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	<title>ANDU &#187; Carriera</title>
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	<description>Associazione Nazionale Docenti Universitari</description>
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		<title>I Rettori contro i ricercatori precari e di ruolo &#8211; Le proposte dell&#8217;ANDU</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2010/03/26/rettori-contro/</link>
		<comments>http://www.andu-universita.it/2010/03/26/rettori-contro/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 11:20:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriera]]></category>
		<category><![CDATA[Docenza]]></category>
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		<description><![CDATA[        La CRUI con la sua &#8220;Mozione approvata all&#8217;unanimità (naturalmente, ndr) di fatto: 1.  ribadisce il suo sostegno al DDL governativo (l’”indispensabile intervento riformatore&#8221;) che, tra l&#8217;altro, assegna poteri &#8216;dittatoriali&#8217; ai Rettori e consente il prolungamento del mandato per molti degli attuali;  2. conferma di volere la messa a esaurimento del ruolo dei ricercatori, senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">        La CRUI con la sua &#8220;</span><a href="http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=1881"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Mozione</span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> approvata all&#8217;unanimità (naturalmente, <em>ndr</em>) di fatto:</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">1.  ribadisce il suo sostegno al DDL governativo (l’”indispensabile intervento riformatore&#8221;) che, tra l&#8217;altro, assegna poteri &#8216;dittatoriali&#8217; ai Rettori e consente il prolungamento del mandato per molti degli attuali;</span></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> <span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">2. conferma di volere la messa a esaurimento del ruolo dei ricercatori, senza alcuna modifica e quindi senza il riconoscimento delle &#8220;funzioni essenziali per la vita universitaria&#8221; da loro svolte (che la stessa CRUI riconosce), funzioni che sono le stesse di quelle svolte dai professori associati e dai professori ordinari;</span></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> <span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">3. richiede &#8220;un idoneo finanziamento MIUR &#8220;per consentire, &#8220;per i primi sei anni&#8221;, &#8220;l’immissione ogni anno&#8221; &#8220;di non meno di 2000 abilitati alla posizione di professore associato&#8221;. Tali posti potranno essere &#8216;occupati&#8217; da chi avrà conseguita l&#8217;abilitazione nazionale che, ovviamente, potrà essere conseguita da qualsiasi cittadino, compresi gli attuali circa 50.000 precari e 25.000 ricercatori di ruolo. Di conseguenza, di fatto, la maggior parte degli attuali precari sarà espulsa dall’Università e per gli altri si prospetta un ulteriore lungo periodo di precariato. Per gli attuali ricercatori di ruolo, gli Atenei decideranno se e quanti di questi posti utilizzare per il loro passaggio ad associato, per “chiamata diretta”. <span style="mso-spacerun: yes"> </span>Le richieste della CRUI sono antitetiche a quelle dell’ANDU che invece chiede il bando, su fondi MIUR, di almeno 20.000 posti di ricercatori di ruolo e l’immissione automatica nella fascia degli associati di quei ricercatori di ruolo che avranno conseguito l’abilitazione nazionale ad associato. Analogamente, deve essere prevista l&#8217;immissione automatica nella fascia degli ordinari degli associati che avranno conseguito l&#8217;abilitazione nazionale a ordinario (v. <span style="color: #ff0000;">proposta in calce</span>); </span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"> <span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">4. si unisce al coro di coloro che spacciano per &#8220;tenure track&#8221; un meccanismo di reclutamento che, come previsto dal DDL governativo, non lo è affatto;</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"> </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">5. richiedendo “di riequilibrare la numerosità delle diverse fasce di docenza&#8221;, vuole la riorganizzazione a piramide della docenza (più associati degli ordinari, con una amplissima ‘base’ di precari), in una logica di accentuazione della differenziazione gerarchica tra le fasce.</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"> </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">========</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"> </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><span style="color: #ff0000;">Proposte dell&#8217;ANDU</span></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"> </p>
<p>                Da anni l’ANDU ha elaborato una proposta per eliminare il precariato e il nepotismo, per riconoscere ai ricercatori il ruolo di professore e per consentire i passaggi di fascia.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">-      <span style="text-decoration: underline;"><strong>Per eliminare il precariato</strong></span> occorre sostituire TUTTE le attuali figure precarie con una SOLA figura pre-ruolo di durata massima di tre anni non rinnovabili, con un numero di posti proporzionato agli sbocchi in ruolo, e contestualmente bandire almeno 20.000 posti nella fascia iniziale della docenza, con uno specifico finanziamento straordinario dello Stato.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">-      <span style="text-decoration: underline;"><strong>Per eliminare il nepotismo</strong></span> occorre prevedere per il reclutamento in ruolo un CONCORSO NAZIONALE (senza chiamata locale) con commissioni interamente sorteggiate.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">-      <span style="text-decoration: underline;"><strong>Per riconoscere pienamente la funzione docente dei ricercatori</strong></span> occorre TRASFORMARE il loro ruolo in terza fascia di professori.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">-      <span style="text-decoration: underline;"><strong>Per consentire il passaggio dei ricercatori e degli associati nella fascia superiore</strong></span> occorre prevedere un valutazione nazionale individuale da parte di una Commissione interamente sorteggiata. Al superamento del giudizio nazionale deve corrispondere l’automatico passaggio nella fascia superiore, prevedendo a carico dello Stato l’incremento economico. La chiamata locale di chi è già in servizio e continuerà comunque a svolgere la stessa attività (didattica e ricerca) è ’solo’ una FOLLIA accademico-giuridica!</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">                  Per i dettagli v. il punto 2. della Proposta dell’ANDU “<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/01/30/per-una-universita/">Per una Università democratica</a></span>“.</p>
<p><span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Georgia','serif'; FONT-SIZE: 9pt; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi; mso-fareast-language: EN-US; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"> </span></p>
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		<title>DDL: Quagliariello (e Tocci), Valditara, PD – Summit europeo – Ricercatori a Torino</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 16:11:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriera]]></category>
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		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi]]></category>
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		<description><![CDATA[AGGIORNAMENTO del 22.3.10: testo degli interventi di Dammacco (CISL), Luciani (SUN), Marcato (USPUR), Merafina (CNRU), Miraglia (ANDU), Quagliariello (PDL) e Sergi (CNU) sul DDL governativo al Convegno &#8220;Universita&#8217; verso la riforma&#8221; del 12 febbraio 2010 a Bologna sono stati pubblicati nel sito del SUN. ================== 1. Intervento del sen. Quagliarello (PDL) al Convegno del 12 febbraio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;">AGGIORNAMENTO del 22.3.10:<span style="color: #000000;"> testo degli </span><span style="color: #000000;">interventi di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.universitas.bo.it/rubrica2008.htm#DAMMACCO">Dammacco</a></span> (CISL), <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.universitas.bo.it/rubrica2008.htm#RUBRICA%20Speciale">Luciani</a></span> (SUN), <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.universitas.bo.it/rubrica2008.htm#MARCATO">Marcato</a></span> (USPUR), <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.universitas.bo.it/rubrica2008.htm#MERAFINA">Merafina</a></span> (CNRU), <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.universitas.bo.it/rubrica2008.htm#MIRAGLIA">Miraglia</a></span> (ANDU), <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.universitas.bo.it/rubrica2008.htm#QUAGLIARIELLO">Quagliariello</a></span> (PDL) e <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.universitas.bo.it/rubrica2008.htm#SERGIO SERGI">Sergi</a></span> (CNU) sul DDL governativo al Convegno &#8220;Universita&#8217; verso la riforma&#8221; del 12 febbraio 2010 a Bologna sono stati pubblicati nel sito del SUN.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;">==================</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">1. Intervento del sen. Quagliarello (PDL) al Convegno del 12 febbraio 2010 a Bologna. </span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;">2. </span><span style="color: #ff0000;">Intervento dell’ANDU al Convegno di Bologna.</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;">3.</span><span style="color: #ff0000;"> Replica del sen. Valditara agli interventi sul DDL governativo in Commissione Istruzione. </span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;">4. L’incredibile ‘opposizione’ del PD al DDL governativo.</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;">5. </span><span style="color: #ff0000;">Summit europeo del 25 marzo 2010 a Bruxelles. </span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;">6. Documento contro il DDL governativo del Consiglio di Facoltà di Scienze dell’Università di Torino.</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> ==========</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="color: #ff0000;">1. Intervento del sen. Quagliarello (PDL) al Convegno del 12 febbraio 2010 a Bologna. </span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">           Il sen. Gaetano Quagliarello  (PDL), <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.gaetanoquagliariello.it/node/6279">nell’intervento sul DDL governativo</a></span> al Convegno “Università verso la riforma” del 12 febbraio 2010 a Bologna, tra l’altro, scrive: “all’università si chiede di ‘stare sul mercato’”, non bisogna “gravare gli atenei di  regole, vincoli, controlli a monte”, occorre “dare agli atenei la massima libertà possibile, controllando con rigore a valle, ex post, il loro operato”, ”libertà agli atenei di cooptare chi ritengano opportuno sotto la propria responsabilità”, negli atenei corre accentrare “il potere, rendendo più chiara l’attribuzione di responsabilità”, “una volta presa l’idoneità, si vada a chiamata nominativa dal consiglio di dipartimento e basta. Poi verrà il sistema di premi e punizioni ex post.” Concetti simili a quelli ribaditi <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/01/04/tocci-pd/">recentemente</a></span> dall’on. Walter Tocci (PD).</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> ==========</p>
<p><span style="color: #ff0000;">2. </span><span style="color: #ff0000;">Intervento dell’ANDU al Convegno di Bologna.</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          “Il disegno di legge governativo sull’Università è voluto dai forti per i forti, per renderli ancora più forti. Le oligarchie che hanno operato in questi anni negli Atenei e a livello nazionale vogliono ancor più gestire privatisticamente le risorse pubbliche per l’Università. Con il DDL governativo sull’Università si commissioneranno gli Atenei e il Sistema nazionale universitario. Ancora una volta il Parlamento è destinato a ratificare la volontà di un gruppo di potere che ha già imposto la controriforma del CUN, i finti concorsi locali, il “3 + 2”. Già l’attuale Parlamento ha mostrato di non essere in grado di prendere decisioni autonome in occasione della questione della ‘rottamazione dei ricercatori’: ordini del giorno, emendamenti e pronunciamenti quasi unanimi che non sono però riusciti a portare alla decisone di eliminare una norma insensata e ingiusta.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         Il gruppo di potere che ha dominato e domina sull’Università italiana ha già mostrato la sua capacità di operare ‘senza limiti’ quando sono stati ‘inventati’ l’IIT di Genova, il SUM di Firenze e l’IMT di Lucca.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         Quale è il vero obiettivo del DDL governativo?</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         E’ certamente urgente intervenire per rimuovere negli Atenei l’assetto di potere che ha portato al loro dissesto. Un potere basato su un Senato Accademico incapace, per la presenza dei Presidi, di esprimere una gestione nell’interesse generale dell’Ateneo. Senati Accademici deboli che hanno dato spazio alla figura del rettore-padrone, dotato di un potere enorme e i cui risultati disastrosi sono sotto gli occhi di tutti.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Come interviene il DDL per eliminare questo stato di cose?</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Non certo riqualificando e responsabilizzando il Senato Accademico, costituendolo con tutti i componenti direttamente eletti (senza i presidi, quindi) e dotandolo di poteri reali di programmazione e controllo. Al contrario si sceglie di aumentare ulteriormente i poteri del Rettore, che diventa un sovrano assoluto, e assegnando ad esso e al ‘suo’ Consiglio di Amministrazione poteri immensi, tra cui quelli di bandire i concorsi e di decidere sui vincitori. Consigli di Amministrazione obbligatoriamente con membri esterni per riprodurre nelle Università il ‘modello Asl’ o, forse si potrà dire, il ‘modello protezione civile’.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Un&#8217;altra questione su cui è urgente intervenire è quella del nepotismo, dei finti concorsi locali che sono fonte anche di clientelismo. Il DDL, invece di superare il localismo, lo rafforza rendendo ancora più arbitraria la scelta dei vincitori dei concorsi. Da molti anni chiediamo, inascoltati, di ‘allontanare’ il più possibile le scelte concorsuali dai singoli ‘maestri’, con concorsi nazionali con commissioni composte solo per sorteggio, e chiediamo la sostituzione di tutte le attuali figure precarie con una sola figura pre-ruolo della durata massima di tre anni e con piena autonomia scientifica. C’è chi sostiene che la figura del ricercatore a tempo determinato sia la realizzazione di una tenure track rispetto alla fascia dei professori associati. In realtà essa si aggiunge alle attuali figure precarie, aumentando a dismisura il precariato, nella quantità e nella durata. Si fa finta di non accorgersi che la tenure track ad associato esiste già ed è quella dell’associato non confermato (lo stesso vale per il professore di prima fascia non confermato).