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	<title>Commenti a: Palermo</title>
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	<description>Associazione Nazionale Docenti Universitari</description>
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		<title>Di: Graziano</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2010/03/18/a-palermo/comment-page-1/#comment-756</link>
		<dc:creator>Graziano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 10:05:19 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;L&#039;Università è un&#039;istituzione autonoma che produce e trasmette criticamente la cultura mediante la ricerca e l&#039;insegnamento. Per essere aperta alle necessità del mondo contemporaneo deve avere, nel suo sforzo di ricerca e di insegnamento, indipendenza morale e scientifica nei confronti di ogni potere politico ed economico&quot;.
Cosi è sancito dalla crte costituzione , nessuna legge è valida se questa lede o prevarica tali principi costituzionali.
- i ricercatori andranno in tutti i tar della nazione  per abrograre tale legge 
- Ogni legge è valida se intepreta  e  viene condivisa  da i suoi cittadini  e da coloro a cui si applica 
-Nessun condizionamento è possibile applicare al mondo accademico il quale è libero moralmente politicamente economicamente da ogni potere politico di qualsiasi genere.
- alla fine tutti i ricercatori è precari vinveranno su questa ingiustizia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;Università è un&#8217;istituzione autonoma che produce e trasmette criticamente la cultura mediante la ricerca e l&#8217;insegnamento. Per essere aperta alle necessità del mondo contemporaneo deve avere, nel suo sforzo di ricerca e di insegnamento, indipendenza morale e scientifica nei confronti di ogni potere politico ed economico&#8221;.<br />
Cosi è sancito dalla crte costituzione , nessuna legge è valida se questa lede o prevarica tali principi costituzionali.<br />
- i ricercatori andranno in tutti i tar della nazione  per abrograre tale legge<br />
- Ogni legge è valida se intepreta  e  viene condivisa  da i suoi cittadini  e da coloro a cui si applica<br />
-Nessun condizionamento è possibile applicare al mondo accademico il quale è libero moralmente politicamente economicamente da ogni potere politico di qualsiasi genere.<br />
- alla fine tutti i ricercatori è precari vinveranno su questa ingiustizia</p>
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		<title>Di: rmv</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2010/03/18/a-palermo/comment-page-1/#comment-754</link>
		<dc:creator>rmv</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 02:30:31 +0000</pubDate>
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		<description>LA  rivoluzione dei KAMIKAZE

Nell&#039;ampiezza delle critiche ad un DDL - che si avvia all&#039;approvazione- penso si sia accantonato - o perso di vista - un problema centrale legato al DESTINO DEI RICERCATORI A TEMPO INDETERMINATO (già in servizio).  I ricercatori andranno messi ad esaurimento - nel vero senso della parola - sino a quando sono serviti a mantere i Corsi di Laurea potevano anche ESSERE DOCENTI anzi scusate &quot;FARE I DOCENTI&quot;, ma adesso  RESET!!!!!I RICERCATORIDOCENTI ritorneranno a fare gli assistenti, si &quot;concentreranno&quot; di nuovo solo nella ricerca e buoni buonini aspetteranno i nuovi concorsi. E&#039; una carriera DILUNGADURATA!!!! Molti doveri e pochi diritti! 
Tra ESSERE DOCENTE/PROFESSORE E FARE IL DOCENTE/PROFESSORE paradossalmente - PASSAUNA BELLA DIFFERENZA. 
MAH, POVERI PATETICI RICERCATORI. POVERI perchè hanno svolto attività didattica a basso costo, PATETITICI perchè hanno lavorato il doppio, il triplo, dovendo dimostrare di essere in grado di svolgere il loro compito primario - la ricerca- da sempre motivo di stima o di deprezzamento da parte dei &quot;superiori&quot;. La stessa attività di ricerca/PRODUZIONE SCIENTIFICA(pubblicazioni/organizzazioni di progetti formativi/workshop/organizzazione e/o partecipazione di convegni nazionali e internazionali ecc), che ci ha consentito -con i nostri curriculum- di accedere per affidamento e/o supplenza all&#039;attività didattica. MA RIFLETTIAMO:  non siamo stati professori, abbiamo fatto i professori. Non ha più alcun valore il giudizio del corso di Laurea che ci ha ritenuto idonei a svolgere l&#039;attività didattica?
