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	<title>Commenti a: DDL. Relazione sen. Valditara</title>
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	<description>Associazione Nazionale Docenti Universitari</description>
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		<title>Di: &#8220;Gelmini: regole condivise, partiamo dall&#8217;Università&#8221; &#124; ANDU</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/11/ddl-relazione-sen-valditara/comment-page-1/#comment-84</link>
		<dc:creator>&#8220;Gelmini: regole condivise, partiamo dall&#8217;Università&#8221; &#124; ANDU</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 19:17:15 +0000</pubDate>
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		<description>[...] DDL. Relazione sen. Valditara  By ANDU [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] DDL. Relazione sen. Valditara  By ANDU [...]</p>
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		<title>Di: Guido Mula</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/11/ddl-relazione-sen-valditara/comment-page-1/#comment-76</link>
		<dc:creator>Guido Mula</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 21:55:31 +0000</pubDate>
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		<description>CANCELLAZIONE DEI RICERCATORI, MERITOCRAZIA, FONDI
Guido Mula, Università di Cagliari


Mi pare che il Sen. Valditara, pur criticando il DDL in diversi punti, non colga o non sottolinei in modo adeguato alcuni aspetti rilevanti del DDL. A parte il problema drammatico dei ricercatori universitari, già citato in altri commenti, che si vedono privati di qualunque prospettiva seria di carriera e vengono sostanzialmente estromessi dagli organi di governo, non viene neanche citato il fatto che se si vuole parlar tanto di meritocrazia e premialità delle università il discorso deve necessariamente andare di pari passo con una &quot;meritocrazia&quot; dell&#039;operato ministeriale. Non ha infatti molto senso andare a giudicare l&#039;operato delle università a fronte di un governo che ne soffoca le prerogative e e funzioni essenziali, facendo innanzitutto una continua campagna discriminatoria ma soprattutto riducendo i finanziamenti a lumicino e mantenendo di contro una propria funzionalità assolutamente inefficiente. Basta citare il fatto che il Ministro che chiede tanta efficienza ha lasciato il MIUR sprovvisto del comitato tecnico scientifico per circa un anno, bloccando quindi le attività del ministero per lo stesso tempo, senza parlare poi dell&#039;esperienza quotidiana di ritardi incomprensibili e di finanziamenti dall&#039;ammontare imprevedibile (al ribasso) in ogni tipologia di bando degli ultimo decennio.

Se quindi il Ministero non attua, prima di parlare di meritocrazia altrui, una politica seria di riequilibrio dei fondi di finanziamento ordinario degli atenei (che non coprono attuamente neanche le spese stipendiali nella maggior parte degli atenei!), non si dà regole e tempistiche certe per il bando e la concessione dei finanziamenti di ricerca e didattica, non si mettono in sostanza le università in condizioni di lavorare senza l&#039;incubo costante della propia sopravvivenza, tutto questo parlare sarà un semplice riempirsi la bocca di cose vuote se non dannose.

