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	<title>Commenti a: Ancora la BUFALA dei &#8220;concorsi locali responsabili&#8221;</title>
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	<description>Associazione Nazionale Docenti Universitari</description>
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		<title>Di: Graziano</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2010/03/09/ancora-la-bufala/comment-page-1/#comment-275</link>
		<dc:creator>Graziano</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 09:48:14 +0000</pubDate>
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		<description>DDL SULL&#039;UNIVERSITA&#039;: UNA CONTRORIFORMA
di Antonino Graziano dell&#039;Università di Catania

Siamo difronte ad un DDL che non risolve in nessun modo il problema della precarietà né del ricambio generazionale – come propagandato dal Governo – aumentando, invece, il fossato tra tutelati e non tutelati, tra chi è dentro e chi è fuori dal sistema di garanzie sociali;

- non interviene sulla governance degli atenei per innovarla, ma per chiudere i già irrisori spazi di democrazia e partecipazione delle differenti componenti accademiche e consolidare e rafforzare il potere delle corporazioni responsabili del fallimento dell’università pubblica negli ultimi 30 anni;

- indebolisce ulteriormente il diritto allo studio, chiedendo agli studenti di indebitarsi “all’americana” attraverso lo strumento del prestito d’onore, mentre la crisi globale – che mostra il fallimento di un sistema fondato sull’indebitamento – richiederebbe una netta inversione di tendenza e di maggiori investimenti per garantire a tutti l’accesso ai livelli più alti dell’istruzione superiore;

- completa il processo di de-strutturazione e riduzione dell’Università pubblica prefigurando, quindi, un’università complessivamente più piccola, che non risponde alla domanda di maggiore conoscenza e competenze che il nostro paese dovrebbe considerare centrale per le proprie politiche di sviluppo; con l’entrata dei privati negli organi di governo si regalano gli atenei ai poteri locali, senza che questi diano nessun contributo alla crescita dell’università;

- restituisce alle lobby accademiche il controllo sui concorsi, senza incidere sulle pratiche clientelari e mettendo in competizione i precari e gli attuali ricercatori; servirebbe, invece, un piano straordinario di reclutamento;

-incurante delle critiche l&#039;esecutivo va avanti,dobbiamo ripristinare la legalità costituzionale nelle università sede di formazione critica del sapere aperto a tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>DDL SULL&#8217;UNIVERSITA&#8217;: UNA CONTRORIFORMA<br />
di Antonino Graziano dell&#8217;Università di Catania</p>
<p>Siamo difronte ad un DDL che non risolve in nessun modo il problema della precarietà né del ricambio generazionale – come propagandato dal Governo – aumentando, invece, il fossato tra tutelati e non tutelati, tra chi è dentro e chi è fuori dal sistema di garanzie sociali;</p>
<p>- non interviene sulla governance degli atenei per innovarla, ma per chiudere i già irrisori spazi di democrazia e partecipazione delle differenti componenti accademiche e consolidare e rafforzare il potere delle corporazioni responsabili del fallimento dell’università pubblica negli ultimi 30 anni;</p>
<p>- indebolisce ulteriormente il diritto allo studio, chiedendo agli studenti di indebitarsi “all’americana” attraverso lo strumento del prestito d’onore, mentre la crisi globale – che mostra il fallimento di un sistema fondato sull’indebitamento – richiederebbe una netta inversione di tendenza e di maggiori investimenti per garantire a tutti l’accesso ai livelli più alti dell’istruzione superiore;</p>
<p>- completa il processo di de-strutturazione e riduzione dell’Università pubblica prefigurando, quindi, un’università complessivamente più piccola, che non risponde alla domanda di maggiore conoscenza e competenze che il nostro paese dovrebbe considerare centrale per le proprie politiche di sviluppo; con l’entrata dei privati negli organi di governo si regalano gli atenei ai poteri locali, senza che questi diano nessun contributo alla crescita dell’università;</p>
<p>- restituisce alle lobby accademiche il controllo sui concorsi, senza incidere sulle pratiche clientelari e mettendo in competizione i precari e gli attuali ricercatori; servirebbe, invece, un piano straordinario di reclutamento;</p>
<p>-incurante delle critiche l&#8217;esecutivo va avanti,dobbiamo ripristinare la legalità costituzionale nelle università sede di formazione critica del sapere aperto a tutti.</p>
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	<item>
		<title>Di: Vincenzo Rapisarda</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2010/03/09/ancora-la-bufala/comment-page-1/#comment-274</link>
		<dc:creator>Vincenzo Rapisarda</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 13:27:36 +0000</pubDate>
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		<description>TRASFERIMENTI ONEROSI
di Vincenzo Rapisarda dell&#039;Università di Catania

