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	<title>Commenti a: &#8220;Gelmini: regole condivise, partiamo dall&#8217;Università&#8221;</title>
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	<description>Associazione Nazionale Docenti Universitari</description>
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		<title>Di: Giovanni Falaschi</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/23/gelmini-regole-condivise/comment-page-1/#comment-96</link>
		<dc:creator>Giovanni Falaschi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 09:38:37 +0000</pubDate>
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		<description>NON CI SONO DUE CULTURE
di Giovanni Falaschi dell&#039;Università di Perugia

Il mio non è un commento ma una doléance su quanto manca al 99%  degli interventi sull&#039;Università, e che si può formulare così. Questo governo non solo tende a svilire l&#039;istruzione statale a tutti i livelli, ma tende a ridurre la funzione culturale delle Facoltà cosiddette umanistiche. Dispiace ammettere che questa impostazione trova consenzienti molti che, proprio in quanto consenzienti, io ritengo essere degli pseudoscienziati. E&#039; l&#039;impostazione purtroppo vincente che attualmente si configura come braccio di ferro fra le  Facoltà umanistiche e le Facoltà scientifiche e tecnologiche, e si risolve in sede di singoli Atenei a vantaggio di quest&#039;ultime nell&#039;assegnazione dei fondi di ricerca e dei posti. Questo progetto perverso, e micidiale per le prossime generazioni, accade con la &quot;collaborazione&quot; dei colleghi delle Facoltà cosiddette scientifiche i quali non riflettono su questi principi: 1)E&#039; primitiva e datata la separazione fra &quot;le due culture&quot; (il vecchio libro di Snow, per intenderci). 2) Gli studiosi cosiddetti umanisti applicano nella loro ricerca metodi e criteri scientifici, come fanno i matematici i medici i fisici e così via. Questo perché i procedimenti logici,  intellettuali (dunque anche &#039;creativi&#039;) sono comuni ai veri studiosi e ricercatori a qualunque settore essi si dedichino. 4) I grandi scienziati (quelli del passato remoto, come Aristotele, Platone e Pitagora; e quelli più vicini come Leonardo e Galileo, e così anche quelli recentissimi: Goedel, Einstein, Bohr, Heisemberg e così via) sono stati, e non poteva essere altrimenti, anche filosofi - o soprattutto filosofi-, perché riflettevano sulla natura ultima delle cose, sui loro stessi procedimenti mentali e sugli scopi e attuazioni delle loro invenzioni e scoperte. 5) Non possono essere veri scienziati quelli che si prefiggono di ottenere soltanto risultati economici. 6) Non è corretto  distinguere le discipline fra &quot;quelle che servono&quot; e &quot;quelle che non servono&quot;. Io non so quanto mi sia servita la matematica studiata fin da bambino, ma sono certo che mi è servita; e nessun scienziato può dire quanto gli sia servito lo studio del latino e delle strutture linguistiche ugualmente fatto da bambino, e lo studio della storia e della filosofia e delle letterature; e certamente quello studio gli è servito. 7) Ora riferisco un caso di un tale che, cacciato a calci nel sedere dalla propria città, visse facendo l&#039;ambasciatore qua e là e intanto scrivendo la Divina Commedia, un poema, dunque una cosa che &quot;non serviva a nulla&quot;. Ebbene: la lingua con cui scriviamo - lessico, concatenazione logica delle parole, strutture inventive ecc.- è pressoché ancora quella che si legge nel suo poema. E i fautori della separazione fra culture quando scrivono o parlano usano in grandissima parte quella stessa lingua &quot;inventata&quot; da uno che non serviva a niente. Riflettano su questo i nostri scienziati, e quando stanno per scrivere sull&#039;inutilità e inferiorità della cultura umanistica si ricordino più spesso di questo aforisma di Wittgenstein: &quot;Chi ha qualcosa da dire, si alzi in piedi e taccia&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>NON CI SONO DUE CULTURE<br />
di Giovanni Falaschi dell&#8217;Università di Perugia</p>