Concludo sottolineando che se da un lato il Sen. Valditara parla di sottodimensionamento del corpo docente universitario rispetto ai parametri internazionali, il DDL invece parla di un fantomatico &quot;riequilibrio&quot; fatto però senza indicare alcun parametro di riferimento. Scritto così, e alla luce delle esternazioni ministeriali, il &quot;riequilibrio&quot; può solo essere interpretato come una ulteriore arma nelle mani del Ministro per ridurre ulteriormente l&#039;organico delle università soffocandone le capacità di didattica e di ricerca. Le sole conseguenze di queste decisioni saranno danni quasi irrecuperabili per i giovani che affrontano e affronteranno la formazione universitaria e per l&#039;Italia in generale, che perderà sempre più la propria competitività.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>CANCELLAZIONE DEI RICERCATORI, MERITOCRAZIA, FONDI<br />
Guido Mula, Università di Cagliari</p>
<p>Mi pare che il Sen. Valditara, pur criticando il DDL in diversi punti, non colga o non sottolinei in modo adeguato alcuni aspetti rilevanti del DDL. A parte il problema drammatico dei ricercatori universitari, già citato in altri commenti, che si vedono privati di qualunque prospettiva seria di carriera e vengono sostanzialmente estromessi dagli organi di governo, non viene neanche citato il fatto che se si vuole parlar tanto di meritocrazia e premialità delle università il discorso deve necessariamente andare di pari passo con una &#8220;meritocrazia&#8221; dell&#8217;operato ministeriale. Non ha infatti molto senso andare a giudicare l&#8217;operato delle università a fronte di un governo che ne soffoca le prerogative e e funzioni essenziali, facendo innanzitutto una continua campagna discriminatoria ma soprattutto riducendo i finanziamenti a lumicino e mantenendo di contro una propria funzionalità assolutamente inefficiente. Basta citare il fatto che il Ministro che chiede tanta efficienza ha lasciato il MIUR sprovvisto del comitato tecnico scientifico per circa un anno, bloccando quindi le attività del ministero per lo stesso tempo, senza parlare poi dell&#8217;esperienza quotidiana di ritardi incomprensibili e di finanziamenti dall&#8217;ammontare imprevedibile (al ribasso) in ogni tipologia di bando degli ultimo decennio.</p>
<p>Se quindi il Ministero non attua, prima di parlare di meritocrazia altrui, una politica seria di riequilibrio dei fondi di finanziamento ordinario degli atenei (che non coprono attuamente neanche le spese stipendiali nella maggior parte degli atenei!), non si dà regole e tempistiche certe per il bando e la concessione dei finanziamenti di ricerca e didattica, non si mettono in sostanza le università in condizioni di lavorare senza l&#8217;incubo costante della propia sopravvivenza, tutto questo parlare sarà un semplice riempirsi la bocca di cose vuote se non dannose.</p>
<p>Concludo sottolineando che se da un lato il Sen. Valditara parla di sottodimensionamento del corpo docente universitario rispetto ai parametri internazionali, il DDL invece parla di un fantomatico &#8220;riequilibrio&#8221; fatto però senza indicare alcun parametro di riferimento. Scritto così, e alla luce delle esternazioni ministeriali, il &#8220;riequilibrio&#8221; può solo essere interpretato come una ulteriore arma nelle mani del Ministro per ridurre ulteriormente l&#8217;organico delle università soffocandone le capacità di didattica e di ricerca. Le sole conseguenze di queste decisioni saranno danni quasi irrecuperabili per i giovani che affrontano e affronteranno la formazione universitaria e per l&#8217;Italia in generale, che perderà sempre più la propria competitività.</p>
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		<title>Di: Francesco</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/11/ddl-relazione-sen-valditara/comment-page-1/#comment-63</link>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 15:31:08 +0000</pubDate>
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		<description>ESAURIMENTO RICERCATORI E&#039; PREPENSIONAMENTO
da Francesco Pinto dell&#039;Università di Bari