</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Che l’obiettivo del DDL sia quello di imporre a tutti gli Atenei una gestione ancora più oligarchica di quella attuale lo dimostra il recente Statuto dell’Università di Camerino. In questo Statuto si è già adottato l’impianto gestionale al quale ora il DDL governativo vuole obbligare tutte le Università. Insomma la legge non è necessaria per consentire una scelta, ma per imporla.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          La CRUI ha una responsabilità enorme in tutto questo, avendo scelto di supportare un DDL che demolisce del tutto il Sistema nazionale delle Università. Anzi la CRUI, con il suo documento della primavera scorsa (votato all’unanimità), ha addirittura anticipato i contenuti del DDL governativo. Una CRUI che risulta compatta solo in tali occasioni, e si spezzetta invece in tante parti nelle altre (CRUI del Nord, CRUI del Sud, CRUI degli Istituti a statuto speciale, CRUI delle private).</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Per giustificare i cambiamenti imposti per commissariare di fatto gli Atenei, si sostiene che si tratti di misure necessarie per far fronte alla riduzione dei finanziamenti, come se i tagli all’Università fossero un dato naturale e non un scelta politica per demolirla alla quale è invece necessario opporsi con tutte le forze.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Nunzio Miraglia – coordinatore nazionale dell’ANDU”</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> ==========</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> <span style="color: #ff0000;">3.</span><span style="color: #ff0000;"> Replica del sen Valditara agli interventi sul DDL governativo in Commissione Istruzione. </span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Il sen. Giuseppe Valditara ha dedicato un più ampio spazio all&#8217;intervento del <a href="http://www.andu-universita.it/2010/02/26/tagli-ddl-senato/"><span style="text-decoration: underline;">sen. Giambrone</span> </a>(IDV), l’unico contrario al DDL governativo. Va precisato che l’intervento di Giambrone e’ stato ‘pareggiato’ da quello del sen. Pardi, anche lui dell’IDV, ma non contrario al DDL governativo. Nella sua replica il sen. Valditara “evidenzia l&#8217;ampia coincidenza fra maggioranza ed opposizione nella comune valutazione di molti punti decisivi del disegno di legge governativo; alla luce di questa consonanza, auspica che anche l’attività emendativa trovi forme di intesa trasversali nell’interesse esclusivo dell’università italiana e quindi della Nazione.” (dal <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=16&amp;id=459503">resoconto sommario della seduta del 2 marzo 2010</a></span> della Commissione Istruzione del Senato). </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         Il 3 marzo 2010 è intervenuto in Commissione il Ministro. Il ministro Gelmini ha anche fatto “osservare che il massimo sforzo economico è stato già compiuto con il reperimento dei summenzionati 400 milioni di euro. Pur non escludendo la possibilità di ulteriori incrementi, paventa il rischio che la ricerca di nuove risorse rallenti in realtà il risultato finale. Anche <span style="text-decoration: underline;">la CRUI, sottolinea, è consapevole che nell&#8217;immediato non sono disponibili altri stanziamenti</span>. Auspica quindi che il testo sia approvato dal Senato entro il mese di aprile, onde poterlo varare definitivamente prima dell&#8217;estate.” (dal <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=16&amp;id=459708">resoconto sommario della seduta del 3 marzo 2010</a></span> della Commissione Istruzione del Senato). </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">        Il termine per presentare gli emendamenti in Commissione è stato fissato a giovedì 11 marzo alle ore 18.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">==========</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> <span style="color: #ff0000;">4. L’incredibile ‘opposizione’ del PD al DDL governativo.</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">       La sostanziale convergenza del PDL e del PD sul DDL governativo in Parlamento, sull’<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2010/03/03SIG3154.PDF">Unità del 3 marzo 2010</a></span> diventa invece una comune messa “in radicale discussione (del)l’intero impianto” del DDL governativo. Questo è quanto scrive la senatrice Vittoria Franco (PD). E visto che “il Parlamento sta dimostrando la capacità di affrontare con spirito di condivisa responsabilità la riforma”, Franco chiede addirittura che “la ministra Gelmini ritiri il suo ddl e lasci l’iniziativa al Parlamento.” Insomma la senatrice Franco la vuole mettere in politica (elettorale). Se invece volesse fare politica vera (quella dei contenuti) dovrebbe tenere conto almeno dei seguenti <span style="text-decoration: underline;">fatti</span>:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">1. il DDL governativo non è del ministro Gelmini, ma dei suoi consiglieri e dei loro ‘interlocutori’. Le scelte di questi veri autori del DDL sono ‘conformi’ alle richieste della <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2009/12/01/ddl-occasione-della-confindustria/">Confindustria</a></span> e della <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://firgoa.usc.es/drupal/node/41969">CRUI</a></span>;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">2. il DDL governativo riprende sostanzialmente i contenuti del DDL presentato dal PD mesi prima, ed entrambi, per la <em>governance</em>, riprendono quanto scritto nel 2004 dalla Fondazione-lobby trasversale accademico-confindustriale <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://groups.google.it/group/riformiamo-il-sapere/browse_thread/thread/d210a4c33505f335#">TreeLLLe</a></span>. Quindi, prima di chiedere il ritiro del ‘suo’ DDL all’incolpevole e inesistente Ministro, cominci il PD a ritirare il suo;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">3. le critiche espresse dai Senatori del PDL, del PD e dell’IDV (eccetto il sen. Giambrone) sono volte a peggiorare, se possibile, il DDL governativo, rendendo ancora più ‘puro’ l’impianto aziendalistico-mercantilistico della ‘riforma’ degli Atenei e ancor più forte il controllo centrale, attraverso l’ANVUR, del Sistema nazionale degli Atenei. Tradotto in ‘italiano’, si vuole rendere ancora più forti le oligarchie locali e ancora più potente l’oligarchia nazionale, che ha mostrato in tanti anni di sapere ben operare per la distruzione dell’Università statale</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Se la senatrice Vittoria Franco volesse veramente contrapporsi al DDL governativo (e a quello del PD) basterebbe che presentasse (e realmente sostenesse) pochi emendamenti che prevedessero:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">a)      al posto del commissariamento nazionale degli Atenei attraverso l’ANVUR, la costituzione di un Organo di autogoverno del Sistema nazionale degli Atenei, con rappresentanze di tutte le categorie elette direttamente in maniera non corporativa e frammentata a difesa dell&#8217;autonomia dai poteri forti interni ed esterni all&#8217;accademia;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">b)      al posto della ‘dittatura responsabile’ dei Rettori e dei ‘loro’ Consigli di Amministrazione &#8216;modello Asl&#8217;, l’introduzione per la prima volta negli Atenei della ‘democrazia responsabile’, imperniata in Senati Accademici rappresentativi di tutte le categorie e con componenti tutti direttamente eletti (niente Presidi);</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">c)      al posto di un organo di revisione degli Statuti nominato dagli attuali organi di ateneo, presieduti-controllati dai rettori ed espressione delle oligarchie locali, un organo costituente composto pariteticamente da tutte le categorie, con tutti i rappresentati eletti direttamente;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">d)     al posto della cooptazione personale (la “chiamata diretta responsabile”), la cooptazione nazionale attraverso concorsi nazionali per i reclutamento, con commissioni interamente sorteggiate. Questo modo di reclutare nel livello iniziale della docenza (oggi la fascia dei ricercatori) non è stato mai applicato.;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">e)      invece di aumentare e allungare il precariato sostituendo il ruolo dei ricercatori con un ‘nuova’ figura di ricercatori a termine, sostituire tutte le attuali figure precarie con una sola figura pre-ruolo di durata massima di tre anni (non rinnovabili) e con numeri rapportati agli sbocchi in ruolo.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         Come si vede non ci vuole molto per essere realmente alternativi al DDL governativo: occorrerebbe ‘solo’ smettere finalmente di rappresentare e difendere gli interessi accademico-confindustriali.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>(per maggiori dettagli v. la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/01/30/per-una-universita/">proposta dell&#8217;ANDU</a></span> &#8220;Per una Università democratica&#8221;)</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> ==========</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> <span style="color: #ff0000;">5. </span><span style="color: #ff0000;">Summit europeo del 25 marzo 2010 a Bruxelles. </span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Il Summit europeo (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.sauvonslarecherche.fr/spip.php?article3106"><em>in inglese</em></a></span> e <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.sauvonslarecherche.fr/spip.php?article3102"><em>in francese</em></a></span>) si terrà il 25 marzo 2010 a Bruxelles in alternativa alla Riunione dei Capi di Stato dei Paesi dell’Unione Europea per un bilancio della “Strategia di Lisbona” (v. &#8220;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.andu-universita.it/2010/02/10/appello-europeo/">Appello europeo contro il mercato della conoscenza</a></span>&#8220;). L’ANDU parteciperà al Summit con una sua rappresentanza. E’ possibile partecipare al Summit anche individualmente.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> ==========</p>
<p><span style="color: #ff0000;">6. Documento contro il DDL governativo del Consiglio di Facoltà di Scienze dell’Università di Torino.</span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         “Il Consiglio di Facoltà  di Scienze M.F.N. riunito il 23 Febbraio 2010 ribadisce la preoccupazione, già  espressa con la mozione approvata nel CdF del 16 novembre 2009, per le scelte che il Governo intende intraprendere in relazione al Disegno di Legge &#8216;Gelmini&#8217; per l&#8217;Università, presentato dall&#8217;attuale Governo e attualmente in discussione al Senato  della Repubblica.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          In particolare, per quanto riguarda i futuri ricercatori, rileva come l&#8217;introduzione del ricercatore a tempo determinato così come definito nel DdL (ovvero, senza che venga contestualmente messo a bilancio un posto di ruolo, come nella tenure track) allunghi in modo punitivo il precariato e disincentivi fortemente i migliori talenti dall&#8217;intraprendere la carriera universitaria.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         Inoltre, a causa dei tagli ai finanziamenti, del blocco parziale del turnover e della messa ad esaurimento del ruolo di ricercatore, diventa concreto il rischio che i futuri concorsi da associato siano in numero assolutamente insufficiente a garantire al contempo l&#8217;assunzione dei ricercatori a tempo determinato e una congrua possibilità di carriera agli attuali  ricercatori, che da anni svolgono un ruolo insostituibile per mantenere l&#8217;offerta formativa.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">          Il CdF prende atto che per i suddetti motivi i ricercatori della Facoltà, riunitisi in assemblea il 18 Febbraio, hanno manifestato per protesta l&#8217;intenzione di non partecipare alle commissioni di laurea a partire dalla sessione estiva 2009-2010 e di rinunciare all&#8217;attività didattica (non obbligatoria per legge) a partire dall&#8217;Anno Accademico 2010-2011, e  manifesta loro la propria solidarietà.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">         Il Consiglio di Facoltà  chiede quindi al Magnifico Rettore di farsi portavoce del disagio e delle preoccupazioni dei membri del Consiglio presso le sedi opportune (MIUR, CRUI, CUN, etc.) al fine di promuovere radicali modifiche del disegno di legge, tramite le quali vengano previsti per gli Atenei:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">- finanziamenti adeguati al ruolo fondamentale svolto dagli Atenei nel campo della ricerca e dell&#8217;alta formazione;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">- una governance competente e responsabile, rispettosa dell&#8217;autonomia dell&#8217;Ateneo ed espressione pienamente democratica dalle sue varie componenti;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">-  percorsi di reclutamento in grado di motivare gli studiosi più capaci ad intraprendere la carriera universitaria;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">- un&#8217;articolazione della docenza che riconosca agli attuali ricercatori l&#8217;effettiva funzione docente, il diritto a reali opportunità di carriera che tengano in conto anche l&#8217;attività didattica svolta, la partecipazione piena con pari dignità  agli organi di governo dell&#8217;Università.”</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>PISA: Documento dell&#8217;Assemblea dei docenti dell&#8217;Ateneo</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2010/02/05/assemblea-di-pisa/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 08:11:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriera]]></category>

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		<description><![CDATA[= Sulla situazione finanziaria dell&#8217;Ateneo di Pisa v. l&#8217;articolo sul Tirreno del 9 febbraio 2010 = Sulla decisione del Senato Accademico per i prepensionamenti anticipati v. gli articoli sul Tirreno e sulla Nazione del 10 febbraio 2010 = Riportiamo in calce un documento dei ricercatori della Normale che ha deciso di rottamare i ricercatori. ====== [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>= Sulla situazione finanziaria dell&#8217;Ateneo di Pisa v. <a href="http://rassegnastampa.crui.it/minirass/immagini/0902100/2010020927978.pdf">l&#8217;articolo sul Tirreno</a> del 9 febbraio 2010</em></p>
<p><em>= Sulla decisione del Senato Accademico per i prepensionamenti anticipati v. gli articoli sul <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2010/02/10SID3249.PDF">Tirreno</a></span> e sulla <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2010/02/10SID3208.PDF">Nazione</a></span> del 10 febbraio 2010</em></p>
<p><em>= Riportiamo in calce un documento dei ricercatori della Normale che ha deciso di rottamare i ricercatori.</em></p>
<p>======</p>
<p style="text-align: justify;">DOCUMENTO APPROVATO L&#8217;11 FEBBRAIO 2010 DALL&#8217;ASSEMBLEA DEI DOCENTI DELL&#8217;UNIVERSITA&#8217; DI PISA<br />
convocata  da ADRUP-CNU, ANDU, FLC-CGIL, CISL-Universita&#8217;, UILPA-UR- AFAM</p>
<p style="text-align: justify;">          L&#8217;Assemblea condivide le critiche al disegno di legge del Governo sull&#8217;Universita&#8217; contenute nel documento delle Organizzazioni universitarie del 15 gennaio 2010 e, in particolare, la denuncia degli ingenti tagli che hanno già messo in ginocchio gli Atenei e che porterebbero a breve alla loro chiusura.<br />