Ricordiamo che anche - e dico anche- con questi DOCENTIRICERCATORI si sono laureati molti studenti. Questi Ricercatori hanno guidato, istruito, giudicato gli Allievi. Anche loro- adesso- increduli: AH scusi perchè Lei non era professore? Vai a spiegare.....  
POVERI PATETICI RICERCATORI. 
Dunque adesso RI-ASPETTEREMO I CONCORSI, magari molti di noi li hanno già fatti, hanno svolto la fatidica LEZIONE, (QUANTE LEZIONI CON I NOSTRI ALLIEVI!!!!) e sono stati giudicati meritevoli. Negli ultimi concorsi del 2008 -poi effettivamente svolti nel 2010- qualcuno &quot;è passato di ruolo&quot;, gli ALTRI ancora FUORI: ci dispiace, il posto è uno, l&#039;idoneità pure, sarà per la prossima volta.....
PARADOSSALE, DISGUSTOSO, PENOSO, DISEDUCATIVO per i nostri giovani ricercatori, che adesso con la nuova legge invece dopo sei anni potranno diventare associati. Noi POVERINI pagheremo il fatto di esssre quelli di transizione. LUNGA TRANSIZIONE!!! DEIVERIKAMIKAZE!!!!
Questa sera la Gelmini su TG1 ha nuovamente affermato che per noi saranno messi a disposizione dei fondi che ci consentiranno di accedere ai concorsi per passare di ruolo. ANCOOOOORA!!!!!
MA COSA ANCORA DOBBIAMO DIMOSTRARE!!!! Se per ben 6 anni abbiamo fatto attività didattica CONTINUATIVA PER AFFIDAMENTO E/O SUPPLENZA e siamo stati considerati idonei dal corso di laurea e dai nostri stessi allievi. COSA DOBBIAMO ANCORA DIMOSTRARE!!! I ricercatori non attivi  che non svolgono didattica e ricerca sono un numero assolutamente esiguo rispetto al numero dei ricercatori ATTIVI. SIAMO MOLTI; MOLTISSIMI, PERCIò andiamo messi ad esaurimento. Altro che MERITOCRAZIA ppER QUELLI CHE VOGLIONO PASSARE DI RUOLO IN AUTOMATICO. IN AUTOMATICO? SIAMO PAZZI? MA SAPETE DA QUANTO TEMPO ASPETTIAMO DI AVERE RICONOSCIUTO I NOSTRI DIRITTI? SAPETE DA QUANTO TEMPO LAVORIAMO PER UNA MANCIATA DI SOLDI? AH SCUSATE!!!! SIAMO CERTAMENTE PIù Fortunati rispetto ad altri che ne sono rimasti fuori -e sono tanti!!! MA BASTA!!!!
BASTA FARSI STRUMENTALIZZARE!!! E&#039; ora che si ascoltino le nostre ragioni, è ora di ribadire i nostri diritti per continuare ad onorare i nostri impegni, è ora che si dia voce ad UNA DIGNITà DI RUOLO CHE CI SPETTA PER MERITO DIMOSTRATO. AMPIAMENTE DIMOSTRATO. (Ricordiamo che nella stessa scuola professori si diventa per concorso diretto o  costruendo la carriera con attività di supplenza in campo). CI diranno ancora una volta che non ci sono i soldi.
E&#039; questo il problema. NON CI SONO LE RISORSE ECONOMICHE.
