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	<title>Commenti a: DDL: &#8220;Occasione storica&#8221; della Confindustria</title>
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	<description>Associazione Nazionale Docenti Universitari</description>
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		<title>Di: Il fallimento del &#8220;3 + 2&#8243; &#124; ANDU</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/01/ddl-occasione-della-confindustria/comment-page-1/#comment-337</link>
		<dc:creator>Il fallimento del &#8220;3 + 2&#8243; &#124; ANDU</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 09:48:07 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Lo stesso ‘gruppo’ ha imposto anche i finti concorsi locali e ora sostiene il DDL governativo, che e’ sostanzialmente lo stesso dei quello presentato poco prima dal PD e sostenuta anche [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Lo stesso ‘gruppo’ ha imposto anche i finti concorsi locali e ora sostiene il DDL governativo, che e’ sostanzialmente lo stesso dei quello presentato poco prima dal PD e sostenuta anche [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Ugo Rossi</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/01/ddl-occasione-della-confindustria/comment-page-1/#comment-303</link>
		<dc:creator>Ugo Rossi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 07:37:47 +0000</pubDate>
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		<description>RICERCATORE TD: DEBOLE, SUBALTERNO E DI INCERTO FUTURO
di Ugo Rossi dell&#039;Università di Cagliari

Sorprende che il DDL continui a proporre la figura del &quot;ricercatore&quot; (a tempo determinato) come ruolo di accesso: una figura che sarebbe debole e subalterna ancor più di quella del ricercatore attuale.

In tutti gli altri paesi dove l&#039;università funziona correttamente il primo gradino di ingresso nella carriera accademica è un ruolo più autonomo e visibile, pienamente accademico, al contempo di docenza e di ricerca:

- assistant professor negli USA
- lecturer in Gran Bretagna
- maitre de confèrences in Francia
- chargé de cours in Belgio
etc.

Quale promettente e ambizioso studioso straniero si sognerebbe mai di avventurarsi a provare la carriera accademica in Italia quando gli/le si offre una misera posizione di &quot;ricercatore&quot; tempo determinato, con incerta tenure-track i cui esiti sono indipendenti dai suoi meriti scientifici?

Questo DDL continua a tenere l&#039;Italia lontana dall&#039;Europa e dal resto del mondo avanzato e per questo è una grande occasione perduta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>RICERCATORE TD: DEBOLE, SUBALTERNO E DI INCERTO FUTURO<br />
di Ugo Rossi dell&#8217;Università di Cagliari</p>
<p>Sorprende che il DDL continui a proporre la figura del &#8220;ricercatore&#8221; (a tempo determinato) come ruolo di accesso: una figura che sarebbe debole e subalterna ancor più di quella del ricercatore attuale.</p>
<p>In tutti gli altri paesi dove l&#8217;università funziona correttamente il primo gradino di ingresso nella carriera accademica è un ruolo più autonomo e visibile, pienamente accademico, al contempo di docenza e di ricerca:</p>
<p>- assistant professor negli USA<br />
- lecturer in Gran Bretagna<br />
- maitre de confèrences in Francia<br />
- chargé de cours in Belgio<br />
etc.</p>
<p>Quale promettente e ambizioso studioso straniero si sognerebbe mai di avventurarsi a provare la carriera accademica in Italia quando gli/le si offre una misera posizione di &#8220;ricercatore&#8221; tempo determinato, con incerta tenure-track i cui esiti sono indipendenti dai suoi meriti scientifici?</p>
<p>Questo DDL continua a tenere l&#8217;Italia lontana dall&#8217;Europa e dal resto del mondo avanzato e per questo è una grande occasione perduta.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: I tagli: &#8220;una coltellata al Paese&#8221; &#124; ANDU</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/01/ddl-occasione-della-confindustria/comment-page-1/#comment-128</link>
		<dc:creator>I tagli: &#8220;una coltellata al Paese&#8221; &#124; ANDU</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 15:07:19 +0000</pubDate>
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		<description>[...] mentre la Conferenza dei Rettori, di fatto, accetta i tagli in attesa di una legge (fortemente voluta dalla Confindustria) che trasformi i rettori-padroni in rettori-sovrani [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] mentre la Conferenza dei Rettori, di fatto, accetta i tagli in attesa di una legge (fortemente voluta dalla Confindustria) che trasformi i rettori-padroni in rettori-sovrani [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Walter Tocci (PD): da una giusta analisi un mortale rimedio &#8211; La &#8220;brillante soluzione&#8221; dell&#8217;ANDU per i concorsi &#124; ANDU</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/01/ddl-occasione-della-confindustria/comment-page-1/#comment-100</link>
		<dc:creator>Walter Tocci (PD): da una giusta analisi un mortale rimedio &#8211; La &#8220;brillante soluzione&#8221; dell&#8217;ANDU per i concorsi &#124; ANDU</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 14:35:33 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Alle ipotesi antidemocratiche di organizzazione degli Atenei sostenute da Confindustra, PDL, PD e CRUI e alle devastanti ipotesi di totale autonomia degl Atenei &#8216;corretta&#8217; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Alle ipotesi antidemocratiche di organizzazione degli Atenei sostenute da Confindustra, PDL, PD e CRUI e alle devastanti ipotesi di totale autonomia degl Atenei &#8216;corretta&#8217; [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: &#8220;Gelmini: regole condivise, partiamo dall&#8217;Università&#8221; &#124; ANDU</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/01/ddl-occasione-della-confindustria/comment-page-1/#comment-83</link>
		<dc:creator>&#8220;Gelmini: regole condivise, partiamo dall&#8217;Università&#8221; &#124; ANDU</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 19:15:23 +0000</pubDate>
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		<description>[...] (soprattutto &#8216;governance&#8217; e localismo concorsuale) ha già la condivisione di Confindustria, PDL, PD e [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] (soprattutto &#8216;governance&#8217; e localismo concorsuale) ha già la condivisione di Confindustria, PDL, PD e [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: alessandro tessari</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/01/ddl-occasione-della-confindustria/comment-page-1/#comment-52</link>
		<dc:creator>alessandro tessari</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 17:20:06 +0000</pubDate>
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		<description>LA GROTTESCA VICENDA DEL 3+2
di Alessandro Tessari dell&#039;Università di Padova