Dal testo commentato del sen. Valditara non traspare nulla, neanche nelle norme transitorie, a proposito degli attuali ricercatori confermati. Che fine farebbero costoro? Da più parti si dice andrebbero in un ruolo ad esaurimento. Bene, questo vuol dire che, visto anche l&#039;età, un pensionamento anticipato mascherato da una forma impiegatizia. In questo modo moltissimi ricercatori, oggi tutti titolari di insegnamento annuale su base volontaria, viste le prospettive future, potrebbero optare per una &quot;lunga vacanza&quot;. Su questa base legislativa l&#039;Università italiana rischia di portarsi fuori dall&#039;Europa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ESAURIMENTO RICERCATORI E&#8217; PREPENSIONAMENTO<br />
da Francesco Pinto dell&#8217;Università di Bari</p>
<p>Dal testo commentato del sen. Valditara non traspare nulla, neanche nelle norme transitorie, a proposito degli attuali ricercatori confermati. Che fine farebbero costoro? Da più parti si dice andrebbero in un ruolo ad esaurimento. Bene, questo vuol dire che, visto anche l&#8217;età, un pensionamento anticipato mascherato da una forma impiegatizia. In questo modo moltissimi ricercatori, oggi tutti titolari di insegnamento annuale su base volontaria, viste le prospettive future, potrebbero optare per una &#8220;lunga vacanza&#8221;. Su questa base legislativa l&#8217;Università italiana rischia di portarsi fuori dall&#8217;Europa.</p>
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		<title>Di: Sergio Morra</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/11/ddl-relazione-sen-valditara/comment-page-1/#comment-62</link>
		<dc:creator>Sergio Morra</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 14:31:31 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;ESAURIMENTO DEI RICERCATORI E&#039; DISTRUTTIVO
ds Sergio Morra dell&#039;Università di Genova

Il commento più chiaro se l&#039;è già fatto da solo: &quot;Le osservazioni svolte riguardano elementi particolari del disegno di legge, non già i suoi elementi strutturali. Non intaccano quindi il giudizio senz’altro positivo sulla sua complessiva adeguatezza. D’altro canto, il provvedimento riprende, talvolta quasi alla lettera, passaggi già contenuti nella proposta presentata a febbraio dalla maggioranza e pure in quella depositata a giugno dall’opposizione. Le soluzioni prospettate ricalcano inoltre, nelle loro linee generali, quanto contenuto nel programma elettorale del Pdl, che per molti aspetti non era distante da quello del Pd.&quot;
Infatti, proprio così. D&#039;altro lato, il fatto che il relatore designato dalla maggioranza esprima tante critiche, sia pure particolari, al disegno di legge governativo di cui dovrebbe fare l&#039;apologia ci indica che non è affatto scontata una sua rapida e indolore approvazione. L&#039;iter, prevedo, sarà lungo e tortuoso e quindi c&#039;è spazio per ogni tipo di azione, dal lobbysmo parlamentare per chi ne ha la possibilità alle lotte sociali per chi ne ha l&#039;audacia.
E poi c&#039;è almeno un aspetto di rilievo in cui il ddl non riprende affatto &quot;passaggi già contenuti nella proposta presentata a febbraio dalla maggioranza e pure in quella depositata a giugno dall’opposizione&quot;: la soppressione dei concorsi per posti di ruolo di ricercatore. L&#039;originario progetto governativo non arrivava fino a questo punto di distruttività, mentre quello dell&#039;opposizione addirittura prevedeva l&#039;istituzione della terza fascia docente. Si sa che certi illustri esponenti del PD in realtà non vogliono affatto la terza fascia docente e sono ben contenti della messa a esaurimento del ruolo del ricercatore e della sua sostituzione con una nuova figura precaria... Ma la categoria docente ha bevuto cloroformio o, di fronte a una &quot;riforma&quot; dagli effetti così devastanti per i giovani e per il futuro dell&#039;università, saremo finalmente capaci di farci sentire?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ESAURIMENTO DEI RICERCATORI E&#8217; DISTRUTTIVO<br />
ds Sergio Morra dell&#8217;Università di Genova</p>
<p>Il commento più chiaro se l&#8217;è già fatto da solo: &#8220;Le osservazioni svolte riguardano elementi particolari del disegno di legge, non già i suoi elementi strutturali. Non intaccano quindi il giudizio senz’altro positivo sulla sua complessiva adeguatezza. D’altro canto, il provvedimento riprende, talvolta quasi alla lettera, passaggi già contenuti nella proposta presentata a febbraio dalla maggioranza e pure in quella depositata a giugno dall’opposizione. Le soluzioni prospettate ricalcano inoltre, nelle loro linee generali, quanto contenuto nel programma elettorale del Pdl, che per molti aspetti non era distante da quello del Pd.&#8221;<br />