 Contro questa politica di smantellamento dell&#8217;Università pubblica occorre opporsi tempestivamente e con forza, con una protesta che deve vedere insieme tutte le componenti del mondo universitario. Spetta, in particolare, agli Organi rappresentativi, locali e nazionali, pronunciarsi contro un progetto che apporterebbe danni immensi e irreversibili al Paese e agli Studenti.<br />
          Nell&#8217;ambito di una battaglia volta ad annullare i tagli e a richiedere risorse adeguate per una ricerca degna di questo nome e un insegnamento che assicuri agli studenti una preparazione dignitosa, è necessario che anche il nostro Ateneo riduca gli sprechi e valorizzi le risorse materiali e umane di cui dispone. In questa direzione è, in particolare, fondamentale assumere docenti in ruolo in misura tale da almeno compensare i pensionamenti recenti e futuri, rinunziando alla creazione di nuovo precariato.<br />
         Rispetto alla recente decisione del Senato Accademico di invitare i docenti delle tre fasce ad un volontario prepensionamento, si ritiene che si tratti di una scelta che non può costituire certo una alternativa alla indispensabile abolizione dei tagli governativi e al finanziamento straordinario statale finalizzato soprattutto ad un adeguato reclutamento in ruolo.<br />
          Rispetto a una  ipotesi di &#8216;rottamazione&#8217; dei ricercatori con 40 anni di contributi, si esprime il più totale dissenso da una iniziativa che, all&#8217;interno di una logica perdente del far cassa a tutti i costi, è lesiva della dignità dei docenti e della qualità della funzione didattica e ricerca che questi svolgono ed hanno svolto alla pari delle altre fasce docenti. Sarebbe una scelta ingiusta che peraltro andrebbe nella direzione opposta a quella unità di tutti i docenti necessaria a far fronte al mortale attacco in corso contro l&#8217;Universita&#8217; pubblica.<br />
         L&#8217;Assemblea denuncia con forza il non rispetto da parte dell&#8217;Amministrazione il non rispetto del protocollo di intesa sindacale che prevede, tra l&#8217;altro,  la preventiva consultazione delle Organizzazioni per i problemi inerenti al personale.<br />
         L&#8217;Assemblea tornerà a riunirsi venerdì 12 marzo 2010 alle ore 15.30</p>
<p style="text-align: justify;">==================</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">ANCHE LA SCUOLA NORMALE VUOLE “ROTTAMARE” I RICERCATORI</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">I ricercatori universitari di ruolo della Classe di Lettere della Scuola Normale Superiore di Pisa, riunitisi in assemblea il 23 marzo 2010, associandosi alla protesta generale contro i recenti provvedimenti legislativi, hanno approvato il seguente documento.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Il 4 marzo 2010, il Collegio Accademico della Scuola Normale, con una decisione in contrasto con la linea fino ad allora sostenuta dalla Direzione, ha approvato la linea di indirizzo «di risolvere, a partire dal 1° novembre 2010 e con un preavviso di sei mesi, il rapporto di lavoro dei ricercatori universitari di ruolo in servizio presso la Scuola che hanno compiuto, o compiranno entro il 31 ottobre 2010, i quaranta anni di anzianità massima contributiva».</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Le finalità dichiarate di tale linea di indirizzo sono: «l’esigenza di salvaguardare prioritariamente le questioni di interesse generale riconducibili all’alleggerimento del peso finanziario degli organici e la facilitazione dell’ingresso di giovani nella Scuola».</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Le deroghe ai pensionamenti potrebbero essere concesse solo in base a «situazioni eccezionali riconducibili esclusivamente alle esigenze organizzative e funzionali collegate alla didattica e alla ricerca».</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">I ricercatori della Classe di Lettere dichiarano la loro contrarietà alla linea di indirizzo per le seguenti ragioni.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">A) Per quanto riguarda le finalità, fanno notare:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">            1) che il Collegio Accademico ha deliberato di estendere oltre i 70 anni la permanenza degli ordinari attraverso l’attivazione di contratti, in evidente conflitto con i conclamati criteri di contenimento della spesa;        </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">            2) che, come ha denunciato l’ANDU, nel decreto mille proroghe è previsto che gli Istituti a ordinamento speciale, tra i quali la Scuola Normale Superiore di Pisa, siano esonerati dall’obbligo di destinare i fondi “liberatisi” per i pensionamenti al bando di nuovi posti di ricercatore; </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">            3) che l’attività di ricerca dei ricercatori universitari viene valutata dal Ministero ai fini dell’assegnazione di fondi. E che la Scuola Normale è tanto interessata a esibire a questi fini i risultati di tale attività da sollecitarne insistentemente l’indicazione agli Uffici.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">B) Per quanto riguarda le deroghe ai pensionamenti, fanno notare:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">1) che il criterio delle esigenze didattiche, privo com’è di parametri prefissati, dà spazio all’arbitrarietà più assoluta</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">2) che della ricerca non si guarda a contenuti e a risultati, ma esclusivamente alla fonte di finanziamento.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">I ricercatori universitari di ruolo della Classe di Lettere sostengono:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">            1) che la Scuola Normale esprime con questa scelta brutalmente contabile un implicito ma sostanziale disinteresse nei confronti dell&#8217;attività da loro svolta, in evidente contrasto con l&#8217;assetto e la funzione particolare di centro eminentemente dedicato alla ricerca che caratterizza la Scuola;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"> </p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">            2) che applicando tale linea di indirizzo, la Scuola Normale si alienerebbe ricercatori pienamente operosi, in attività svolte come coordinatori o come membri di gruppi di ricerca locali nazionali o internazionali, come organizzatori di convegni nazionali e internazionali, come autori di lavori scientifici. Si verrebbero così a interrompere attività di ricerca personali o anche di gruppo, programmate e finanziate dalla Scuola medesima, e che coinvolgono docenti e ricercatori di altre sedi universitarie;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">            3) che la linea di indirizzo approvata nel Collegio Accademico è stata disposta con rapidità fulminea, senza la consultazione preventiva degli interessati, in contrasto con un pluridecennale rinvio di decisioni circa la carriera dei ricercatori universitari della Scuola, che ha di fatto precluso le loro possibilità di progressione e li ha gravemente danneggiati sul piano professionale e su quello economico. Per di più, tale fulminea decisione è stata assunta in un momento in cui non solo l’interpretazione della norma è ancora in discussione, ma altre Università italiane stanno riesaminando analoghe decisioni prese;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">            4) che tale linea di indirizzo, qualora venisse applicata, risulterebbe particolarmente lesiva dei loro diritti: non comporterebbe infatti, come accade in altre sedi universitarie, un prepensionamento volontario proposto alle tre categorie dei professori universitari, ma un pensionamento coattivo imposto esclusivamente alla terza fascia di essi.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Tanto più gravi appaiono le decisioni del Collegio Accademico, se confrontate con le recenti delibere del Senato Accademico dell’Università di Pisa, il quale ha previsto, ad oggi:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">- che il prepensionamento sia volontario, sia pure entro un termine prestabilito;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">- che si applichi indistintamente a professori ordinari, associati e ricercatori di ruolo;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">- che a coloro che vi aderiscano siano concessi incentivi economici e sia consentito di continuare le ricerche intraprese e di avvalersi degli spazi e delle attrezzature universitarie.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Con l’applicazione della linea di indirizzo approvata nel Collegio Accademico, la Scuola Normale creerebbe, nell’ambito di due istituzioni della medesima città, che sono legate da rapporti di collaborazione sul piano della ricerca scientifica e della didattica, una grave disparità di trattamento tra figure di ricercatori di ruolo che hanno il medesimo stato giuridico.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">I ricercatori di ruolo della Classe di Lettere della Scuola Normale Superiore affermano dunque la decisa volontà di contrastare questa linea di indirizzo e qualsiasi tentativo concreto di darle applicazione, attraverso azioni di opposizione e di protesta, compreso il ricorso alle  opportune iniziative legali.</p>
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		</item>
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		<title>DDL sull&#8217;Universita&#8217; e precari a non finire</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/11/06/carriera/</link>
		<comments>http://www.andu-universita.it/2009/11/06/carriera/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 15:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriera]]></category>
		<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[1. DDL: PRECARI A NON FINIRE 2. L&#8217;ALTERNATIVA DELL&#8217;ANDU 1. DDL: PRECARI A NON FINIRE L&#8217;ANDU ha gia&#8217; commentato la parte sulla &#8216;governance&#8217; del DDL governativo sull&#8217;Universita&#8216;. Per quanto riguarda i contenuti relativi al reclutamento si e&#8217; gia&#8217; anticipato che gli elementi centrali sono: blocco dei concorsi con espulsione di gran parte degli attuali precari, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1. DDL: PRECARI A NON FINIRE<br />
2. L&#8217;ALTERNATIVA DELL&#8217;ANDU</p>
<p>1. DDL: PRECARI A NON FINIRE</p>
<p><a href="http://www.andu-universita.it/2009/10/30/ta-commissaria-gli-atenei/ ">L&#8217;ANDU ha gia&#8217; commentato</a> la parte sulla &#8216;governance&#8217; del <a href="http://www.andu-universita.it/2009/10/28/governance-2/ ">DDL governativo sull&#8217;Universita</a>&#8216;. Per quanto riguarda i contenuti relativi al reclutamento si e&#8217; gia&#8217; anticipato che gli elementi centrali sono: blocco dei concorsi con espulsione di gran parte degli attuali precari, riduzione drastica dei docenti di ruolo, anticipazione della messa ad esaurimento dei ricercatori di ruolo &#8216;sostituiti&#8217; da ricercatori precari, allungamento ulteriore del periodo di precariato, istituzione del super-ricercatore ministeriale precario, accentuazione del localismo concorsuale (nepotismo, clientelismo, ecc.) con &#8216;concorsi&#8217; letteralmente &#8216;fatti in casa&#8217;.</p>
<p>Nel presente documento ci si occupera&#8217; dei ricercatori precari che attualmente sono nell&#8217;Universita&#8217; 70-80 mila in svariate figure, con una eta&#8217; media molto alta, con un trattamento economico minimale o nullo, in condizioni di subalternita&#8217; scientifica rispetto ai &#8216;maestri&#8217; che li hanno &#8216;reclutati&#8217;. Questa situazione professionale e umana e&#8217; grave non solo per le condizioni di estrema incertezza in cui vive per tanti anni il ricercatore precario, ma anche per la qualita&#8217; dell&#8217;attivita&#8217; scientifica e didattica che ne deriva e che inevitabilmente ne risente negativamente. Che la stabilita&#8217; sia una condizione necessaria per l&#8217;attivita&#8217; di ricerca lo ha da anni indicato anche la Comunita&#8217; Europea.</p>
<p>Rispetto a questo intollerabile e dannoso fenomeno, il Governo con il suo DDL ha deciso di aumentare ancora di piu&#8217; il periodo di precariato, prevedendo l&#8217;immediata messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori e sostituendolo con la figura del ricercatore a tempo determinato che dura sei anni. Anche in questo caso la &#8216;grande&#8217; stampa e i suoi soliti opinionisti accademici hanno falsificato la realta&#8217; sostenendo che con questa figura si introdurrebbe la &#8220;tenure track&#8221;. Ma la colpa non e&#8217; dei giornalisti o degli opinionisti: essi hanno &#8216;solo&#8217; copiato quanto hanno letto nel comunicato stampa ministeriale che tra i &#8220;punti salienti&#8221; del DDL elenca: &#8220;5. riforma del reclutamento con l&#8217;introduzione di un sistema di TENURE-TRACK: contratti a tempo determinato di 6 anni (3+3). Al termine dei sei anni se il ricercatore sara&#8217; ritenuto valido dall&#8217;ateneo sara&#8217; confermato a tempo indeterminato come associato.&#8221; In caso contrario terminera&#8217; il rapporto con l&#8217;universita&#8217; maturando pero&#8217; dei titoli utili per i concorsi pubblici.&#8221; (dal comunicato stampa ministeriale del 28 novembre 2009) Questo quanto contenuto nel comunicato ministeriale. Nel testo del DDL invece si legge (art. 12, comma 6): &#8220;Le universita&#8217; (…) POSSONO procedere alla chiamata diretta dei destinatari del secondo contratto triennale di cui al comma 4, i quali entro e non oltre la scadenza di tale contratto, conseguono l&#8217;abilitazione alle funzioni di professore associato, di cui all&#8217;articolo 8. I chiamati, alla scadenza del secondo contratto, sono inquadrati nel ruolo dei professori associati.&#8221;. Questa NON E&#8217; una tenure-track: e&#8217; &#8216;semplicemente&#8217; un periodo di precariato di sei anni che si aggiunge ai sei anni di assegno, dopo, normalmente, tre anni di dottorato. Una vera tenure-track avrebbe dovuto prevedere che al momento del bando del posto di ricercatore a TD si impegni (anticipatamente) il budget per un posto di associato, posto che il ricercatore AUTOMATICAMENTE occuperebbe se ritenuto valido, cioe&#8217; se conseguisse l&#8217;abilitazione nazionale (la libera docenza riesumata) ad associato. Peraltro una forma di tenure track e&#8217; gia&#8217; prevista per gli attuali docenti ed e&#8217; la conferma nel ruolo. Anzi, per la verita&#8217;, la &#8216;follia&#8217; baronale ne prevede ben tre di conferme: una per ogni ingresso in ognuna delle tre fasce della docenza. Quindi con il DDL governativo il precariato aumenta notevolmente nella quantita&#8217; e nella durata e si accentua la subalternita&#8217; scientifica e umana al &#8216;maestro&#8217;, dando cosi&#8217; ulteriore linfa a quella cooptazione personale, con gli &#8216;annessi&#8217; fenomeni di localismo, clientelismo, nepotismo e anche peggio, che caratterizza l&#8217;accademia italiana. E che il ricercatore a TD sia una figura subalterna, &#8216;affidata&#8217; al &#8216;maestro&#8217; che l&#8217;ha scelto e &#8216;coltivato&#8217;, lo attesta anche la previsione contenuta nello stesso DDL governativo del super ricercatore a TD ministeriale. Infatti il comma 9 dell&#8217;art. 12 del DDL prevede il &#8220;finanziamento di bandi per il reclutamento di ricercatori a tempo determinato da destinare&#8221; &#8220;su base nazionale&#8221; &#8220;a giovani studiosi di elevate e comprovate capacita&#8217;&#8221; &#8220;previa presentazione di specifici programmi di ricerca. La selezione dei vincitori e&#8217; affidata a una o piu&#8217; commissioni composte da eminenti studiosi, anche stranieri, designati dal Ministro su proposta dell&#8217;ANVUR&#8221;. Insomma esisteranno ricercatori a TD scelti a livello nazionale e ricercatori a TD di produzione locale, di capacita&#8217; meno elevate e meno comprovate, che serviranno a foraggiare il nepotismo accademico. Va evidenziato che in ogni caso passeranno almeno 8-10 anni prima che il primo ricercatore a TD possa diventare associato per chiamata diretta.  Comunque tutti i precari vecchi e nuovi avranno una possibilita&#8217; di sbocco nel ruolo degli associati solo tra molti anni (approvazione del DDL, emanazione dei decreti attuativi e dei regolamenti di ateneo, indizione e svolgimento delle abilitazioni nazionali, bando e svolgimento dei concorsi locali o della chiamata diretta) e dovranno &#8216;competere&#8217; con gli attuali oltre 20.000 ricercatori di ruolo per un numero di posti ad associato estremamente ridotto per il quasi blocco del turn over e per il taglio dei finanziamenti.</p>