     Salva la stima personale per Luigi Berlinguer,debbo dire che sono molto scettico su come nacque e si è sviluppata la grottesca vicenda del 3+2. Doveva essere una strategia europea: doveva essere addirittura una rivisitazione romantica dell&#039; università delle origini: un libero movimento di &#039;chierici&#039; che si spostava di città in città, per ascoltare i migliori maestri di tutte le arti. Depurato dei romanticismi impossibili, il disegno doveva muoversi di concerto con i paesi europei. Così non è stato. L&#039;italica imbecillità ha voluto bruciare le tappe e battere tutti in furbizia:dopo i primi tre anni abbiamo regalato una laurea-dottorato che nessuno riconosce in Europa, dove ancora ha un senso la scansione anglosassone del Bachelor-Master-Ph.D. I nostri studenti è bene che sappiano che i titoli inflazionati non valgono nulla:vadano in giro per le università europee a vedere come funziona il mondo. Se la Gelmini non vuol strangolarsi con la barzelletta del 3+2 (mi stupisce che Luigi Berlinguer rivendichi una paternità così indifendibile)abolisca subito il valore legale del titolo e ricominci, ad un tavolo europeo, a ridisegnare le grandi scansioni dell&#039;intero curriculum formativo, dalle elementari all&#039;università. Prima che sia troppo tardi e che ci si debba accodare, noi, ai curricula che verranno imposti dai grandi numeri della immigrazione extracomunitaria. Cordiali saluti. E&#039; con un po&#039; di tristezza che dico queste cose: per ben 5 legislature mi sono occupato di riforme scolastiche alla commissione istruzione della Camera dei deputati.
cordialmente alessandro tessari</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>LA GROTTESCA VICENDA DEL 3+2<br />
di Alessandro Tessari dell&#8217;Università di Padova</p>
<p>     Salva la stima personale per Luigi Berlinguer,debbo dire che sono molto scettico su come nacque e si è sviluppata la grottesca vicenda del 3+2. Doveva essere una strategia europea: doveva essere addirittura una rivisitazione romantica dell&#8217; università delle origini: un libero movimento di &#8216;chierici&#8217; che si spostava di città in città, per ascoltare i migliori maestri di tutte le arti. Depurato dei romanticismi impossibili, il disegno doveva muoversi di concerto con i paesi europei. Così non è stato. L&#8217;italica imbecillità ha voluto bruciare le tappe e battere tutti in furbizia:dopo i primi tre anni abbiamo regalato una laurea-dottorato che nessuno riconosce in Europa, dove ancora ha un senso la scansione anglosassone del Bachelor-Master-Ph.D. I nostri studenti è bene che sappiano che i titoli inflazionati non valgono nulla:vadano in giro per le università europee a vedere come funziona il mondo. Se la Gelmini non vuol strangolarsi con la barzelletta del 3+2 (mi stupisce che Luigi Berlinguer rivendichi una paternità così indifendibile)abolisca subito il valore legale del titolo e ricominci, ad un tavolo europeo, a ridisegnare le grandi scansioni dell&#8217;intero curriculum formativo, dalle elementari all&#8217;università. Prima che sia troppo tardi e che ci si debba accodare, noi, ai curricula che verranno imposti dai grandi numeri della immigrazione extracomunitaria. Cordiali saluti. E&#8217; con un po&#8217; di tristezza che dico queste cose: per ben 5 legislature mi sono occupato di riforme scolastiche alla commissione istruzione della Camera dei deputati.<br />
cordialmente alessandro tessari</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: FINI CARLA</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/01/ddl-occasione-della-confindustria/comment-page-1/#comment-50</link>
		<dc:creator>FINI CARLA</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 11:45:34 +0000</pubDate>
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		<description>AVANZAMENTO PER RICERCATORI E ASSOCIATI
di Carla Fini dell&#039;Università di Roma 3

