Chi deve rappresentare il sistema nazionale delle università? La CRUI, naturalmente!

Sulla governance degli Atenei l’ANDU ha già informato sui lavori in corso (v. Nota 1). Che i lavori siano in corso anche a livello governativo lo conferma l’articolo “E dopo i docenti tocca ai rettori” sul Messaggero del 5.3.04 (v. Nota 2). 

Anche sulla rappresentanza del sistema nazionale delle Università i lavori sono in corso. Già è pronto il disegno di legge di riforma del CUN che sarà presentato a breve al Consiglio dei ministri. Su questo disegno di controriforma, che punta a farla finita con l’idea stessa di un organismo nazionale di autogoverno, democratico e realmente rappresentativo del mondo universitario, l’ANDU ha più volte preso posizione (v. Nota 3) e presto vi ritornerà con una più puntuale analisi. Il testo del disegno di legge, elaborato dall’attuale CUN pluri-prorogato e con una composizione da tempo illegittima, si trova nel sito dello SNUR-CGIL, che esprime un breve giudizio che sostanzialmente coincide con quello dell’ANDU (v. Nota 4).

Sulla rappresentanza nazionale dell’Università ha lavorato anche la Fondazione TreeLLLe la cui composizione (v. Nota 5) costituisce una “esibizione di muscoli” di quella lobby accademica trasversale che da sempre domina sulle questioni riguardanti l’Università, gestendo direttamente o di fatto il Ministero, condizionando pesantemente il Parlamento ed esercitando il quasi assoluto monopolio degli Organi di
informazione.

Nelle pagg. 94 e 95 della pubblicazione della TreeLLLe (v. Nota 6) si
legge: “E’ infatti incongrua la configurazione del CUN ‘come organo di rappresentanza delle istituzioni autonome universitarie’, considerato che – per espressa previsione legislativa – esso rappresenta le aree disciplinari e le categorie del personale docente, integrate da una marginale rappresentanza degli studenti, del personale non docente e – simbolicamente – dei Rettori. Comunque lo si consideri, il CUN è la rappresentanzione delle aggregazioni disciplinari e delle corporazioni e sottocorporazioni accademiche, secondo una logica verticale, neppure più rispondente all’intervenuta riorganizzazione dei saperi.”
Un’analisi questa sostanzialmente coincidente con quella della maggioranza delle Organizzazioni della docenza e, in particolare, dell’ANDU. Ed allora la Fondazione TreeLLLe vuole, come l’ANDU, che il CUN diventi un Organo di autogoverno realmente autonomo, rafforzandone i poteri e modificandone la composizione? Vuole, per non farne “la rappresentanza delle aggregazioni disciplinari e delle corporazioni e delle sottocorporazioni”, ridurre le attuali 14 aree a 5-6 grandi aree di equivalente consistenza che esprimano rappresentanti dei docenti con elettorati attivi e passivi comuni alle tre fasce? Vuole aumentare il peso delle rappresentanze degli studenti e del personale tecnico-amministrativo? Assolutamente no. La TreeLLLe non vuole niente di tutto questo.
La Fondazione, dopo avere criticato “alcune forme di rappresentanza
centralistica degli interessi presso l’autorità di governo (Conferenze dei
presidi di facoltà, Coordinamenti dei presidenti di corsi di laurea, Organismi rappresentativi di aggregazioni scientifico-disciplinari, etc.)”, va al sodo e propone di “assumere la Conferenza dei Rettori (Crui) quale referente per la consultazione, il confronto e la verifica del consenso sulle più rilevanti scelte di governo del sistema: ciò in quanto la Crui è espressione dei responsabili della gestione degli atenei e struttura istituzionalmente autonoma e indipendente rispetto al Ministero.”

Sulla inconsistenza politica della CRUI e sulla sua intrinseca incapacità di svolgere compiti di rappresentanza del sistema nazionale universitario, l’ANDU si è anche recentemente espressa (v. Nota 7). Rispetto alle proposte di TreeLLLe due sole osservazioni: 1. a proposito della nuova composizione dei Senati accademici proposta dalla Fondazione, a pag. 112 si legge: “La scelta di non avere nel Senato Accademico rappresentanze elettive indirette (come i presidi di facoltà o i direttori di dipartimento) nasce dall’esigenza di evitare situazioni di governo consociativo, in cui il senatore-preside potrebbe sentirsi più espressione (e difensore) della facoltà che presiede che componente di un organo di governo dell’ateneo, col risultato di tendere ad impostare la sua azione più come ricerca di un sostanziale equilibrio tra le facoltà che come responsabile della politica complessiva dell’ateneo.” Una critica questa che l’ANDU da anni rivolge agli attuali Senati accademici, la cui composizione incentrata sui Presidi è la principale causa della “non gestione” degli Atenei.