<p>Il mio non è un commento ma una doléance su quanto manca al 99%  degli interventi sull&#8217;Università, e che si può formulare così. Questo governo non solo tende a svilire l&#8217;istruzione statale a tutti i livelli, ma tende a ridurre la funzione culturale delle Facoltà cosiddette umanistiche. Dispiace ammettere che questa impostazione trova consenzienti molti che, proprio in quanto consenzienti, io ritengo essere degli pseudoscienziati. E&#8217; l&#8217;impostazione purtroppo vincente che attualmente si configura come braccio di ferro fra le  Facoltà umanistiche e le Facoltà scientifiche e tecnologiche, e si risolve in sede di singoli Atenei a vantaggio di quest&#8217;ultime nell&#8217;assegnazione dei fondi di ricerca e dei posti. Questo progetto perverso, e micidiale per le prossime generazioni, accade con la &#8220;collaborazione&#8221; dei colleghi delle Facoltà cosiddette scientifiche i quali non riflettono su questi principi: 1)E&#8217; primitiva e datata la separazione fra &#8220;le due culture&#8221; (il vecchio libro di Snow, per intenderci). 2) Gli studiosi cosiddetti umanisti applicano nella loro ricerca metodi e criteri scientifici, come fanno i matematici i medici i fisici e così via. Questo perché i procedimenti logici,  intellettuali (dunque anche &#8216;creativi&#8217;) sono comuni ai veri studiosi e ricercatori a qualunque settore essi si dedichino. 4) I grandi scienziati (quelli del passato remoto, come Aristotele, Platone e Pitagora; e quelli più vicini come Leonardo e Galileo, e così anche quelli recentissimi: Goedel, Einstein, Bohr, Heisemberg e così via) sono stati, e non poteva essere altrimenti, anche filosofi &#8211; o soprattutto filosofi-, perché riflettevano sulla natura ultima delle cose, sui loro stessi procedimenti mentali e sugli scopi e attuazioni delle loro invenzioni e scoperte. 5) Non possono essere veri scienziati quelli che si prefiggono di ottenere soltanto risultati economici. 6) Non è corretto  distinguere le discipline fra &#8220;quelle che servono&#8221; e &#8220;quelle che non servono&#8221;. Io non so quanto mi sia servita la matematica studiata fin da bambino, ma sono certo che mi è servita; e nessun scienziato può dire quanto gli sia servito lo studio del latino e delle strutture linguistiche ugualmente fatto da bambino, e lo studio della storia e della filosofia e delle letterature; e certamente quello studio gli è servito. 7) Ora riferisco un caso di un tale che, cacciato a calci nel sedere dalla propria città, visse facendo l&#8217;ambasciatore qua e là e intanto scrivendo la Divina Commedia, un poema, dunque una cosa che &#8220;non serviva a nulla&#8221;. Ebbene: la lingua con cui scriviamo &#8211; lessico, concatenazione logica delle parole, strutture inventive ecc.- è pressoché ancora quella che si legge nel suo poema. E i fautori della separazione fra culture quando scrivono o parlano usano in grandissima parte quella stessa lingua &#8220;inventata&#8221; da uno che non serviva a niente. Riflettano su questo i nostri scienziati, e quando stanno per scrivere sull&#8217;inutilità e inferiorità della cultura umanistica si ricordino più spesso di questo aforisma di Wittgenstein: &#8220;Chi ha qualcosa da dire, si alzi in piedi e taccia&#8221;.</p>
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		<title>Di: Fabrizio Iacono</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/23/gelmini-regole-condivise/comment-page-1/#comment-95</link>
		<dc:creator>Fabrizio Iacono</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 16:45:57 +0000</pubDate>
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		<description>ASSOCIATI COME &#039;ASSISTENTI&#039;
di Fabrizio Iacono dell&#039;Università “Federico II”  di Napoli.

In relazione alla riforma universitaria sono pienamente daccordo con il prof. Vito D&#039;Andrea. Che senso ha mettere ad esaurimento i ricercatori e istituire una terza fascia di professori che sarebbe la fotocopia delle prime due. Il ruolo &quot;ricercatore&quot; è un ruolo basilare e di ingresso nella struttura universitaria. Nel caso sarebbero da accorpare le 2 (inutili e sovrapponibili) fasce di docenza ad una sola. Spesso la seconda fascia che dal punto di vista giuridico è esattamente sovrapponibile alla prima viene mortificata e sovrastata dalla prima fascia che considera gli associati una sorta di &quot;assistenti&quot; da condizionare e comandare limitando in modo sensibile la libertà di ricerca e di didattica di questi ultimi. Esercitando una vera e propria attività di &quot;mobbing&quot; specialmente nelle facoltà mediche dove l&#039;esercizio del ruolo didattico è condizionato dall&#039;attività assistenziale nella quale il ruolo &quot;primariale&quot; è riservato agli ordinari.