Mi permetto segnalare che il mio concorso di ordinario di Psichiatria è stato svolto a Catania per iniziativa del Ministro dell&#039;epoca, on.le prof. Spadolini che ha ritenuto opportuno garantire che tutti gli insegnamenti previsti avessero un titolare, superando la eccessiva libertà delle singole Facoltà nella scelta dei concorsi con l&#039;inconveniente spesso verificatosi in molte sedi di avere troppi titolari in alcuni settori e nessuno in altri.
Altro inconveniente di questi due ultimi decenni (o quasi) è il carico economico dei trasferimenti a carico della sede che chiede il trasferimento (un miliardo di vecchie lire) per cui le Università si sono provincializzate ed è venuto meno il criterio, quanto mai prezioso, secondo il quale si cominciava da sedi periferiche e poco prestigiose per poi, dopo uno o due trasferimenti, concludere la carriera nelle sedi migliori e di grande tradizione.
Vincenzo Rapisarda 
(già ordinario di Psichiatria a Catania e Direttore da 30 anni di &quot;Formazione psichiatrica&quot; che da quest&#039;anno ha aggiunto nel titolo &quot;e Scienze umane&quot;).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>TRASFERIMENTI ONEROSI<br />
di Vincenzo Rapisarda dell&#8217;Università di Catania</p>
<p>Mi permetto segnalare che il mio concorso di ordinario di Psichiatria è stato svolto a Catania per iniziativa del Ministro dell&#8217;epoca, on.le prof. Spadolini che ha ritenuto opportuno garantire che tutti gli insegnamenti previsti avessero un titolare, superando la eccessiva libertà delle singole Facoltà nella scelta dei concorsi con l&#8217;inconveniente spesso verificatosi in molte sedi di avere troppi titolari in alcuni settori e nessuno in altri.<br />
Altro inconveniente di questi due ultimi decenni (o quasi) è il carico economico dei trasferimenti a carico della sede che chiede il trasferimento (un miliardo di vecchie lire) per cui le Università si sono provincializzate ed è venuto meno il criterio, quanto mai prezioso, secondo il quale si cominciava da sedi periferiche e poco prestigiose per poi, dopo uno o due trasferimenti, concludere la carriera nelle sedi migliori e di grande tradizione.<br />
Vincenzo Rapisarda<br />
(già ordinario di Psichiatria a Catania e Direttore da 30 anni di &#8220;Formazione psichiatrica&#8221; che da quest&#8217;anno ha aggiunto nel titolo &#8220;e Scienze umane&#8221;).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Graziano</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2010/03/09/ancora-la-bufala/comment-page-1/#comment-273</link>
		<dc:creator>Graziano</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 11:13:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.andu-universita.it/?p=1262#comment-273</guid>
		<description>quale idoneità scientfica?
ou feel the need to review the mechanisms obsolete and cumbersome. and lack of functionality of existing rules regarding the recruitment and career progression of academic staff as well as&#039; the recruitment of researchers.
the minister proposes the recognition of these mechanisms
`the equivalence of fitness achieved as a result of current recruitment procedures (those for evaluation Comparison of Law July 3 1998 No 210) widely contested certification national scientific, as well as&#039; `the right only for the teachers (not researchers) already in service have access to procedures recruitment regardless of possession of approval National Scientific.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>quale idoneità scientfica?<br />
ou feel the need to review the mechanisms obsolete and cumbersome. and lack of functionality of existing rules regarding the recruitment and career progression of academic staff as well as&#8217; the recruitment of researchers.<br />
the minister proposes the recognition of these mechanisms<br />
`the equivalence of fitness achieved as a result of current recruitment procedures (those for evaluation Comparison of Law July 3 1998 No 210) widely contested certification national scientific, as well as&#8217; `the right only for the teachers (not researchers) already in service have access to procedures recruitment regardless of possession of approval National Scientific.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: barbara dirienzo</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2010/03/09/ancora-la-bufala/comment-page-1/#comment-272</link>
		<dc:creator>barbara dirienzo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 10:42:24 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo pienamente  con l&#039;analisi fatta da Signorino. 