Continueremo ad aspettare i nuovi CONCORSI perchè nell&#039;immediato non ci sono i soldi per farci idonei nel ruolo di ASSOCIATI, nel frattempo molti di noi andranno via e ci toglieremo/toglieranno  &quot;elegantemente&quot; di mezzo, noi Ricercatori a tempo indeterminato già inseriti ANDREMO AD ESAURIMENTO. Nel vero senso della parola. ALTRO CHE MERITOCRAZIA!!!!
Ma BASTA.....L&#039;unica soluzione seria è  che si trovino le soluzioni per RICONOSCERE una dignità di ruolo che ci siamo guadagnati con merito, che si trovi il modo di elargire il dato economico nei tempi più opportuni fin quando si sbloccherà la crisi, ma nel frattempo si riconosca il passaggio di fascia ad ASSOCIATO a quanti  -e sono tanti- che hanno lavorato con coscienza. Già gli Atenei sono perfettamente in grado di testare la nostra produzione scientifica e didattica. MA SI VUOLE ESSeRE é CIECHI E SORDI. POVERI PATETICI RICERCATORI che si avviano alla RIVOLUZIONEDEIKAMIKAZE.........</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>LA  rivoluzione dei KAMIKAZE</p>
<p>Nell&#8217;ampiezza delle critiche ad un DDL &#8211; che si avvia all&#8217;approvazione- penso si sia accantonato &#8211; o perso di vista &#8211; un problema centrale legato al DESTINO DEI RICERCATORI A TEMPO INDETERMINATO (già in servizio).  I ricercatori andranno messi ad esaurimento &#8211; nel vero senso della parola &#8211; sino a quando sono serviti a mantere i Corsi di Laurea potevano anche ESSERE DOCENTI anzi scusate &#8220;FARE I DOCENTI&#8221;, ma adesso  RESET!!!!!I RICERCATORIDOCENTI ritorneranno a fare gli assistenti, si &#8220;concentreranno&#8221; di nuovo solo nella ricerca e buoni buonini aspetteranno i nuovi concorsi. E&#8217; una carriera DILUNGADURATA!!!! Molti doveri e pochi diritti!<br />
Tra ESSERE DOCENTE/PROFESSORE E FARE IL DOCENTE/PROFESSORE paradossalmente &#8211; PASSAUNA BELLA DIFFERENZA.<br />
MAH, POVERI PATETICI RICERCATORI. POVERI perchè hanno svolto attività didattica a basso costo, PATETITICI perchè hanno lavorato il doppio, il triplo, dovendo dimostrare di essere in grado di svolgere il loro compito primario &#8211; la ricerca- da sempre motivo di stima o di deprezzamento da parte dei &#8220;superiori&#8221;. La stessa attività di ricerca/PRODUZIONE SCIENTIFICA(pubblicazioni/organizzazioni di progetti formativi/workshop/organizzazione e/o partecipazione di convegni nazionali e internazionali ecc), che ci ha consentito -con i nostri curriculum- di accedere per affidamento e/o supplenza all&#8217;attività didattica. MA RIFLETTIAMO:  non siamo stati professori, abbiamo fatto i professori. Non ha più alcun valore il giudizio del corso di Laurea che ci ha ritenuto idonei a svolgere l&#8217;attività didattica?<br />
Ricordiamo che anche &#8211; e dico anche- con questi DOCENTIRICERCATORI si sono laureati molti studenti. Questi Ricercatori hanno guidato, istruito, giudicato gli Allievi. Anche loro- adesso- increduli: AH scusi perchè Lei non era professore? Vai a spiegare&#8230;..<br />
POVERI PATETICI RICERCATORI.<br />
Dunque adesso RI-ASPETTEREMO I CONCORSI, magari molti di noi li hanno già fatti, hanno svolto la fatidica LEZIONE, (QUANTE LEZIONI CON I NOSTRI ALLIEVI!!!!) e sono stati giudicati meritevoli. Negli ultimi concorsi del 2008 -poi effettivamente svolti nel 2010- qualcuno &#8220;è passato di ruolo&#8221;, gli ALTRI ancora FUORI: ci dispiace, il posto è uno, l&#8217;idoneità pure, sarà per la prossima volta&#8230;..<br />
