, piu&#8217; lento e piu&#8217; costoso di quello attuale per mantenere alla fine intatto il diritto del maestro di reclutare in ruolo il proprio allievo. Se il Ministro dovesse pensare di accogliere queste &#8216;correzioni&#8217;, gli proponiamo, &#8216;in alternativa&#8217;, di semplificare sul serio le procedure di reclutamento dei ricercatori prevedendo l&#8217;assegnazione al maestro di un &#8216;buono&#8217; che gli dia il diritto di nominare &#8216;vincitore&#8217; direttamente e liberamente, senza alcuna finzione concorsuale, il proprio allievo, facendogli cosi&#8217; occupare il posto di ricercatore universitario per il quale e&#8217; riuscito a &#8216;conquistare&#8217; il relativo budget.</p>
<p style="text-align: justify;">Se invece il Ministro dovesse sul serio ritenere non piu&#8217; accettabile un meccanismo di reclutamento basato sulla cooptazione personale e sugli &#8216;annessi&#8217; fenomeni di localismo, nepotismo, clientelismo e corruzione, lo invitiamo a fare interamente sua la proposta dell&#8217;ANDU che in calce riproponiamo. Una proposta che non ha i gravi difetti dell&#8217;attuale versione del Regolamento ministeriale. Infatti il meccanismo concorsuale elaborato dal Ministero, oltre a essere farraginoso e lungo, e&#8217; anche:<br />
- provinciale per la previsione di esperti stranieri senza nemmeno il vincolo della reciprocita&#8217;. Una presenza che dovrebbe comunque essere legata alle specificita&#8217; delle aree disciplinari;<br />
- rispettoso degli &#8216;equilibri&#8217; accademici nazionali per il fatto di non prevedere l&#8217;appartenenza ad Atenei diversi di tutti gli &#8220;esperti revisori&#8221; nazionali;<br />
- discriminatorio nei confronti di molti attuali precari per l&#8217;introduzione di prerequisiti (in questa fase comunque arbitrari) e per la previsione di lettere di presentazione-raccomandazione;<br />
- illegittimo per la partecipazione di commissari &#8216;non esperti&#8217; alle prove locali.<br />
Una previsione questa giuridicamente tanto assurda da far pensare ad una scelta da &#8216;sentenza suicida&#8217;, per ottenerne poi l&#8217;annullamento; &#8211; contraddittorio per la previsione del sorteggio dei &#8216;commissari&#8217; solo per la fase nazionale; &#8211; accentratore per la previsione di concentrare in poche mani (la &#8220;parte istituzionale&#8221; della commissione locale) il potere di &#8216;sovraintendere&#8217; al reclutamento nell&#8217;Ateneo; &#8211; baronale per l&#8217;esclusione degli associati e dei ricercatori dalla &#8220;parte istituzionale&#8221; della commissione locale, per la quale non e&#8217; richiesta alcuna competenza scientifica specifica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Proposta dell&#8217;ANDU sul reclutamento.</strong><br />
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, &#8216;concentrando&#8217;, con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali.<br />
La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a sedi diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti.<br />
Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita&#8217; didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.</p>
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		<title>UN &#8216;BUONO-POSTO&#8217; INVECE DEL &#8216;CONCORSO&#8217;</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2007/05/29/un-buono-posto-invece-del-concorso-3/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 May 2007 07:42:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[TUTTI coloro che operano nell&#8217;Universita&#8217; italiana sanno benissimo che la cooptazione personale rappresenta il pilastro del controllo scientifico e umano del &#8216;maestro&#8217; sul proprio &#8216;allievo&#8217;, controllo che comincia dalla laurea, continua nel lungo periodo di precariato e prosegue, dopo il concorso a ricercatore, nel corso della carriera. Finora le modalita&#8217; dei finti concorsi a ricercatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">TUTTI coloro che operano nell&#8217;Universita&#8217; italiana sanno benissimo che la<br />