Nessuno si è occupato in questa legge, né il precedente ministro dell&#039;Università, ad eccezione che nel decreto Moratti, di sistemare , dando uno stato di avanzamento ai ricercatori anziani e agli associati che vivono la stessa situazione,con una riserva di posti concorsuale (come nel succitato decreto Moratti), che garantiva un avanzamento a quei professori di seconda e terza fascia, che pur avendo pubblicato bene, non rientrano nel &quot;balletto di parentopoli&quot;, come ben sa la Gelmini, perché lo ha affermato a &quot;Ottoemezzo&quot;.
Alcuni dipartimenti, facoltà, collegi didattici, pur avendo molti professori aggregati, non li registrano nei verbali con il titolo che meritano e guai a rivendicarlo, perché chi chiede il &quot;suo&quot; viene isolato.Ma ce li ricordiamo gli effetti positivi del &quot;sessantotto&quot;,dove è il diritto, dove la democrazia?
Carla FINI
Ricercatore del raggruppamento FIL-LET. /04 e Professore Aggregato di Storia della Letteratura Latina per Beni Culturali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>AVANZAMENTO PER RICERCATORI E ASSOCIATI<br />
di Carla Fini dell&#8217;Università di Roma 3</p>
<p>Nessuno si è occupato in questa legge, né il precedente ministro dell&#8217;Università, ad eccezione che nel decreto Moratti, di sistemare , dando uno stato di avanzamento ai ricercatori anziani e agli associati che vivono la stessa situazione,con una riserva di posti concorsuale (come nel succitato decreto Moratti), che garantiva un avanzamento a quei professori di seconda e terza fascia, che pur avendo pubblicato bene, non rientrano nel &#8220;balletto di parentopoli&#8221;, come ben sa la Gelmini, perché lo ha affermato a &#8220;Ottoemezzo&#8221;.<br />
Alcuni dipartimenti, facoltà, collegi didattici, pur avendo molti professori aggregati, non li registrano nei verbali con il titolo che meritano e guai a rivendicarlo, perché chi chiede il &#8220;suo&#8221; viene isolato.Ma ce li ricordiamo gli effetti positivi del &#8220;sessantotto&#8221;,dove è il diritto, dove la democrazia?<br />
Carla FINI<br />
Ricercatore del raggruppamento FIL-LET. /04 e Professore Aggregato di Storia della Letteratura Latina per Beni Culturali.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Prof. Giovanni Falaschi</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/01/ddl-occasione-della-confindustria/comment-page-1/#comment-49</link>
		<dc:creator>Prof. Giovanni Falaschi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 17:52:45 +0000</pubDate>
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		<description>COMPLIMENTI a NICOSIA
di Francesco Falaschi dell&#039;Università di Perugia