PARADOSSALE, DISGUSTOSO, PENOSO, DISEDUCATIVO per i nostri giovani ricercatori, che adesso con la nuova legge invece dopo sei anni potranno diventare associati. Noi POVERINI pagheremo il fatto di esssre quelli di transizione. LUNGA TRANSIZIONE!!! DEIVERIKAMIKAZE!!!!<br />
Questa sera la Gelmini su TG1 ha nuovamente affermato che per noi saranno messi a disposizione dei fondi che ci consentiranno di accedere ai concorsi per passare di ruolo. ANCOOOOORA!!!!!<br />
MA COSA ANCORA DOBBIAMO DIMOSTRARE!!!! Se per ben 6 anni abbiamo fatto attività didattica CONTINUATIVA PER AFFIDAMENTO E/O SUPPLENZA e siamo stati considerati idonei dal corso di laurea e dai nostri stessi allievi. COSA DOBBIAMO ANCORA DIMOSTRARE!!! I ricercatori non attivi  che non svolgono didattica e ricerca sono un numero assolutamente esiguo rispetto al numero dei ricercatori ATTIVI. SIAMO MOLTI; MOLTISSIMI, PERCIò andiamo messi ad esaurimento. Altro che MERITOCRAZIA ppER QUELLI CHE VOGLIONO PASSARE DI RUOLO IN AUTOMATICO. IN AUTOMATICO? SIAMO PAZZI? MA SAPETE DA QUANTO TEMPO ASPETTIAMO DI AVERE RICONOSCIUTO I NOSTRI DIRITTI? SAPETE DA QUANTO TEMPO LAVORIAMO PER UNA MANCIATA DI SOLDI? AH SCUSATE!!!! SIAMO CERTAMENTE PIù Fortunati rispetto ad altri che ne sono rimasti fuori -e sono tanti!!! MA BASTA!!!!<br />
BASTA FARSI STRUMENTALIZZARE!!! E&#8217; ora che si ascoltino le nostre ragioni, è ora di ribadire i nostri diritti per continuare ad onorare i nostri impegni, è ora che si dia voce ad UNA DIGNITà DI RUOLO CHE CI SPETTA PER MERITO DIMOSTRATO. AMPIAMENTE DIMOSTRATO. (Ricordiamo che nella stessa scuola professori si diventa per concorso diretto o  costruendo la carriera con attività di supplenza in campo). CI diranno ancora una volta che non ci sono i soldi.<br />
E&#8217; questo il problema. NON CI SONO LE RISORSE ECONOMICHE.<br />
Continueremo ad aspettare i nuovi CONCORSI perchè nell&#8217;immediato non ci sono i soldi per farci idonei nel ruolo di ASSOCIATI, nel frattempo molti di noi andranno via e ci toglieremo/toglieranno  &#8220;elegantemente&#8221; di mezzo, noi Ricercatori a tempo indeterminato già inseriti ANDREMO AD ESAURIMENTO. Nel vero senso della parola. ALTRO CHE MERITOCRAZIA!!!!<br />
Ma BASTA&#8230;..L&#8217;unica soluzione seria è  che si trovino le soluzioni per RICONOSCERE una dignità di ruolo che ci siamo guadagnati con merito, che si trovi il modo di elargire il dato economico nei tempi più opportuni fin quando si sbloccherà la crisi, ma nel frattempo si riconosca il passaggio di fascia ad ASSOCIATO a quanti  -e sono tanti- che hanno lavorato con coscienza. Già gli Atenei sono perfettamente in grado di testare la nostra produzione scientifica e didattica. MA SI VUOLE ESSeRE é CIECHI E SORDI. POVERI PATETICI RICERCATORI che si avviano alla RIVOLUZIONEDEIKAMIKAZE&#8230;&#8230;&#8230;</p>
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		<title>Di: fini carla</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2010/03/18/a-palermo/comment-page-1/#comment-364</link>
		<dc:creator>fini carla</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 15:14:54 +0000</pubDate>
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		<description>Mi pare che il DDL Gelmini retroceda i ricercatori (parlo della fascia più anziana di età) allo status prima della legge Moratti.