cooptazione personale rappresenta il pilastro del controllo scientifico e umano del &#8216;maestro&#8217; sul proprio &#8216;allievo&#8217;, controllo che comincia dalla laurea, continua nel lungo periodo di precariato e prosegue, dopo il concorso a ricercatore, nel corso della carriera. </span><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">Finora le modalita&#8217; dei finti concorsi a ricercatore sono state concepite<br />
- e sono servite &#8211; per ratificare la &#8216;prescelta&#8217; del vincitore, che e&#8217; sempre stato l&#8217;allievo &#8216;coltivato&#8217; dal maestro, il quale e&#8217; riuscito a farsi bandire il posto dalla propria Facolta&#8217;. E cio&#8217; nonostante le commissioni per i concorsi a ricercatore, formalmente composte con una maggioranza di membri espressi dalla comunita&#8217; nazionale, avrebbero potuto scegliere-imporre un vincitore diverso dall&#8217;allievo del<br />
maestro. </span><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">Il meccanismo previsto dal Ministero nello Schema di Regolamento per lo svolgimento dei concorsi a ricercatore, per la prima volta, consentirebbe<br />
formalmente agli Atenei di scegliere il vincitore del concorso a ricercatore.<br />
Eppure c&#8217;e&#8217; chi rimprovera al Ministro di volere comprimere l&#8217;autonomia degli Atenei. La verita&#8217; e&#8217; che costoro non accettano che, secondo quanto previsto dall&#8217;attuale testo del Regolamento ministeriale, per la prima volta si metta in discussione, sia pure molto parzialmente, il diritto del maestro di fare diventare ricercatore di ruolo il proprio allievo. Infatti l&#8217;allievo per il quale il maestro sia riuscito a farsi bandire un posto di ricercatore potrebbe essere &#8216;scartato&#8217; dalla &#8216;commissione&#8217; nazionale-internazionale di &#8220;esperti revisori&#8221; sorteggiati, una commissione quindi non &#8216;preconfezionata&#8217; come quelle che hanno operato finora. Ma e&#8217; ancora peggio per chi vuole conservare l&#8217;attuale &#8216;ordine costituito&#8217;, che<br />
l&#8217;Ateneo abbia l&#8217;obbligato di nominare comunque un vincitore tra i candidati compresi nella lista nazionale di &#8216;idonei&#8217;, anche quando in questa lista non dovesse essere stato inserito l&#8217;allievo del maestro. Conseguentemente il primo obiettivo di chi vuole mantenere la sostanza dell&#8217;attuale meccanismo concorsuale e&#8217; quello di far diventare non obbligatoria la nomina di un vincitore, potendo cosi&#8217; azzerare l&#8217;attivita&#8217; di quella &#8216;commissione&#8217; nazionale-internazionale che non avesse inserito nella lista degli &#8216;idonei&#8217; l&#8217;allievo del maestro. Nella stessa direzione va<br />
la richiesta di ampliare significativamente la lista dei candidati &#8216;idonei&#8217;. Insomma per costoro va assolutamente impedito che il posto (e il relativo budget) di ricercatore bandito per l&#8217;allievo predestinato possa essere &#8216;sprecato&#8217; finendo per essere occupato dal candidato non previsto. Con queste &#8216;correzioni&#8217; al progetto ministeriale si metterebbe in piedi un meccanismo piu&#8217; farraginoso, piu&#8217; lento e piu&#8217; costoso di quello attuale per mantenere alla fine intatto il diritto del maestro di reclutare in ruolo il proprio allievo. Se il Ministro dovesse pensare di accogliere queste &#8216;correzioni&#8217;, gli proponiamo, &#8216;in alternativa&#8217;, di semplificare sul serio le procedure di reclutamento dei ricercatori prevedendo l&#8217;assegnazione al maestro di un &#8216;buono&#8217; che gli dia il diritto di nominare &#8216;vincitore&#8217; direttamente e liberamente, senza alcuna finzione concorsuale, il proprio allievo, facendogli cosi&#8217; occupare il posto di ricercatore universitario per il quale e&#8217; riuscito a &#8216;conquistare&#8217; il relativo budget. </span><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">Se invece il Ministro dovesse sul serio ritenere non piu&#8217; accettabile un<br />
meccanismo di reclutamento basato sulla cooptazione personale e sugli<br />
&#8216;annessi&#8217; fenomeni di localismo, nepotismo, clientelismo e corruzione, lo<br />