<p>Cancellando il ruolo dei ricercatori, oltre a emarginare ulteriormente gli attuali ricercatori che svolgono da anni attivita&#8217; di piena docenza ancora non riconosciuta, si realizzerebbe finalmente un vecchio e trasversale progetto di una docenza in due fasce, con a monte un vasto &#8216;serbatoio&#8217; di precari. Un progetto contro cui e&#8217; stata sempre espressa una forte opposizione, fin dai tempi del &#8220;Decreto Pedini&#8221; che nel 1978 consentiva ai precari di allora uno sbocco nel &#8220;ruolo AD ESAURIMENTO degli aggiunti universitari&#8221; e, piu&#8217; recentemente, contro la Legge Moratti che nel 2005 voleva subito mettere ad esaurimento l&#8217;attuale ruolo dei ricercatori (operazione poi .rinviata al 2013).</p>
<p>2. L&#8217;ALTERNATIVA DELL&#8217;ANDU</p>
<p>- Proposta dell&#8217;ANDU su docenza e concorsi</p>
<p>Premessa.<br />
Solo con la riforma proposta dall&#8217;ANDU (v. piu&#8217; sotto) si puo&#8217; porre veramente e immediatamente fine al precariato e al nepotismo accademico, consentendo finalmente ai docenti di qualsiasi livello di svolgere piu&#8217; liberamente, piu&#8217; proficuamente e piu&#8217; serenamente l&#8217;attivita&#8217; di ricerca e di insegnamento. Si sottolinea inoltre che l&#8217;introduzione dei concorsi nazionali per l&#8217;ingresso nella fascia iniziale della docenza (dal 1980 il ruolo dei ricercatori) rappresenterebbe una novita&#8217; ASSOLUTA per l&#8217;Universita&#8217; italiana: per la prima volta ci sarebbero concorsi veramente nazionali, TOTALMENTE sganciati dal &#8216;maestro&#8217; che ha &#8216;allevato&#8217; il suo allievo e che ritiene di avere il diritto-dovere di farlo entrare in ruolo e di fargli fare carriera.<br />
In questa direzione si potrebbe anche prevedere una graduatoria dei vincitori dei concorsi nazionali per il reclutamento, facendo scegliere ai vincitori stessi, seguendo l&#8217;ordine della graduatoria, la sede tra quelle che hanno bandito o hanno avuto assegnati i posti.</p>
<p>LA PROPOSTA</p>
<p>Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico, articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita&#8217; nazionale individuale (a numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l&#8217;ulteriore chiamata della Facolta&#8217; dove il docente gia&#8217; lavora e continuera&#8217; a lavorare.<br />
Per il passaggio di fascia e&#8217; indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali.<br />
Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere interamente sorteggiate e composte da soli ordinari.<br />
Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un&#8217;unica figura definita da una legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita&#8217;, ferie, contributi pensionistici) e liberta&#8217; di ricerca, con un numero di posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza.<br />
Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell&#8217;attuale giungla di figure precarie.<br />
Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore, prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta&#8217; e l&#8217;accesso ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.<br />
Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per docenti a tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.</p>
<p>Specificazioni sul reclutamento.</p>
<p>I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, &#8216;concentrando&#8217;, con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali.<br />
La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti e prevedendo non piu&#8217; di un componente appartenente a una stessa sede.<br />
Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita&#8217; didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ill DDL distrugge l&#8217;Università &#8211; Interventi di Rossano Pazzagli e Alberto Burgio</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/11/04/rs-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 18:44:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriera]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnaliamo due interventi sul DDL governativo - Rossano Pazzagli &#8220;Universita&#8217;, questa riforma e&#8217; un colpo all&#8217;istruzione&#8221; sul Tirreno del 4.11.09: - Alberto Burgio &#8220;Come stanno distruggendo l&#8217;Universita&#8217;&#8221; su Liberazione del 4.11.09. Nella prima delle due pagine Burgio, tra l&#8217;altro, scrive che il DDL governativo e&#8217; stato presentato dal Corriere delle Sera &#8220;come nemmeno un depliant [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial,Helvetica;"><strong>Segnaliamo due interventi sul DDL governativo</strong></span></p>
<p>- <strong>Rossano Pazzagli</strong> &#8220;Universita&#8217;, questa riforma e&#8217; un colpo all&#8217;istruzione&#8221; sul <a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2009/11/04SIA3022.PDF">Tirreno del 4.11.09:</a></p>
<p>- <strong>Alberto Burgio</strong> &#8220;Come stanno distruggendo l&#8217;Universita&#8217;&#8221; su <a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2009/11/04SIC3049.PDF">Liberazione del 4.11.09.</a><br />
Nella prima delle due pagine Burgio, tra l&#8217;altro, scrive che il DDL governativo e&#8217; stato presentato dal Corriere delle Sera &#8220;come nemmeno un depliant pubblicitario del Ministero oserebbe fare.&#8221;</p>
<p>== Sul DDL l&#8217;ANDU ha gia&#8217; elaborato i seguenti documenti:<br />
- &#8220;DDL governativo: commissariamento Atenei&#8221; del 30.10.09: <a href="http://firgoa.usc.es/drupal/node/44379/print">Cliccare qui<br />
</a><br />
- &#8220;Durata mandato Rettori?&#8221; del 2.11.09: <a href="http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article24322.html">Cliccare qui</a></p>
<p>Per la &#8220;versione definitiva&#8221; del DDL governativo su &#8216;governance&#8217; e<br />
reclutamento <a href="http://www.flcgilcatania.it/universita/riforma-universita-il-ddl-approvato-dal-governo">cliccare qui</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ai Parlamentari: NO alla rottamazione dei ricercatori</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/11/04/carriere/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 06:05:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriera]]></category>

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		<description><![CDATA[A tutti i Parlamentari NELLA FINANZIARIA SI ELIMINI LA ROTTAMAZIONE DEI RICERCATORI UNIVERSITARI Il 23 settembre 2009 al Senato il Governo ha accolto l&#8217;Ordine del giorno che &#8220;impegna il Governo: ad includere esplicitamente anche i ricercatori tra le categorie alle quali non si applica, per il triennio 2009-2011, la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial,Helvetica;"><strong>A tutti i Parlamentari </strong></span></p>
<p>NELLA FINANZIARIA SI ELIMINI LA ROTTAMAZIONE DEI RICERCATORI UNIVERSITARI</p>
<p>Il 23 settembre 2009 al Senato il Governo ha accolto l&#8217;Ordine del giorno che &#8220;impegna il Governo: ad includere esplicitamente anche i ricercatori tra le categorie alle quali non si applica, per il triennio 2009-2011, la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro con un preavviso di sei mesi a decorrere dal compimento dell&#8217;anzianita&#8217; massima contributiva di 40 anni.&#8221; (per il testo completo dell&#8217;Ordine del giorno v. nota 1).</p>
<p>Nonostante cio&#8217; e nonostante che gia&#8217; nel luglio 2009 al Senato e alla Camera fossero stati approvati dei Pareri che andavano nella stessa direzione di impedire la rottamazione dei ricercatori universitari (per il testo dei Pareri v. nota 2), finora il Governo non ha preso nessuna iniziativa per impedire questa rottamazione, mentre ora sembra interessarsi solo della rottamazione dei medici (v. comunicato stampa in nota 3)</p>
<p>In occasione della votazione della prossima Finanziaria, chiediamo a tutti i Parlamentari di presentare e/o sostenere emendamenti volti a impedire la rottamazione dei ricercatori universitari.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>=== Nota 1. ORDINE DEL GIORNO ACCOLTO DAL GOVERNO NELLA SEDUTA DEL SENATO DEL 23.9.09:</p>
<p>&#8220;G1.74 (gia&#8217; em. 1.74) &#8211; POSSA, D&#8217;AMBROSIO LETTIERI, MASSIDDA<br />
Il Senato, in sede di esame del disegno di legge n. 1749 di conversione del decreto-legge 3 agosto 2009, n. 103, recante disposizioni correttive del decreto-legge anticrisi n. 78 del 2009, premesso che: l&#8217;articolo 17, comma 35-novies del suddetto decreto-legge anticrisi n. 78 del 2009, prevede la possibilita&#8217; per le pubbliche amministrazioni di risolvere unilateralmente il rapporto di lavoro a decorrere dal compimento dell&#8217;anzianita&#8217; contributiva di 40 anni; la medesima norma correttamente prevede, fra l&#8217;altro, l&#8217;esplicita esclusione dei professori universitari; considerato che non si ravvisa motivo per non estendere anche ai ricercatori la medesima esclusione, soprattutto laddove il conseguimento di 40 anni contributivi sia dovuto al riscatto degli anni di laurea, ovvero al riscatto di precedenti periodi lavorativi in altro tipo di attivita&#8217;, ovvero al riscatto del periodo di servizio militare, tenendo presente che tali riscatti sono stati determinati unicamente dal fine di aumentare l&#8217;anzianita&#8217; contributiva al momento dell&#8217;entrata in pensione; valutata l&#8217;inopportunita&#8217; di rinunciare alla prestazione lavorativa di personale estremamente valido, con particolare riferimento ai soggetti di età anagrafica inferiore ai 60 anni; rilevata l&#8217;inopportunita&#8217; di interrompere programmi di ricerca gia&#8217; intrapresi di carattere pluriennale; mpegna il Governo:<br />
ad includere esplicitamente anche i ricercatori tra le categorie alle quali non si applica, per il triennio 2009-2011, la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro con un preavviso di sei mesi a decorrere dal compimento dell&#8217;anzianita&#8217; massima contributiva di 40 anni.&#8221;</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>=== Nota 2. PARERI al Senato e alla Camera nel luglio 2009:</p>
<p>- AL SENATO</p>
<p>Il 30 luglio 2009 la Commissione Istruzione del Senato ha approvato un parere che, per quanto riguarda la norma che prevede il pre-pensionamento anche dei ricercatori, e&#8217; stato negativo:</p>
<p>&#8220;PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE  SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1724<br />
(…)<br />
esprime, per quanto di competenza, parere favorevole ad eccezione:<br />
2.     dell&#8217;articolo 17, comma 35-novies, atteso che si reputa necessario includere esplicitamente anche i ricercatori tra le categorie alle quali non si applica, per il triennio 2009-2011, la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro con un preavviso di sei mesi a decorrere dal compimento  dell&#8217;anzianita&#8217; massima contributiva di 40 anni.&#8221;</p>
<p>Nel corso della discussione, sullo stessa questione sono stati svolti i seguenti interventi (dal resoconto sommario della seduta della Commissione):<br />
&#8220;La senatrice Mariapia GARAVAGLIA (PD), (…) Ravvisa indi lacune con riferimento all&#8217;articolo 17, comma 35-novies, in quanto non menziona i ricercatori tra i soggetti esclusi dall&#8217;applicazione delle norme relative alla risoluzione unilaterale del contratto raggiunta l&#8217;eta&#8217; contributiva di 40 anni.<br />
(&#8230;)<br />
Il senatore VALDITARA (PdL) critica fortemente l&#8217;articolo 17, comma 35-novies, nella parte in cui non include esplicitamente i ricercatori tra i soggetti ai quali non si applica la risoluzione unilaterale del contratto con le pubbliche amministrazioni a decorrere dal raggiungimento di un&#8217;anzianita&#8217; contributiva di 40 anni. Ritiene infatti che, con il riscatto degli anni di laurea, i ricercatori rischiano di essere collocati a riposo troppo presto rispetto al lavoro che ancora potrebbero svolgere nelle universita&#8217;. Auspica pertanto che il relatore, nello schema di parere che si accinge a presentare, voglia censurare<br />
adeguatamente tale norma, contraria peraltro ad un principio di trasparenza.&#8221;</p>
<p>- ALLA CAMERA</p>
<p>Il 27 luglio 2009 alla Camera e&#8217; stato approvato da quasi tutti i Deputati un ordine del giorno, riformulato e accettato dal Governo, che &#8220;impegna il  Governo a valutare la possibilita&#8217; di modificare la norma&#8221; che ha introdotto nel &#8220;DL 78/09: Provvedimenti anticrisi&#8221; la possibilita&#8217; di pre-pensionare i dipendenti pubblici che abbiano maturato 40 anni di contributi.<br />
A favore dell&#8217;ordine del giorno sono intervenuti i deputati Barani, Di Virgilio, Pepe e Cazzola del PDL e Miotto, D&#8217;Antoni, Lenzi e Gatti del PD. Il testo &#8220;riformulato&#8221; dell&#8217;ordine del giorno e&#8217; qui riportato:</p>
<p>Testo riformulato dell&#8217;ordine del giorno approvato il 27 luglio 2009 dall&#8217;Aula della Camera con 415, 6 contrari e 7 astenuti:</p>
<p>&#8220;La Camera, premesso che:<br />
nel decreto in esame, nel corso dell&#8217;esame in Commissione, e&#8217; stata inserita una norma, poi confermata dal maxiemendamento del Governo al disegno di legge di conversione, riguardante il pensionamento obbligatorio a 40 anni, per i dipendenti pubblici, compresi i dirigenti, calcolati su base contributiva, e non effettiva, annullando una decisione parlamentare di pochi mesi fa introdotta con la legge n. 15 del 2009 che ha limitato la facolta&#8217; delle Amministrazioni di risolvere il rapporto di lavoro ai soli dipendenti con 40 anni di servizio effettivo, non conteggiando a tal fine i periodi di contribuzione riscattati;  tale norma ha effetti che verranno meglio esplicati di seguito;  con l&#8217;ipotesi dei 40 anni contributivi, per parecchi soggetti, comprese le donne impiegate nel pubblico impiego, scattal&#8217;obbligo di pensione ancor prima del compimento dei 65 anni di eta&#8217; (a soli 58-60<br />
anni di eta&#8217;) in netta controtendenza con le politiche previdenziali perseguite nel nostro Paese. Lo stesso decreto prevede l&#8217;innalzamento a 65<br />
anni l&#8217;eta&#8217; pensionabile delle donne, gradatamente e per corrispondere agli omologhi parametri comunitari; evidentemente una contradictio in terminis;<br />