Barbara Di Rienzo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo pienamente  con l&#8217;analisi fatta da Signorino. </p>
<p>Barbara Di Rienzo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giuseppe Esposito (esterno)</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2010/03/09/ancora-la-bufala/comment-page-1/#comment-271</link>
		<dc:creator>Giuseppe Esposito (esterno)</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 09:52:35 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;idoneità scientifica nazionale è un concetto valido in sé, ma i dettagli della sua applicazione potrebbero fare la differenza tra una selezione seria e l&#039;ennesima farsa.
Se vi fa piacere, potete esprimere la vostra opinione cliccando sul mio nome o andando su http://www.surveymonkey.com/s/H3R2XGX
Grazie a tutti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;idoneità scientifica nazionale è un concetto valido in sé, ma i dettagli della sua applicazione potrebbero fare la differenza tra una selezione seria e l&#8217;ennesima farsa.<br />
Se vi fa piacere, potete esprimere la vostra opinione cliccando sul mio nome o andando su <a href="http://www.surveymonkey.com/s/H3R2XGX" rel="nofollow">http://www.surveymonkey.com/s/H3R2XGX</a><br />
Grazie a tutti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Salvatore Nicosia</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2010/03/09/ancora-la-bufala/comment-page-1/#comment-270</link>
		<dc:creator>Salvatore Nicosia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 19:29:08 +0000</pubDate>
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		<description>VALUTAZIONE INDIPENDENTE DAL CONCORSO
di Salvatore Nicosia dell&#039;Università di palermo

La lettera di Signorino mi sembra esemplare per chiarezza e sintesi. E io personalmente sono completamente d&#039;accordo.
In passato in verità era praticato il rito di partecipare a un concorso che non si sperava di vincere, al solo scopo di &quot;sottoporsi a un giudizio&quot;. 
Mi è sempre apparso un modo tortuoso, accidentato - e con un risultato comunque di sapore amaro - di realizzare la verifica che nella proposta del collega Signorino appare così razionale, così &quot;normale&quot;.
Una verifica che ai ricercatori di qualunque fascia, bravi ma senza prospettive di ulteriore carriera per mancanza di &quot;posti&quot;, darebbe almeno un riconoscimento pubblico. 
Salvatore Nicosia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>VALUTAZIONE INDIPENDENTE DAL CONCORSO<br />
di Salvatore Nicosia dell&#8217;Università di palermo</p>
<p>La lettera di Signorino mi sembra esemplare per chiarezza e sintesi. E io personalmente sono completamente d&#8217;accordo.<br />
In passato in verità era praticato il rito di partecipare a un concorso che non si sperava di vincere, al solo scopo di &#8220;sottoporsi a un giudizio&#8221;.<br />
Mi è sempre apparso un modo tortuoso, accidentato &#8211; e con un risultato comunque di sapore amaro &#8211; di realizzare la verifica che nella proposta del collega Signorino appare così razionale, così &#8220;normale&#8221;.<br />
Una verifica che ai ricercatori di qualunque fascia, bravi ma senza prospettive di ulteriore carriera per mancanza di &#8220;posti&#8221;, darebbe almeno un riconoscimento pubblico.<br />
Salvatore Nicosia</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Guido Signorino</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2010/03/09/ancora-la-bufala/comment-page-1/#comment-267</link>
		<dc:creator>Guido Signorino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 16:46:36 +0000</pubDate>
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		<description>SE L&#039;ABILITAZIONE E&#039; INTERNAZIONALE BENE LA CHIAMATA DIRETTA
di Guido Signorino dell&#039;Università di Messina