Infatti, proprio così. D&#8217;altro lato, il fatto che il relatore designato dalla maggioranza esprima tante critiche, sia pure particolari, al disegno di legge governativo di cui dovrebbe fare l&#8217;apologia ci indica che non è affatto scontata una sua rapida e indolore approvazione. L&#8217;iter, prevedo, sarà lungo e tortuoso e quindi c&#8217;è spazio per ogni tipo di azione, dal lobbysmo parlamentare per chi ne ha la possibilità alle lotte sociali per chi ne ha l&#8217;audacia.<br />
E poi c&#8217;è almeno un aspetto di rilievo in cui il ddl non riprende affatto &#8220;passaggi già contenuti nella proposta presentata a febbraio dalla maggioranza e pure in quella depositata a giugno dall’opposizione&#8221;: la soppressione dei concorsi per posti di ruolo di ricercatore. L&#8217;originario progetto governativo non arrivava fino a questo punto di distruttività, mentre quello dell&#8217;opposizione addirittura prevedeva l&#8217;istituzione della terza fascia docente. Si sa che certi illustri esponenti del PD in realtà non vogliono affatto la terza fascia docente e sono ben contenti della messa a esaurimento del ruolo del ricercatore e della sua sostituzione con una nuova figura precaria&#8230; Ma la categoria docente ha bevuto cloroformio o, di fronte a una &#8220;riforma&#8221; dagli effetti così devastanti per i giovani e per il futuro dell&#8217;università, saremo finalmente capaci di farci sentire?</p>
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	<item>
		<title>Di: paolo manzelli</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/11/ddl-relazione-sen-valditara/comment-page-1/#comment-61</link>
		<dc:creator>paolo manzelli</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 06:56:44 +0000</pubDate>
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		<description>GOVERNO E OPPOSIZIONE AVULSI
di Paolo Manzelli

A proposito della Riforma delle Universita&#039; il governo ed anche la opposizione sembrano di fatto del tutto avulsi dall&#039;avere una capacita di comprendere che nel passaggio tra la societa industriale alla societa della conoscenza KBBE (Knowledge based Bio-Economy) la innovazione produttiva si realizza all’interno delle università e dei centri pubblici e privati di ricerca. La vecchia societa industriale che focalizzava il centro della innovazione nell&#039; impresa e&#039; ormai sull&#039; orlo de fallimento perche&#039; normalmente l&#039; impresa persegue ancora logiche di produzione meccanica mentre il futuro dello sviluppo sociale ed economico passa attraverso la concorrenza su la piu ampia applicazione delle scienze della vita. Pertanto il rinnovo di questo paese  viene fortemente a dipendere dal rinnovato ruolo della Ricerca nel quadro dello sviluppo sociale ed economico contemporaneo.
a questo proposito Vedi alcuni articoli miei in www.edscuola.it/lre.html - paolo manzelli pmanzelli@gmail.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>GOVERNO E OPPOSIZIONE AVULSI<br />
di Paolo Manzelli</p>
<p>A proposito della Riforma delle Universita&#8217; il governo ed anche la opposizione sembrano di fatto del tutto avulsi dall&#8217;avere una capacita di comprendere che nel passaggio tra la societa industriale alla societa della conoscenza KBBE (Knowledge based Bio-Economy) la innovazione produttiva si realizza all’interno delle università e dei centri pubblici e privati di ricerca. La vecchia societa industriale che focalizzava il centro della innovazione nell&#8217; impresa e&#8217; ormai sull&#8217; orlo de fallimento perche&#8217; normalmente l&#8217; impresa persegue ancora logiche di produzione meccanica mentre il futuro dello sviluppo sociale ed economico passa attraverso la concorrenza su la piu ampia applicazione delle scienze della vita. Pertanto il rinnovo di questo paese  viene fortemente a dipendere dal rinnovato ruolo della Ricerca nel quadro dello sviluppo sociale ed economico contemporaneo.<br />
a questo proposito Vedi alcuni articoli miei in <a href="http://www.edscuola.it/lre.html" rel="nofollow">http://www.edscuola.it/lre.html</a> &#8211; paolo manzelli <a href="mailto:pmanzelli@gmail.com">pmanzelli@gmail.com</a></p>
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