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	<title>Commenti a: DDL: Quagliariello (e Tocci), Valditara, PD – Summit europeo – Ricercatori a Torino</title>
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	<description>Associazione Nazionale Docenti Universitari</description>
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		<title>Di: francesco russo</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2010/03/04/ddl-quagliariello/comment-page-1/#comment-310</link>
		<dc:creator>francesco russo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 05:59:28 +0000</pubDate>
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		<description>Sono due i nodi fondamentali della riforma Gelmini:
1) Ricercatori e loro destino (sono tanti e difficili e costosi da collocare)
2) Governance (elettorato attivo, elettorato passivo, composizione organi collegiali loro durata ecc.)
A questi è collegato la carota della riforma, cioè i soldi vero ossigeno per fare sopravvivere il sistema bocchegiante (e con esso il Paese che dipende come l&#039; aria dall&#039; Università per la sua classe dirigente da formare).
Il primo è difficilmente risolvibile se non da un mix di prepensionamenti VOLONTARI (come nell&#039; industria !!) e di un emendamento per fare diventare i migliori professori associati.

Il secondo è risolvibile solo in modo democratico mediante una rappresentanza elettiva in ogni organo collegiale accademico di ogni categoria (ricercatore, associato, ordinario tecnico-amministrativo) che sia il testimone delle attività collegiali svolte ed il propositore delle istanze
Il terzo elemento (soldi) non può che essere sganciato da logiche di tipo commerciale ed industriale da tentativi rapaci di appropriarsi del giocattolo. Soldi ne servono eccome: vedi il caso di Siena, ma non solo. Ma se vuoi soldi in più devi fare qualcosa anche tu (prepensionare chi ha 70 anni, introdurre rigidi codici etici su trasparenza, nepotismo, clientelismo ecc., introdurre per statuto il voto segreto nelle chiamate come è successo a Bari, aprirti anche alla concorrenza internazionale, incentivare economicamente e fiscalmente la fusione e federazione tra Atenei come è stato già proposto per i Comuni).
Inoltre c&#039; è da risolvere il gravissimo nodo del docente e ricercatore delle facoltà mediche, strutturato nei Policlinici che svolge già adesso una marea di orario di lavoro (a Tor Vergata 38 ore !!!) assistenziale alla settimana e non si vede come possa fare &quot;almeno 350 ore ed almeno 250 ore&quot;. Bisogna che il DDL entri nel merito e stabilisca UN MASSIMO PER L&#039; IMPEGNO ORARIO ASSISTENZIALE per consentire di dedicarci ai nostri compiti istituzionali didattici e di ricerca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono due i nodi fondamentali della riforma Gelmini:<br />
1) Ricercatori e loro destino (sono tanti e difficili e costosi da collocare)<br />
2) Governance (elettorato attivo, elettorato passivo, composizione organi collegiali loro durata ecc.)<br />
A questi è collegato la carota della riforma, cioè i soldi vero ossigeno per fare sopravvivere il sistema bocchegiante (e con esso il Paese che dipende come l&#8217; aria dall&#8217; Università per la sua classe dirigente da formare).<br />
Il primo è difficilmente risolvibile se non da un mix di prepensionamenti VOLONTARI (come nell&#8217; industria !!) e di un emendamento per fare diventare i migliori professori associati.</p>
<p>Il secondo è risolvibile solo in modo democratico mediante una rappresentanza elettiva in ogni organo collegiale accademico di ogni categoria (ricercatore, associato, ordinario tecnico-amministrativo) che sia il testimone delle attività collegiali svolte ed il propositore delle istanze<br />
Il terzo elemento (soldi) non può che essere sganciato da logiche di tipo commerciale ed industriale da tentativi rapaci di appropriarsi del giocattolo. Soldi ne servono eccome: vedi il caso di Siena, ma non solo. Ma se vuoi soldi in più devi fare qualcosa anche tu (prepensionare chi ha 70 anni, introdurre rigidi codici etici su trasparenza, nepotismo, clientelismo ecc., introdurre per statuto il voto segreto nelle chiamate come è successo a Bari, aprirti anche alla concorrenza internazionale, incentivare economicamente e fiscalmente la fusione e federazione tra Atenei come è stato già proposto per i Comuni).<br />
Inoltre c&#8217; è da risolvere il gravissimo nodo del docente e ricercatore delle facoltà mediche, strutturato nei Policlinici che svolge già adesso una marea di orario di lavoro (a Tor Vergata 38 ore !!!) assistenziale alla settimana e non si vede come possa fare &#8220;almeno 350 ore ed almeno 250 ore&#8221;. Bisogna che il DDL entri nel merito e stabilisca UN MASSIMO PER L&#8217; IMPEGNO ORARIO ASSISTENZIALE per consentire di dedicarci ai nostri compiti istituzionali didattici e di ricerca</p>
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		<title>Di: Graziano</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2010/03/04/ddl-quagliariello/comment-page-1/#comment-251</link>
		<dc:creator>Graziano</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 11:25:26 +0000</pubDate>
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		<description>NON COSTITUZIONALE IL RETTORE MONARCA
di Antonino Graziano dell&#039;Università di Catania