Complimenti al prof. Nicosia. Il suo intervento è tutto da sottoscrivere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>COMPLIMENTI a NICOSIA<br />
di Francesco Falaschi dell&#8217;Università di Perugia</p>
<p>Complimenti al prof. Nicosia. Il suo intervento è tutto da sottoscrivere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Guido Martinotti</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/01/ddl-occasione-della-confindustria/comment-page-1/#comment-48</link>
		<dc:creator>Guido Martinotti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 14:33:50 +0000</pubDate>
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		<description>IL DDL NON CONTIENE NULLA
di Guido Martinotti

Francamente tutti questi peana mi sembrano un po&#039; di maniera. Il DDL mi pare pieno di trappole e non contiene nulla (nulla, se non molecole gassose in un mortaio) sul nodo cruciale che paralizza da più di mezzo secolo l&#039;università italiana e cioè il meccanismo rigido e corrotto che regola il reclutamento e la promozione. Il meccanismo attuale sotto le vesti universalistiche e sempre più paranoicamente universalistiche (sorteggi e risorteggi) cela il particolarismo più rigido e inscindibile. Ogni esaminando ha una bandierina, quella del relativo esaminatore: entrambi sono schiavi di scuderia in un sistema rigido per tutta la vita. Il merito entra o non entra, ma indipendentemente dalla procedura, in modo random. Al fondo basterebbe sorteggiare i concorrenti invece che gli esaminatori: il risultato varierebbe di poco e il risparmio di tempo e altre risorse enorme. Finché non si rompe questo bondage piuttosto che bond, il sistema rimarrà feudale e il reclutamento un sudoki complesso e lento come gli esami mandarinali. A questo punto chi viene a parlarci di merito, competizione, rientro dei cervelli o loro impedimento a partire, efficienza ed efficacia e bubbole varie si merita un saluto da Beppe Grillo.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>IL DDL NON CONTIENE NULLA<br />
di Guido Martinotti</p>
<p>Francamente tutti questi peana mi sembrano un po&#8217; di maniera. Il DDL mi pare pieno di trappole e non contiene nulla (nulla, se non molecole gassose in un mortaio) sul nodo cruciale che paralizza da più di mezzo secolo l&#8217;università italiana e cioè il meccanismo rigido e corrotto che regola il reclutamento e la promozione. Il meccanismo attuale sotto le vesti universalistiche e sempre più paranoicamente universalistiche (sorteggi e risorteggi) cela il particolarismo più rigido e inscindibile. Ogni esaminando ha una bandierina, quella del relativo esaminatore: entrambi sono schiavi di scuderia in un sistema rigido per tutta la vita. Il merito entra o non entra, ma indipendentemente dalla procedura, in modo random. Al fondo basterebbe sorteggiare i concorrenti invece che gli esaminatori: il risultato varierebbe di poco e il risparmio di tempo e altre risorse enorme. Finché non si rompe questo bondage piuttosto che bond, il sistema rimarrà feudale e il reclutamento un sudoki complesso e lento come gli esami mandarinali. A questo punto chi viene a parlarci di merito, competizione, rientro dei cervelli o loro impedimento a partire, efficienza ed efficacia e bubbole varie si merita un saluto da Beppe Grillo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Salvatore Nicosia</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/01/ddl-occasione-della-confindustria/comment-page-1/#comment-45</link>
		<dc:creator>Salvatore Nicosia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 22:08:22 +0000</pubDate>
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		<description>DOTTOR ROCCA, UN POCO DI MODESTIA
da Salvatore Nicosia dell’Università di Palermo

