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	<title>Commenti a: &#8220;Arsenico e vecchi concorsi&#8221;</title>
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	<description>Associazione Nazionale Docenti Universitari</description>
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		<title>Di: Graziano</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/11/arsenico-e-vecchi-concorsi/comment-page-1/#comment-77</link>
		<dc:creator>Graziano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 09:01:49 +0000</pubDate>
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		<description>NEPOTISMO INTRINSECO
di Antonino Graziano dell&#039;Università di Catania

Incredibile come si spenda tempo a commentare l&#039;esito dei concorsi universitari. Fin dalla fondazione delle università il nepotismo è intriseco nell&#039;istituzione, nasce clericale mantiene nei secoli tale assetto normativo ed oggi che abbiamo appena preso coscenza della demoscrazia esiste un desiderio di rinnovo istituzionale delle regole. La proposta: l&#039;attuale istituzione andrebbe in toto messa in pensione con un unico ruolo. Il nuovo va pensato in maniera diversa: tre anni prima della laurea in istituzioni estere poi sei anni sempre all&#039;estero ed infine il concorso alle università italiane con un unico ruolo e valutazione triennale del lavoro svolto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>NEPOTISMO INTRINSECO<br />
di Antonino Graziano dell&#8217;Università di Catania</p>
<p>Incredibile come si spenda tempo a commentare l&#8217;esito dei concorsi universitari. Fin dalla fondazione delle università il nepotismo è intriseco nell&#8217;istituzione, nasce clericale mantiene nei secoli tale assetto normativo ed oggi che abbiamo appena preso coscenza della demoscrazia esiste un desiderio di rinnovo istituzionale delle regole. La proposta: l&#8217;attuale istituzione andrebbe in toto messa in pensione con un unico ruolo. Il nuovo va pensato in maniera diversa: tre anni prima della laurea in istituzioni estere poi sei anni sempre all&#8217;estero ed infine il concorso alle università italiane con un unico ruolo e valutazione triennale del lavoro svolto.</p>
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		<title>Di: alberto abruzzese</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/11/arsenico-e-vecchi-concorsi/comment-page-1/#comment-70</link>
		<dc:creator>alberto abruzzese</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 13:53:18 +0000</pubDate>
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		<description>MANCA UNA RIFLESSIONE
di Alberto Abruzzese dello IULM di Milano

Sono assolutamente d&#039;accordo con Giovanni de Simone. E sostengo questa tesi da molti anni. Ma ho smesso di intervenire sull&#039;Università - almeno nelle pochissime e esigue vetrine mediatiche in cui potevo ancora accedere - perchè mi è sembrato che parlare di contenuti invece che semplicemente di procedure giuridiche o di questione morale non interessasse nessuno: né ai politici pur investiti di responsabilità sul futuro dell&#039;università né ai docenti e infine persino sempre meno agli studenti. Magari soltanto a un precariato intellettuale miracolosamente sfuggito alla mannaia dei docenti-ghigliottina. Rivendicazioni, polemiche e mobilitazioni mancano di una riflessione su cosa insegnare.. e quindi, anche quando sia nobile lo scontro per una dignitosa riforma delle istituzioni accademiche, si ragiona sul passato rovinoso dei nostri saperi (e delle nostre funzioni) assai più che sul presente e i suoi drammatici mutamenti (ovviamente il mio discorso si basa sulle scienze umanistiche in senso lato, ma per quanto sulle scienze &quot;dure&quot; io sia poco o nulla competente, credo che anche a loro proposito si possa esprimere un parere analogo).
alberto abruzzese</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>MANCA UNA RIFLESSIONE<br />
di Alberto Abruzzese dello IULM di Milano</p>
<p>Sono assolutamente d&#8217;accordo con Giovanni de Simone. E sostengo questa tesi da molti anni. Ma ho smesso di intervenire sull&#8217;Università &#8211; almeno nelle pochissime e esigue vetrine mediatiche in cui potevo ancora accedere &#8211; perchè mi è sembrato che parlare di contenuti invece che semplicemente di procedure giuridiche o di questione morale non interessasse nessuno: né ai politici pur investiti di responsabilità sul futuro dell&#8217;università né ai docenti e infine persino sempre meno agli studenti. Magari soltanto a un precariato intellettuale miracolosamente sfuggito alla mannaia dei docenti-ghigliottina. Rivendicazioni, polemiche e mobilitazioni mancano di una riflessione su cosa insegnare.. e quindi, anche quando sia nobile lo scontro per una dignitosa riforma delle istituzioni accademiche, si ragiona sul passato rovinoso dei nostri saperi (e delle nostre funzioni) assai più che sul presente e i suoi drammatici mutamenti (ovviamente il mio discorso si basa sulle scienze umanistiche in senso lato, ma per quanto sulle scienze &#8220;dure&#8221; io sia poco o nulla competente, credo che anche a loro proposito si possa esprimere un parere analogo).<br />
alberto abruzzese</p>
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		<title>Di: Peppe Saccomandi</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/11/arsenico-e-vecchi-concorsi/comment-page-1/#comment-67</link>
		<dc:creator>Peppe Saccomandi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 16:34:12 +0000</pubDate>
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		<description>SOLITA STORIA
di Giuseppe Saccomandi dell&#039;Università di Lecce