Sì, ma sono una bufala anche i concorsi &quot;local-nazionali&quot; della Gelmini. E, ricordando che &quot;il reale è razionale&quot; (ossia che esiste una razionalità implicita in tutto ciò che accade), sarebbe opportuno riscrivere anche la storia dei concorsi nazionali e tener presenti le ragioni per cui erano stati abbandonati.
La farsa dei concorsi universitari è in realtà determinata dal fatto che il giudizio sul merito scientifico coincide col momento di assegnazione del posto di ruolo. 
Per evitare abusi, occorrerebbe distinguere il giudizio sul merito dalla disponibilità dei posti di accesso all&#039;Università.
La valutazione qualitativa dei candidati dovrebbe essere affidata ad una commissione di standing internazionale che valuti la produzione scientifica dei candidati al concorso idoneativo, senza alcun riferimento a posizioni di ruolo da ricoprire.
Vincoli: 
1) la commissione(i) dovrebbe(ro) essere internazionale(i): ciò per &quot;sprovincializzare&quot; i concorsi e contrastarne nepotismo e &quot;farsità&quot; (leggi: riduzione in farsa);
2) si dovrebbe porre un vincolo alla ripetibilità del concorso (non più di tre o quattro prove per i candidati nell&#039;arco della vita accademica): ciò per favorire processi di autoselezione responsabile;
3) non essendovi &quot;posti&quot; disponibili nella fase del giudizio di merito, il compito della commissione dovrebbe essere quello di definire l&#039;altezza dell&#039;asticella che si ritiene adeguata per le posizioni valutate, ossia indicare gli standard ritenuti necessari per essere riconosciuti &quot;ricercatore&quot;, &quot;professore associato&quot;, &quot;professore ordinario&quot;, non definendo &quot;graduatorie&quot;, ma attribuendo un titolo tipo &quot;tenureship potenziale&quot;.
In pratica, si creerebbero delle liste di &quot;idonei&quot; cui le Università dovrebbero accedere liberamente.
Ciascuna Università potrebbe assumere chi vuole in base ad un avviso pubblico ed al confronto tra le caratteristiche del &quot;tenured&quot; e le esigenze specifiche dell&#039;Ateneo, a patto però che la comunità scientifica internazionale abbia riconosciuto ed accreditato, sulla base di criteri rigorosi e trasparenti, il valore scientifico di coloro che accedono ai ruoli universitari.
Questo sistema dovrebbe essere accompagnato da un meccanismo di distribuzione delle risorse che premi le strutture (Università, Dipartimenti) più produttive. Il tutto in un quadro non di risparmio, ma di investimento serio nel sistema universitario nazionale.
Guido Signorino</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>SE L&#8217;ABILITAZIONE E&#8217; INTERNAZIONALE BENE LA CHIAMATA DIRETTA<br />
di Guido Signorino dell&#8217;Università di Messina</p>
<p>Sì, ma sono una bufala anche i concorsi &#8220;local-nazionali&#8221; della Gelmini. E, ricordando che &#8220;il reale è razionale&#8221; (ossia che esiste una razionalità implicita in tutto ciò che accade), sarebbe opportuno riscrivere anche la storia dei concorsi nazionali e tener presenti le ragioni per cui erano stati abbandonati.<br />
La farsa dei concorsi universitari è in realtà determinata dal fatto che il giudizio sul merito scientifico coincide col momento di assegnazione del posto di ruolo.<br />
Per evitare abusi, occorrerebbe distinguere il giudizio sul merito dalla disponibilità dei posti di accesso all&#8217;Università.<br />
La valutazione qualitativa dei candidati dovrebbe essere affidata ad una commissione di standing internazionale che valuti la produzione scientifica dei candidati al concorso idoneativo, senza alcun riferimento a posizioni di ruolo da ricoprire.<br />
Vincoli:<br />
1) la commissione(i) dovrebbe(ro) essere internazionale(i): ciò per &#8220;sprovincializzare&#8221; i concorsi e contrastarne nepotismo e &#8220;farsità&#8221; (leggi: riduzione in farsa);<br />
2) si dovrebbe porre un vincolo alla ripetibilità del concorso (non più di tre o quattro prove per i candidati nell&#8217;arco della vita accademica): ciò per favorire processi di autoselezione responsabile;<br />
3) non essendovi &#8220;posti&#8221; disponibili nella fase del giudizio di merito, il compito della commissione dovrebbe essere quello di definire l&#8217;altezza dell&#8217;asticella che si ritiene adeguata per le posizioni valutate, ossia indicare gli standard ritenuti necessari per essere riconosciuti &#8220;ricercatore&#8221;, &#8220;professore associato&#8221;, &#8220;professore ordinario&#8221;, non definendo &#8220;graduatorie&#8221;, ma attribuendo un titolo tipo &#8220;tenureship potenziale&#8221;.<br />
In pratica, si creerebbero delle liste di &#8220;idonei&#8221; cui le Università dovrebbero accedere liberamente.<br />
Ciascuna Università potrebbe assumere chi vuole in base ad un avviso pubblico ed al confronto tra le caratteristiche del &#8220;tenured&#8221; e le esigenze specifiche dell&#8217;Ateneo, a patto però che la comunità scientifica internazionale abbia riconosciuto ed accreditato, sulla base di criteri rigorosi e trasparenti, il valore scientifico di coloro che accedono ai ruoli universitari.<br />
Questo sistema dovrebbe essere accompagnato da un meccanismo di distribuzione delle risorse che premi le strutture (Università, Dipartimenti) più produttive. Il tutto in un quadro non di risparmio, ma di investimento serio nel sistema universitario nazionale.<br />
Guido Signorino</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Graziano</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2010/03/09/ancora-la-bufala/comment-page-1/#comment-266</link>
		<dc:creator>Graziano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 14:21:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.andu-universita.it/?p=1262#comment-266</guid>
		<description>UNIVERSITA&#039; LIBERA DA CONDIZIONAMENTI ECONOMICI E POLITICI
di Antonino Graziano dell&#039;Università di Catania

