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	<title>Commenti a: Chiamata diretta e nepotismo dilagante</title>
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	<description>Associazione Nazionale Docenti Universitari</description>
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		<title>Di: Giancarla Oteri</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2010/02/22/chiamata-diretta/comment-page-1/#comment-222</link>
		<dc:creator>Giancarla Oteri</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 13:02:16 +0000</pubDate>
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		<description>NON COLTIVARE SOLO IL PROPRIO ORTO
di Giancarla Oteri dell&#039;Università di Messina

Il problema non è chiamare il figlio o un qualsiasi parente ma è sapere se questo toglie il posto ad uno più meritevole o meno. Se non si comprende che il concetto è sempre lo stesso e vale a dire meritocratico &quot;VERO&quot; non costruito si commetterà l&#039;errore di quelli che dicono che i figli dei professori universitari sono tutti degli incapaci, ma questo non è vero come non è vero che i figli di chichessia siano tutti meno capaci degli altri. In verità va risanata la società tutta che ha perso gran parte dei valori di riferimento morale, etico, religioso etc ed insegue un forsennato ideale di onnipotenza a favore di pochi e a discapito di moltissimi, assumendo gli atteggiamenti propri di qualunque associazione di stampo mafioso ove a prevalere è il senso di protezione della &quot;famiglia&quot; e non dell&#039;umanità. Bisogna avere il coraggio di allargare gli orizzonti e non fossilizzarsi sulla coltivazione del proprio orto in modo tale che la creatività dia spazio a tutti anche secondo parametri diversi da quelli che i genitori tendono a programmare per i figli magari,così, facendone degli infelici che si sommeranno agli infelici dotati che vengono esclusi.
Ho già avuto modo di dire che, continuando di questo passo, frustrando gli ideali dei giovani disincentivandoli dal proseguire la strada secondo una dirittura morale, si creerà inevitabilmente un deserto assoluto! Noi siamo una catena e quando abbiamo spezzato un solo anello di essa abbiamo distrutto tutto. Giancarla Oteri</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>NON COLTIVARE SOLO IL PROPRIO ORTO<br />
di Giancarla Oteri dell&#8217;Università di Messina</p>
<p>Il problema non è chiamare il figlio o un qualsiasi parente ma è sapere se questo toglie il posto ad uno più meritevole o meno. Se non si comprende che il concetto è sempre lo stesso e vale a dire meritocratico &#8220;VERO&#8221; non costruito si commetterà l&#8217;errore di quelli che dicono che i figli dei professori universitari sono tutti degli incapaci, ma questo non è vero come non è vero che i figli di chichessia siano tutti meno capaci degli altri. In verità va risanata la società tutta che ha perso gran parte dei valori di riferimento morale, etico, religioso etc ed insegue un forsennato ideale di onnipotenza a favore di pochi e a discapito di moltissimi, assumendo gli atteggiamenti propri di qualunque associazione di stampo mafioso ove a prevalere è il senso di protezione della &#8220;famiglia&#8221; e non dell&#8217;umanità. Bisogna avere il coraggio di allargare gli orizzonti e non fossilizzarsi sulla coltivazione del proprio orto in modo tale che la creatività dia spazio a tutti anche secondo parametri diversi da quelli che i genitori tendono a programmare per i figli magari,così, facendone degli infelici che si sommeranno agli infelici dotati che vengono esclusi.<br />
Ho già avuto modo di dire che, continuando di questo passo, frustrando gli ideali dei giovani disincentivandoli dal proseguire la strada secondo una dirittura morale, si creerà inevitabilmente un deserto assoluto! Noi siamo una catena e quando abbiamo spezzato un solo anello di essa abbiamo distrutto tutto. Giancarla Oteri</p>
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		<title>Di: Francesco Musacchia</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2010/02/22/chiamata-diretta/comment-page-1/#comment-214</link>
		<dc:creator>Francesco Musacchia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 16:22:21 +0000</pubDate>
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		<description>DA BARI UN FILO DI SPERANZA?
di Francesco Musacchia dell&#039;Università di Palermo

Accende un filo di speranza il rifiuto della facoltà di medicina di Bari di chiamare la figlia di un professore della stessa facoltà, che avrebbe prestato servizio nello stesso dipartimento del padre?
- &quot;Bari, l&#039;ateneo si ribella a parentopoli&quot; su Repubblica del 23 febbraio 2010.
Cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-02/100223/Q30ZG.tif</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>DA BARI UN FILO DI SPERANZA?<br />
di Francesco Musacchia dell&#8217;Università di Palermo</p>
<p>Accende un filo di speranza il rifiuto della facoltà di medicina di Bari di chiamare la figlia di un professore della stessa facoltà, che avrebbe prestato servizio nello stesso dipartimento del padre?<br />
- &#8220;Bari, l&#8217;ateneo si ribella a parentopoli&#8221; su Repubblica del 23 febbraio 2010.<br />
Cliccare:<br />
<a href="http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-02/100223/Q30ZG.tif" rel="nofollow">http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/10-02/100223/Q30ZG.tif</a></p>
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