 Bene quindi la critica alle “rappresentanze elettive indirette”, critica che però la TreeLLLe incredibilmente dimentica quando pretende di assegnare ad un organismo (la CRUI) somma di “rappresentanti elettivi indiretti” (i Rettori) la rappresentanza del
sistema universitario;
2. è forse un caso che la controriforma del CUN ne confermi di fatto l’attuale composizione (14 aree e con rappresentanze per sottocategorie), dando così ancora più spazio alle giuste critiche della TreeLLLe, che ne trae pretesto per proporre la sostituzione del CUN, peraltro di fatto già avvenuta, con un organismo che come la CRUI è il condensato dei poteri forti accademici?

9 marzo 2004

Nota 1. Per il documento dell’ANDU “Governance degli Atenei. Ci stanno lavorando”:
http://www.bur.it/sezioni /sez_andu.php 03 marzo 2004.

Nota 2. Per il testo dell’articolo “E dopo i docenti tocca ai rettori” sul Messaggero del 5.3.04:
http://laricerca.uniss.it/ php/proiettore Rassegna.php? cat=32&xml=/ xml/rassegna/ rassegna 20291.xml&item=)

Nota 3. Per i documenti dell’ANDU sulla riforma del CUN:
http://www.bur.it/ sezioni/sez_andu.php e poi 29 gennaio 2004 “La (non) riforma del CUN e l’ennesima proroga dell’attuale CUN” 14 gennaio 2004 “La riforma del CUN” venerdì 03/10 “CUN. Rinnovo e riforma”

Nota 4. Per il testo del disegno di legge sul CUN e del giudizio dello SNUR-CGIL:
http://www.snur-cgil.org/ poi cliccare su “Bozza di disegno di legge sul riordino del CUN”

Nota 5. TreeLLLe è un’Associazione presieduta da Umberto Agnelli di cui fanno parte, tra gli altri, Fedele Confalonieri, Luigi Abete, Sabino
Cassese, Adriano De Maio, Tullio De Mauro, Giuseppe De Rita, Umberto Eco, Angelo Panebianco, Sergio Romano, Raffaele Simone, Umberto Veronesi, Giuliano Ferrara, Domenico Fisichella, Franco Frattini, Ezio Mauro, Luciano
Modica, Andrea Ranieri, Fabio Roversi Monaco, Marcello Sorgi, Piero Tosi, Giuseppe Valditara.

Nota 6. Per richiedere la pubblicazione della Fondazione TreeLLLe “Università italiana, università europea?”:
http://www.associazionetreelle.it/

Nota 7. (24.2.04) LA CRUI CHE NON C’E’. Da anni l’ANDU denuncia il fatto che la CRUI si è appropriata del ruolo di rappresentanza del sistema nazionale, che non le spetta e che non è strutturalmente in grado di svolgere. Infatti nessun Rettore è stato eletto per svolgere tale compito. L’azione che la CRUI può svolgere nei confronti del Governo è quella di chiedere fondi per gli Atenei e proporre criteri per la loro distribuzione. Quando invece si tratta di affrontare problemi più generali, la CRUI è “costretta” ad approvare (sempre all’unanimità, naturalmente!) documenti che dicono una cosa e il suo contrario. E’ stato questo il caso del documento del 29.1.04 dove la CRUI è contemporaneamente contro l’esaurimento dei ricercatori e a favore dell’esaurimento dei ricercatori ed è contemporaneamente contro il precariato e a favore del precariato, e così via. Di chiaro in quel documento c’e’ “solo” il fatto che la CRUI ha abbandonato l’iniziale richiesta di ritiro del provvedimento governativo e ha smesso di criticare il ricorso allo strumento della legge-delega. Le prese di posizione pubbliche di singoli Rettori mostrano che tra i Rettori stessi esistono opinioni antitetiche sul DDL governativo.

Naturalmente è legittimo, e può anche essere utile, che la CRUI prenda una posizione (e non due in una, cioè nessuna!) sul DDL governativo, così come fanno i Collegi dei Presidi, i Senati Accademici, i Consigli di Facoltà, ecc. Quello che non è né legittimo né utile è che la CRUI pretenda di rappresentare il sistema nazionale delle Università e si segga ai tavoli
“tecnici” con il Ministro.

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