I ricercatori  sono impegnati in un lavoro quotidiano condotto con rigore, volto all&#039;eccellenza nella ricerca e nella didattica, senza necessariamente apparire giornalmente sulla stampa locale per dare notizia delle nostre attività che, proprio perché improntate al rigore scientifico, poco si prestano agli schiamazzi di altri che confondono la ricerca con il consenso e la didattica con le manifestazioni politiche. Eppure tale lavoro stenta da circa 20 anni ad essere riconosciuto dal Parlamento. Il DDL governativo riconosca il merito valutando il passato, dia una governace ai sensi dell&#039;art 3 -21 della costituzione, fornisca gli strumenti per una selezione dei docenti più consona alle varie ed articolate realtà ma libera da ogni condizionamento sia economico che politico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>UNIVERSITA&#8217; LIBERA DA CONDIZIONAMENTI ECONOMICI E POLITICI<br />
di Antonino Graziano dell&#8217;Università di Catania</p>
<p>I ricercatori  sono impegnati in un lavoro quotidiano condotto con rigore, volto all&#8217;eccellenza nella ricerca e nella didattica, senza necessariamente apparire giornalmente sulla stampa locale per dare notizia delle nostre attività che, proprio perché improntate al rigore scientifico, poco si prestano agli schiamazzi di altri che confondono la ricerca con il consenso e la didattica con le manifestazioni politiche. Eppure tale lavoro stenta da circa 20 anni ad essere riconosciuto dal Parlamento. Il DDL governativo riconosca il merito valutando il passato, dia una governace ai sensi dell&#8217;art 3 -21 della costituzione, fornisca gli strumenti per una selezione dei docenti più consona alle varie ed articolate realtà ma libera da ogni condizionamento sia economico che politico.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: alberto abruzzese</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2010/03/09/ancora-la-bufala/comment-page-1/#comment-264</link>
		<dc:creator>alberto abruzzese</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 13:23:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.andu-universita.it/?p=1262#comment-264</guid>
		<description>COME BONIFICARE L&#039;UNIVERSITA&#039;
di Alberto Abruzzese dello IULM di Milano

cari amici,
non vi leggo costantemente, ma quando vi leggo mi accade spesso di avere qualche cosa da dire (e di interrogarmi su una situazione che come prima caratteristica mi sembra avere quella di non disporre di luoghi in cui si possano condensare le tante tesi che stanno girando senza che i processi riformisti (?) in corso ne risentano (almeno a guardare dall&#039;esterno!).
La piccola gustosa antologia che avete proposto - evocando vecchi pareri di docenti d&#039;eccellenza - mi conferma nella mia convinzione che andrebbe buttata a mare come zavorra irrecuperabile la massima parte delle contrapposizioni etiche e sindacali che in questi anni hanno intasato, bloccato e deviato una riflessione schietta e consapevole sui concorsi universitari. A me sembra che l&#039;unico modo per bonificare l&#039;università sia quello di rinunciare a qualsiasi concorso che pretenda una onestà di corporazione invece che una professionalità con nome e cognome.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>COME BONIFICARE L&#8217;UNIVERSITA&#8217;<br />
di Alberto Abruzzese dello IULM di Milano</p>
<p>cari amici,<br />
non vi leggo costantemente, ma quando vi leggo mi accade spesso di avere qualche cosa da dire (e di interrogarmi su una situazione che come prima caratteristica mi sembra avere quella di non disporre di luoghi in cui si possano condensare le tante tesi che stanno girando senza che i processi riformisti (?) in corso ne risentano (almeno a guardare dall&#8217;esterno!).<br />
La piccola gustosa antologia che avete proposto &#8211; evocando vecchi pareri di docenti d&#8217;eccellenza &#8211; mi conferma nella mia convinzione che andrebbe buttata a mare come zavorra irrecuperabile la massima parte delle contrapposizioni etiche e sindacali che in questi anni hanno intasato, bloccato e deviato una riflessione schietta e consapevole sui concorsi universitari. A me sembra che l&#8217;unico modo per bonificare l&#8217;università sia quello di rinunciare a qualsiasi concorso che pretenda una onestà di corporazione invece che una professionalità con nome e cognome.</p>
]]></content:encoded>
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