Scusate ma gli argomenti di Perotti sono molto più sostanziosi di un timbro postale. La replica del Preside è quasi ridicola. Bocconiani o no, Perotti ci racconta ancora una volta la solita storia, basta poco per riconoscerla il resto è noia. Ancora una volta si dimostra che l&#039;accademia italiana è in mano a lupi famelici. Non è più possibile difendere questo stato delle cose.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>SOLITA STORIA<br />
di Giuseppe Saccomandi dell&#8217;Università di Lecce</p>
<p>Scusate ma gli argomenti di Perotti sono molto più sostanziosi di un timbro postale. La replica del Preside è quasi ridicola. Bocconiani o no, Perotti ci racconta ancora una volta la solita storia, basta poco per riconoscerla il resto è noia. Ancora una volta si dimostra che l&#8217;accademia italiana è in mano a lupi famelici. Non è più possibile difendere questo stato delle cose.</p>
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		<title>Di: Giovanni de Simone</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/11/arsenico-e-vecchi-concorsi/comment-page-1/#comment-66</link>
		<dc:creator>Giovanni de Simone</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 14:05:55 +0000</pubDate>
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		<description>ABOLIRE I CONCORSI
di Giovanni de Simone dell&#039;Università Federico II di Napoli

L&#039;Italia è un paese di mercanti, naviganti e fantasisti. Cambiare le regole si può ma non serve. Bisognerebbe cambiare le teste è cioè trasformare la congenita immoralità dell&#039;Italiano in responsabile bilanciamento tra i diritti propri e quelli degli altri. Ancora non ho sentito nessun Professore commentare negativamente l&#039;esito di un concorso che è andato bene per un suo allievo. Fa piacere far credere che si vince perchè si è bravi. Non è stato così e non sarà mai così in questo paese, qualsiasi sia la regola che ci diamo, perché nessuno se ne frega niente di meriti e produttività. Non ci prendiamo in giro. L&#039;unica possibilità per uscirne, ma nessuno la vuole, è condizionare il mantenimento di posizioni di responsabilità alla qualità delle scelte effettuate. Io scelgo Tizio invece di Caio. Ne devo rispondere. Per fare questo, occorre che 1) sia chiaro chi sceglie (ed i concorsi invece nascondono chi sceglie); 2) che la scelta non sia condizionata da scambi di favori. Bisogna abolire i concorsi. I Dipartimenti devono scegliere i loro professori e la chiamata deve essere diretta. Allora magari anche i ciuchi potranno diventare professori, ma il Dipartimento ed il professore che li promuove o li chiama devono rispondere della scelta. Come rispondere? Personalmente sarei disposto a mettere in discussione anche la mia posizione accademica ed il mio stipendio (in modo bidirezionale, cioè premiale o punitivo). Ma credo sia chedere troppo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ABOLIRE I CONCORSI<br />
di Giovanni de Simone dell&#8217;Università Federico II di Napoli</p>
<p>L&#8217;Italia è un paese di mercanti, naviganti e fantasisti. Cambiare le regole si può ma non serve. Bisognerebbe cambiare le teste è cioè trasformare la congenita immoralità dell&#8217;Italiano in responsabile bilanciamento tra i diritti propri e quelli degli altri. Ancora non ho sentito nessun Professore commentare negativamente l&#8217;esito di un concorso che è andato bene per un suo allievo. Fa piacere far credere che si vince perchè si è bravi. Non è stato così e non sarà mai così in questo paese, qualsiasi sia la regola che ci diamo, perché nessuno se ne frega niente di meriti e produttività. Non ci prendiamo in giro. L&#8217;unica possibilità per uscirne, ma nessuno la vuole, è condizionare il mantenimento di posizioni di responsabilità alla qualità delle scelte effettuate. Io scelgo Tizio invece di Caio. Ne devo rispondere. Per fare questo, occorre che 1) sia chiaro chi sceglie (ed i concorsi invece nascondono chi sceglie); 2) che la scelta non sia condizionata da scambi di favori. Bisogna abolire i concorsi. I Dipartimenti devono scegliere i loro professori e la chiamata deve essere diretta. Allora magari anche i ciuchi potranno diventare professori, ma il Dipartimento ed il professore che li promuove o li chiama devono rispondere della scelta. Come rispondere? Personalmente sarei disposto a mettere in discussione anche la mia posizione accademica ed il mio stipendio (in modo bidirezionale, cioè premiale o punitivo). Ma credo sia chedere troppo.</p>
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	<item>
		<title>Di: Maurizio Barbieri</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/11/arsenico-e-vecchi-concorsi/comment-page-1/#comment-64</link>
		<dc:creator>Maurizio Barbieri</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 11:09:09 +0000</pubDate>
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		<description>USCIRE DALLA LOGICA PERSONALE
di Maurizio Barbieri dellUniversità &quot;La Sapienza&quot; di Roma

Concordo pienamente con le affermazioni riportate nel commento. Se non si riesce a uscire da una logica personale non si riesce a far comprendere ai cittadini quello che l&#039;università è, e sta diventando.
Il DDL governativo ha appena iniziato il suo iter parlamentare e in molte sedi si sta iniziando, finalmente, a discutere di questo. Riuscire a far scrivere alla stampa nazionale, di questi confronti potrebbe, secondo me, portare un contributo costruttivo alla discussione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>USCIRE DALLA LOGICA PERSONALE<br />
di Maurizio Barbieri dellUniversità &#8220;La Sapienza&#8221; di Roma</p>
<p>Concordo pienamente con le affermazioni riportate nel commento. Se non si riesce a uscire da una logica personale non si riesce a far comprendere ai cittadini quello che l&#8217;università è, e sta diventando.<br />
Il DDL governativo ha appena iniziato il suo iter parlamentare e in molte sedi si sta iniziando, finalmente, a discutere di questo. Riuscire a far scrivere alla stampa nazionale, di questi confronti potrebbe, secondo me, portare un contributo costruttivo alla discussione.</p>
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