<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: &#8220;Fine dell&#8217;Universita&#8217; pubblica&#8221; &#8211; Intervento di Alessandro Somma</title>
	<atom:link href="http://www.andu-universita.it/2009/11/05/rs/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.andu-universita.it/2009/11/05/rs/</link>
	<description>Associazione Nazionale Docenti Universitari</description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Jul 2010 10:03:27 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0</generator>
	<item>
		<title>Di: Daniele Guido</title>
		<link>http://www.andu-universita.it/2009/11/05/rs/comment-page-1/#comment-5</link>
		<dc:creator>Daniele Guido</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 16:32:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.andu-universita.it/?p=26#comment-5</guid>
		<description>Temo sia la fine dell&#039;università, non dell&#039;università pubblica. 

Infatti, nelle università private, nel consiglio di amministrazione ci sono i finanziatori: pagano, e quindi vogliono decidere. Nelle nostre università pubbliche invece, i privati decideranno, ma senza rischiare in proprio.

Per altro, nei paesi dove il sistema privato delle università funziona, i finanziatori conoscono bene il business dell&#039;istruzione superiore, sanno cioè che spendere solo per ciò che ha immediate ricadute economico-professionali è perdente, e che la qualità della ricerca di base è fondamentale per il successo dell&#039;impresa. Ma loro, per l&#039;appunto, pagano di persona.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Temo sia la fine dell&#8217;università, non dell&#8217;università pubblica. </p>
<p>Infatti, nelle università private, nel consiglio di amministrazione ci sono i finanziatori: pagano, e quindi vogliono decidere. Nelle nostre università pubbliche invece, i privati decideranno, ma senza rischiare in proprio.</p>
<p>Per altro, nei paesi dove il sistema privato delle università funziona, i finanziatori conoscono bene il business dell&#8217;istruzione superiore, sanno cioè che spendere solo per ciò che ha immediate ricadute economico-professionali è perdente, e che la qualità della ricerca di base è fondamentale per il successo dell&#8217;impresa. Ma loro, per l&#8217;appunto, pagano di persona.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