Fabrizio Iacono*
*docente di ruolo di Urologia Univ. &quot;Federico II&quot; . Napoli.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ASSOCIATI COME &#8216;ASSISTENTI&#8217;<br />
di Fabrizio Iacono dell&#8217;Università “Federico II”  di Napoli.</p>
<p>In relazione alla riforma universitaria sono pienamente daccordo con il prof. Vito D&#8217;Andrea. Che senso ha mettere ad esaurimento i ricercatori e istituire una terza fascia di professori che sarebbe la fotocopia delle prime due. Il ruolo &#8220;ricercatore&#8221; è un ruolo basilare e di ingresso nella struttura universitaria. Nel caso sarebbero da accorpare le 2 (inutili e sovrapponibili) fasce di docenza ad una sola. Spesso la seconda fascia che dal punto di vista giuridico è esattamente sovrapponibile alla prima viene mortificata e sovrastata dalla prima fascia che considera gli associati una sorta di &#8220;assistenti&#8221; da condizionare e comandare limitando in modo sensibile la libertà di ricerca e di didattica di questi ultimi. Esercitando una vera e propria attività di &#8220;mobbing&#8221; specialmente nelle facoltà mediche dove l&#8217;esercizio del ruolo didattico è condizionato dall&#8217;attività assistenziale nella quale il ruolo &#8220;primariale&#8221; è riservato agli ordinari.<br />
Fabrizio Iacono*<br />
*docente di ruolo di Urologia Univ. &#8220;Federico II&#8221; . Napoli.</p>
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	<item>
		<title>Di: paolo manzelli</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/23/gelmini-regole-condivise/comment-page-1/#comment-93</link>
		<dc:creator>paolo manzelli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 11:21:52 +0000</pubDate>
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		<description>LUIGI BERLINGUER E D&#039;ALEMA
di Paolo Manzelli

Putroppo è stato proprio Luigi Berlinguer colui che ha iniziato a favorire il degrado dell&#039;Università italiana e peggio ancoca D&#039;Alema e questi suoi colleghi hanno dato il via al precariato con le loro iniziative sulla flessibilità del lavoro. Spero che la situazione fallimentare dell&#039;Università sia in termini di occupazione che di formazione scientifica e cultuale possa essere discussa sulla base di una ampia condivisione del progetto conoscenza 2010 che ho iniziato a proporre in rete vedi in : http://www.edscuola.it/archivio/lre/progetto_conoscenza.pdf
 
Un cordiale saluto e Buon Anno Paolo Manzelli pmanzelli@gmail.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>LUIGI BERLINGUER E D&#8217;ALEMA<br />
di Paolo Manzelli</p>
<p>Putroppo è stato proprio Luigi Berlinguer colui che ha iniziato a favorire il degrado dell&#8217;Università italiana e peggio ancoca D&#8217;Alema e questi suoi colleghi hanno dato il via al precariato con le loro iniziative sulla flessibilità del lavoro. Spero che la situazione fallimentare dell&#8217;Università sia in termini di occupazione che di formazione scientifica e cultuale possa essere discussa sulla base di una ampia condivisione del progetto conoscenza 2010 che ho iniziato a proporre in rete vedi in : <a href="http://www.edscuola.it/archivio/lre/progetto_conoscenza.pdf" rel="nofollow">http://www.edscuola.it/archivio/lre/progetto_conoscenza.pdf</a></p>
<p>Un cordiale saluto e Buon Anno Paolo Manzelli <a href="mailto:pmanzelli@gmail.com">pmanzelli@gmail.com</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Prof. Vito D'Andrea</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/23/gelmini-regole-condivise/comment-page-1/#comment-92</link>
		<dc:creator>Prof. Vito D'Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 12:47:54 +0000</pubDate>
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		<description>Ho notato che c&#039;è lo spazio per la fotografia: potreste scaricarla dal mio sito: http://www.VitoDandrea.it ? cliccando su C.V. appare la fotografia. 
Grazie, Auguri di Buon Anno! 
Vito D&#039;Andrea</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho notato che c&#8217;è lo spazio per la fotografia: potreste scaricarla dal mio sito: <a href="http://www.VitoDandrea.it" rel="nofollow">http://www.VitoDandrea.it</a> ? cliccando su C.V. appare la fotografia.<br />
Grazie, Auguri di Buon Anno!<br />
Vito D&#8217;Andrea</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Prof. Vito D'Andrea</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/23/gelmini-regole-condivise/comment-page-1/#comment-89</link>
		<dc:creator>Prof. Vito D'Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Dec 2009 10:28:13 +0000</pubDate>
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		<description>AD ESAURIMENTO I PROFESSORI, NON I RICERCATORI
di Vito D&#039;Andrea dell&#039;Università di Roma &quot;La Sapienza&quot;

Credo che mettere ad esaurimento il ruolo dei Ricercatori sia sbagliato. L&#039;Italia ha 2 Ricercatori per mille lavoratori, Francia, Germania e Regno Unito ne hanno 4 per mille, Giappone, Svezia e U.S.A. 6 per mille, Finlandia 7 per mille!
