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	<title>Commenti a: DDL &#8211; Chi nomina il Consiglio di amministrazione?</title>
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	<description>Associazione Nazionale Docenti Universitari</description>
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		<title>Di: L&#8217;Università dei &#8216;bocconiani&#8217; e quella reale &#124; ANDU</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/11/15/ddl-chi-nomina-il-consiglio-di-amministrazione/comment-page-1/#comment-69</link>
		<dc:creator>L&#8217;Università dei &#8216;bocconiani&#8217; e quella reale &#124; ANDU</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 12:20:05 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Invitiamo a leggere l&#8217;intervento di Francesco Sylos Labini e Stefano Zapperi sul Fatto Quotidiano del 13 dicembre 2009. L&#8217;intervento fornisce un&#8217;analisi  corretta della situazione dell&#8217;Università italiana. C&#8217;è una imprecisione quando si sostiene che il DDL governativo prevederebbe che il rettore debba essere eletto &#8220;da una ristretta cerchia di professori ordinari&#8221;. In realtà il DDL non lo esclude, ma neanche lo prescrive. Su questa stessa questione si invita a leggere un precedente documento. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Invitiamo a leggere l&#8217;intervento di Francesco Sylos Labini e Stefano Zapperi sul Fatto Quotidiano del 13 dicembre 2009. L&#8217;intervento fornisce un&#8217;analisi  corretta della situazione dell&#8217;Università italiana. C&#8217;è una imprecisione quando si sostiene che il DDL governativo prevederebbe che il rettore debba essere eletto &#8220;da una ristretta cerchia di professori ordinari&#8221;. In realtà il DDL non lo esclude, ma neanche lo prescrive. Su questa stessa questione si invita a leggere un precedente documento. [...]</p>
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		<title>Di: Alberto Burgio</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/11/15/ddl-chi-nomina-il-consiglio-di-amministrazione/comment-page-1/#comment-10</link>
		<dc:creator>Alberto Burgio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 17:57:46 +0000</pubDate>
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		<description>Ringrazio vivamente il collega Capano per la cortese attenzione prestata al mio intervento apparso ieri sul &quot;Corriere della sera&quot;, e vorrei subito rassicurarlo: non intendo &quot;confezionare contenuti comunicativi che falsano i fatti&quot;, cerco soltanto di argomentare le mie preoccupazioni - peraltro condivise da molti - nei confronti di questo nuovo provvedimento del governo. 
Vengo al merito delle obiezioni di Capano. 
Per quanto riguarda la designazione dei membri del CdA, le considerazioni dell&#039;Andu mi sembrano del tutto condivisibili. Il ddl non esplicita (ma nemmeno esclude!) che sarà  il rettore a compiere la scelta, ma lo spirito della norma, il contesto nel quale essa ha preso forma e l&#039;incremento delle prerogative attribuite ai rettori autorizzano a formulare questa previsione. Ad ogni modo, mi sembra il caso di sottolineare che l&#039;aspetto di gran lunga più rilevante (e, a mio giudizio, sintomatico dell&#039;ispirazione privatistica del ddl) è il carattere non elettivo di CdA dotati di poteri e attribuzioni determinanti per la vita e l&#039;organizzazione degli atenei. 
Quanto al metodo di elezione dei rettori, ho riletto il ddl e convengo che l&#039;interpretazione prospettata da Capano è più convincente di quella che ho fornito nel mio articolo, anche se la lettera della norma rimane a mio giudizio equivoca (e non è un caso che altri autorevoli colleghi siano pervenuti alle mie stesse conclusioni: cfr. Alessandro Dal Lago, &quot;La riforma del gattopardo&quot;, &quot;il manifesto&quot;, 6 novembre 2009). Scrivere che &quot;l&#039;elezione del rettore&quot; ha luogo &quot;tra i professori ordinari in servizio presso universita’  italiane in possesso di comprovata competenza ed esperienza di gestione&quot; può anche indurre a ritenere che ci si riferisca all&#039;elettorato attivo. Ma ripeto: non ho difficoltà  a convenire con Capano sul punto. Dopodiche’ rilevo che anche la determinazione dell&#039;elettorato passivo nei termini impiegati dal ddl e’ fonte di preoccupazione. Ritenere che le competenze fondamentali di un rettore (al quale sara’  peraltro affiancato un direttore generale) debbano essere di carattere gestionale rivela (conferma) la propensione del governo a concepire le universita’ come branche della pubblica amministrazione se non addirittura come aziende, piuttosto che come istituzioni culturali, incaricate di creare e diffondere conoscenza. 