il contraccolpo operativo e funzionale sarebbe evidente specie in alcune categorie del pubblico impiego che gia&#8217; da un ventennio circa subisce il depauperamento continuo di organici, laddove sarebbe invece necessario assicurare, almeno un parziale turnover;  il sistema previdenziale (INPDAP-INPS) subirebbe un inevitabile tracollo nel dover assicurare il trattamento pensionistico ad una eventuale moltitudine di &#8220;nuovi&#8221; pensionati senza un prevedibile scaglionamento temporale, di solito prevedibile attraverso la prassi delle cosiddette &#8220;finestre&#8221; di uscita;  le Amministrazioni avranno la discrezionalita&#8217; nel decidere se privarsi o meno di personale, tenuto conto di eventuali risparmi di spesa corrente, con il pericolo che una manovra, eventualmente clientelare o vessatoria, fatta all&#8217;interno delle amministrazioni pubbliche potrebbe portare alla volonta&#8217; decisionale di allontanare comunque alcuni soggetti, a prescindere dalle esperienze professionali conclamate, anche in virtu&#8217; della predetta anzianita&#8217; di servizio;  il collocamento a riposo forzato non tiene conto dell&#8217;elemento di volontarieta&#8217; che si sostanza anche nell&#8217;aver scelto a suo tempo di riscattare o meno, a proprie spese, alcuni periodi ai soli fini contributivo-pensionistici e che in questa particolare fattispecie rischia di acquisire connotazioni quasi &#8220;punitive&#8221; per i laureati, quali medicina e ingegneria, che assommano riscatti, incluse le specializzazioni, da 6 a 11 anni, depauperando cosi&#8217; miseramente le amministrazioni delle loro professionalita&#8217;: medici e ingegneri andrebbero in pensione molto prima e al meglio delle loro conoscenze e professionalita&#8217;, di certo utili alle amministrazioni, proprio in questo particolare momento di crisi, in cui le istituzioni hanno piu&#8217; bisogno di tecnica e professionalita&#8217;. Tutto cio&#8217; andra&#8217; a discapito della professionalita&#8217;, con conseguente disparita&#8217; di trattamento con i non professionisti, quindi fra i soggetti lavoratori del pubblico impiego appartenenti a medesime qualifiche e funzioni. Ad avviso dei presentatori, si rammenta che chi non e&#8217; laureato e&#8217; avvantaggiato, chi non si e&#8217; specializzato e&#8217; avvantaggiato, e, visto che entra nel conto anche il servizio militare, chi non ha servito la Patria e&#8217; avvantaggiato;  la norma salvaguarda alcune figure professionali (Primari ospedalieri, Magistrati, Professori universitari) di fatto mantenendo su piani differenti le professionalita&#8217;,<br />
impegna il Governo a valutare l&#8217;opportunita&#8217; di adottare ulteriori iniziative normative volte a modificare la norma introdotta al fine di evitare le disparita&#8217; segnalate e gli aggravi dei costi del sistema pensionistico nazionale.  9/2561/108. Barani, Di Virgilio, Palumbo, Bocciardo, Fucci, Castellani, De Nichilo Rizzoli, Girlanda, De Luca, Patarino, Mussolini, Mancuso, Ciccioli.&#8221;</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>=== Nota 3.</p>
<p>&#8220;Roma, 3 nov. (Adnkronos Salute) &#8211; Sara&#8217; cancellata la norma sulla rottamazione&#8217; dei medici, che consente alle aziende sanitarie e ospedaliere di mandare in pensione i camici bianchi con 40 anni di contributi, compresi gli anni riscattati. Su questo punto si e&#8217; raggiunto l&#8217;accordo nell&#8217;incontro di questa mattina fra i sindacati dei medici e del resto della dirigenza del Ssn, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi e Antonio Naddeo, capodipartimento della Funzione pubblica del ministero della Pubblica amministrazione e innovazione che ha appunto la &#8216;paternita&#8221; della norma in questione. Si e&#8217; trattato della prima riunione di uno dei quattro tavoli annunciati e istituiti da Sacconi su alcune questioni chiave poste dai medici. E&#8217; stato illustrato ai sindacati un testo che annulla la rottamazione dei camici bianchi, accolto positivamente dalle sigle della dirigenza. Adesso si attende l&#8217;ok delle Regioni e poi il provvedimento andra&#8217; all&#8217;esame della Conferenza Stato-Regioni.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Concorsi e Docenza LA CONTRORIFORMA DEL PD LA PROPOSTA DELL&#8217;ANDU</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2008/11/10/concorsi-e-docenza-la-controriforma-del-pd-la-proposta-dellandu/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 13:43:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriera]]></category>
		<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ANDU ha gia&#8217; cominciato ad analizzare alcune delle &#8220;Dieci proposte&#8221; per &#8220;il futuro dell&#8217;Universita&#8217; italiana&#8221;, recentemente avanzate dal PD. Per leggere le proposte del PD v.nota 1. L&#8217;ANDU in un precedente documento ha affrontato la questione della cosiddetta governance e ha esposto alcune considerazioni sul significato complessivo dell&#8217;iniziativa del PD. Per leggere il precedente documento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">L&#8217;ANDU ha gia&#8217; cominciato ad analizzare alcune delle &#8220;Dieci proposte&#8221; per &#8220;il futuro dell&#8217;Universita&#8217; italiana&#8221;, recentemente avanzate dal PD. Per leggere le proposte del PD v.nota 1. L&#8217;ANDU in un precedente documento ha affrontato la questione della cosiddetta governance e ha esposto alcune considerazioni sul significato complessivo dell&#8217;iniziativa del PD. Per leggere il precedente documento dell&#8217;ANDU v. nota 2. </span><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">Nel presente documento l&#8217;ANDU affronta le questioni dei concorsi e della organizzazione della docenza, rinviando alla prossima &#8216;puntata&#8217; la<br />
importantissima questione del precariato.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">I CONCORSI E LA DOCENZA DEL PD: IL RAFFORZAMENTO DEL POTERE BARONALE</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">Nella proposta n. 1 (&#8220;Concorsi piu&#8217; rapidi, piu&#8217; meritocratici, piu&#8217; internazionali, con meno nepotismi, localismi e lobbismi disciplinari&#8221;), si comincia dicendo che &#8220;occorre innanzitutto distinguere tra concorsi per reclutare e concorsi per promuovere&#8221;. E si comincia proprio male, anzi malissimo!. Certamente e&#8217; logico prevedere concorsi per fare entrare nel ruolo della docenza chi non ne fa ancora parte, ma prevedere &#8220;concorsi per promuovere&#8221;, significa volere mantenere in tre distinti ruoli la docenza, invece che prevedere un ruolo unico in tre fasce, con avanzamento da una fascia all&#8217;altra attraverso un giudizio INDIVIDUALE (quindi non un concorso), superato il quale il docente continua ad occupare il proprio posto con la nuova qualifica. Insomma, il PD e&#8217; contrario al ruolo unico della docenza, chiesto da anni dalle Organizzazioni e dalle Associazioni della docenza.<br />
Le regole per il reclutamento proposte dal PD sembrano &#8216;orecchiare&#8217; in peggio il fallito regolamento sui concorsi a ricercatore voluto dal ministro Mussi e dal suo sottosegretario Modica. Continuare a sostenere, come fa il PD, che &#8220;la scelta e&#8217; fatta da una commissione nominata dagli organi di governo dell&#8217;ateneo&#8221; equivale a volere mantenere quel localismo concorsuale che ha sempre caratterizzato il<br />
concorso di ingresso nella docenza (ruolo dei ricercatori) e, dalla Legge Berlinguer in poi, anche i concorsi ad associato e a ordinario. In sostanza si vuole mantenere lo strumento principe della cooptazione personale (il &#8216;maestro&#8217; sceglie come vincitore il suo allievo), con gli annessi fenomeni di clientelismo e nepotismo. E a poco vale spostare dalle Facolta&#8217; agli &#8220;organi di governo dell&#8217;ateneo&#8221; la nomina della commissione concorsuale, se non a spostare l&#8217;interlocutore del &#8216;maestro&#8217; che cerca un posto per farlo occupare dal suo allievo. Il meccanismo proposto &#8220;per promuovere un docente da una fascia a quella immediatamente successiva&#8221; (in realta&#8217; da un ruolo all&#8217;altro), da un lato ripropone in qualche modo la vecchissima &#8220;libera docenza&#8221; (l&#8217;&#8221;abilitazione alla docenza nella fascia superiore&#8221;), dall&#8217;altro lato, prevedendo che &#8220;la valutazione e&#8217; effettuata dalla università di appartenenza&#8221;, mantiene que carattere localistico che contraddistingue tutti gli attuali concorsi, con i fenomeni negativi gia&#8217; richiamati, compresa la &#8216;sottospecie&#8217; della parentopoli. Il mantenimento dei tre ruoli separati della docenza e&#8217; &#8216;confermato&#8217; da quanto previsto nella proposta n. 6 (&#8220;Valutare periodicamente i risultati del lavoro ed incentivare i migliori.&#8221;), dove si legge:<br />
&#8220;In ciascuna universita&#8217; i professori in servizio in una fascia dovrebbero essere in numero maggiore di quelli in servizio nella fascia immediatamente superiore.&#8221;<br />
Insomma agli attuali tre ruoli distinti si aggiunge l&#8217;obbligo di tre distinti organici!<br />
E per non lasciare alcun dubbio sulla volonta&#8217; di accentuare pesantemente<br />
la gerarchia accademica, con gravi ricadute sulla liberta&#8217; di insegnamento<br />
e di ricerca dei &#8216;subalterni&#8217;, sempre nella proposta n. 6 si legge: &#8220;Il rapporto di lavoro in ciascuna fascia inizierebbe a tempo determinato e sarebbe trasformato a tempo indeterminato solo a seguito di una valutazione della qualita&#8217; e quantita&#8217; del lavoro svolto dall&#8217;interessato.&#8221; Si introdurrebbe cosi&#8217; &#8220;in ciascuna fascia&#8221; (cioe&#8217;in ciascun ruolo) un periodo di pre-ruolo &#8220;a tempo determinato&#8221;, un periodo di &#8216;precariato&#8217; ben diverso dall&#8217;attuale periodo per la conferma in ruolo. All&#8217;interno di questa struttura iper-gerarchizzata della docenza, rischia di essere un&#8217;arma micidiale messa in mano ai &#8216;superiori&#8217; la previsione, sempre nella proposta n. 6, di far dipendere &#8220;gli incrementi stipendiali&#8221; dall&#8217;esito di una valutazione. A tutto questo va aggiunta l&#8217;aberrazione che deriverebbe dal mantenere la docenza in tre ruoli distinti e dall&#8217;introduzione dell&#8217;abilitazione. Infatti con la non previsione di un passaggio da una fascia all&#8217;altra legato esclusivamente ad un giudizio nazionale sull&#8217;attivita&#8217; del singolo docente, si potrebbero avere tanti casi di &#8220;abilitati alla docenza nella fascia superiore&#8221; (per esempio associati abilitati a ordinario) che dopo l&#8217;abilitazione svolgerebbero una attivita&#8217; giudicata &#8216;da ordinario&#8217; senza<br />
averne alcun riconoscimento.E magari l&#8217;ipotetico associato &#8216;riconosciuto&#8217; ordinario, ma rimasto associato si trova nello stessa stanza di un suo (ex) collega, anche lui abilitato a ordinario, ma che ha invece avuto la &#8216;fortuna&#8217; di essere stato effettivamente promosso grazie ad una positiva valutazione locale (ma su che basi?) della &#8220;universita&#8217; di appartenenza&#8221; e grazie anche ad un &#8216;buco&#8217; nell&#8217;organico del ruolo degli ordinari. Pura &#8216;logica&#8217; accademica!</span></p>
<p>LA PROPOSTA DELL&#8217;ANDU</p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">A queste e a similari ipotesi di rafforzamento del potere e dell&#8217;arbitrio baronali, l&#8217;ANDU da anni contrappone un modello di organizzazione della docenza e di riforma vera dei concorsi per l&#8217;ingresso in ruolo e delle prove per le promozioni.<br />
Una riforma imperniata su commissioni nazionali che DECIDONO i vincitori<br />
dei concorsi e le idoneita&#8217; alle fasce superiori, togliendo TOTALMENTE il potere a quella &#8220;autonomia responsabile&#8221; degli Atenei che in Italia, COMUNQUE, ha dato e darebbe il potere assoluto di cooptazione al singolo &#8216;maestro&#8217;, che &#8216;lavora&#8217; per ottenere un concorso per il suo prescelto che ne sara&#8217; il vincitore. Per evitare il prevalere dei gruppi forti nazionali, TUTTI i componenti delle commissioni nazionali devono essere direttamente sorteggiati e, per qualificarne al massimo il giudizio, devono farne parte SOLO ordinari, anche per i concorsi di ingresso dall&#8217;esterno nelle fasce dei ricercatori e degli associati e per le prove di idoneita&#8217; ad associato.<br />
Una riforma quella dell&#8217;ANDU che porrebbe fine al nepotismo e a tutti i suoi &#8216;annessi&#8217; e finalmente lascerebbe ai docenti di qualsiasi livello la possibilita&#8217; di svolgere piu&#8217; liberamente, piu&#8217; proficuamente e piu&#8217; serenamente l&#8217;attivita&#8217; di ricerca e di insegnamento. Invitiamo coloro che sono soliti affermare che per i concorsi tutto e&#8217; stato gia&#8217; (inutilmente) provato a riflettere sul fatto che per i concorsi<br />
di ingresso nel ruolo della docenza (dal 1980 quello a ricercatore) MAI si sono &#8216;provati&#8217; i concorsi veramente nazionali e totalmente sganciati dal &#8216;maestro&#8217; che ha &#8216;allevato&#8217; il suo allievo e che ritiene di avere il diritto-dovere di farlo entrare in ruolo e di fargli fare carriera.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">DOCENZA UNIVERSITARIA E CONCORSI</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico, articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita&#8217; nazionale individuale (a numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l&#8217;ulteriore chiamata della Facolta&#8217; dove il docente gia&#8217; lavora e continuera&#8217; a lavorare. Per il passaggio di fascia e&#8217; indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali. Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere interamente sorteggiate e composte da soli ordinari. Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un&#8217;unica figura definita da una legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita&#8217;, ferie, contributi pensionistici) e liberta&#8217; di ricerca, con un numero di posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza. Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di<br />
almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell&#8217;attuale giungla di figure precarie. Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore,<br />
prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta&#8217; e l&#8217;accesso ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati. Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">- Specificazioni sul reclutamento.<br />
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, &#8216;concentrando&#8217;, con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali. La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a sedi diverse, escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti e prevedendo non piu&#8217; di un componente appartenente ad una stessa sede. Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita&#8217; didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">6 novembre 2008</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">- Nota 1. Per leggere le &#8220;Dieci proposte del governo ombra del Partito Democratico&#8221; cliccare:<br />
<a href="http://download.repubblica.it/pdf/2008/PD-proposte-universita.pdf">http://download.repubblica.it/ pdf/2008/PD-propo ste-universita.pdf</a><br />
-Nota 2. Per leggere il documento dell&#8217;ANDU &#8220;Governance. La controriforma del PD e la proposta dell&#8217;ANDU&#8221;, del 4.11.08, cliccare:<br />
<a href="http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article21114.html">http://www.orizzontescuol a.it/orizzon te/article21114.html</a></span></p>