I nostri Ricercatori sono pochi ma buoni: se consideriamo il numero di pubblicazioni scientifiche su ISI Web of Science rapportato al numero dei Ricercatori, tra i Paesi OCSE, l&#039;Italia si colloca al 2° posto subito dopo il Regno Unito!
L&#039;Italia necessita di più Ricercatori a tempo indeterminato e meno Professori e non di più Professori e meno Ricercatori:
è meglio mettere ad esaurimento le due fasce dei Professori ed istituire l&#039;unico ruolo dei Professori Universitari anzichè mettere ad esaurimento il ruolo dei Ricercatori!
L&#039;Atto Camera 2460 della Lega Nord va in questa direzione, seguendo il modello tedesco: in Germania, locomotiva d&#039;Europa, ci sono circa 37.500 Professori Universitari e circa 132.000 Ricercatori di ruolo!
Vito D&#039;Andrea*  
*Docente di Chirurgia Generale alla Sapienza 
*Medaglia d&#039;Oro 2006 alla Sanità Pubblica</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>AD ESAURIMENTO I PROFESSORI, NON I RICERCATORI<br />
di Vito D&#8217;Andrea dell&#8217;Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;</p>
<p>Credo che mettere ad esaurimento il ruolo dei Ricercatori sia sbagliato. L&#8217;Italia ha 2 Ricercatori per mille lavoratori, Francia, Germania e Regno Unito ne hanno 4 per mille, Giappone, Svezia e U.S.A. 6 per mille, Finlandia 7 per mille!<br />
I nostri Ricercatori sono pochi ma buoni: se consideriamo il numero di pubblicazioni scientifiche su ISI Web of Science rapportato al numero dei Ricercatori, tra i Paesi OCSE, l&#8217;Italia si colloca al 2° posto subito dopo il Regno Unito!<br />
L&#8217;Italia necessita di più Ricercatori a tempo indeterminato e meno Professori e non di più Professori e meno Ricercatori:<br />
è meglio mettere ad esaurimento le due fasce dei Professori ed istituire l&#8217;unico ruolo dei Professori Universitari anzichè mettere ad esaurimento il ruolo dei Ricercatori!<br />
L&#8217;Atto Camera 2460 della Lega Nord va in questa direzione, seguendo il modello tedesco: in Germania, locomotiva d&#8217;Europa, ci sono circa 37.500 Professori Universitari e circa 132.000 Ricercatori di ruolo!<br />
Vito D&#8217;Andrea*<br />
*Docente di Chirurgia Generale alla Sapienza<br />
*Medaglia d&#8217;Oro 2006 alla Sanità Pubblica</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: paolo guidetti</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/23/gelmini-regole-condivise/comment-page-1/#comment-85</link>
		<dc:creator>paolo guidetti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 06:27:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.andu-universita.it/?p=342#comment-85</guid>
		<description>LA RIFORMA NON PUO&#039; AVVENIRE DALL&#039;INTERNO
di Paolo Guidetti dell&#039;Università del Salento

Spero tanto in una forma condivisa, ma senza che si diluisca la fermezza che già questa contiene. E&#039; inutile girarci intorno, la riforma dell&#039;Università NON può venire dall&#039;interno, la classe dirigente universitaria non è in grado di riformare se stessa perché non vuole perdere alcun privilegio, soprattutto il controllo dei concorsi a spese dei più meritevoli. Sarebbe come chiedere ai taxisti di riformare il sevizio taxi. A parte altre piccole cose, il problema della presente riforma è che non aumenta il finanziamento alla ricerca ed Università, ma tante cose (e lo dice uno che non ha mai votato fino ad ora centrodx) sono più che condivisibili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>LA RIFORMA NON PUO&#8217; AVVENIRE DALL&#8217;INTERNO<br />
di Paolo Guidetti dell&#8217;Università del Salento</p>
<p>Spero tanto in una forma condivisa, ma senza che si diluisca la fermezza che già questa contiene. E&#8217; inutile girarci intorno, la riforma dell&#8217;Università NON può venire dall&#8217;interno, la classe dirigente universitaria non è in grado di riformare se stessa perché non vuole perdere alcun privilegio, soprattutto il controllo dei concorsi a spese dei più meritevoli. Sarebbe come chiedere ai taxisti di riformare il sevizio taxi. A parte altre piccole cose, il problema della presente riforma è che non aumenta il finanziamento alla ricerca ed Università, ma tante cose (e lo dice uno che non ha mai votato fino ad ora centrodx) sono più che condivisibili.</p>
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