invitiamo a fare interamente sua la proposta dell&#8217;ANDU che in calce riproponiamo. Una proposta che non ha i gravi difetti dell&#8217;attuale versione del Regolamento ministeriale. Infatti il meccanismo concorsuale elaborato dal Ministero, oltre a essere farraginoso e lungo, e&#8217; anche:<br />
- provinciale per la previsione di esperti stranieri senza nemmeno il vincolo della reciprocita&#8217;. Una presenza che dovrebbe comunque essere legata alle specificita&#8217; delle aree disciplinari;<br />
- rispettoso degli &#8216;equilibri&#8217; accademici nazionali per il fatto di non prevedere l&#8217;appartenenza ad Atenei diversi di tutti gli &#8220;esperti revisori&#8221; nazionali;<br />
- discriminatorio nei confronti di molti attuali precari per l&#8217;introduzione di prerequisiti (in questa fase comunque arbitrari) e per la previsione di lettere di presentazione-raccomandazione;<br />
- illegittimo per la partecipazione di commissari &#8216;non esperti&#8217; alle prove locali. Una previsione questa giuridicamente tanto assurda da far pensare ad una scelta da &#8216;sentenza suicida&#8217;, per ottenerne poi l&#8217;annullamento;<br />
- contraddittorio per la previsione del sorteggio dei &#8216;commissari&#8217; solo per la fase nazionale;<br />
- accentratore per la previsione di concentrare in poche mani (la &#8220;parte istituzionale&#8221; della commissione locale) il potere di &#8216;sovraintendere&#8217; al reclutamento nell&#8217;Ateneo;<br />
- baronale per l&#8217;esclusione degli associati e dei ricercatori dalla &#8220;parte</span><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">istituzionale&#8221; della commissione locale, per la quale non e&#8217; richiesta alcuna competenza scientifica specifica.</span></p>
<p>Proposta dell&#8217;ANDU sul reclutamento.<br />
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, &#8216;concentrando&#8217;, con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali. La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a sedi diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti. Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita&#8217; didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato,<br />
assegni, borse, incarichi, ecc.</p>
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		<title>&#8220;Ricercatori. Il pasticcio e&#8217; servito&#8221; di Ermanno Bencivegna</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2007 12:19:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[16 maggio 2007 &#8211; ANDU Riportiamo l&#8217;interessante intervento di Ermanno Bencivenga, apparso sulla Stampa di martedi&#8217; 15 maggio 2007, riguardante lo &#8220;Schema di Regolamento per lo svolgimento dei concorsi a ricercatore&#8221; elaborato dal Ministero. Riportiamo in calce la proposta dell&#8217;ANDU sulla stessa questione. Da la Stampa di martedi&#8217; 15 maggio 2007: &#8220;Ricercatori il pasticcio e&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>16 maggio 2007 &#8211; ANDU</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Riportiamo l&#8217;interessante intervento di Ermanno Bencivenga, apparso sulla Stampa di martedi&#8217; 15 maggio 2007, riguardante lo &#8220;Schema di Regolamento per lo svolgimento dei concorsi a ricercatore&#8221; elaborato dal Ministero.<br />
Riportiamo in calce la proposta dell&#8217;ANDU sulla stessa questione.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Da la Stampa di martedi&#8217; 15 maggio 2007: &#8220;Ricercatori il pasticcio e&#8217; servito&#8221;<br />
Il regolamento proposto dal ministro dell&#8217;Universita&#8217; prevede per i concorsi &#8220;revisori esterni&#8221;. Tuttavia si rischia un subdolo perpetuamento della cooptazione</p>
<p style="text-align: justify;">ERMANNO BENCIVENGA<br />
Il 3 maggio scorso il ministro per l&#8217;Universita&#8217; Fabio Mussi ha inviato al Consiglio Universitario Nazionale e alla Conferenza dei Rettori lo schema di regolamento per i concorsi a ricercatore (il cui testo e&#8217; reperibile al sito <a href="http://cnu.cineca.it/docum06/reg-ric-3-5-07.doc">http://cnu.cineca.it/docum06/reg-ric-3-5-07.doc </a>). Ottenuto il parere dei due enti, il ministro emanera&#8217; il regolamento con un decreto. Vediamo di estrarre dal linguaggio burocratico il senso di questo regolamento.</p>