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		<title>DL. FONDAZIONI, IIT, FFO, BLOCCO, SCATTI</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 15:12:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriera]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il Decreto-Legge 112/08 pubblicato sulla G.U. del 25 giugno 2008 (per il testo v. nota 1) si accelera il &#8216;lavoro&#8217; di demolizione dell&#8217;Universita&#8217; statale, condotto da decenni da un potente gruppo accademico-politico-confindustriale, che ha &#8216;utilizzato&#8217; tutti i Ministri, tutti i Governi e tutti i Parlamenti succedutisi. In tutti questi anni, la devastante attivita&#8217; di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">Con il Decreto-Legge 112/08 pubblicato sulla G.U. del 25 giugno 2008 (per il testo v. nota 1) si accelera il &#8216;lavoro&#8217; di demolizione dell&#8217;Universita&#8217; statale, condotto da decenni da un potente gruppo accademico-politico-confindustriale, che ha &#8216;utilizzato&#8217; tutti i Ministri, tutti i Governi e tutti i Parlamenti succedutisi. </span><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">In tutti questi anni, la devastante attivita&#8217; di questa oligarchia e&#8217; stata puntualmente documentata e denunciata dall&#8217;ANDU, senza pero&#8217; ottenere un&#8217;adeguata reazione da quella parte del mondo universitario che ritiene fondamentale per il Paese e per la sua stessa democrazia una Universita&#8217; statale, democratica, autonoma, di massa e di qualita&#8217;. Per realizzare e difendere questo tipo di Universita&#8217;, l&#8217;ANDU ha da anni elaborato e proposto un progetto di radicale riforma dell&#8217;Universita&#8217;, complessiva e dettagliata (nota 2). </span><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">I contenuti del DL non sono nuovi: essi sono stati &#8216;auspicati&#8217; e/o &#8216;tentati&#8217; e/o &#8216;praticati&#8217; nel corso degli ultimi decenni, in maniera<br />
assolutamente trasversale, sulla base di una &#8216;ideologia&#8217; italo-anglo-americana che in realta&#8217; aveva e ha come vero obiettivo (gia&#8217; in parte realizzato) quello di dirottare le risorse pubbliche per l&#8217;Alta formazione e la Ricerca verso auto-proclamati centri di eccellenza. Lo strumento principale per imporre questo progetto e&#8217; stato il Ministero dell&#8217;Economia, che ha di fatto avocato a se&#8217; poteri propri dei Ministri<br />
formalmente competenti per l&#8217;Universita&#8217; e la Ricerca. I contenuti degli articoli del DL (che qui si riportano) riguardanti l&#8217;Universita&#8217; e la Ricerca comprovano quello che ormai si configura come un vero e proprio commissariamento dell&#8217;Universita&#8217; da parte degli economisti del Ministero dell&#8217;Economia e dei loro &#8216;interlocutori&#8217; accademici e imprenditoriali. </span></p>
<p>FONDAZIONI (art. 16 del DL)<br />
La trasformazione delle Universita&#8217; statali in Fondazioni, fortemente<br />
&#8216;auspicata&#8217;, in particolare, da Nicola Rossi e Gianni Toniolo (nota 3), e&#8217;<br />
anche la risposta all&#8217;iniziativa di alcuni Rettori che recentemente, convintisi di essere a capo di Atenei eccellenti, hanno operato per interloquire in proprio con il potere politico con l&#8217;obiettivo di ottenere piu&#8217; risorse. Con questo articolo del DL si consente di privatizzare strutture pubbliche che saranno mantenute con finanziamenti pubblici. Questa scelta e&#8217; demandata ai Senati Accademici, organi i cui componenti sono stati eletti quando non era stato ancora loro attribuito tale delicatissimo e importantissimo potere di scelta. Ancora una volta un pasticcio normativo che non sta in piedi neanche sul piano giuridico-costituzionale, ma che si basa sulla &#8216;forza&#8217; accademico-politico-mediatica gia&#8217; dispiegata per imporre provvedimenti devastanti per l&#8217;Universita&#8217; statale: autonomia finanziaria, autonomia statutaria, autonomia concorsuale, autonomia didattica, riforma del CUN, progressiva decurtazione dei finanziamenti, continui blocchi del reclutamento e delle carriere, ecc.</p>
<p>IIT (art. 17 del DL)<br />
Le Universita&#8217;, specie quelle statali, &#8211; si sa &#8211; sprecano le risorse pubbliche e per questo e&#8217; bene tagliare loro i finanziamenti e puntare su centri di eccellenza da inventare e da finanziare abbondantemente a parte (IIT di Genova, SUM di Firenze, IMT di Lucca). E all&#8217;IIT, centro che per eccellenza e&#8217; il piu&#8217; eccellente, presieduto dal Direttore Generale del Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, si destinano ulteriori Fondi, devolvendogli &#8220;le dotazioni patrimoniali&#8221; della Fondazione IRI, con un articolo del DL il cui titolo non lascia alcun dubbio sul fatto che l&#8217;IIT sia &#8216;depositario&#8217; esclusivo dei &#8220;progetti di ricerca di eccellenza&#8221;. Il Ministero dell&#8217;Economia continua a strangolare finanziariamente l&#8217;Universita&#8217; statale e lo stesso Ministero continua a iperfinanziare una struttura presieduta dal suo Direttore generale!</p>
<p>FFO e BLOCCO (comma 13 dell&#8217;art. 66 del DL)<br />
Assicurati ulteriori eccellenti finanziamenti per l&#8217;eccellentissimo IIT,<br />
alle Universita&#8217; si riducono drasticamente i finanziamenti e si contengono<br />
pesantemente il reclutamento e le promozioni. E infatti agli Atenei si<br />
riduce il fondo di finanziamento ordinario, che subisce un taglio di 500<br />
milioni di euro in tre anni, e si limita il turn over prevedendo assunzioni<br />
nel limite del 20% dei pensionamenti per il triennio 2009-2011 e del 50% a<br />
partire dal 2012.</p>
<p>SCATTI (art. 69 del DL)<br />
Il precedente Governo ha tentano di mettere le mani sugli scatti biennali<br />
di tutti i docenti universitari, Alla fine si e&#8217; contentato di intervenire solo su alcuni docenti. L&#8217;attuale Governo ora interviene sugli scatti di tutti i docenti con una sorta di &#8220;paghi due e prendi tre&#8221; (comma 1). Il &#8216;prelievo&#8217; viene incamerato dallo Stato (comma 2).</p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif">26 giugno 2008</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif"><br />
- Nota 1. Per il testo del Decreto-Legge &#8220;Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita&#8217;, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria.&#8221; &#8211; Decreto-Legge 25 giugno 2008, n. 112 (S.O. n. 152 alla G.U. n. 147 del 25.06.2008):<br />
<a href="http://www.mef.gov.it/web/apri.asp?idDoc=19254">http://www.mef.gov.it/web/apri.asp?idDoc=19254</a><br />
- Nota 2. Per leggere le &#8220;Proposte dell&#8217;ANDU su docenza universitaria e concorsi e su governo del Sistema nazionale e organizzazione degli Atenei&#8221; v. il documento dell&#8217;ANDU del 29.5.08 &#8220;Il problema: regole, reclutamento, precariato&#8221;:<br />
<a href="http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php">http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php</a> 04 giugno 2008 oppure<br />
<a href="http://unimoreinform.blogspot.com/2008/05/andu-il-problema-regole-reclutamento.html">http://unimoreinform .blogspot.c om/2008/05/andu-il-pro blema-regole-reclutamento.html</a><br />
- Nota 3. V. l&#8217;intervento di Gianni Toniolo &#8220;Universita&#8217;, la via delle fondazioni&#8221;, sul Sole 24-ore del 24.6.08:<br />
<a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2008/06/24MI22060.PDF">http://rassegnastampa.unipi.it/rassegn a/archivio/2008/06/24MI22060.PDF</a>.<br />
</span></p>
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		<title>E I NUOVI CONCORSI A RICERCATORE?</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2007 07:50:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriera]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ministro Fabio Mussi aveva ripetutamente assicurato che avrebbe emanato il &#8220;Regolamento per le procedure di reclutamento dei ricercatori&#8221; entro il 31 marzo 2007, termine previsto dalla Finanziaria 2007. Ad oggi, 19 aprile, non ci risulta che il Ministro abbia inviato al CUN e alla CRUI lo Schema di articolato del Regolamento per ottenere i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">Il ministro Fabio Mussi aveva ripetutamente assicurato che avrebbe emanato il &#8220;Regolamento per le procedure di reclutamento dei ricercatori&#8221; entro il 31 marzo 2007, termine previsto dalla Finanziaria 2007. </span><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">Ad oggi, 19 aprile, non ci risulta che il Ministro abbia inviato al CUN e alla CRUI lo Schema di articolato del Regolamento per ottenere i prescritti pareri, che vanno acquisiti prima di emanarlo con un decreto ministeriale. L&#8217;unico atto ufficiale riguardante il Regolamento rimane quello costitito dalle &#8220;Linee-guida per il Regolamento per le procedure di reclutamento dei ricercatori&#8221; che il 22 marzo il Ministero ha inviato alle Organizzazioni universitarie. Le &#8220;Linee-guida&#8221; sono state oggetto di un confronto col Ministro il 26 marzo (sulle &#8220;Linee-guida&#8221; v. il documento dell&#8217;ANDU &#8220;Il rettore-manager-padrone&#8221;, nota 1). </span><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">Il 12 aprile l&#8217;on. Ferdinando Latteri, responsabile per l&#8217;universita&#8217; della Margherita, nel suo intervento &#8220;Ministro Mussi, cosi&#8217; non va&#8221; sul<br />
quotidiano Europa (nota 2), ha duramente criticato &#8220;Le linee-guida&#8221; elaborate dal Ministero. Nell&#8217;intervento il prof. Latteri sostiene che &#8220;la proposta risulta gravemente lesiva dell&#8217;autonomia dei gruppi di ricerca esistenti nelle varie strutture accademiche&#8221;e che essa farebbe venire &#8220;meno qualunque possibilita&#8217; di esercitare la funzione di cooptazione che e&#8217; alla base di qualunque sistema di ricerca in qualunque parte del mondo e che garantisce l&#8217;efficienza dell&#8217;attivita&#8217;, ovviamente, presupponendo la responsabilita&#8217; dell&#8217;istituzione che esercita e controlla la stessa cooptazione&#8221;. Latteri aggiunge che la &#8220;selezione di ateneo&#8221; e&#8217; &#8220;inopinatamente attribuita a poteri incontrollabili da parte delle facolta&#8217; richiedenti e, ancor meno,<br />
da parte dei gruppi di ricerca&#8221;. In sostanza Ferdinando Latteri sostiene che la procedura descritta dalle &#8220;Linee-guida&#8221;, che prevede che una &#8216;commissione&#8217; nazionale-internazionale indichi una lista di possibili vincitori uno dei quali sara&#8217; scelto dall&#8217;Ateneo che ha bandito il posto, sarebbe lesiva dell&#8217;&#8221;autonomia dei<br />
gruppi di ricerca&#8221; a differenza di quanto sarebbe finora accaduto. Eppure fino ad oggi la SCELTA del vincitore e&#8217; stata FORMALMENTE affidata ESCLUSIVAMENTE ad una commissione la cui maggioranza e&#8217; espressa dalla<br />
comunita&#8217; nazionale (art. 3 del D.P.R. 23/03/2000 n. 117). Come e&#8217; possibile che il meccanismo concorsuale attuale, che consente formalmente ad una commissione di imporre alle &#8220;facolta&#8217; richiedenti&#8221; e ai &#8220;gruppi di ricerca&#8221; come vincitore un qualsiasi candidato, sia ritenuto piu&#8217; rispettoso della &#8220;funzione di cooptazione&#8221; di quanto non lo sia il meccanismo previsto dalla proposta ministeriale? Questa proposta, per la prima volta, consente formalmente agli Atenei di scegliere il vincitore del concorso a ricercatore. La spiegazione e&#8217; semplice. Al di la&#8217; dei poteri formali, le commissioni attuali hanno svolto il compito di ratificare la &#8216;prescelta&#8217; del vincitore, che e&#8217; sempre stato l&#8217;allievo &#8216;coltivato&#8217; dal &#8216;maestro&#8217;, il quale e&#8217; riuscito a farsi bandire il posto dalla propria Facolta&#8217;.<br />
Le critiche di Latteri tendono, di fatto, al mantenimento dell&#8217;attuale potere di cooptazione personale, con i connessi fenomeni di nepotismo e di clientelismo.<br />
La cooptazione personale ha sempre avuto la sua massima espressione nel<br />
FINTO concorso a ricercatore, che costituisce il momento di ingresso nel<br />
ruolo della docenza. La cooptazione personale rappresenta il pilastro del controllo scientifico e umano del &#8216;maestro&#8217; sul proprio &#8216;allievo&#8217;, controllo che comincia dalla<br />
laurea, continua nel lungo periodo di precariato e prosegue, dopo il concorso a ricercatore, lungo lo sviluppo della carriera. In Italia, per eliminare sul serio il nepotismo e&#8217; necessario sottrarre totalmente al singolo &#8216;maestro&#8217; la scelta del vincitore del concorso a ricercatore, affidandola totalmente e realmente alla comunita&#8217; nazionale, impedendo pero&#8217; che a quel livello prevalgano i gruppi dominanti. Per questo l&#8217;ANDU ha sempre sostenuto che i concorsi per il reclutamento nel ruolo della docenza debbano essere gestiti da commissioni nazionali composte da soli ordinari tutti sorteggiati. Abbiamo anche detto che e&#8217;<br />
necessario che nessuno dei componenti di ciascuna delle commissioni nazionali appartenga alla sede che ha bandito il concorso (per impedire il prevalere di interessi locali) e tutti siano di sedi diverse (per non dare troppo spazio alle sedi &#8216;forti&#8217;). Quanto finora previsto dal progetto ministeriale per la fase nazionale dei<br />
concorsi a ricercatore accoglie tutte le richieste dell&#8217;ANDU, eccetto quella importantissima che i &#8216;commissari&#8217; appartengano tutti a sedi diverse. Per quanto riguarda la fase locale prevista dal progetto ministeriale c&#8217;e&#8217; da apprezzare che in una recente versione non ufficiale di articolato del Regolamento (nota 3) non sia piu&#8217; prevista la partecipazione del Rettore alla Commissione concorsuale e che siano previsti nella Commissione solo professori ordinari. Inoltre non e&#8217; piu&#8217; previsto che la parte &#8216;non competente&#8217; della Commissione esprima una valutazione sulle prove dei candidati. Infine e&#8217; stata tolta l&#8217;incongrua e illegittima previsione che<br />
in caso di mancata conferma del ricercatore sia sottratto all&#8217;Ateneo il relativo budget. Queste importanti modifiche, se confermate, ridurrebbero le distorsioni<br />
derivanti dal volere comunque prevedere una fase locale nell&#8217;iter del concorso. Una fase che serve a recuperare &#8211; anche se solo parzialmente &#8211; il ruolo del &#8216;maestro&#8217; e che rende la procedura piu&#8217; lunga e farraginosa. </span><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">Lo ripetiamo, per tagliare alla radice il nepotismo e la corruzione nei concorsi a ricercatore la soluzione e&#8217; quella da anni da noi indicata e che qui, ancora una volta, riportiamo.<br />
</span></p>
<p>Proposta dell&#8217;ANDU sul reclutamento.<br />
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, &#8216;concentrando&#8217;, con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali. La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a sedi diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti. Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita&#8217; didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato,<br />
assegni, borse, incarichi, ecc.</p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">19 aprile 2007</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">- Nota 1. Per leggere il documento dell&#8217;ANDU &#8220;Il rettore-manager-padrone&#8221;:<br />
