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	<title>Commenti a: Università italiana: non è la peggiore, anzi &#8230;</title>
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	<description>Associazione Nazionale Docenti Universitari</description>
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		<title>Di: Paolo Ventura</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/07/gli-atenei-italiani-producono/comment-page-1/#comment-104</link>
		<dc:creator>Paolo Ventura</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 21:53:42 +0000</pubDate>
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		<description>ERRORI E SENSI DI COLPA
di Paolo Ventura dell&#039;Università di Parma

Grazie Di Quarto per la paziente ricerca che ci toglie supplementari erronei sensi di colpa!
Il comportamento degli accademici Brunetta e Tremonti e del ministro Gelmini, va evidentemente letto come uno spettacolo, peraltro non brillantemente interpretato, che mira a suscitare ripetuti movimenti d&#039;opinione, non tanto per tagliare le spese pubbliche (abbiamo visto anzi che le uscite crescono allegramente e il deficit si aggrava) bensì per alimentare alcune note potentissime lobby (rete ferroviaria alta velocità, ponte di Messina, centrali nucleari, operazioni militari all&#039;estero, televisioni private, educazione privata...) secondo modalità brutalmente indifferenti ai bisogni collettivi.
Il problema, chiaramente non di natura non scientifica e non tecnica, troverebbe idonea spiegazione nelle pantomime del teatro umoristico dei De Filippo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ERRORI E SENSI DI COLPA<br />
di Paolo Ventura dell&#8217;Università di Parma</p>
<p>Grazie Di Quarto per la paziente ricerca che ci toglie supplementari erronei sensi di colpa!<br />
Il comportamento degli accademici Brunetta e Tremonti e del ministro Gelmini, va evidentemente letto come uno spettacolo, peraltro non brillantemente interpretato, che mira a suscitare ripetuti movimenti d&#8217;opinione, non tanto per tagliare le spese pubbliche (abbiamo visto anzi che le uscite crescono allegramente e il deficit si aggrava) bensì per alimentare alcune note potentissime lobby (rete ferroviaria alta velocità, ponte di Messina, centrali nucleari, operazioni militari all&#8217;estero, televisioni private, educazione privata&#8230;) secondo modalità brutalmente indifferenti ai bisogni collettivi.<br />
Il problema, chiaramente non di natura non scientifica e non tecnica, troverebbe idonea spiegazione nelle pantomime del teatro umoristico dei De Filippo.</p>
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		<title>Di: roberto moscati</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/07/gli-atenei-italiani-producono/comment-page-1/#comment-58</link>
		<dc:creator>roberto moscati</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 19:19:30 +0000</pubDate>
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		<description>UNIVERSITA&#039; ABBANDONATA
da Roberto Moscati dell&#039;Università Milano-Bicocca

Sono molto grato a Francesco Di Quarto per la messa a punto che il suo scritto consente. Ancora una volta si conferma come la demagogia e il partito preso si contrastino con i dati e la loro corretta interpretazione. Concordo anche con l&#039;analisi. E mi sembra utile provare a rispondere ad alcuni dei diversi interrogativi. Lo stato in cui versa l&#039;università italiana, a mio modo di vedere, deriva dalla storica mancanza di un reale interesse per il settore da parte della classe dirigente del paese. Non c&#039;é infatti una serie strategia politica rivolta all&#039;istruzione superiore e alla ricerca che sia stata sostenuta negli scorsi decenni dai diversi governi. Se qualcuno l&#039;ha tentata (condivisibile o meno che fosse) come i ministri Ruberti o Berlinguer, gli stessi governi che rappresentavano non li hanno realmente sostenuti. Dal canto suo il mondo acccademico ha perso l&#039;occasione storica di realizzare un sistema virtuoso di autonomie che la legge 168/89 offriva. In parte perché non aveva capito le opportunità implicite, in parte perché non le voleva/sapeva gestire.
Per di più il settore non interessa non solo alla classe dirigente ma anche all&#039;opinione pubblica (se é rappresentata dai mass media). Dunque scandalizziamoci per la penuria di risorse ma non speriamo che il vento cambi. Avremo sempre qualche Fermi a Chicago, Modigliani all&#039;MIT,Dulbecco alla UCSD,ecc.,ecc., mentre ci meraviglieremo risentiti se qualcuno consiglierà al proprio figlio di realizzare le proprie aspirazioni professionali all&#039;estero. And that&#039;s the way it is.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>UNIVERSITA&#8217; ABBANDONATA<br />
da Roberto Moscati dell&#8217;Università Milano-Bicocca</p>
<p>Sono molto grato a Francesco Di Quarto per la messa a punto che il suo scritto consente. Ancora una volta si conferma come la demagogia e il partito preso si contrastino con i dati e la loro corretta interpretazione. Concordo anche con l&#8217;analisi. E mi sembra utile provare a rispondere ad alcuni dei diversi interrogativi. Lo stato in cui versa l&#8217;università italiana, a mio modo di vedere, deriva dalla storica mancanza di un reale interesse per il settore da parte della classe dirigente del paese. Non c&#8217;é infatti una serie strategia politica rivolta all&#8217;istruzione superiore e alla ricerca che sia stata sostenuta negli scorsi decenni dai diversi governi. Se qualcuno l&#8217;ha tentata (condivisibile o meno che fosse) come i ministri Ruberti o Berlinguer, gli stessi governi che rappresentavano non li hanno realmente sostenuti. Dal canto suo il mondo acccademico ha perso l&#8217;occasione storica di realizzare un sistema virtuoso di autonomie che la legge 168/89 offriva. In parte perché non aveva capito le opportunità implicite, in parte perché non le voleva/sapeva gestire.<br />
Per di più il settore non interessa non solo alla classe dirigente ma anche all&#8217;opinione pubblica (se é rappresentata dai mass media). Dunque scandalizziamoci per la penuria di risorse ma non speriamo che il vento cambi. Avremo sempre qualche Fermi a Chicago, Modigliani all&#8217;MIT,Dulbecco alla UCSD,ecc.,ecc., mentre ci meraviglieremo risentiti se qualcuno consiglierà al proprio figlio di realizzare le proprie aspirazioni professionali all&#8217;estero. And that&#8217;s the way it is.</p>
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