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	<title>Commenti a: Genova</title>
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	<description>Associazione Nazionale Docenti Universitari</description>
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		<title>Di: Sergio Morra</title>
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		<dc:creator>Sergio Morra</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 09:30:19 +0000</pubDate>
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		<description>VALE LA PENA DI SALVARE QUESTA UNIVERSITA&#039;?
di Sergio Morra dell&#039;Università di Genova

Già. Peccato però che a Genova (almeno in alcune facoltà) ci siano anche i professori, ordinari e associati, che in consiglio di facoltà votano le mozioni contro il DDL Gelmini, contro la manovra Tremonti, a favore dell&#039;agitazione, e poi nei corridoi fanno opera di organizzazione del crumiraggio, premendo sui ricercatori che hanno aderito all&#039;agitazione perché abbassino la cresta e prendano i loro bravi affidamenti gratuiti.
Non so se questo significhi che certi colleghi siano segretamente favorevoli al DDL Gelmini e alla manovra Tremonti, o se invece siano semplicemente desiderosi di &quot;farsi belli&quot; come tutori dell&#039;ordine costituito, capaci di imporre ai propri vassalli e sudditi l&#039;obbedienza ai voleri del governo. Penso piuttosto la seconda ipotesi. C&#039;è di che vergognarsi di appartenere alla categoria dei professori universitari e personalmente comincio a vergognarmene un po&#039;. Mi pare che certi colleghi abbiano un&#039;autonomia di pensiero e una indipendenza dall&#039;autorità governativa paragonabili a quelle di un tenente colonnello dei carabinieri.
Ma non sarebbe poi una gran novità: già nel lontano 1931 il governo (allora presieduto dal duce Benito Mussolini) chiese ai professori universitari di giurare fedeltà al fascismo e circa il 99% dei colleghi di quel tempo giurarono. Oggi non giurano pubblicamente fedeltà a Gelmini e Tremonti, ma la praticano di nascosto. E non pochi ricercatori cedono alle pressioni. Ma se la nostra università è questa, vale ancora la pena di cercare di salvarla? Mi viene voglia di andarmene in pensione, di trasferirmi all&#039;estero, di riciclarmi come pescatore di merluzzi, pur di non appartenere più alla vile categoria dei professori universitari.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>VALE LA PENA DI SALVARE QUESTA UNIVERSITA&#8217;?<br />
di Sergio Morra dell&#8217;Università di Genova</p>
<p>Già. Peccato però che a Genova (almeno in alcune facoltà) ci siano anche i professori, ordinari e associati, che in consiglio di facoltà votano le mozioni contro il DDL Gelmini, contro la manovra Tremonti, a favore dell&#8217;agitazione, e poi nei corridoi fanno opera di organizzazione del crumiraggio, premendo sui ricercatori che hanno aderito all&#8217;agitazione perché abbassino la cresta e prendano i loro bravi affidamenti gratuiti.<br />
Non so se questo significhi che certi colleghi siano segretamente favorevoli al DDL Gelmini e alla manovra Tremonti, o se invece siano semplicemente desiderosi di &#8220;farsi belli&#8221; come tutori dell&#8217;ordine costituito, capaci di imporre ai propri vassalli e sudditi l&#8217;obbedienza ai voleri del governo. Penso piuttosto la seconda ipotesi. C&#8217;è di che vergognarsi di appartenere alla categoria dei professori universitari e personalmente comincio a vergognarmene un po&#8217;. Mi pare che certi colleghi abbiano un&#8217;autonomia di pensiero e una indipendenza dall&#8217;autorità governativa paragonabili a quelle di un tenente colonnello dei carabinieri.<br />
Ma non sarebbe poi una gran novità: già nel lontano 1931 il governo (allora presieduto dal duce Benito Mussolini) chiese ai professori universitari di giurare fedeltà al fascismo e circa il 99% dei colleghi di quel tempo giurarono. Oggi non giurano pubblicamente fedeltà a Gelmini e Tremonti, ma la praticano di nascosto. E non pochi ricercatori cedono alle pressioni. Ma se la nostra università è questa, vale ancora la pena di cercare di salvarla? Mi viene voglia di andarmene in pensione, di trasferirmi all&#8217;estero, di riciclarmi come pescatore di merluzzi, pur di non appartenere più alla vile categoria dei professori universitari.</p>
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