<a href="http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php">http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php</a> 27 marzo 2007<br />
- Nota 2. Per leggere l&#8217;intervento di Ferdinando Latteri &#8220;Ministro Mussi, cosi&#8217; non va&#8221;, apparso su Europa del 12.4.07:<br />
<a href="http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2007/04/12SI64018.PDF">http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2007/04/12SI64018.PDF</a><br />
- Nota 3. Per leggere la &#8220;Bozza del 4/4/2007 dello Schema di decreto ministeriale concernente regolamento sulle modalita&#8217; di svolgimento dei concorsi per ricercare universitario&#8221;: <a href="http://www.di.unipi.it/~ghelli/unilex/bozza.4.4.finale.pdf">http://www.di.unipi.it/~ghelli/unilex/bozza.4.4.finale.pdf</a></span></p>
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		<title>I &#8216;nuovi&#8217; concorsi di Mussi</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2007/03/22/i-nuovi-concorsi-di-mussi/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2007 10:18:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriera]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Universita&#8217; e le sue rappresentanze hanno potuto apprendere da un articolo, apparso il 20 marzo 2006 sulla prima pagina del giornale della Confindustria, il Sole 24-ore, i contenuti della &#8220;proposta che sta emergendo dal ministero&#8221; riguardante la modifica dei concorsi a ricercatore universitario.I contenuti della &#8220;proposta&#8221;, come esposti (e difesi nell&#8217;articolo, sono qui sotto riportati. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Universita&#8217; e le sue rappresentanze hanno potuto apprendere da un articolo, apparso il 20 marzo 2006 sulla prima pagina del giornale della<br />
Confindustria, il Sole 24-ore, i contenuti della &#8220;proposta che sta emergendo dal ministero&#8221; riguardante la modifica dei concorsi a ricercatore universitario.I contenuti della &#8220;proposta&#8221;, come esposti (e difesi nell&#8217;articolo, sono qui sotto riportati.</p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">Le Organizzazioni dell&#8217;Universita&#8217;, nell&#8217;ottobre 2006, avevano chiesto con forza che la modifica dei concorsi a ricercatore non nascesse con la blindatissima Legge Finanziaria, e per giunta con una delega praticamente in bianco (nota 1). Il ministro Fabio Mussi ha invece voluto comunque &#8216;strappare&#8217; una delega che espropria il Parlamento del potere di legiferare su una questione centrale per l&#8217;Universita&#8217; e che non consente al mondo universitario di dare il proprio contributo alla elaborazione di un provvedimento utile all&#8217;Istituzione e al Paese, e che non sia espressione dei poteri forti accademici. </span><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">E&#8217; stato gia&#8217; ricordato che &#8220;da anni l&#8217;ANDU propone una riforma della formazione, del reclutamento e della carriera dei docenti che ponga fine al precariato e ai fenomeni di nepotismo, clientelismo e localismo.<br />
Per ottenere cio&#8217; e&#8217; indispensabile sottrarre TOTALMENTE la scelta finale dei vincitori dei concorsi a ricercatore e di coloro che devono progredire nella carriera alla &#8216;responsabilita&#8221; locale, affidandola invece alla comunita&#8217; nazionale. QUALSIASI &#8216;cambiamento&#8217; che mantenga a livello locale la scelta finale (come spostare la &#8216;chiamata&#8217; dalla Facolta&#8217; al Dipartimento o ad un Organo centrale dell&#8217;Ateneo) non impedira&#8217; la cooptazione personale, anche se tale scelta dovesse essere preceduta da una idoneita&#8217; nazionale a numero piu&#8217; o meno aperto. In tutti i casi si manterrebbe il carattere localistico del reclutamento e della carriera dei docenti, che sta alla base del nepotismo e della dipendenza scientifica e umana dal &#8216;maestro&#8217;, il quale continuerebbe a scegliere chi e quando reclutare e chi e quando promuovere.&#8221;(dal documento dell&#8217;ANDU del 4 marzo 2007 &#8220;Commissariare i concorsi, abolirli o riformarli?&#8221;). </span><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">La proposta ministeriale, &#8216;comunicata&#8217; attraverso il Sole 24-ore, mantiene invece a livello locale &#8220;la decisione finale se e chi assumere&#8221; nel posto di ricercatore, spostandola dalla Facolta&#8217; &#8220;agli organi decisionali dell&#8217;ateneo&#8221;, cosi&#8217; come (pre)scritto nel progetto della Fondazione TreeLLLe, che svolge &#8220;attivita&#8217; di lobby trasparente al fine di diffondere dati e informazioni, promuovere le tesi dell&#8217;Associazione presso i decisori pubblici a livello nazionale e regionale, i parlamentari, le forze politiche e sociali, le istituzioni educative&#8221; (dal sito della Fondazione, nota 2). La collocazione del potere della scelta finale del vincitore negli Organi &#8216;centrali&#8217; dell&#8217;Ateneo si muove nella direzione di accentrare nelle mani del rettore-manager-padrone poteri immensi. A questo nuovo assetto di potere, e non piu&#8217; alla Facolta&#8217;, si riferira&#8217; il &#8216;maestro&#8217; per reclutare il suo allievo. </span><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">Alla scelta locale si aggiunge l&#8217;intervento &#8216;definitivo&#8217; dell&#8217;ANVUR alla quale sono &#8220;affidate&#8221; &#8220;le procedure di conferma&#8221; del &#8220;vincitore&#8221; &#8220;al termine&#8221; di &#8220;un triennio di prova&#8221;. In questo modo si &#8216;materializza&#8217;, nella sua parte piu&#8217; significativa, il progetto DS di un&#8217;Agenzia forte attraverso la quale i poteri forti dell&#8217;accademia vogliono di fatto commissariare l&#8217;Universita&#8217; italiana, contro l&#8217;articolo 33 della Costituzione che invece ne garantisce l&#8217;autonomia. </span><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">La fase nazionale del lunghissimo iter del &#8216;nuovo&#8217; reclutamento dei ricercatori prevede il sorteggio di soli ordinari per la valutazione dei candidati, cosi&#8217; come richiesto da sempre dall&#8217;ANDU per la composizione delle Commissioni nazionali che per l&#8217;ANDU, a differenza del progetto ministeriale, dovrebbero SCEGLIERE i vincitori dei concorsi (il progetto dell&#8217;ANDU per la riforma della docenza e&#8217; riproposto qui sotto). Peraltro il meccanismo del sorteggio previsto dal Ministero e&#8217; svuotato del suo significato positivo dalla &#8216;auto-selezione&#8217; dei commissari &#8220;sorteggiati tra quanti avranno inviato il proprio curriculum&#8221;. La previsione che due dei sette referees debbano essere stranieri e&#8217; frutto dell&#8217;atteggiamento provinciale di chi si ostina a pensare che solo gli stranieri-marziani possano assicurare quella imparzialita&#8217; e quel disinteresse che si ritiene non possano essere espressi da docenti italiani. </span><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">Il progetto ministeriale sui concorsi a ricercatore (che sembra anche prefigurare una nuova riforma di quelli ad associato e a ordinario) e&#8217; in linea con l&#8217;attivita&#8217; svolta da quel gruppo accademico trasversale che lavora da decenni per demolire l&#8217;Universita&#8217; statale e concentrare le risorse pubbliche in pochi centri di auto-proclamata eccellenza. Questo gruppo accademico &#8211; che ha gia&#8217; ottenuto la falsa autonomia<br />
finanziaria per &#8216;gestire&#8217; la progressiva riduzione dei fondi, la finta autonomia statutaria, l&#8217;abolizione di fatto del CUN, i finti concorsi locali, il fallimentare &#8220;3 + 2&#8243;, la moltiplicazione degli Atenei, l&#8217;aumento a dismisura del precariato &#8211; vuole ora &#8216;combinare&#8217; la conservazione della scelta localistica dei vincitori dei concorsi (nell&#8217;ambito di un nuovo assetto di &#8216;potere centralizzato&#8217; nell&#8217;Ateneo) con il ruolo &#8216;commissariale&#8217; dell&#8217;ANVUR, un organismo che finira&#8217; per essere controllato dai poteri forti accademici. </span><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">La proposta dell&#8217;ANDU, al contrario, eliminerebbe alla radice il localismo (e gli &#8216;annessi&#8217; fenomeni di nepotismo e di clientelismo) nel reclutamento, senza metterlo nelle mani dei gruppi nazionali dominanti. Una proposta che, tra l&#8217;altro, consentirebbe ad una commissione competente di scegliere piu&#8217; celermente i vincitori dei concorsi, il cui bando continuerebbe ad essere affidato alla scelta autonoma degli Atenei. La proposta dell&#8217;ANDU, salvaguardando e qualificando l&#8217;autonomia della comunita&#8217; scientifica, va nella direzione opposta a quella dei poteri forti che vogliono invece &#8216;centralizzare&#8217; il reclutamento dei docenti affidandolo a Organismi estranei ai settori scientifico-disciplinari, come certamente sono gli Organi di Ateneo e l&#8217;ANVUR.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">21 marzo 2007</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">- Nota 1. Dal documento del 13 ottobre 2006 di ADU, ANDU, APU, AURI, CISAL-Universita&#8217;, CISL-Universita&#8217;, CNRU, CNU, FIRU, FLC-CGIL, RNRP, SNALS-Universita&#8217;, SUN e UILPA-UR: &#8220;Le OO.AA. valutano in modo del tutto negativo quanto finora previsto dal Governo, sia sul piano del metodo sia sul piano dei contenuti. Sul piano del metodo, le OO.AA. considerano improprio l&#8217;inserimento in una legge finanziaria di norme che disciplinano contenuti, come lo stato giuridico, che devono trovare la loro disciplina in una legge ordinaria ad essi solo finalizzata. Altrettanto impropria e&#8217; la introduzione in un decreto legge dell&#8217;Agenzia di valutazione. Dietro questi provvedimenti vi sono poi deleghe generiche e gravi manchevolezze.&#8221;<br />
- Nota 2. Per conoscere l&#8217;attivita&#8217; e la composizione della Fondazione TreeLLLe: <a href="http://www.associazionetreelle.it/">http://www.associazionetreelle.it/</a></span></p>
<p>Dall&#8217;articolo &#8220;Nei concorsi per ricercatori finalmente spazio al merito&#8221; sul Sole 24-ore del 20.3.07. Per leggere l&#8217;intero articolo:<br />
<a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/07-03/070320/DTF97.tif">http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/07-03/070320/DTF97.tif</a></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">&#8220;I concorsi sono banditi da una singola sede, ma non si potra&#8217; piu&#8217; scrivere un profilo che, equivale alla fotografia a colori del vincitore in pectore. In una prima fase, le domande, sono inviate a sette referees, cinque ordinari italiani e due stranieri, sorteggiati tra quanti avranno inviato il proprio curriculum, soprattutto per macroaree e non piu&#8217; solo per microsettori. Questi esperti esterni, lavorando anonimamente, e in autonomia l&#8217;uno dall&#8217;altro, dovranno valutare i candidati di ciascun concorso, offrendo per ciascuno un giudizio analitico e una valutazione<br />
numerica. La seconda fase del concorso e&#8217; interna all&#8217;ateneo, dove una commissione formata da cinque ordinari recepisce i giudizi pro veritate dei<br />
referees e, salvo l&#8217;obbligo di escludere i candidati coni giudizi peggiori, e includere quelli coni migliori, procede in liberta&#8217; a compilare una lista di finalisti, li invita a tenere un seminario pubblico, compila una graduatoria. Agli organi decisionali dell&#8217;ateneo, rettore in testa, spetta la decisione finale se e chi assumere. Ma la vera novita&#8217; del nuovo sistema prescinde dai tecnicismi concorsuali. Il vincitore continuera&#8217; ad essere assunto per un triennio di prova, al termine del quale, pero&#8217;, le procedure di conferma, affidate all&#8217;Agenzia nazionale per la va1utazione della ricerca (Anvur), smetteranno di essere il pro forma di oggi: in caso di esito negativo, infatti, e&#8217; previsto che il ministero sottragga all&#8217;universita&#8217; il finanziamento relativo al posto. Il rischio di veder svanire posto per posto i denari con cui si manda avanti l&#8217;ateneo dovrebbe indurre, per forza se non per convinzione, a<br />
comportamenti piu&#8217; virtuosi.&#8221;</span></p>
<p>Proposta dell&#8217;ANDU per la riforma della formazione, del reclutamento e<br />
della carriera dei docenti universitari:</p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">RECLUTAMENTO<br />
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, &#8216;concentrando&#8217;, con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali. La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, appartenenti a sedi diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti. Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita&#8217; didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">CARRIERA<br />
La carriera dei docenti in ruolo (in tre fasce con uguali mansioni e uguali diritti e doveri) va riformata distinguendo nettamente l&#8217;avanzamento dal reclutamento. Le promozioni devono avvenire attraverso giudizi di idoneita&#8217; nazionali individuali (non comparativi e quindi a numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l&#8217;ulteriore chiamata della Facolta&#8217; dove il docente gia&#8217; lavora e continuera&#8217; a lavorare. La composizione delle commissioni nazionali deve<br />
essere la stessa di quelle per i concorsi a ricercatore. Per i passaggi di fascia e&#8217; indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">FORMAZIONE<br />
Per risolvere il problema del precariato e&#8217; necessario cancellare l&#8217;attuale giungla di figure, sostituendole con un&#8217;unica figura per la formazione pre-ruolo. Per i giovani in formazione va prevista liberta&#8217; di ricerca, una retribuzione dignitosa e tutti i diritti (malattia, maternita&#8217;/paternita&#8217;, ferie, contributi pensionistici). La durata del<br />
periodo pre-ruolo non deve superare i tre anni e si deve prevedere un numero di posti rapportato agli sbocchi in ruolo. E&#8217; necessario, inoltre, nei prossimi anni, il bando straordinario, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di almeno 20.000 posti nel ruolo dei ricercatori.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">TERZA FASCIA<br />
E&#8217; inoltre necessario e urgente trasformare il ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore, prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta&#8217; e l&#8217;accesso ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.</span></p>
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		<title>DDL De Maio-Moratti, una provocazione contro i ricercatori</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2004 14:50:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriera]]></category>
		<category><![CDATA[Docenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente il Governo e la Maggioranza, attraverso l&#8217;emendamento (riportato in calce) presentato dall&#8217;on. Pepe (FI), relatore del DDL De Maio-Moratti, ha dato una risposta chiara alla richiesta del mondo universitario di non mettere ad esaurimento il ruolo dei ricercatori e di riconoscere il ruolo di professore svolto dagli attuali ricercatori. L&#8217;emendamento, presentato nella seduta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente il Governo e la Maggioranza, attraverso l&#8217;emendamento (riportato in calce) presentato dall&#8217;on. Pepe (FI), relatore del DDL De Maio-Moratti, ha dato una risposta chiara alla richiesta del mondo universitario di non mettere ad esaurimento il ruolo dei ricercatori e di riconoscere il ruolo di professore svolto dagli attuali ricercatori. <span style="font-size: x-small;font-family: Arial">L&#8217;emendamento, presentato nella seduta di giovedì 28 luglio 2004 della Commissione Cultura della Camera (nota), costituisce una gravissima provocazione nei confronti dei ricercatori e dell&#8217;intero mondo universitario.<br />