<p style="text-align: justify;">I posti di ricercatore a concorso in ciascuna universita&#8217; verranno assegnati da una commissione interna. Fra gli elementi di giudizio di cui la commissione dovra&#8217; tener conto ci saranno le valutazioni di &#8220;revisori esterni&#8221;: studiosi estranei all&#8217;ateneo che si esprimeranno sulla qualita&#8217; scientifica dei candidati. I revisori avranno pero&#8217; un ruolo poco piu&#8217; che consultivo: serviranno cioe&#8217; a determinare una &#8220;lista ristretta&#8221; di candidati, da cui saranno esclusi tutti quelli cui i revisori non avranno dato la sufficienza (cioe&#8217; una media superiore a 2 in una votazione da 0 a 4). A quel punto sara&#8217; la commissione a decidere, e il fatto che un candidato abbia ottenuto dai revisori un punteggio di 2,5 o di 4 non porra&#8217; nessun limite alla sua autorita&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;">Esistono due modi diversi di reclutare personale universitario. Quello tradizionalmente favorito in Italia e&#8217; la cooptazione: un &#8220;maestro&#8221; si circonda di &#8220;allievi&#8221; fedeli alla sua &#8220;scuola&#8221; e, se ha il potere necessario, li fa assumere. All&#8217;estremo opposto c&#8217;e&#8217; il modello piu&#8217; comune in America: gli allievi di un maestro vanno a cercar fortuna altrove (ed eventualmente a espandere il prestigio della sua scuola) e i dipartimenti assumono in base a concorsi trasparenti e competitivi. Ciascuno dei due metodi ha i suoi vantaggi e svantaggi, i suoi meriti e i suoi rischi; e un paese democratico, dopo aver valutato entrambi, dovra&#8217; compiere una scelta responsabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Io, personalmente, sono contrario alla cooptazione, avendo visto anche i maestri migliori circondarsi di allievi mediocri. Non e&#8217; strano: quale che sia il proprio valore scientifico, chi e&#8217; in grado di tollerare l&#8217;irriverenza di un giovane collega originale e sicuro di se&#8217;? Chi, per converso, e&#8217; in grado di resistere all&#8217;adulazione? Cosi&#8217;, per limitarmi alla mia disciplina, per ogni Aristotele allievo di Platone posso annoverare centinaia di asini allievi di sapienti. E, senza allontanarmi dalla California, e&#8217; scoraggiante constatare che cosa e&#8217; successo quando intorno a professori (europei) si sono concentrati allievi simili a loro. A Ucla la scuola di Carnap ha prodotto qualche buon tecnico ma nessun filosofo di rilievo; a Uci la scuola di Derrida ha dato luogo perlopiu&#8217; a fenomeni imbarazzanti. Questa dunque e&#8217; la mia opinione personale, compatibile con il rispetto per chi la pensa altrimenti e propone la scelta opposta. Non c&#8217;e&#8217; piu&#8217; nulla da opinare, pero&#8217;, quando si considera il pasticcio ideato dal ministro. Se pensiamo che la cooptazione sia lo strumento migliore, riconosciamolo apertamente e lasciamo che i singoli professori si scelgano i propri collaboratori; ma non mettiamo in campo una laboriosa procedura di revisione esterna che non svolge alcun ruolo sostanziale. Perche&#8217; mai un revisore dovrebbe voler partecipare a questa manfrina? Conoscendo l&#8217;universita&#8217; italiana, mi sembra che la risposta piu&#8217; plausibile sia: per poter contare su giudizi altrettanto benevoli quando i suoi allievi saranno sotto concorso. Che una mano lavi l&#8217;altra e&#8217; essenziale per il subdolo perpetuamento della cooptazione.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Proposta dell&#8217;ANDU sul reclutamento.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, &#8216;concentrando&#8217;, con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali. La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a sedi diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti. Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita&#8217; didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">
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