Sul reclutamento dei docenti, il ministro ribadisce l&#039;opzione in favore dell&#039;abilitazione nazionale seguita dalla chiamata locale. Rileva altresì l&#039;esigenza di un forte ringiovanimento del corpo docente, anticipando fin d&#039;ora contrarietà in ordine a qualunque ipotesi di aumentare l&#039;età pensionabile degli accademici.

Soffermandosi poi sulla struttura di governo degli atenei, l&#039;adozione del codice etico; il rafforzamento dei poteri del rettore; il limite massimo di otto anni al loro mandato; la distinzione di funzioni tra senato accademico e consiglio di amministrazione, organo quest&#039;ultimo non direttivo ma fortemente responsabilizzato e competente.

In questo il  DDL  prevalica la costituzione assegnando al rettore poteri discrezionali monarchici, e svuotando il senato ed il consiglio d&#039;ammnistrazione del ruolo che l&#039;autogoverno dell&#039;ateneo ha affidato. La valutazione del passato è utile ,direi necessaria per capire se le risorse umane acquisite sono idonee nel progetto di crescita culturale dell&#039;università.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>NON COSTITUZIONALE IL RETTORE MONARCA<br />
di Antonino Graziano dell&#8217;Università di Catania</p>
<p>Sul reclutamento dei docenti, il ministro ribadisce l&#8217;opzione in favore dell&#8217;abilitazione nazionale seguita dalla chiamata locale. Rileva altresì l&#8217;esigenza di un forte ringiovanimento del corpo docente, anticipando fin d&#8217;ora contrarietà in ordine a qualunque ipotesi di aumentare l&#8217;età pensionabile degli accademici.</p>
<p>Soffermandosi poi sulla struttura di governo degli atenei, l&#8217;adozione del codice etico; il rafforzamento dei poteri del rettore; il limite massimo di otto anni al loro mandato; la distinzione di funzioni tra senato accademico e consiglio di amministrazione, organo quest&#8217;ultimo non direttivo ma fortemente responsabilizzato e competente.</p>
<p>In questo il  DDL  prevalica la costituzione assegnando al rettore poteri discrezionali monarchici, e svuotando il senato ed il consiglio d&#8217;ammnistrazione del ruolo che l&#8217;autogoverno dell&#8217;ateneo ha affidato. La valutazione del passato è utile ,direi necessaria per capire se le risorse umane acquisite sono idonee nel progetto di crescita culturale dell&#8217;università.</p>
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		<title>Di: Mauro Degli Esposti</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2010/03/04/ddl-quagliariello/comment-page-1/#comment-249</link>
		<dc:creator>Mauro Degli Esposti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 16:41:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.andu-universita.it/?p=1217#comment-249</guid>
		<description>ANVUR, ORGANISMO TERZO (?)
di Mauro Degli Esposti

Sono rimasto colpito dal commento al punto 4a:...&#039;commissariamento nazionale degli Atenei attraverso l’ANVUR&#039;. Ma l&#039;idea della riforma sarebbe che la valutazione ex-post dovrebbe essere portata avanti da un organismo TERZO, tipo RAE in UK. Proprio come la novella ANVUR dovrebbe essere - pur essendo nominata formalmente, nella composizione del suo consiglio, dal ministro. Potreste chiarire i vostri timori di commissariamento centrale?
Thanks</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ANVUR, ORGANISMO TERZO (?)<br />
di Mauro Degli Esposti</p>
<p>Sono rimasto colpito dal commento al punto 4a:&#8230;&#8217;commissariamento nazionale degli Atenei attraverso l’ANVUR&#8217;. Ma l&#8217;idea della riforma sarebbe che la valutazione ex-post dovrebbe essere portata avanti da un organismo TERZO, tipo RAE in UK. Proprio come la novella ANVUR dovrebbe essere &#8211; pur essendo nominata formalmente, nella composizione del suo consiglio, dal ministro. Potreste chiarire i vostri timori di commissariamento centrale?<br />
Thanks</p>
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