Infatti:<br />
- viene confermata la messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori, escludendo il reclutamento in ruolo nella docenza universitaria in una terza fascia di professore;<br />
- non si trasforma il ruolo dei ricercatori in terza fascia dei professori, ma si condiziona l&#8217;attribuzione del titolo di &#8220;professore aggiunto&#8221; ad un giudizio della Facoltà in modo da consentire la &#8220;scrematura&#8221; degli attuali ricercatori e, in particolare, di quelli appartenenti alle Facoltà dove &#8220;vale&#8221; di più il titolo di professore e dove sono incardinati maggiormente i poteri forti che impediscono ogni riforma democratica dell&#8217;Università;<br />
- non si prevede il diritto-dovere, come per gli attuali professori, di svolgere un corso di insegnamento, ma si consente di imporre al &#8220;professore aggiunto&#8221; lo svolgimento di un corso solo quando &#8220;conviene&#8221; alla Struttura di appartenenza, togliendo così la possibilità, oggi consentita ai ricercatori, di svolgere corsi con il loro assenso;<br />
- non si prevede la partecipazione dei &#8220;professori aggiunti&#8221; agli Organi collegiali e, in particolare, ai Consigli di Facoltà.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">Il livore corporativo di chi ha concepito una tale provocazione è talmente evidente che dovrebbe essere di per sé sufficiente per far bocciare questo atto di estrema prepotenza e arroganza accademica.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial"><br />
Nota. Il resoconto della seduta del 28 luglio 2004 della Commissione Cultura della Camera e i nuovi emendamenti in:<br />
<a href="http://www.camera.it/chiosco.asp?source=&amp;position=Organi%20Parlamentari%5CCommissioni%20permanenti&amp;content=/_dati/leg14/lavori/bollet/scommfr.%20htm?annomese=200407%25%2026commiss=07">http://www.camera.it/chiosco.asp? source=&amp;position= Organi%20Parlamentari \Commissioni%20permanenti&amp;co ntent=/_dati/leg14/lavori/bollet/scommfr. htm%3Fannomese=200407% 26commiss=07</a></span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">Emendamento presentato nella seduta del 28 luglio 2004 della Commissione Cultura della Camera, che sarà discusso e votato il 29 luglio 2004:</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">Dopo la lettera p), introdurre la seguente:<br />
p-bis) ai ricercatori, agli assistenti del ruolo ad esaurimento, ai tecnici laureati che hanno svolto attività di docenza ai sensi dell&#8217;articolo 12 della legge 19 novembre 1990, n. 341, e agli incaricati stabilizzati è attribuito il titolo di professore aggiunto, previa positiva valutazione, da parte del consiglio della facoltà di appartenenza appositamenteintegrato con un componente esterno, dell&#8217;attività didattica e scientificasvolta. Essi sono tenuti all&#8217;insegnamento loro affidato con appositiincarichi, sulla base della programmazione didattica definita daicompetenti organi accademici, nei corsi di laurea di cui all&#8217;articolo 3, comma 1, lettera a), del regolamento di cui al decreto del Ministro dell&#8217;università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509, e successive modificazioni. Le predette categorie di personale sono altresì tenute ad assolvere i compiti di tutoraggio e di didattica integrativa previsti dall&#8217;articolo 32, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382.<br />
1. 200.Il relatore. </span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Contro il precariato e contro i finti concorsi 5000 POSTI SUBITO NELLA TERZA FASCIA DI PROFESSORE GIUDIZI DI IDONEITÀ INDIVIDUALI PER PASSARE DA UNA FASCIA ALL&#8217;ALTRA</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2004/02/11/contro-il-precariato-e-contro-i-finti-concorsi-5000-posti-subito-nella-terza-fascia-di-professore-giudizi-di-idoneita-individuali-per-passare-da-una-fascia-allaltra/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2004 10:49:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriera]]></category>
		<category><![CDATA[Reclutamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Contro il disegno di legge-delega governativo De Maio-Moratti di controriforma dello stato giuridico dei docenti universitari sta crescendo un movimento forte, diffuso e determinato che coinvolge tutte le componenti dell&#8217;università.  Comune è la consapevolezza che è in corso l&#8217;attacco finale contro l&#8217;Università pubblica, per disgregarla ed emarginarla, rafforzando ancor più i poteri forti accademici che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: x-small;font-family: Arial">Contro il disegno di legge-delega governativo De Maio-Moratti di<br />
controriforma dello stato giuridico dei docenti universitari sta crescendo<br />
un movimento forte, diffuso e determinato che coinvolge tutte le componenti dell&#8217;università.  </span><span>Comune è la consapevolezza che è in corso l&#8217;attacco finale contro l&#8217;Università pubblica, per disgregarla ed emarginarla, rafforzando ancor più i poteri forti accademici che l&#8217;hanno sequestrata e che da decenni<br />
gestiscono il Ministero e condizionano trasversalmente il Parlamento. Questi poteri forti pretendono un maggiore controllo del reclutamento e della carriera della docenza e per questo vogliono sostituire il ruolo dei ricercatori con un precariato fino a dieci anni e vogliono rendere precarie anche le fasi iniziali della carriera di associato e di ordinario. In tal modo si renderebbero più ricattabili i docenti, attentando alla<br />
loro libertà di ricerca e di insegnamento. In Italia l&#8217;autonomia nella ricerca e nella didattica si può avere solo con rapporti di lavoro stabili e quindi in ruolo. In questa stessa direzione è indispensabile smetterla con i finti concorsi per l&#8217;avanzamento nella carriere: l&#8217;ingresso nella docenza va nettamente distinto dalla progressione di carriera. Per raggiungere questi obiettivi, in alternativa ai contenuti del progetto governativo, è necessario ottenere:<br />
1. la trasformazione in terza fascia di professore dell&#8217;attuale ruolo dei ricercatori, che svolgono per legge da anni attività di piena docenza;<br />
2. l&#8217;accesso ai fondi di ricerca e l&#8217;indennità di tempo pieno per i professori di terza fascia non confermati;<br />
3. il bando immediato, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di 5000 posti di professore di terza fascia per cominciare ad assicurare il ricambio generazionale in vista del dimezzamento del numero degli attuali<br />
docenti nei prossimi 8 anni;<br />
4. la cancellazione dell&#8217;attuale giungla di figure precarie, contenendo la durata del pre-ruolo in non più di sei anni comprensivi del dottorato;<br />
5. l&#8217;introduzione di concorsi nazionali per l&#8217;ingresso nella docenza e di giudizi di idoneità nazionali a numero aperto per il passaggio da una fascia all&#8217;altra, con immediato e completo riconoscimento della nuova<br />
qualifica in caso di giudizio positivo (senza, quindi, l&#8217;ulteriore &#8220;chiamata&#8221; da parte della facoltà nella quale si stanno già svolgendo didattica e ricerca). Le commissioni per i concorsi di ingresso e per i<br />
giudizi di idoneità per il passaggio devono essere composte da soli ordinari tutti sorteggiati;<br />
6. il mantenimento della distinzione tra tempo pieno e tempo definito, escludendo per legge i docenti a tempo definito da tutte le cariche accademiche e dalle commissioni giudicatrici;<br />
7. l&#8217;eliminazione del blocco delle assunzioni, contrario all&#8217;autonomia sancita dalla Costituzione.</span></p>
<p><span>Per ottenere tutto ciò è indispensabile la più vasta unità del mondo universitario. In questa direzione è importante che la CRUI (che si è appropriata del ruolo di rappresentanza del sistema nazionale che non le<br />
spetta e che non è strutturalmente in grado di svolgere) e il CUN (che è svuotato del proprio ruolo in quanto organismo pluri-prorogato e con una composizione da tempo illegittima) non &#8220;contrattino&#8221; con il potere<br />
accademico-ministeriale e non finiscano per accettare, nella sostanza, i contenuti principali del disegno di legge-delega De Maio-Moratti in cambio di nuovi finanziamenti. Su questo terreno è in corso da parte del potere accademico-ministeriale il tentativo di rendere più accettabile il lungo precariato con la promessa di<br />
una retribuzione di 2000 euro lordi al mese e l&#8217;ipotesi del passaggio ad altra amministrazione nel caso in cui, dopo dieci anni, il precario non abbia vinto un posto di associato: su questo punto il contraddittorio documento della CRUI del 28.1.04 è pericolosamente possibilista. In questo stesso documento la CRUI ha abbandonato l&#8217;iniziale richiesta di ritiro del provvedimento governativo e non critica nemmeno più il ricorso<br />
allo strumento della legge-delega. È invece indispensabile chiedere e ottenere il ritiro del provvedimento<br />
governativo perché tutti i suoi contenuti sono inaccettabili. Questa dovrebbe essere la richiesta anche del CUN e della CRUI, che, come le Organizzazioni della docenza, sono stati invitati dal Ministro a sedere ai<br />
&#8220;tavoli tecnici&#8221; già ampiamente sperimentati appena qualche mese fa. In quella occasione il risultato è stato l&#8217;assenza di qualsiasi ascolto da parte dei responsabili ministeriali che sono apparsi disinformati sull&#8217;Università italiana e sui sistemi universitari degli altri Paesi.</span></p>
<p><span>10 febbraio 2004</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Reclutamento e carriera universitaria. SBLOCCO E BLOCCO</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2003/11/19/reclutamento-e-carriera-universitaria-sblocco-e-blocco/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2003 08:10:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ANDU</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carriera]]></category>
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		<description><![CDATA[Alla richiesta del mondo universitario di sbloccare il reclutamento e l&#8217;avanzamento nella carriera dei docenti universitari, il Senato ha risposto approvando, in prima lettura, un emendamento (v. nota) che consente l&#8217;assunzione solo dei ricercatori vincitori alla data del 31.10.03. Sembra peraltro che negli Atenei che hanno speso per il personale in ruolo oltre il 90% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;font-family: Arial">Alla richiesta del mondo universitario di sbloccare il reclutamento e l&#8217;avanzamento nella carriera dei docenti universitari, il Senato ha risposto approvando, in prima lettura, un emendamento (v. nota) che consente l&#8217;assunzione solo dei ricercatori vincitori alla data del 31.10.03. Sembra peraltro che negli Atenei che hanno speso per il personale in ruolo oltre il 90% del bilancio, anche i vincitori prima del 31.10.03 di concorso a ricercatore non possano essere immediatamente assunti. In alcuni Atenei, che hanno attualmente sforato il vincolo di legge, la situazione potrebbe cambiare dopo che saranno ripartiti i 150 milioni di euro aggiuntivi al Fondo per il finanziamento ordinario. In pratica, comunque è stato reintrodotto, a partire dall&#8217;1.11.03, il blocco del reclutamento ed è stato mantenuto il blocco sia dei passaggi di fascia (da ricercatore ad associato o ad ordinario, da associato a ordinario), sia dei chiamati ad associato e ad ordinario non appartenenti già alla docenza universitaria Ripetiamo che il blocco delle assunzioni in ruolo costituisce, tra l&#8217;altro, una spinta verso un più massiccio ricorso al reclutamento precario e, di fatto, scoraggia la scelta della carriera universitaria. A parole tutti sostengono che la ricerca e l&#8217;Università in Italia vadano rilanciate e che il numero dei docenti-ricercatori vada aumentato; invece il Ministro, cioè la Commissione De Maio, si è mosso nella direzione opposta, ovvero verso l&#8217;istituzionalizzazione del precariato: messa ad esaurimento dei ricercatori, senza la trasformazione del loro ruolo in terza fascia dei professori, e introduzione di una &#8220;nuova&#8221; figura precaria della durata di dieci anni.</span><span style="font-family: Arial"> </span></p>
<p style="margin-bottom: 12pt"><span style="font-size: 10pt;font-family: Arial">Uno dei meriti principali della lotta dei vincitori dei concorsi a ricercatore è stato quello di mostrare come sia indispensabile che il reclutamento in ruolo avvenga in una terza fascia, cioè ad una età che non vada mediamente oltre i 35 anni (ed è già troppo!). Anche alla luce di questa vicenda, la Commissione Cultura della Camera dovrebbe approvare subito la legge sulla terza fascia, provvedimento sul<br />
quale quasi tutti i Deputati della Commissione si sono espressi favorevolmente.<br />
In vista della discussione della Finanziaria alla Camera, è necessario che il mondo universitario, oltre a chiedere più fondi per l&#8217;Università pubblica (il Senato ha approvato, e la Camera si appresta a ratificare,<br />
l&#8217;istituzione di un fantomatico Istituto Italiano di Tecnologia dotandolo di 50 milioni per il prossimo anno e 100 milioni per ogni anno successivo fino al 2014!), chieda lo sblocco di tutte le assunzioni. Una battaglia da fare anche se è difficile vincerla dato che il CUN, che dovrebbe rappresentare e difendere l&#8217;autonomia del mondo universitario, è politicamente inesistente per il suo stato di Organo pluri-prorogato e per la sua composizione da tempo illegittima, e dato che la CRUI, inadatta a rappresentare il sistema nazionale dell&#8217;Università in quanto somma degli interessi dei singoli Atenei, si è invece arrogata il ruolo di Organo di rappresentanza nazionale.</p>
<p>18 novembre 2003</p>
<p>Nota.<br />
== Emendamento alla Finanziaria 2004 approvato dal Senato il 14.11.03:</p>
<p>&#8220;Fermo restando quanto previsto dall&#8217;articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, sono consentite le assunzioni di ricercatori delle Università e degli Enti ed Istituzioni di ricerca che siano risultati vincitori di concorso alla data del 31 ottobre 2003. Per le Università continuano ad applicarsi, in ogni caso, i limiti di spesa per il personale di cui all&#8217;articolo 51, comma 4, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. A tal fine è istituito presso il Ministero dell&#8217;istruzione, dell&#8217;università e della ricerca uno specifico fondo. Con decreti del Ministro dell&#8217;istruzione, dell&#8217;università e della ricerca d&#8217;intesa con il Ministro dell&#8217;economia e delle finanze si provvede al trasferimento alle singole Università ed Enti delle occorrenti risorse finanziarie.&#8221;</p>
<p>== Prima parte del comma 4 dell&#8217;articolo 51, della legge 27 dicembre 1997,<br />
n. 449:</p>
<p>&#8220;Le spese fisse e obbligatorie per il personale di ruolo delle università statali non possono eccedere il 90 per cento dei trasferimenti statali sul fondo per il finanziamento ordinario. Nel caso dell&#8217;Università degli studi<br />
di Trento si tiene conto anche dei trasferimenti per il funzionamento erogati ai sensi della legge 14 agosto 1982, n. 590. .&#8221;</span></p>
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