Il dottor Rocca si serve come a un buffet del panorama internazionale dell&#039;Università e dei rapporti ricerca pubblica - ricerca privata; e lo fa così apertamente da far sorridere. Magari amaramente.
Sui finanziamenti privati alla ricerca Rocca non prende impegni; cita solo quelli pubblici, e li giudica scarsi: forse perchè più scarsi sono i fondi pubblici per l&#039;Università, più abbondanti dovrebbero essere quelli privati (cioè delle Imprese associate alla Confindustria, fra le altre).
Nelle Università straniere - citate ritualmente nell&#039;articolo, come Zhu En-Lai e Ho Chi-Min nel Sessantotto - gli ex-allievi che hanno fatto carriera, i mecenati, gli imprenditori, non siedono nei CdA solo per dare buoni consigli: finanziano &quot;placements&quot; e specializzazioni, ricerche e cure mediche; riparano edifici, regalano telescopi. Insomma impegnano del loro. Lo fanno anche per i Matematici, i Letterati, gli studiosi di Diritto Internazionale che da noi sono considerati intellettuali improduttivi. 
     Dispiace farlo, ma se dobbiamo parlare di &quot;rapporti fra i due mondi&quot; (stucchevole) facciamo qualche nome: di tutte le Imprese che in Italia fanno riciclo di rifiuti elettronici non una ha offerto fino ad oggi Tirocini a studenti, neppure se richiesti; da primarie Aziende termotecniche sembra impossibile ottenere un dato per una ricerca sulla cogenerazione. Questo è lo spirito della collaborazione attuale dell&#039;Industria italiana alla formazione universitaria.
     Sui ricercatori precari il Preside della Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Torino ha già scritto sulla &quot;Stampa&quot;: a chiare lettere ha sostenuto che &quot;abbiamo bisogno di ricercatori strutturati&quot;. Direi che la convinzione espressa da un professore con enormi responsabilità di amministrazione pubblica interna dovrebbe far riflettere almeno per un momento chi la cosiddetta education la fa dall&#039;esterno, dal suo ufficio privato. 
    Quello che veramente &quot;mal si adatta alla realtà di un paese industrialmente avanzato&quot; è che in Italia è proprio l&#039;Impresa ad avere arretrato: non abbiamo quasi più Farmaceutica originale, stavamo perdendo la partecipazione all&#039;Aeronautica europea, non abbiamo un solo modello di automobile ibrida in produzione (non intendo a benzina + GPL: intendo trazione termica + elettrica, come sapevamo fare quarant&#039;anni fa sui locomotori). A Fiumicino l&#039;Alitalia ha dodici sportelli con enormi intestazioni- ripetitive, perfino pesanti - ma non c&#039;è un&#039;anima in coda.
     Forse, prima di mettere Pinocchio in mezzo ai carabinieri, di voler &quot;accompagnare gli Atenei inefficienti a fare rigorosi piani di rientro&quot;, in viale dell&#039;Astronomia un poco di modestia si impone. 
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>DOTTOR ROCCA, UN POCO DI MODESTIA<br />
da Salvatore Nicosia dell’Università di Palermo</p>
<p>Il dottor Rocca si serve come a un buffet del panorama internazionale dell&#8217;Università e dei rapporti ricerca pubblica &#8211; ricerca privata; e lo fa così apertamente da far sorridere. Magari amaramente.<br />
Sui finanziamenti privati alla ricerca Rocca non prende impegni; cita solo quelli pubblici, e li giudica scarsi: forse perchè più scarsi sono i fondi pubblici per l&#8217;Università, più abbondanti dovrebbero essere quelli privati (cioè delle Imprese associate alla Confindustria, fra le altre).<br />
Nelle Università straniere &#8211; citate ritualmente nell&#8217;articolo, come Zhu En-Lai e Ho Chi-Min nel Sessantotto &#8211; gli ex-allievi che hanno fatto carriera, i mecenati, gli imprenditori, non siedono nei CdA solo per dare buoni consigli: finanziano &#8220;placements&#8221; e specializzazioni, ricerche e cure mediche; riparano edifici, regalano telescopi. Insomma impegnano del loro. Lo fanno anche per i Matematici, i Letterati, gli studiosi di Diritto Internazionale che da noi sono considerati intellettuali improduttivi.<br />
     Dispiace farlo, ma se dobbiamo parlare di &#8220;rapporti fra i due mondi&#8221; (stucchevole) facciamo qualche nome: di tutte le Imprese che in Italia fanno riciclo di rifiuti elettronici non una ha offerto fino ad oggi Tirocini a studenti, neppure se richiesti; da primarie Aziende termotecniche sembra impossibile ottenere un dato per una ricerca sulla cogenerazione. Questo è lo spirito della collaborazione attuale dell&#8217;Industria italiana alla formazione universitaria.<br />
     Sui ricercatori precari il Preside della Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Torino ha già scritto sulla &#8220;Stampa&#8221;: a chiare lettere ha sostenuto che &#8220;abbiamo bisogno di ricercatori strutturati&#8221;. Direi che la convinzione espressa da un professore con enormi responsabilità di amministrazione pubblica interna dovrebbe far riflettere almeno per un momento chi la cosiddetta education la fa dall&#8217;esterno, dal suo ufficio privato.<br />
    Quello che veramente &#8220;mal si adatta alla realtà di un paese industrialmente avanzato&#8221; è che in Italia è proprio l&#8217;Impresa ad avere arretrato: non abbiamo quasi più Farmaceutica originale, stavamo perdendo la partecipazione all&#8217;Aeronautica europea, non abbiamo un solo modello di automobile ibrida in produzione (non intendo a benzina + GPL: intendo trazione termica + elettrica, come sapevamo fare quarant&#8217;anni fa sui locomotori). A Fiumicino l&#8217;Alitalia ha dodici sportelli con enormi intestazioni- ripetitive, perfino pesanti &#8211; ma non c&#8217;è un&#8217;anima in coda.<br />
     Forse, prima di mettere Pinocchio in mezzo ai carabinieri, di voler &#8220;accompagnare gli Atenei inefficienti a fare rigorosi piani di rientro&#8221;, in viale dell&#8217;Astronomia un poco di modestia si impone.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Nicola Giuliano Leone</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/12/01/ddl-occasione-della-confindustria/comment-page-1/#comment-44</link>
		<dc:creator>Nicola Giuliano Leone</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 20:53:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.andu-universita.it/?p=241#comment-44</guid>
		<description>PIÙ DELLA METÀ DELL&#039;UNIVERSITÀ VA IN PENSIONE
da Nicola Giuliano Leone dell’Università di Palermo