Non riconosce anzi non vuol riconoscere, posizione chiaramente baronale nel senso più &quot;odioso&quot; del termine, che la Gelmini con la meritocrazia e soprattutto con anti-nepotismo diceva di voler eliminare, la realtà e la necessità del diritto che ristabilizzi siffatta situazione.
Non conosco i tempi tecnici dei lavori parlamentari, certo è che la legge non può equivocare sullo stato di diritto e sugli interessi di una fascia (i ricercatori) che ha insegnato ed ha prodotto scientificamente. Nella legge ci deve pur stare la ratio, dico la ragionevolezza di dare ai ricercatori, in particolare  quelli di una certa fascia stipendiale, la possibilità di accedere a riscontri economici superiori, come avviene per le altre dirigenze dello stato, di poter avere il titolo di professore (volete aggiungere aggregato?) ci va bene! Purchè si faccia finita con le &quot;pulcinellate&quot; delle richieste annuali e soprattutto del fatto che molti di noi vengono ancora trascritti con il titolo di dottori nei collegi ai quali partecipano, quasi fossero al pari dei propri laureati.
Adesso basta una laurea triennale per fregiarsi del titolo di dottori.
Se poi deve vincere la casta con la propria spocchia oligarchica, &quot;povera università&quot;, povera società!
Ricordiamoci che i giovani ci guardano, perchè siamo degli educatori,
quale esempio stiamo dando, ci chiediamo ancora il perchè dell&#039;abbandono degli studi universitari? 
Diritto e Giustizia battete un colpo se ci siete!
Carla FINI</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi pare che il DDL Gelmini retroceda i ricercatori (parlo della fascia più anziana di età) allo status prima della legge Moratti.<br />
Non riconosce anzi non vuol riconoscere, posizione chiaramente baronale nel senso più &#8220;odioso&#8221; del termine, che la Gelmini con la meritocrazia e soprattutto con anti-nepotismo diceva di voler eliminare, la realtà e la necessità del diritto che ristabilizzi siffatta situazione.<br />
Non conosco i tempi tecnici dei lavori parlamentari, certo è che la legge non può equivocare sullo stato di diritto e sugli interessi di una fascia (i ricercatori) che ha insegnato ed ha prodotto scientificamente. Nella legge ci deve pur stare la ratio, dico la ragionevolezza di dare ai ricercatori, in particolare  quelli di una certa fascia stipendiale, la possibilità di accedere a riscontri economici superiori, come avviene per le altre dirigenze dello stato, di poter avere il titolo di professore (volete aggiungere aggregato?) ci va bene! Purchè si faccia finita con le &#8220;pulcinellate&#8221; delle richieste annuali e soprattutto del fatto che molti di noi vengono ancora trascritti con il titolo di dottori nei collegi ai quali partecipano, quasi fossero al pari dei propri laureati.<br />
Adesso basta una laurea triennale per fregiarsi del titolo di dottori.<br />
Se poi deve vincere la casta con la propria spocchia oligarchica, &#8220;povera università&#8221;, povera società!<br />
Ricordiamoci che i giovani ci guardano, perchè siamo degli educatori,<br />
quale esempio stiamo dando, ci chiediamo ancora il perchè dell&#8217;abbandono degli studi universitari?<br />
Diritto e Giustizia battete un colpo se ci siete!<br />
Carla FINI</p>
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