Con i più cordiali saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio vivamente il collega Capano per la cortese attenzione prestata al mio intervento apparso ieri sul &#8220;Corriere della sera&#8221;, e vorrei subito rassicurarlo: non intendo &#8220;confezionare contenuti comunicativi che falsano i fatti&#8221;, cerco soltanto di argomentare le mie preoccupazioni &#8211; peraltro condivise da molti &#8211; nei confronti di questo nuovo provvedimento del governo.<br />
Vengo al merito delle obiezioni di Capano.<br />
Per quanto riguarda la designazione dei membri del CdA, le considerazioni dell&#8217;Andu mi sembrano del tutto condivisibili. Il ddl non esplicita (ma nemmeno esclude!) che sarà  il rettore a compiere la scelta, ma lo spirito della norma, il contesto nel quale essa ha preso forma e l&#8217;incremento delle prerogative attribuite ai rettori autorizzano a formulare questa previsione. Ad ogni modo, mi sembra il caso di sottolineare che l&#8217;aspetto di gran lunga più rilevante (e, a mio giudizio, sintomatico dell&#8217;ispirazione privatistica del ddl) è il carattere non elettivo di CdA dotati di poteri e attribuzioni determinanti per la vita e l&#8217;organizzazione degli atenei.<br />
Quanto al metodo di elezione dei rettori, ho riletto il ddl e convengo che l&#8217;interpretazione prospettata da Capano è più convincente di quella che ho fornito nel mio articolo, anche se la lettera della norma rimane a mio giudizio equivoca (e non è un caso che altri autorevoli colleghi siano pervenuti alle mie stesse conclusioni: cfr. Alessandro Dal Lago, &#8220;La riforma del gattopardo&#8221;, &#8220;il manifesto&#8221;, 6 novembre 2009). Scrivere che &#8220;l&#8217;elezione del rettore&#8221; ha luogo &#8220;tra i professori ordinari in servizio presso universita’  italiane in possesso di comprovata competenza ed esperienza di gestione&#8221; può anche indurre a ritenere che ci si riferisca all&#8217;elettorato attivo. Ma ripeto: non ho difficoltà  a convenire con Capano sul punto. Dopodiche’ rilevo che anche la determinazione dell&#8217;elettorato passivo nei termini impiegati dal ddl e’ fonte di preoccupazione. Ritenere che le competenze fondamentali di un rettore (al quale sara’  peraltro affiancato un direttore generale) debbano essere di carattere gestionale rivela (conferma) la propensione del governo a concepire le universita’ come branche della pubblica amministrazione se non addirittura come aziende, piuttosto che come istituzioni culturali, incaricate di creare e diffondere conoscenza.<br />
Con i più cordiali saluti.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Giliberto Capano</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/11/15/ddl-chi-nomina-il-consiglio-di-amministrazione/comment-page-1/#comment-9</link>
		<dc:creator>Giliberto Capano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 17:54:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.andu-universita.it/?p=125#comment-9</guid>
		<description>CARI colleghi dell&#039;ANDU, 
di processi alle intenzioni e&#039; pieno il dibattito politico del PAESE da  decenni. 
IL DDL governativo lascia all&#039;autonoma determinazione degli Statuti sia  l&#039;elettorato attivo per il rettore (ed e&#039; chiaro a tutti, viste le prassi,  che la ponderazione si riferisce al personale TA, non certo agli associati  e ai ricercatori) sia il meccanismo di nomina dei membri del CDA. Ipotizzare che nell&#039;attuazione verra&#039; scelto il meccanismo di nomina da  parte del rettore e&#039; legittimo ma resta un&#039;ipotesi. Personalmente, ad  esempio, ritengo che la soluzione migliore, e&#039; quella che potrebbe essere  attuata in molti atenei, sia la nomina dei membri del Cda da parte del  Senato. Ma e&#039; un&#039;altra ipotesi. 

Costruire appelli fondati su evidenti errori tecnici non fa bene ne&#039; agli  appellanti ne&#039; ai firmatari. 
E soprattutto non fa bene all&#039;universita&#039; italiana che da troppi anni vede  dibattuti i suoi problemi in modo poco professionale e spesso orientato da  pregiudizi ideologici (sia di qua sia di la&#039;..). 
Come ci insegna l&#039;analisi comparata dei sistemi universitari  non esiste un  unica soluzione istituzionale efficiente ed efficace. Esistono soluzioni  istituzionalmente coerenti. 
cari saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>CARI colleghi dell&#8217;ANDU,<br />
di processi alle intenzioni e&#8217; pieno il dibattito politico del PAESE da  decenni.<br />
IL DDL governativo lascia all&#8217;autonoma determinazione degli Statuti sia  l&#8217;elettorato attivo per il rettore (ed e&#8217; chiaro a tutti, viste le prassi,  che la ponderazione si riferisce al personale TA, non certo agli associati  e ai ricercatori) sia il meccanismo di nomina dei membri del CDA. Ipotizzare che nell&#8217;attuazione verra&#8217; scelto il meccanismo di nomina da  parte del rettore e&#8217; legittimo ma resta un&#8217;ipotesi. Personalmente, ad  esempio, ritengo che la soluzione migliore, e&#8217; quella che potrebbe essere  attuata in molti atenei, sia la nomina dei membri del Cda da parte del  Senato. Ma e&#8217; un&#8217;altra ipotesi. </p>
<p>Costruire appelli fondati su evidenti errori tecnici non fa bene ne&#8217; agli  appellanti ne&#8217; ai firmatari.<br />
E soprattutto non fa bene all&#8217;universita&#8217; italiana che da troppi anni vede  dibattuti i suoi problemi in modo poco professionale e spesso orientato da  pregiudizi ideologici (sia di qua sia di la&#8217;..).<br />
Come ci insegna l&#8217;analisi comparata dei sistemi universitari  non esiste un  unica soluzione istituzionale efficiente ed efficace. Esistono soluzioni  istituzionalmente coerenti.<br />
cari saluti</p>
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