Non credo che il DDL governativo proposto possa risolvere i problemi dell&#039;Università che sono anche i problemi della nazione: occupazione, occupazione, occupazione e ricambio generazionale. Le regole vanno bene, si sa che le equazioni, le formule, gli algoritmi sono sempre molti e possibilisti. Quando non ci sono numeri si usano le lettere. Quello che mancherà tra due o tre anni all&#039;università di Stato non sono le regole, ma i numeri. Alla domanda di formazione chi risponderà dal 2013, 2014 in poi? Più della metà dell&#039;Università va in pensione. Si sta lavorando per un presente che non c&#039;è e per un futuro che non si vuole conoscere e lo si fa sulla porta senza entrare nei problemi. Tutto quello che dicono la maggior parte dei giornalisti è vero. Ma di che verità si tratta? Non vi sono economie per la ricerca. I giovani fuggono all&#039;estero. Se l&#039;industria ha esportato il lavoro perché non dovrebbe giovarsi delle ricerche condotte da altri, tanto la ricchezza si misura solo sulla base degli investimenti e dei ritorni monetari? In questa condizione il furto di lavoro come di ricerca può comodamente diventare una logica.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>PIÙ DELLA METÀ DELL&#8217;UNIVERSITÀ VA IN PENSIONE<br />
da Nicola Giuliano Leone dell’Università di Palermo</p>
<p>Non credo che il DDL governativo proposto possa risolvere i problemi dell&#8217;Università che sono anche i problemi della nazione: occupazione, occupazione, occupazione e ricambio generazionale. Le regole vanno bene, si sa che le equazioni, le formule, gli algoritmi sono sempre molti e possibilisti. Quando non ci sono numeri si usano le lettere. Quello che mancherà tra due o tre anni all&#8217;università di Stato non sono le regole, ma i numeri. Alla domanda di formazione chi risponderà dal 2013, 2014 in poi? Più della metà dell&#8217;Università va in pensione. Si sta lavorando per un presente che non c&#8217;è e per un futuro che non si vuole conoscere e lo si fa sulla porta senza entrare nei problemi. Tutto quello che dicono la maggior parte dei giornalisti è vero. Ma di che verità si tratta? Non vi sono economie per la ricerca. I giovani fuggono all&#8217;estero. Se l&#8217;industria ha esportato il lavoro perché non dovrebbe giovarsi delle ricerche condotte da altri, tanto la ricchezza si misura solo sulla base degli investimenti e dei ritorni monetari? In questa condizione il furto di lavoro come di ricerca può comodamente diventare una logica.</p>
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